(Adnkronos) - Pioggia di droni russia sull'Ucraina oggi, lunedì 16 marzo. Questa mattina a Kiev sono state udite diverse esplosioni dopo un attacco lanciato dalla Russia contro la capitale durante l’ora di punta. Le sirene antiaeree sono scattate alle 8:26 e, circa venti minuti dopo, i giornalisti del Kyiv Independent presenti sul posto hanno riferito di forti boati e del rumore delle difese aeree in azione. Secondo i canali di monitoraggio su Telegram, fino a 30 droni di tipo Shahed avrebbero preso di mira infrastrutture energetiche. In un secondo momento alcune fonti hanno ipotizzato anche il lancio di missili russi verso Kiev, ma l’informazione non ha trovato conferme ufficiali. Il sindaco della capitale, Vitali Klitschko, ha riferito su Telegram che i detriti di un drone sono caduti nel centro della città, senza provocare incendi né vittime. In un altro messaggio ha invitato la popolazione a restare nei rifugi, spiegando che l’attacco era ancora in corso. Klitschko ha inoltre precisato che frammenti di droni abbattuti sono caduti anche nei quartieri occidentali di Solomianskyi e Svyatoshynskyi. Nel frattempo anche la Russia segnala attacchi con droni sul proprio territorio. Il sindaco di Mosca, Sergey Sobyanin, ha dichiarato che la difesa aerea ha abbattuto altri due droni diretti verso la capitale russa. “Altri due droni diretti a Mosca sono stati distrutti. Il personale di emergenza sta lavorando sul luogo in cui sono caduti i detriti”, ha scritto sul servizio di messaggistica nazionale russo Max. Secondo Sobyanin, complessivamente 38 droni diretti a Mosca sono stati distrutti dalla mezzanotte di ieri. A causa degli attacchi sono state introdotte restrizioni temporanee agli arrivi e alle partenze negli aeroporti di Vnukovo, Domodedovo, Zhukovsky e Sheremetyevo. Intanto, secondo stime dell’agenzia russa TASS basate sui rapporti del Ministero della Difesa della Federazione Russa, quasi 5.000 droni sono stati abbattuti nelle regioni russe e nella zona delle operazioni militari nell’ultima settimana. Tra il 9 e il 15 marzo la difesa aerea russa avrebbe intercettato 1.759 droni ucraini ad ala fissa nei territori russi, mentre altri 3.160 velivoli senza pilota sarebbero stati distrutti nella zona dei combattimenti. Solo nella giornata di ieri sarebbero stati abbattuti 436 droni in diverse regioni della Russia, il numero più alto registrato nell’ultima settimana. Gli attacchi hanno interessato aree del Volga, del Sud, del Caucaso settentrionale, del Nord-ovest e del Centro del Paese. "È importante che l'attenzione sul Medio Oriente non distolga l'attenzione dall'Ucraina, che l'attenzione non si affievolisca lì". Lo afferma l'Alta rappresentante Ue per gli affari esteri Kaja Kallas entrando alla riunione del Consiglio affari esteri. "Vediamo che l'allentamento delle sanzioni petrolifere alla Russia da parte degli Stati Uniti è un precedente pericoloso, perché in questo momento abbiamo bisogno che abbiano meno soldi per condurre la guerra, non di più. E, naturalmente, la chiusura dello Stretto di Hormuz è anche a beneficio della Russia per finanziare questa guerra: quindi su questo dobbiamo fare decisamente di più", aggiunge.
(Adnkronos) - "I recenti dati Istat che vedono l’export italiano in crescita, nonostante una situazione geopolitica complessa, sono il segno tangibile della tenuta del nostro sistema produttivo e della capacità di aprirsi a nuovi mercati, grazie anche a una leva strategica irrinunciabile come il sistema fieristico, di cui gli allestitori sono partner strategici. Contribuire alla valorizzazione e al potenziamento dell’export, all'interno di un quadro di regole chiare, è l’obiettivo che da sempre il comparto degli allestitori persegue". E' quanto sottolinea Asal Assoallestimenti in una nota. “Rappresentiamo un patrimonio di competenze specialistiche che contribuisce in modo concreto alla valorizzazione del Made in Italy e delle aziende del legno-arredo sui mercati internazionali. È quindi auspicabile che l’intera filiera rafforzi un confronto costruttivo volto a garantire all’interno dei quartieri fieristici condizioni operative eque, trasparenti e orientate alla competitività, onde evitare di mettere in ginocchio un comparto con delle attività operative e commerciali non concorrenziali: è interesse del Paese, oltre che delle centinaia di imprese che realizzano allestimenti. Garantire regole chiare e aperte alla concorrenza è l’obbligo che chiediamo al Governo di perseguire", spiega il presidente di Asal Assoallestimenti, Marco Fogarolo. “Gli allestitori - spiega Asal – sono infatti fermi nel sostenere che azioni e prassi che mirano a soffocare la libera concorrenza e il libero mercato devono e dovranno essere evitate perché, oltre a rischiare di generare una profonda crisi per il nostro settore, finiranno anche per indebolire le basi per la crescita dell'export italiano”. “Il recente ingresso diretto dei quartieri fieristici nel mercato degli allestimenti sta infatti determinando un’evoluzione significativa dello scenario competitivo. Riteniamo pertanto necessario garantire con chiarezza il principio della piena e corretta concorrenza, a tutela delle imprese e della qualità complessiva del sistema fieristico: questo l’impegno che chiediamo al Governo e alle istituzioni. Prevenire situazioni di evidente criticità significa non solo tutelare la qualità e l’efficienza dell’intero comparto, ma - conclude Fogarolo - anche di tutti gli espositori che affidano loro la realizzazione di un progetto che va ben oltre la mera dimensione tecnica, oggi ma ancor più domani”. "Preservare un equilibrio complessivo, all’interno di un sistema di trasparenza e di reale concorrenza, è fondamentale affinché il settore degli allestimenti possa sentirsi ancora protagonista, al fianco delle imprese, nel rappresentare al meglio il 'bello e il ben fatto' che è la forza della nostra penetrazione dei mercati, in linea anche con gli obiettivi 2027 del Governo. Ampia disponibilità - conclude la nota - da parte degli allestitori a dialogare, attraverso FederlegnoArredo che ci rappresenta, in maniera costruttiva con tutti gli attori coinvolti, affinché il settore degli allestitori possa trovare nuovo slancio e forza in un reale modello di concorrenza libera che tenga anche tra le sue finalità la sicurezza del lavoro e delle sue professionalità”.
(Adnkronos) - In un contesto internazionale in cui la transizione energetica è diventata una priorità assoluta, il Gruppo Hera si è presentato alla quarta edizione di Key - The Energy Transition Expo di Rimini 2026 come un vero e proprio hub di consulenza strategica per imprese e territori. Presso il suo stand di 260 metri quadrati, la multiutility ha messo in campo un ecosistema di soluzioni concrete per accompagnare i partner nella costruzione di modelli di business innovativi. (VIDEO) La partecipazione alla fiera si inserisce in un percorso ben strutturato dall'azienda. “Nel 2024 abbiamo definito una nostra strategia net zero che ci porterà a una riduzione delle emissioni complessive del 90% al 2050 - spiega Cristian Fabbri, presidente esecutivo del gruppo - Abbiamo un parco emissivo che per il 90% è legato alle emissioni dei nostri clienti, per il 10% a quelle del gruppo. Lavoriamo per ridurre le emissioni dei nostri clienti andando a sollecitare le attività di decarbonizzazione e di efficienza energetica in tutti i segmenti. Questa è la sfida che ci poniamo". I risultati di questo impegno sono già tangibili nei numeri presentati a Rimini. "Siamo a buon punto - fa sapere Fabbri - Da quando siamo partiti nel monitoraggio, nel 2019, abbiamo ridotto i consumi del 14%, pur avendo aumentato del 40% la base clienti. Lavoriamo parallelamente anche sull'efficienza energetica dei nostri impianti: abbiamo già conseguito un 10% di riduzione dei consumi energetici e lavoriamo anche per andare a utilizzare il più possibile energia rinnovabile". All'interno dell'esposizione, Hera Servizi Energia presenta i nuovi modelli di decarbonizzazione, mentre Hera Luce mostra l'evoluzione dell'illuminazione pubblica, esemplificata dal lampione circolare progettato con Aliplast per essere totalmente recuperabile. Inoltre, attraverso la sinergia tra Hera Comm, EstEnergy e F.lli Franchini, la multiutility propone un polo integrato che affianca le imprese nel trasformare l’energia in una leva di competitività e sviluppo, combinando strategie di fornitura e soluzioni impiantistiche per ridurre volatilità e consumi, anche valorizzando gli incentivi disponibili. Tra le soluzioni più innovative spiccano i contratti Power Purchase Agreements (Ppa) e i sistemi fotovoltaici ‘chiavi in mano’, progettati per mantenere rendimenti elevati e garantiti per 25 anni. Ad accogliere i visitatori all'ingresso della fiera è Joul 7, il Super Robot dell'energia alto 5,5 metri nato dalla collaborazione con Automobili Lamborghini. Realizzato con scarti di produzione e dotato di un cuore fotovoltaico, il robot sintetizza visivamente l'impegno di Hera verso l'economia circolare. La visione di Hera, volta a favorire la transizione energetica, si concretizza anche con il teleriscaldamento. "Abbiamo un potenziamento di progetti - dice il presidente esecutivo - La città di Ferrara, ad esempio, avrà un terzo dei cittadini alimentati dal teleriscaldamento il cui calore sarà prodotto da fonti rinnovabili non emissive". La strategia del Gruppo mira a unire l'impatto ambientale al beneficio economico. "Lavoriamo da tanto tempo per aiutare le aziende a ridurre il peso della bolletta e contemporaneamente a ridurre le emissioni di CO2 - osserva Fabbri - È una sfida che ormai portiamo avanti da vent'anni. Nell'intersezione fra decarbonizzazione e vantaggio economico lavoriamo per proporre alle imprese soluzioni che siano portatrici di benefici in entrambi gli assi. Lo facciamo con la produzione locale sui centri di consumo di energia rinnovabile del fotovoltaico ma anche con gli impianti di cogenerazione che è vero sì, usano il gas, ma riducono i costi e le emissioni. Lavoriamo con progetti pluriennali per ridurre i consumi di energia complessivi, sia termica che elettrica". In sintesi, conclude Fabbri, "la sfida è stare al fianco degli imprenditori, dei territori, delle imprese e delle pubbliche amministrazioni per giocare insieme la partita dell'efficienza dei costi, dell'efficienza energetica e della decarbonizzazione".