(Adnkronos) - Virginia Raffaele e Fabio De Luigi saranno ospiti stasera, giovedì 26 febbraio, sul palco del Festival di Sanremo 2026 per presentare 'Un bel giorno', una commedia romantica e familiare, dal 5 marzo nelle sale cinematografiche distribuito da 01 Distribution. 'Un bel giorno' racconta la necessità di rilanciare sempre, anche quando sembra più semplice restare fermi. "Ci vuole coraggio a rimettersi in gioco, e il nostro film è un inno al coraggio di cambiare, di vivere", ha raccontato De Luigi all’Adnkronos, sottolineando come la spinta a guardare avanti sia un esercizio vitale, quasi un antidoto all’idea – molto contemporanea – di avere una "data di scadenza" dopo una certa età. "Rilanciare è sano, ti butta lo sguardo avanti", ha aggiunto. "Ho visto grandissimi personaggi che, anche poco prima di andarsene, pensavano ai progetti futuri. Ecco, io vorrei imparare a essere un po’ più come loro". Al centro del film c’è Tommaso (De Luigi), che ha cresciuto da solo quattro figlie trasformando la sua vita in una caotica ma solida routine familiare: un padre a tempo pieno e un uomo a tempo zero. Quando le ragazze decidono che è arrivato il momento per lui di rimettersi in gioco, Tommaso incontra Lara (Raffaele), una donna brillante e affascinante. Un incontro inatteso che potrebbe cambiare tutto, se non fosse che entrambi nascondono qualcosa di decisamente ingombrante. 'Un bel giorno' non è la prima collaborazione tra Fabio De Luigi e Virginia Raffaele. La loro sintonia era già ben visibile nel film 'Tre di troppo' del 2023, una commedia esilarante che ha visti i due attori nei panni di una coppia di single che si ritrovano improvvisamente ad essere genitori. "Fabio è un professionista anche nel complicarsi la vita. Adoro lavorare con lui. Ogni volta è un regalo. Qui è un po’ il mio alter ego maschile, e nel dirigere le commedie è davvero bravo. Spero di avere altre occasioni di collaborare con lui: mi diverto e abbiamo la stessa vena di malinconia", ha raccontato Virginia Raffaele. "Sono grata a Sanremo che mi ha dato tantissimo. Sarà bello rincontrarmi con Carlo Conti", ha detto Virginia Raffaele che torna sul palco dell'Ariston come ospite dopo aver co-condotto l'edizione 2016 (condotta proprio da Carlo Conti) e quella del 2019, al fianco di Claudio Baglioni e Claudio Bisio. È stata ospite anche in altre occasioni, come nel 2015, dove si è distinta per le sue imitazioni. Tra le più iconiche: Belen Rodriguez, Sabrina Ferilli, Carla Fracci, Donatella Versace. Prima volta all'Ariston, invece, per Fabio De Luigi: "Non sono mai stato a Sanremo, quindi terrò la manina a Virginia, cercheremo di fare qualcosa".
(Adnkronos) - Il Gruppo Nestlé in Italia corrisponderà un premio fino a 2.900 euro ai suoi collaboratori e collaboratrici che lavorano in tutte le sue sedi e fabbriche nel Paese e che l’azienda ha deciso di riconoscere per i risultati raggiunti nel 2025. Questo ha permesso alle persone del Gruppo Nestlé in Italia di avere fino a 13.925 euro di premio in 5 anni. Frutto del buon sistema di relazioni sindacali costruito negli anni, il premio di produzione è il risultato di un importante accordo con le organizzazioni sindacali e rappresenta un aiuto concreto a favore delle persone del Gruppo Nestlé in Italia. ”Siamo contenti di poter confermare anche quest’anno un importante premio di produzione. Supporto economico, servizi e soluzioni di welfare permettono di contribuire concretamente al benessere delle persone sul luogo di lavoro e nella loro vita privata, una priorità assoluta per il Gruppo Nestlé in Italia”, ha dichiarato Marco Travaglia, presidente e amministratore delegato del Gruppo Nestlé in Italia. Oltre a questo contributo monetario, l’azienda prevede anche la possibilità di usufruire di diverse tipologie di servizi e di soluzioni di welfare. Tra queste, il Fab Working, il modello di smart working flessibile e bilanciato sviluppato da Nestlé, e il 'Nestlé Baby Leave', il congedo di paternità o per il secondo caregiver della durata di 3 mesi. Inoltre, l’azienda ha un importante piano di welfare, Wellnest, il Nestlé Welfare Program, nato per rispondere e adattarsi alle nuove richieste delle proprie persone. In particolare, da anni l’azienda dà la possibilità di fare visite mediche nei propri luoghi di lavoro, ad esempio visite per la prevenzione oncologica e supporto psicologico, convinta che la salute debba essere parte integrante della vita lavorativa. Inoltre, per venire incontro alle esigenze di tutti, ha lanciato una piattaforma di flexible benefit da cui è possibile scaricare buoni e voucher da utilizzare per l’acquisto di vari beni e servizi. Le persone potranno scegliere di convertire parte del premio di risultato, inclusa la relativa quota di contributi, in credito welfare.
(Adnkronos) - Il Regolamento Ue Ppwr (Packaging and Packaging Waste Regulation) “imporrà un cambio di paradigma molto netto” in tema di imballaggi, “una vera e propria rivoluzione”. Così Giuseppe Dimaria, sales director di osapiens Italia, azienda attiva nello sviluppo di software enterprise per una crescita sostenibile, in un'intervista all’Adnkronos traccia un quadro degli impatti che il nuovo regolamento avrà sulla filiera. “L’imballaggio non sarà più trattato come un ‘accessorio’ del prodotto, ma come un oggetto regolato in modo strutturale, con obblighi concreti sia sul piano fisico che sul piano informativo. In altre parole, il packaging dovrà essere ‘tecnicamente’ conforme, identificabile, tracciabile e accompagnato da informazioni verificabili”, spiega. Sul tema dell’etichettatura, “la direzione è chiara: si va verso un sistema armonizzato a livello europeo, pensato per rendere più semplice e immediata la comprensione della composizione dell’imballaggio e delle corrette modalità di smaltimento. L’obiettivo del Ppwr è proprio quello di uniformare i processi in tutta l’Unione”. Sul fronte della tracciabilità, “il salto è ancora più significativo. Il Ppwr prevede che l’imballaggio debba essere marcato con informazioni identificative come tipo, lotto o numero di serie, oltre a marchio e indirizzo del produttore. Ed è interessante notare che viene esplicitamente contemplato l’utilizzo di strumenti digitali come il QR code. Questo punto apre una prospettiva molto concreta: l’imballaggio comincia ad assumere una vera e propria ‘identità’, non più soltanto fisica, ma anche digitale”. “Ma non è solo un tema di ‘codice sull’etichetta’”, avverte Dimaria. “Il regolamento introduce una vera infrastruttura documentale - spiega - I produttori dovranno effettuare una valutazione di conformità che copre tutti i dati rilevanti lungo la supply chain, predisporre una documentazione tecnica completa e rilasciare una ‘Eu Declaration of Conformity’. In più, la conservazione della documentazione non è banale: 5 anni per gli imballaggi monouso e 10 anni per quelli riutilizzabili, con obbligo di metterla a disposizione delle autorità competenti". Quanto alle scadenze, “il calendario è molto serrato. Il regolamento è entrato formalmente in vigore l’11 febbraio 2025, ma il vero spartiacque operativo sarà quello del 12 agosto 2026, quando inizierà l’applicazione generale e solo imballaggi conformi potranno essere immessi sul mercato Ue. Le regole sull’etichettatura armonizzata arriveranno poi il 12 agosto 2028. Mentre per il packaging riutilizzabile, dal 12 agosto 2029 diventerà obbligatorio fornire ulteriori informazioni specifiche, anche tramite QR code”. Insomma, “l’impatto del Ppwr sarà enorme, perché trasforma l’etichetta da elemento ‘grafico’ a strumento regolatorio, mentre la tracciabilità, da concetto astratto, diventa requisito misurabile e documentabile”. In questo quadro “le sfide principali per le aziende italiane riguardano soprattutto la complessità operativa. Il Ppwr richiede dati, prove e documentazione che spesso oggi non sono disponibili in modo strutturato. Molte aziende hanno gap informativi lungo la filiera e la raccolta dati avviene ancora in modo manuale e frammentato”. Ne deriva che “la gestione dei dati diventa la vera infrastruttura della sostenibilità: è ciò che consente alle aziende di trasformare obblighi normativi in processi industriali governabili. In un contesto così articolato è fondamentale puntare su tecnologie di ultima generazione e strumenti digitali centralizzati che consentano di raccogliere e strutturare i dati di prodotto e di imballaggio, coinvolgere fornitori e partner, gestire documentazione tecnica, etichettatura e Dichiarazioni di Conformità in modo integrato e verificabile”. In conclusione, secondo Dimaria, occorre tenere presente che “il 12 agosto 2026 non è lontano, e sarà una data spartiacque molto concreta. Da lì non si potrà tornare indietro. L’accesso al mercato europeo sarà vincolato e bisogna essere pronti per tempo”. In secondo luogo, “il Ppwr va interpretato come parte di una trasformazione più ampia, con l’Unione Europea che sta spingendo verso un’economia fondata su trasparenza, tracciabilità e responsabilità estesa. Un percorso collegato anche alla logica del Digital Product Passport. Chi si rende conto di questo oggi, probabilmente domani non sarà solo compliant: sarà più competitivo”.