(Adnkronos) - A 24 ore dal nuovo round di colloqui con gli Usa a ginevra, l'Iran desidera arrivare a un accordo per evitare i raid degli Stati Uniti più di quanto lo voglia raggiungere il presidente americano. Questa, rivela la Cnn, la frase che Donald Trump avrebbe pronunciato durante un pranzo con giornalisti e corrispondenti prima dell'atteso discorso sullo Stato dell'Unione. Nel suo intervento al pranzo, in gran parte off the record, il presidente ha sottolineato tuttavia che gli iraniani finora non sono stati disposti a dire esplicitamente che non costruiranno armi nucleari. Le indiscrezioni sulle parole del tycoon sembrano trovare - almeno in parte - una conferma nelle dichiarazioni del vice ministro degli Esteri di Teheran, Majid Takht-Ravanchi, che ha spiegato come l'Iran voglia un accordo con gli Stati Uniti "il prima possibile". "Entreremo nella sala dei negoziati con sincerità e buona volontà", ha affermato Takht-Ravanchi in un'intervista alla radio americana Npr, auspicando che l'approccio positivo dell'Iran venga ricambiato dagli Stati Uniti. "Se ci sarà la volontà politica da tutte le parti, credo che l'accordo potrà essere raggiunto il prima possibile", ha aggiunto il vice ministro degli Esteri, che è il numero due dei negoziatori iraniani. "Abbiamo l'opportunità storica di raggiungere un accordo senza precedenti che affronti le preoccupazioni reciproche e soddisfi gli interessi comuni. Un accordo è alla nostra portata, ma solo se si darà priorità alla diplomazia", gli ha poi fatto eco su X il titolare degli Esteri Abbas Araghchi, in vista del terzo round. La delegazione negoziale iraniana si presenterà in Svizzera "con la determinazione di raggiungere un accordo equo e giusto nel più breve tempo possibile", ha proseguito Araghchi, ribadendo che "l'Iran non svilupperà in nessun caso armi nucleari, né noi iraniani rinunceremo mai al nostro diritto di sfruttare i vantaggi della tecnologia nucleare pacifica a beneficio del nostro popolo". "Abbiamo dimostrato che non ci fermeremo davanti a nulla per difendere con coraggio la nostra sovranità. Porteremo - ha promesso - lo stesso coraggio al tavolo dei negoziati, dove cercheremo una soluzione pacifica a qualsiasi divergenza". Per la Cnn, le opzioni sul tavolo di Trump sarebbero intanto tre e tutte ben delineate: lasciare spazio alla diplomazia, ordinare un attacco limitato oppure lanciare un'operazione su larga scala per tentare di rovesciare il regime. Secondo l'emittente, Trump potrebbe scegliere di non ordinare alcuna azione militare, confidando che la presenza di due portaerei, decine di navi da guerra al largo delle coste iraniane e di un centinaio di caccia convinca Teheran a stringere un accordo. In alternativa, potrebbe autorizzare raid mirati contro siti militari, installazioni legate al programma nucleare o strutture dei Guardiani della Rivoluzione, per costringere l'Iran ad abbandonare ogni capacità di costruire armi atomiche. L'opzione più radicale sarebbe un attacco su larga scala mirato a far cadere la Repubblica islamica, anche se resta l'incognita sul dopo: l'Amministrazione non avrebbe un quadro chiaro su chi potrebbe sostituire l'attuale leadership né garanzie che un'operazione massiccia porterebbe alla caduta del regime. Resta poi incerto anche se un attacco convincerebbe Teheran a negoziare o rafforzerebbe la sua determinazione a resistere. Funzionari regionali ritengono che l'Iran difficilmente tornerebbe al tavolo dopo un raid, qualunque sia la sua portata. Un attacco comporterebbe inoltre il rischio di ritorsioni contro obiettivi americani in Medio Oriente, eventualità più volte segnalata a Trump nei briefing delle ultime settimane.
(Adnkronos) - In occasione del quarto anniversario dell’aggressione russa all’Ucraina, Fondazione Cdp, l’ente non profit del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, sta coordinando un progetto volto all’acquisto di apparecchiature diagnostiche per gli ospedali ucraini al quale hanno aderito diverse aziende e fondazioni italiane. I macchinari, destinati ai reparti materno-infantili, saranno consegnati a strutture situate in aree particolarmente colpite dagli attacchi russi. All’iniziativa, si legge in una nota di Fondazione Cdp, presieduta da Giovanni Gorno Tempini, Presidente di Cassa Depositi e Prestiti, collaborano il Dipartimento della Protezione Civile, impegnato nel coordinamento operativo e logistico delle operazioni, e le Regioni Toscana e Veneto, che hanno reso disponibili le apparecchiature. Nel dettaglio l’iniziativa di solidarietà ha ricevuto il sostegno di Ansaldo Energia; Autostrade per l’Italia; Ferrovie dello Stato Italiane; Fondazione Fincantieri; Fondazione Snam Ets; Fondazione Terna; Fondazione Tim; Gruppo Poste italiane; Italgas; Leonardo Spa; Nexi Spa; Open Fiber; Sace; Società del Gruppo Cdp;Webuild. Fondazione Cdp è l’ente non profit del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, istituito nel 2020 per rafforzare e ampliare l’impegno del Gruppo nello sviluppo sociale, culturale, ambientale ed economico del Paese. Attraverso un’azione complementare e addizionale, la Fondazione sostiene iniziative ad alto impatto che valorizzano gli asset strategici dell’Italia e promuovono opportunità di crescita per le giovani generazioni, operando in collaborazione con istituzioni e società civile. La Fondazione Cdp concentra il proprio intervento nei settori della ricerca scientifica, dell’istruzione e inclusione sociale e dell’arte e cultura, con una particolare attenzione ai territori del Mezzogiorno. Dalla sua nascita ha finanziato oltre 200 progetti su tutto il territorio nazionale, impegnando più di 50 milioni di euro e adottando modelli di filantropia d’impatto orientati a generare risultati concreti e duraturi. Il Piano Strategico 2026–2028 conferma un approccio orientato all’impatto, fondato su partnership, co-progettazione e reti multistakeholder, per contribuire a un cambiamento strutturale e misurabile nella società.
(Adnkronos) - In occasione della XXII Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili, Barilla rinnova la propria adesione a 'M’Illumino di Meno', l’iniziativa simbolo dell’impegno condiviso per un uso più consapevole dell’energia. Anche quest’anno - spiega l'azienda in una nota - il Gruppo spegnerà le luci della sede di Pedrignano (PR), a testimonianza di un’attenzione concreta verso l’efficienza energetica e la riduzione dell’impatto ambientale. Un gesto simbolico che riflette un impegno strutturale e di lungo periodo. Per Barilla, infatti, la sostenibilità energetica rappresenta una leva strategica del proprio modello industriale. Guardando al futuro, il Gruppo ha fissato un obiettivo chiaro: raggiungere entro il 2030 una potenza installata di 24 MW per l’auto-produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, contribuendo in modo significativo alla transizione energetica e al rafforzamento della resilienza industriale. Per rendere concreta questa visione, nel 2024 Barilla ha avviato l’Energy&Water Plan, un piano dedicato agli stabilimenti produttivi che prevede 168 milioni di euro di investimenti cumulati entro il 2030. Il piano è focalizzato su tre ambiti principali: efficientamento energetico dei processi industriali, gestione più sostenibile delle risorse idriche e sviluppo di impianti di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Presente in oltre 100 Paesi con 30 siti produttivi nel mondo, Barilla considera l’uso sostenibile delle risorse energetiche una priorità strategica, promuovendo una cultura diffusa dell’efficienza energetica integrata nei processi industriali e nelle scelte di investimento. Per garantire un miglioramento continuo delle prestazioni energetiche, il Gruppo ha adottato il Sistema di Gestione dell’Energia conforme alla norma UNI EN ISO 50001, oggi diffuso in 25 stabilimenti certificati, comprendenti tutti i siti produttivi europei. Nel 2024 hanno inoltre completato il percorso di prima certificazione lo stabilimento di Muggia (Trieste), l’Head Quarter della Francia a Parigi e gli uffici di Châteauroux. Il pastificio di Parma è soggetto all’Emissions Trading Scheme (Ets), con consumi ed emissioni di CO2 verificati e certificati da enti terzi. Questo approccio strutturato si traduce nel progetto Esp - Energy Saving Program, attivo dal 2004, che favorisce la condivisione delle migliori soluzioni tecnologiche e gestionali per l’ottimizzazione delle performance energetiche. Parallelamente, Barilla ha incrementato l’utilizzo di energia elettrica da fonti rinnovabili, grazie alle Garanzie di Origine (GO), coprendo interamente numerosi marchi del Gruppo. Nel 2024 il Gruppo ha investito circa 10,5 milioni di euro in interventi legati all’energia, tra efficientamento, revamping degli impianti di trigenerazione e nuove installazioni per l’autoproduzione da fonti rinnovabili. Nei pastifici italiani sono attivi impianti di trigenerazione ad alto rendimento, che migliorano l’efficienza complessiva e riducono l’impiego di combustibili fossili. A supporto di queste azioni, Barilla continua a investire nella formazione delle persone, diffondendo pratiche operative orientate alla riduzione dei consumi energetici. Negli ultimi due anni, poi, il Gruppo ha triplicato la potenza installata di impianti fotovoltaici per l’autoproduzione di energia elettrica rinnovabile nei propri siti produttivi italiani e prevede di triplicarla nuovamente entro il 2026, raggiungendo quasi 9 MWp di potenza installata. Oggi tutte le fornerie italiane Barilla utilizzano il 100% di energia elettrica da fonte rinnovabile, acquistata con Garanzie di Origine o autoprodotta. Un impegno che coinvolge in particolare Mulino Bianco, che da oltre cinque anni utilizza esclusivamente energia idroelettrica prodotta dall’impianto alimentato dal Lago di Resia, come indicato dal logo dedicato sulle confezioni. Tra gli esempi più significativi, lo stabilimento di produzione sughi di Rubbiano (PR): l’impianto fotovoltaico installato nel 2024 consente, nel periodo estivo caratterizzato dal picco produttivo dei Pesti al basilico, di coprire il fabbisogno energetico di circa un giorno di produzione a settimana grazie all’energia rinnovabile autoprodotta.