(Adnkronos) - Circa il 90% delle sigarette elettroniche presenti in Europa proviene dalla Cina. Il 48% del mercato europeo, un volume di 6,6 miliardi di euro, è rappresentato da commercio irregolare e entro il 2030 il volume raggiungerà i 10,8 miliardi di euro. È quanto emerge da un nuovo studio realizzato da New Fraunhofer. “Per la prima volta siamo riusciti a mappare il mercato sommerso delle sigarette elettroniche in Europa, sulla base di analisi commerciali e della catena di approvvigionamento, statistiche doganali e segmentazione del mercato - spiega Uwe Veres-Homm, responsabile dell'analisi dei rischi e della localizzazione presso il Fraunhofer IIS -. Le nostre analisi mostrano che circa il 90% delle sigarette elettroniche presenti in Europa proviene dalla Cina”. I prodotti irregolari sono merce presente sul mercato grigio e nero che violano le normative fiscali nazionali, i requisiti di etichettatura o le norme di omologazione, o la cui origine non può essere chiaramente tracciata. Di questi, il 35% può essere chiaramente attribuito al commercio illegale; circa il 13% sono importazioni private di prodotti non approvati o non tassati. La perdita fiscale stimata nel 2024 nella sola Germania era di circa 119 milioni di euro. Il mercato irregolare non accenna a fermarsi con un tasso stimato dell'8,6% all'anno. Circa il 72% della produzione cinese di sigarette elettroniche avviene a Shenzhen, il 70% dei produttori di questi dispositivi ha sede in questa città. Germania, Paesi Bassi e Belgio sono i centri nevralgici per l'ulteriore distribuzione in Europa. Da lì, le spedizioni vengono spesso trasferite su camion e trasportate tra i Paesi dell'Unione con minori controlli. Un metodo che consente l'ingresso di merci irregolari nel mercato interno e l'elusione delle imposte. Un ulteriore problema è rappresentato dal volume delle spedizioni di merci in arrivo quotidianamente dalla Cina. Secondo la Commissione europea, lo scorso anno sono arrivati nell'Ue circa dodici milioni di pacchi al giorno, un numero superiore rispetto ai due anni precedenti. Anche i consumatori ordinano sempre più spesso direttamente dall'Asia. I fornitori di piattaforme traggono vantaggio dalla mancanza di uniformità delle normative comunitarie. Questa merce "elude i controlli di qualità e di tutela dei consumatori e sono estremamente redditizie per i produttori - sottolinea Horst Manner-Romberg, amministratore delegato della MRU Beratungs- und Verlagsgesellschaft mbH, che ha collaborato con Fraunhofer IIS -. Le differenze di prezzo all'interno del mercato interno dell'Unione Europea creano inoltre incentivi al contrabbando e alle reimportazioni dai paesi confinanti, mettendo sotto enorme pressione i fornitori legali". Le differenze in materia di tasse e normative creano disparità di prezzo e una mancanza di trasparenza, lacune che gli operatori di mercato sfruttano. "Standard uniformi per le licenze, la qualità dei prodotti e la tassazione potrebbero contribuire a ridurre le perdite fiscali e rafforzare la tutela dei consumator", aggiunge Uwe Veres-Homm. "Le sigarette elettroniche arrivano in Europa in confezioni standard. Quello che sembra un traffico innocuo costituisce in realtà un mercato sommerso del valore di miliardi - ribadisce Rico Back, managing partner di SKR AG, che ha commissionato lo studio -. Le conseguenze per l'economia e la società sono immense e la logistica si trova involontariamente al centro del problema". Dal punto di vista logistico, sono fondamentali una maggiore trasparenza e una stretta collaborazione: "Nessuna autorità doganale al mondo è in grado di controllare ogni giorno milioni di pacchi senza errori - evidenzia -. Dobbiamo rendere le catene di approvvigionamento tracciabili digitalmente e collaborare più strettamente con i paesi di origine. Solo quando i flussi di merci saranno trasparenti e interconnessi sarà possibile frenare efficacemente le importazioni illegali. Se a questo aggiungiamo i liquidi, con confezioni separate difficili da controllare, la situazione diventa ancora più esplosiva". Ma un divieto totale delle sigarette elettroniche, come quello attualmente in discussione pubblica, sarebbe controproducente. Se i canali di distribuzione legali venissero eliminati, il rischio è che queste quote si spostino nel mercato illegale. Lo studio suggerisce tre misure che possono essere adottate indipendentemente dalle maggioranze politiche. Per prima cosa definizioni e classificazioni dei prodotti uniformi: molte distorsioni derivano dal fatto che prodotti identici sono registrati, classificati e tassati in modo diverso nei vari Stati membri dell'Ue. Poi tracciabilità digitale e piattaforma dati centrale: le tecnologie per la trasparenza della catena di approvvigionamento, come la serializzazione basata su blockchain o la valutazione dei rischi supportata dall'intelligenza artificiale, possono aiutare a distinguere i flussi di merci legali da quelli illegali. È importante che questi dati confluiscano in una piattaforma centrale internazionale che colleghi la produzione, l'importazione, il consumo e, soprattutto, le violazioni delle normative, consentendo così una sorveglianza olistica del mercato. Infine. cooperazione con i paesi di origine: soprattutto per i beni prodotti in serie provenienti dalla Cina, il controllo più efficace può essere esercitato prima dell'esportazione, non solo all'importazione. Una stretta cooperazione tra le autorità europee e asiatiche, insieme al collegamento alla piattaforma dati centrale, potrebbe creare trasparenza lungo l'intera catena di approvvigionamento e frenare i flussi illegali alla fonte.
(Adnkronos) - Floky, pmi innovativa bresciana, è la prima azienda al mondo ad aver creato un manicotto biomeccanico su tessuto che riduce del 30% le vibrazioni sul braccio generate dall’impatto della racchetta con la pallina giocando a padel. La sua prima ricerca scientifica mai realizzata sul padel segna un nuovo standard per l’innovazione sportiva data-driven. Grazie a questo approccio, negli ultimi tre anni il fatturato dell’azienda è cresciuto di dieci volte, passando da 700 mila euro nel 2023 a 7 milioni nel 2025, con una presenza commerciale in oltre 55 Paesi nel mondo In effetti il padel è uno degli sport più praticati e in più rapida espansione al mondo: 1,5 milioni di giocatori in Italia, 20 milioni in Europa e 35 milioni a livello globale, ma alla crescita dei praticanti si accompagna però un aumento degli infortuni da sovraccarico dell’arto superiore: polso, gomito e spalla sono le aree più colpite, con epicondilite e tendinopatie tra le problematiche più frequenti e una media di 2,75 infortuni ogni 1.000 ore di gioco. "Per noi - osserva Marco Coffinardi, fondatore e ceo di Floky - era fondamentale avere una validazione oggettiva. I nostri prodotti poggiano sempre su basi scientifiche solide che forniscono evidenze misurabili. Studiamo il problema, progettiamo la soluzione su basi biomeccaniche e solo dopo realizziamo il dispositivo. E' un approccio ingegneristico, non estetico. Cuore del modello è la tecnologia brevettata Floky, che trasforma il tessuto in un dispositivo attivo capace di intervenire su prevenzione, recupero e performance". "Il valore - aggiunge Roberto Nembrini, co-founder e cso di Floky - risiede nel beneficio reale che i nostri prodotti generano. Beneficio che non è una promessa astratta, ma un parametro verificabile. Prevenzione degli infortuni, supporto biomeccanico, recupero più efficiente e miglioramento della performance sono dimensioni che Floky misura e valida attraverso studi e test. Quello che promettiamo si avvera. Ed è proprio questo il nostro principale driver di crescita".
(Adnkronos) - Tre giornate di grande esposizione, incontri, confronti e interlocuzioni per tracciare la nuova direzione del futuro energetico globale. Key - The Energy Transition Expo, l’evento di Ieg (Italian Exhibition Group) di riferimento in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo sulla transizione energetica, si è chiuso oggi alla Fiera di Rimini. Le presenze totali sono cresciute del 10%, con quelle estere in aumento del 9% e una forte presenza di investitori. Su 125mila metri quadrati lordi di superficie espositiva e 24 padiglioni, oltre 1.000 brand espositori, di cui 320 internazionali, con prodotti, soluzioni e tecnologie innovative nei sette settori della transizione energetica. Presenti 530 hosted buyer e delegazioni da 59 Paesi, coinvolti grazie al supporto dell’Agenzia Ice e del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci); 412 i giornalisti accreditati da tutto il mondo. La manifestazione, inaugurata mercoledì 4 marzo dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, ha valorizzato competenze industriali e tecnologiche europee e non. Con i suoi 160 convegni, Key 2026 si è confermato uno degli eventi più importanti in Europa sull’energia, differenziandosi per la completezza dell’offerta espositiva e di contenuti. Fra questi, l’importanza dell’efficienza energetica per la decarbonizzazione, lo storage e l’uso dell’Intelligenza Artificiale per ottimizzare le reti elettriche, prevedere la produzione di energia da fonti rinnovabili e gestire flussi energetici in tempo reale. Una piattaforma che ha unito innovazione tecnologica e finanza, favorendo il dialogo fra ingegneri, sviluppatori di tecnologie, investitori e istituzioni con l’obiettivo di rendere bancabili i progetti e accelerarne la realizzazione, riducendone il rischio. Tra le richieste emerse da associazioni e industrie, anche la necessità di aumentare la flessibilità della rete e adottare regole certe che favoriscano investimenti e competitività per trasformare la transizione energetica da orizzonte a realtà. Grande attenzione al tema della finanza, ai nuovi modelli finanziari e di investimento e ai capitali per la realizzazione dei progetti rinnovabili e agli strumenti innovativi per controllare i costi dell’energia, come nuove forme di finanziamento, green bond, obbligazioni per progetti sostenibili e modelli partecipativi che coinvolgono cittadini, imprese e comunità. Innovazione e green jobs sono stati al centro dell’Innovation District, con 32 Start-up e Pmi innovative e con l’iniziativa Green Jobs&Skills che ha favorito l’incontro fra domanda e offerta di lavoro nell’ambito della sostenibilità. Il Premio Innovation Lorenzo Cagnoni è stato consegnato a sette Start-up e alle sette aziende espositrici di Key per i loro progetti più innovativi, una per ogni categoria merceologica della manifestazione. In concomitanza, si è svolta una nuova edizione di Dpe - International Electricity Expo, la manifestazione dedicata all’ecosistema della generazione, trasmissione, distribuzione, sicurezza e automazione elettrica, organizzata da Italian Exhibition Group in collaborazione con l’Associazione Generazione Distribuita - Motori, Componenti, Gruppi Elettrogeni federata Anima Confindustria - e Federazione Anie - che nel sistema Confindustria rappresenta le imprese attive nelle filiere dell’Elettrotecnica e dell’Elettronica e i General Contractor industriali. Martedì 3 marzo al Palacongressi di Rimini, Key è stata anticipata da una nuova edizione di successo di Key Choice - Unlock the future of Ppa, l’evento B2B di KEY - The Energy Transition Expo, organizzato da Italian Exhibition Group in collaborazione con Elemens e dedicato ai Power Purchase Agreement.