(Adnkronos) - “Dallo studio appena presentato emergono considerazioni su una generazione che si trova davanti ad un mondo pieno di possibilità ma anche pieno di problemi. Questa generazione chiede, forse troppo a bassa voce, un cambiamento, e si ritrova a combattere sia con sé stessa sia con adulti che hanno creato un mondo troppo complicato”. È quanto riferito da Mauro Magatti, professore di Sociologia dell’università Cattolica di Milano, intervenuto a Roma alla presentazione dei risultati della prima iniziativa dell’Osservatorio permanente di Fondazione Unhate sulla condizione giovanile in Italia: “Fragile – mappae mundi di una nuova generazione”, uno studio sulla fragilità degli italiani tra i 13 e i 24 anni. Poi aggiunge: “Dobbiamo creare le condizioni idonee per far sì che questo potenziale nascosto emerga, un potenziale messo in evidenza proprio dalla ricerca. I numeri dicono che un giovane su cinque fa un percorso positivo nella propria adolescenza, ma anche che uno su quattro vive una situazione di blocco, di chiusura, di rifiuto. Ecco, dobbiamo mettere in campo azioni dentro i territori che invertano questa tendenza, portando a crescere la percentuale di giovani che vivono la potenziale apertura come un vero processo di attivazione”.
(Adnkronos) - Adaptability e upskilling. Sono queste le due parole chiave che descrivono il mercato del lavoro di oggi. Dopo un biennio dominato dal dibattito sulle potenzialità delle nuove tecnologie, il 2026 si accinge a diventare l’anno della concretezza. Tutti i discorsi sull’intelligenza artificiale, sull’innovazione green e sull’industria 5.0 hanno smesso di essere proiezioni future e stanno diventando, sempre di più, realtà all’interno dei processi aziendali che non possiamo più ignorare. Questo cambio di paradigma si traduce, ovviamente, anche in una ricerca sempre più insistente di profili altamente qualificati e con competenze ibride, ovvero professionisti che, insieme alle hard skills, abbiano una visione di insieme per muoversi in contesti sempre più complessi. Competenze con una data di scadenza: il nuovo mercato del lavoro è sempre più dinamico. La velocità dell’innovazione ha ridotto drasticamente la vita delle hard skill. Secondo le ultime analisi di agap2 - multinazionale di consulenza operativa specializzata nel mondo dell’ingegneria e dell’It - oggi le competenze tecniche hanno un ciclo di vita media di circa due anni prima di diventare obsolete. Non si tratta più, quindi, solo di imparare a usare nuovi strumenti, ma di abbracciare percorsi di formazione continui e dinamici per adattarsi a un ambiente in costante evoluzione e cambiamento. "Il 2026 - afferma Alessandro Rosati, Ceo di agap2 - rappresenta uno spartiacque: non basta più essere spettatori dell'innovazione, bisogna saperla gestire. La vera sfida nei prossimi mesi sarà trasformare la velocità del cambiamento in un asset strategico per anticipare le esigenze di mercato e fornire risposte concrete, precise e tempestive. La capacità di disimparare e imparare di nuovo diventa il vero vantaggio competitivo per i candidati, ma anche per le aziende. Oggi nessun professionista può limitarsi ad essere un semplice esecutore, ma deve essere un artefice del cambiamento con competenze in perenne aggiornamento per poter colmare il gap che si apre tra l’innovazione tecnologica che corre velocissima e le necessità di sviluppo del business”. Maquali saranno i professionisti più richiesti nel 2026? Ecco il quadro tracciato da agap2. -Energy manager e sustainability engineer: in vista dei traguardi del Green Deal, queste figure evolvono da semplici consulenti ad architetti della transizione. Non si limitano all'efficientamento energetico, ma riprogettano l'intero ciclo di vita del prodotto secondo i principi dell'economia circolare, integrando fonti rinnovabili e tecnologie di cattura della Co2 per garantire la resilienza operativa e il rispetto dei nuovi standard Esg. -Ingegnere dell’automazione 5.0: il 2026 segna il passaggio definitivo dall'automazione rigida a quella collaborativa e cognitiva. Questo professionista progetta ecosistemi dove robotica avanzata e operatori umani interagiscono in sinergia (Cobot), sfruttando il Cloud Manufacturing e l'Edge Computing per creare linee produttive iper-flessibili, capaci di auto-ottimizzarsi in tempo reale grazie ai dati di fabbrica. -AI implementation specialist (o AI architect): è l'anello di congiunzione tra la data science e il business concreto. Il suo compito non è la creazione di codici grezzi, ma l'integrazione strategica di AI generativa e modelli predittivi nei workflow aziendali. Agisce come un traduttore tecnologico che adatta i modelli linguistici e gli algoritmi di machine learning per automatizzare decisioni complesse e personalizzare l'esperienza del cliente su scala industriale. -Cybersecurity governance consultant: con l'adozione della normativa Nis2 e del Cyber Resilience Act, la sicurezza diventa una questione di processo e non solo di difesa tecnica. Questo consulente gestisce la sicurezza dell'intera supply chain, trasformando la protezione dei dati in un asset competitivo. Coordina la gestione del rischio, la compliance normativa e la resilienza infrastrutturale per prevenire minacce sistemiche in un mondo sempre più interconnesso. -Data engineer: è l'architetto che costruisce le fondamenta del patrimonio informativo aziendale; progetta pipeline di dati scalabili e sicure che alimentano l'intelligenza artificiale in tempo reale. Il suo ruolo è cruciale per garantire la data quality e l'interoperabilità tra database eterogenei, trasformando flussi di dati grezzi in infrastrutture pronte per l'analisi strategica e il decision-making automatizzato.
(Adnkronos) - L’89% degli intervistati definisce il settore delle rinnovabili un ambiente inclusivo in cui le donne si sentono rispettate, ascoltate e valorizzate. Questo elemento estremamente positivo si accompagna però a elementi di criticità rispetto a una minore rappresentanza delle donne nel settore e a elementi di disparità percepita. È quanto emerge dall’indagine su circa 600 aziende del settore delle rinnovabili e del fotovoltaico, realizzata da Italia solare e Key - The Energy Transition Expo con il supporto di Excellera Intelligence, che analizza la presenza femminile e le dinamiche di inclusività nel comparto. Secondo i partecipanti all’indagine, le donne rappresentano il 35% dei dipendenti del comparto. Poco più di una donna su quattro (28%) opera nell’area tecnica, mentre il 72% è impiegato in altre funzioni aziendali, con una maggiore presenza nell’area Amministrazione (27%). Sul fronte delle posizioni apicali, il report evidenzia una presenza femminile ancora contenuta seppur in linea con i trend di altri settori: il 67% delle aziende ha almeno una donna in posizioni di vertice, mentre il 33% non ne ha nessuna. Se il dato a livello aggregato è positivo, nel momento in cui ci si concentra sulla leadership femminile la quota si assottiglia decisamente: solo 1 azienda su 10 dichiara di avere una donna come ad, dg o amministratrice unica, mentre il 4% segnala una presenza femminile nei ruoli di presidente o vicepresidente. L’89% degli intervistati pensa che nella propria azienda ci sia un clima inclusivo e rispettoso dell’universo femminile. Questo elemento è molto positivo per il settore e ha un portato positivo anche in termini di attrattività di talenti per le aziende che lo rappresentano. Questo dato però non equivale a dire che non esistano criticità, quasi una donna su due (48%) afferma di aver assistito nel suo percorso professionale a episodi riconducibili a disparità di genere. Gli episodi si verificano sia all’interno delle aziende sia durante eventi pubblici o incontri di lavoro. Gli episodi riportati riguardano principalmente delegittimazione tecnica e professionale, utilizzo di linguaggio non inclusivo, differenze nell’attribuzione di responsabilità e nei trattamenti economici. L’indagine evidenzia inoltre una significativa differenza di percezione tra uomini e donne rispetto alle opportunità professionali nel settore. Tra gli uomini intervistati, circa due terzi (67%) ritengono che esistano pari opportunità di carriera tra i generi, mentre questa convinzione è condivisa solo dal 41% delle donne. Il divario percettivo risulta ancora più marcato sul tema della parità retributiva: il 65% degli uomini considera equilibrate le retribuzioni tra uomini e donne, a fronte del 28% delle lavoratrici che esprime la stessa valutazione. Sul fronte degli strumenti organizzativi, il settore mostra una diffusione significativa di politiche a supporto dell’equilibrio tra vita professionale e personale: il 78% degli intervistati dichiara infatti che nella propria azienda sono attive misure di flessibilità e conciliazione vita-lavoro. Accanto a questo dato positivo emerge tuttavia un elemento di attenzione: circa una donna su cinque (21%) ritiene che l’utilizzo di tali strumenti possa comportare possibili ripercussioni sul percorso professionale, segnalando la persistenza di timori legati a potenziali penalizzazioni di carriera. “Il comparto energetico, e con questo anche il mondo delle rinnovabili e del fotovoltaico, è storicamente rappresentato da una forte presenza maschile. Negli anni abbiamo visto cambiare il trend, con aziende sempre più aperte e attente alla parità di genere, ma la strada da percorrere è ancora lunga. Come Associazione stimoliamo tale cambiamento e questa iniziativa è un passo concreto nella presa di coscienza di quello che manca e di ciò che si può fare per sostenere una presenza maggiore delle donne nel nostro settore. Quello che appare evidente è che oltre a una mancanza di figure femminili nelle discipline Stem (Science, Technology, Engineering, and Mathematics), resta ancora molto un fatto culturale. Partire da qua per promuovere il cambiamento è fondamentale e Italia Solare con le sue attività se ne rende promotrice”, commenta Paolo Rocco Viscontini, presidente di Italia Solare. “Le professioni legate al mondo dell’energia restano ancora poco presidiate dalla componente femminile, anche perché le donne intraprendono in misura limitata percorsi di studio e carriere nelle discipline Stem. Questo rapporto porta l’attenzione su un tema strategico per il futuro della filiera energetica e offre elementi utili a favorire una maggiore presenza femminile nel mondo tecnico e scientifico. Si tratta di un percorso che può rafforzare ulteriormente il contributo di competenze e valore che le donne già oggi portano nella filiera”, commenta Alessandra Astolfi, Global Exhibition Director della divisione Green & Technology di Italian Exhibition Group.