(Adnkronos) - Gli attacchi di Israele sui depositi di carburanti in Iran hanno ulteriormente fomentato il panico sui mercati petroliferi internazionali. Oggi, lunedì 9 mazo 2026, all’apertura dei mercati asiatici, il Brent è schizzato sopra i 100 dollari al barile, per sfiorare poi i 119 e assestarsi poco sopra i 108: non superava i 100 dollari da luglio 2022. A pesare sull'andamento del greggio è principalmente il timore di un blocco prolungato dello Stretto di Hormuz. Le quotazioni dei prodotti raffinati hanno continuato a salire venerdì, con il gasolio al massimo dal 16 novembre 2022 e la benzina dal 12 luglio 2024, complice anche l’indebolimento dell’euro sul dollaro. Prosegue anche la corsa dei prezzi dei carburanti alla pompa, con la benzina al massimo da quasi un anno (dal 16 marzo 2025) e il gasolio da oltre tre anni e mezzo, dal 10 luglio 2022, quando era ancora in vigore lo sconto sull’accisa introdotto dal governo Draghi il 22 marzo 2022 e mantenuto fino a fine anno, scrive Staffetta Quotidiana. Nel fine settimana sia la segretaria Pd Elly Schlein che la premier Giorgia Meloni si sono dette favorevoli all’applicazione dell’accisa mobile. La presidente del Consiglio ha detto in un video sui social che il ministero dell’Economia sta studiando la misura da qualche giorno. Lo “sconto” applicato da Draghi nel 2022 era anch’esso un’attuazione della norma sull’accisa mobile, rinforzata però dai fondi provenienti dalla 'tassa sugli extraprofitti' applicata alle società del settore energetico. Ne venne fuori un taglio delle accise di 25 centesimi al litro (30 contando anche l’Iva). La norma sull’accisa mobile fu applicata solo un’altra volta, tra aprile e maggio 2008, dal governo Prodi II, con Pier Luigi Bersani al ministero dello Sviluppo economico e Tommaso Padoa Schioppa all’Economia. Allora lo sconto durò circa un mese e fu di due centesimi al litro. La norma era stata introdotta dallo stesso governo con la legge finanziaria per il 2008. La norma, modificata nel 2023 dal governo Meloni per renderla di più immediata attuazione, stabilisce che il ministero dell’Economia può intervenire con decreto per ridurre le accise per compensare le maggiori entrate Iva derivanti dall’aumento del prezzo del petrolio. Il decreto può essere adottato se il prezzo del Brent aumenta, 'sulla media del mese precedente, rispetto al valore di riferimento, espresso in euro, indicato nell'ultimo Documento di economia e finanza'. Il Documento programmatico di finanza pubblica di ottobre 2025 indica un prezzo del Brent per il 2026 di 66,1 dollari al barile con un cambio euro/dollaro a 1,2, quindi un valore di 55,1 euro/barile. A gennaio in media il Brent si è attestato proprio a 55,1 euro/barile. A febbraio si è saliti a 58,7 euro/barile. Nei primi due giorni di marzo siamo a 72. Volendo, dunque, le condizioni ci sono. Tornando ai prezzi, stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, Q8 ha aumentato di due centesimi al litro i prezzi consigliati della benzina e di dieci quelli del gasolio. Per Tamoil registriamo un rialzo di sei centesimi sulla benzina e quattordici sul gasolio. Salgono anche i prezzi del Gpl, con aumenti tra uno e due centesimi di euro al litro. Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all'Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 20mila impianti: benzina self service a 1,782 euro/litro (+38 millesimi, compagnie 1,786, pompe bianche 1,774), diesel self service a 1,965 euro/litro (+98, compagnie 1,967, pompe bianche 1,961). Benzina servito a 1,917 euro/litro (+38, compagnie 1,957, pompe bianche 1,843), diesel servito a 2,091 euro/litro (+95, compagnie 2,125, pompe bianche 2,028). Gpl servito a 0,702 euro/litro (+5, compagnie 0,713, pompe bianche 0,691), metano servito a 1,475 euro/kg (+30, compagnie 1,480, pompe bianche 1,471), Gnl 1,232 euro/kg (+3, compagnie 1,238 euro/kg, pompe bianche 1,228 euro/kg). Questi sono i prezzi sulle autostrade: benzina self service 1,867 euro/litro (servito 2,124), gasolio self service 2,017 euro/litro (servito 2,276), Gpl 0,835 euro/litro, metano 1,524 euro/kg, Gnl 1,291 euro/kg. In soli 10 giorni il prezzo del gasolio alla pompa è aumentato di oltre il 14%, portando un pieno di diesel a costare 12,3 euro in più rispetto a fine febbraio, denuncia il Codacons, che ha messo a confronto i prezzi medi regionali dei carburanti comunicati oggi dal Mimit con quelli in vigore il 27 febbraio scorso, prima dell' attacco all'Iran. Oggi, indica l'associazione, il prezzo medio del gasolio in modalità self, secondo le medie regionali del Mimit, si attesta in Italia a 1,970 euro al litro, con un balzo del +14,3% rispetto al prezzo medio nazionale di fine febbraio (1,723 euro/litro). Questo significa che in soli 10 giorni un pieno di diesel costa a ogni automobilista ben 12,3 euro in più, pari ad una maggiore spesa da +296 euro annui se si considera una media di due pieni al mese. Nello stesso periodo la benzina al self è aumentata di circa il 7%, con una maggiore spesa da circa +5,8 euro a pieno, quasi 140 euro in più su anno. Sul fronte dei prezzi medi regionali, analizza il Codacons su dati Mimit, anche oggi si registrano ritocchi al rialzo, col gasolio che al self ha raggiunto una media di 2,008 euro al litro a Bolzano, 1,993 euro in Calabria, 1,990 euro in Sicilia, 1,985 euro in Valle d'Aosta. "Il governo - scrive l'associazione - non deve più perdere tempo e deve intervenire tagliando le accise sui carburanti per almeno 15 centesimi di euro al litro, in modo da riportare i listini ai livelli pre-crisi. Per farlo non servono nuovi decreti ma basta adottare la legge del 2023 sulle accise mobili che consente a Mef e Mase di intervenire subito con un provvedimento di riduzione della tassazione che avrebbe effetti positivi immediati non solo sui costi di rifornimento ma anche sui listini al dettaglio dei prodotti trasportati", conclude il Codacons.
(Adnkronos) - "Tra aspettative confermate e dubbi ancora aperti, l’Italia ha avviato il proprio percorso di recepimento della Direttiva 970/2023 sulla trasparenza salariale. Il 5 febbraio 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare lo schema di decreto legislativo di attuazione, successivamente trasmesso alle Camere per l’acquisizione dei pareri parlamentari. Rispetto alla Direttiva, la bozza di decreto introduce alcune semplificazioni a favore delle piccole e medie imprese italiane, ma altrettanti dubbi interpretativi. La più grande semplificazione riguarda il riferimento ai contratti collettivi per la definizione delle categorie di lavoratori che svolgono lavoro uguale o di pari valore. Ai sensi della bozza di decreto, costituisce 'stesso lavoro' o 'lavoro di pari valore' quello riconducibile a mansioni identiche o comparabili, riconducibili al medesimo livello del contratto collettivo applicato". Così, con Adnkronos/Labitalia, Ornella Patané, partner di Toffoletto De Luca Tamajo, in merito allo schema di decreto legislativo per il recepimento della direttiva EU sulla trasparenza salariale. Secondo l'esperta, "si tratta di una presunzione semplice a favore della contrattazione collettiva che assicura sistemi di classificazione retributiva fondati su criteri oggettivi e neutri rispetto al genere, ai sensi della Direttiva, e che consente la prova contraria, ovvero la dimostrazione dell’esistenza di trattamenti retributivi individuali discriminatori" "Il riferimento alla contrattazione collettiva, tuttavia, non risulta sempre adeguato -continua Patanè- ai fini di una compiuta attuazione della Direttiva. In primo luogo, perché i livelli dei contratti collettivi sono generici e molto ampi e non prendono in considerazione ogni singola organizzazione aziendale. In secondo luogo, essi non prevedono livelli retributivi per la fascia più alta della popolazione aziendale, ovvero per quadri e dirigenti, ove si annida statisticamente la discriminazione retributiva di genere". "Forse proprio in considerazione di questo, la bozza di decreto consente -spiega ancora l'esperta di diritto- anche sistemi di classificazione professionale decisi dal datore di lavoro ai fini della determinazione della retribuzione, integrativi dei livelli previsti dalla contrattazione collettiva, purché anch’essi basati su criteri oggettivi e neutri sotto il profilo del genere. A differenza di quanto previsto dalla Direttiva, tali sistemi integrativi di classificazione dei lavoratori sono decisi unilateralmente dalle imprese e non condivisi con i rappresentanti dei lavoratori". Secondo Patanè "presenta, inoltre, dei problemi interpretativi la definizione di livello retributivo, introdotta dalla bozza di decreto rispetto a quanto previsto dalla Direttiva: definizione certamente importante perché su di essa si baseranno tutte le comparazioni introdotte dalla Direttiva per valutare la sussistenza di un gap retributivo di genere. Nella bozza di decreto, vanno esclusi dal livello retributivo i superminimi individuali, i premi una tantum e le indennità ad personam, qualora questi siano stati previsti a favore di alcuni dipendenti sulla base di criteri 'oggettivi individuali'". "Tale formulazione poco felice da un punto di vista lessicale prima ancora che giuridico, introduce non poche incertezze interpretative soprattutto perché pare vanificare lo scopo della Direttiva volto a comparare tutti gli elementi retributivi, fissi, variabili e in natura proprio al fine di rinvenire eventuali situazioni di discriminazione", conclude Patanè.
(Adnkronos) - Zcs Azzurro è presente a Key – The Energy Transition Expo 2026, uno degli appuntamenti di riferimento per il settore delle energie rinnovabili, in programma a Rimini dal 4 al 6 marzo. Il marchio di Zucchetti Centro Sistemi (Zcs) espone al Padiglione D3/Stand 300, per celebrare i primi 10 anni di attività nel settore fotovoltaico e l’evoluzione della propria visione industriale e tecnologica. A Key 2026, Zcs Azzurro presenta il proprio concetto di ecosistema energetico integrato che unisce fotovoltaico, accumulo, stazioni di ricarica e pompe di calore in un’unica architettura coordinata. Un approccio pensato per rispondere alle esigenze di impianti industriali, commerciali e residenziali, ottimizzando la gestione dell’energia in modo semplice ed efficace. Cuore del sistema è Zcs Azzurro Hub che, grazie all’intelligenza artificiale, governa i flussi energetici utilizzando l’energia prodotta nel momento e nel luogo in cui serve davvero. Il risultato è una maggiore autonomia, una riduzione dei costi e degli sprechi e un utilizzo più consapevole dell’energia, con benefici concreti anche in termini di sostenibilità ambientale. Il 2026 segna un passaggio chiave per Zcs Azzurro con l’avvio del progetto Made in Europe su alcuni modelli di inverter di grande potenza. Una scelta che valorizza qualità industriale e innovazione tecnologica, in linea con le più recenti normative europee. All’interno di questo progetto si inserisce un importante progetto di reshoring: nei primi mesi del 2026, Zcs Azzurro riporterà in Italia (Toscana) alcune linee di produzione e assemblaggio della gamma Zcs Azzurro. Un investimento strategico che consente di rafforzare competenze, processi industriali e standard qualitativi, contribuendo al rilancio della manifattura europea nel settore delle energie rinnovabili. Il decimo anniversario di attività di Zcs Azzurro rappresenta una tappa significativa in un percorso di crescita costante, costruito su un Heritage industriale di oltre 40 anni di Zucchetti Centro Sistemi. In questi anni, Zcs Azzurro ha consolidato il proprio posizionamento puntando su affidabilità, qualità dei prodotti e centralità del servizio post-vendita, oggi elementi sempre più determinanti nelle scelte di installatori e operatori del settore fotovoltaico. All’interno di questo percorso di crescita si inserisce il restyling del logo Zcs Azzurro. Una nuova identità visiva che nasce come naturale conseguenza dell’evoluzione del brand: dieci anni di esperienza nel fotovoltaico, un rafforzamento del posizionamento internazionale e una visione sempre più orientata al futuro dell’energia. Il nuovo logo interpreta in chiave contemporanea solidità, innovazione e visione europea, accompagnando Zcs Azzurro in una nuova fase di sviluppo e consolidamento nel panorama delle energie rinnovabili. Zcs Azzurro, brand della Green Innovation Division di Zucchetti Centro Sistemi Spa, consolida il proprio posizionamento nel mercato dei sistemi fotovoltaici intelligenti, contribuendo attivamente alla transizione energetica attraverso soluzioni integrate per i settori residenziale, commerciale e industriale. L’offerta comprende inverter di ultima generazione, sistemi di accumulo, soluzioni Bess per applicazioni C&I e industriali, stazioni di ricarica per veicoli elettrici e piattaforme avanzate di monitoraggio. Un ecosistema energetico completo, progettato per ottimizzare l’autoconsumo, migliorare la gestione dei flussi energetici e supportare la stabilità della rete. Grazie all’intelligenza “Zcs inside”, gli impianti garantiscono controllo evoluto, efficienza operativa e riduzione dell’impatto ambientale, offrendo a imprese e privati una gestione dell’energia sempre più autonoma e consapevole.La crescita in numeri: 12 Partner Tecnologici; 30 Partner Commerciali ; 5.000 Installatori Certificati ; Oltre 1.000.000 di impianti installati ; Oltre 7 GW di potenza installata ; Oltre 2,5 GWh di capacità di storage installata. Zcs Azzurro conferma così il proprio impegno nello sviluppo di soluzioni energetiche innovative, efficienti e sostenibili, al servizio di un futuro sempre più elettrico e intelligente.