(Adnkronos) - E' boom social per le prime tre serate del festival di Sanremo 2026: 430 milioni di interazioni e +22% rispetto al 2025, anche se la terza serata registra un lieve calo fisiologico rispetto alla seconda, con 142 milioni di interazioni (-11%). È quanto emerge dalla terza serata di Sanremo analizzata in esclusiva per Adnkronos da Human Data, l’innovativa piattaforma di social listening AI driven leader in Italia (GUARDA). "La terza serata di Sanremo conferma sempre di più la centralità dei social", spiega Luca Ferlaino, presidente di Human Data. "Rispetto allo scorso i numeri in crescita confermano definitivamente la centralità degli utenti che, con i loro commenti, costruiscono la narrazione". Tra i 15 cantanti che si sono esibiti nella terza serata, la gara delle interazioni social vede primeggiare Samurai Jay, con oltre 8 milioni seguito da Arisa (7,9 milioni), Sal Da Vinci (7,3 milioni), Sayf (3,5 milioni) e Tredici Pietro (3,1 milioni). La crescita follower sui social evidenzia una netta leadership di Sayf (+107mila), seguito da Samurai Jay (+98mila). A distanza si collocano Arisa (+55mila), Sal Da Vinci (+47mila) e Luchè (+47 mila). Le discussioni sui social hanno registrato diversi picchi di interesse, legati ai momenti più commentati dello show. Tra i primi spiccano il premio alla carriera a Mogol, con le canzoni più famose cantate dal pubblico dell’Ariston, la standing ovation per Sal Da Vinci, l’esibizione di Alicia Keys con Ramazzotti, i The Kolors con Fru sul palco del Suzuki Stage e, infine, Arisa con la sua canzone 'Magica favola'. Fru dei The Jackal dal Suzuki Stage con i The Kolors è l'ospite più commentato della serata con 900mila interazioni. Segue Alicia Keys con 250mila, Eros Ramazzotti con 205mila, la co-conduttrice Irina Shayk con 73mila e Mogol, che ha ricevuto il premio alla carriera, con 65mila. "Sei agitato? Se avessi bisogno di tranquillanti...". E' stata la proposta di Arisa a Carlo Conti entrando sul palco di Sanremo 2026 per esibirsi nella terza serata del festival, scatenando non solo le risate in platea, ma anche quella incredula di Carlo Conti. Ma il mistero è stato svelato, si trattava del Fantasanremo: Arisa che "offre antidolorifici a Carlo Conti" valeva 10 punti. Un momento che ha totalizzato sui social 22mila interazioni. Fru fa il botto: con 900mila interazioni regala il momento più divertente della serata. Il membro del collettivo The Jackal è salito sul palco del Suzuki Stage per riproporre la coreografia di 'Tu con chi fai l’amore' dei The Kolors. I suoi passi di danza, già apprezzatissimi durante la partecipazione della band capitanata da Stash al Festival di Sanremo 2025, hanno conquistato di nuovo il pubblico. Dall'abito con il corpetto di velluto nero e una gonna di piume bianche e organza a quello giallo (e luminosissimo): i look scelti da Laura Pausini per la terza serata sono stati i più discussi sui social con 52.300 interazioni. A seguire Arisa (15.200), la co-conduttrice Irina Shayk (7.900), Sal Da Vinci (6.800) e Sayf (4.300). Nel Sanremo Human Index, l’indice di vittoria conferma Arisa in testa con il 7,01%, pur registrando una flessione rispetto ai giorni precedenti. Alle sue spalle cresce la pressione competitiva di Sal Da Vinci (6,38%), Sayf (6,17%), Ditonellapiaga (5,65%) e della coppia Fedez & Masini (5,45%), che mostrano una dinamica di consenso social in crescita, riducendo progressivamente il gap con la prima in classifica. Seguono: Serena Brancale (4,97%), Elettra Lamborghini (4,85%), Samurai Jay (4,79%), Fulminacci (4,06%), Nayt (3,90%), LDA & Aka7even (3,86%), Ermal Meta (3,69%), Luchè (3,54%), Tommaso Paradiso (3,23%), Tredici Pietro (2,89%). E ancora: le Bambole di Pezza (2,83%), J-Ax (2,66%), Levante (2,52%), Dargen D’Amico (2,40%), Michele Bravi (2,17%), Chiello (2,13%), Raf (2,01%), Enrico Nigiotti (1,93%), Malika Ayane (1,85%), Mara Sattei (1,71%), Francesco Renga (1,67%), Leo Gassmann (1,49%), Eddie Brock (1,41%) e, infine, Maria Antonietta & Colombre (1,40%) e Patty Pravo (1,39%).
(Adnkronos) - "Mentre in commissione Giustizia alla Camera emendamenti di carattere corporativo e lesivi della concorrenza vogliono cancellare, dalla legge delega di riforma della professione di commercialista, la giusta tutela delle attività svolte dai professionisti associativi ai sensi della Legge 4/2013, ed i vertici dei commercialisti interpretano sentenze di Cassazione e della Corte Costituzionale pro domo sua e non in modo oggettivo ed ovviamente ignorando la vera sentenza, questa si storica, della Corte Costituzionale n. 418/96 che ha ben definito il concetto di libertà di esercizio del lavoro autonomo professionale, i tributaristi dell’Istituto nazionale tributaristi (Int) hanno partecipato alla consultazione promossa dalla Commissione Ue sulla trasferibilità delle competenze per tutelare la concorrenza e il diritto al lavoro professionale". E' quanto si legge in una nota dell'Istituto nazionale tributaristi. "Si chiude infatti oggi, 27 febbraio 2026, la consultazione pubblica -continua la nota- sulla trasferibilità delle competenze al fine di agevolare la mobilità dei lavoratori nell'Ue, grazie alla trasparenza delle competenze e alla digitalizzazione, consultazione promossa dalla Commissione Europea nel dicembre scorso e segnalata sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) definendola un’iniziativa strategica per rendere più trasparente il riconoscimento delle competenze anche nelle professioni non regolamentate, in ordini o collegi ai sensi della Legge 4/2013". L'Istituto nazionale tributaristi (Int) ha partecipato, prima rispondendo all'apposito questionario, poi con un intervento specifico sulle professioni ex lege 4/2013. L'Int è intervenuto con il suo presidente, Riccardo Alemanno, che ha così esposto: "In merito alla trasferibilità delle competenze e all’agevolazione della mobilità dei lavoratori nell'UE grazie alla trasparenza delle competenze e alla digitalizzazione evidenziamo, al di là di una necessaria omogeneità delle regole e dei modelli adottati nei vari Paesi Ue, che in ambito Ue esistono professioni regolamentate e professioni non regolamentate, anche nell’ambito di uno stesso settore, e che, come già indicato dalla Corte dei Conti europea, l'eccesso di regolamentazione costituisce un evidente ostacolo allo stabilimento di un professionista all'interno dei Paesi Ue". "Occorrono pertanto -ha continuato- nuovi strumenti per attestare le certificazioni e per individuare le competenze, ciò al fine di modernizzare i sistemi organizzativi e di riconoscimento esistenti nei Paesi UE, che spesso producono effetti negativi sulla possibilità di stabilimento. in Italia la legge 4/2013 (professioni non organizzate in ordini o collegi) ha introdotto l'utilizzo in ambito professionale di due tipologie di attestazioni delle competenze, si tratta dell'attestato di qualità e di qualificazione professionale dei servizi prestati rilasciato dall'Associazione professionale di appartenenza e/o della certificazione ai sensi delle norme Uni (Ente italiano di normazione), a titolo esemplificativo la norma Uni 11511/2020 che definisce i requisiti relativi all'attività professionale del tributarista esercente attività professionale ai sensi della legge 4/2013", ha spiegato. "Tali certificazioni, rilasciate entrambe previa autorizzazione pubblica dei Ministeri competenti, devono essere adottate ai fini del riconoscimento delle competenze professionali all'interno dei Paesi Ue. Questa tipologia di certificazione, se adottata in modo uniforme dai Paesi Ue, garantire un più rapido ed efficace controllo, chiaro e trasparente, delle qualifiche e delle competenze che renderebbe più agevole lo stabilimento, nei vari Stati dell’Unione, dei professionisti", ha concluso.
(Adnkronos) - Il Regolamento Ue Ppwr (Packaging and Packaging Waste Regulation) “imporrà un cambio di paradigma molto netto” in tema di imballaggi, “una vera e propria rivoluzione”. Così Giuseppe Dimaria, sales director di osapiens Italia, azienda attiva nello sviluppo di software enterprise per una crescita sostenibile, in un'intervista all’Adnkronos traccia un quadro degli impatti che il nuovo regolamento avrà sulla filiera. “L’imballaggio non sarà più trattato come un ‘accessorio’ del prodotto, ma come un oggetto regolato in modo strutturale, con obblighi concreti sia sul piano fisico che sul piano informativo. In altre parole, il packaging dovrà essere ‘tecnicamente’ conforme, identificabile, tracciabile e accompagnato da informazioni verificabili”, spiega. Sul tema dell’etichettatura, “la direzione è chiara: si va verso un sistema armonizzato a livello europeo, pensato per rendere più semplice e immediata la comprensione della composizione dell’imballaggio e delle corrette modalità di smaltimento. L’obiettivo del Ppwr è proprio quello di uniformare i processi in tutta l’Unione”. Sul fronte della tracciabilità, “il salto è ancora più significativo. Il Ppwr prevede che l’imballaggio debba essere marcato con informazioni identificative come tipo, lotto o numero di serie, oltre a marchio e indirizzo del produttore. Ed è interessante notare che viene esplicitamente contemplato l’utilizzo di strumenti digitali come il QR code. Questo punto apre una prospettiva molto concreta: l’imballaggio comincia ad assumere una vera e propria ‘identità’, non più soltanto fisica, ma anche digitale”. “Ma non è solo un tema di ‘codice sull’etichetta’”, avverte Dimaria. “Il regolamento introduce una vera infrastruttura documentale - spiega - I produttori dovranno effettuare una valutazione di conformità che copre tutti i dati rilevanti lungo la supply chain, predisporre una documentazione tecnica completa e rilasciare una ‘Eu Declaration of Conformity’. In più, la conservazione della documentazione non è banale: 5 anni per gli imballaggi monouso e 10 anni per quelli riutilizzabili, con obbligo di metterla a disposizione delle autorità competenti". Quanto alle scadenze, “il calendario è molto serrato. Il regolamento è entrato formalmente in vigore l’11 febbraio 2025, ma il vero spartiacque operativo sarà quello del 12 agosto 2026, quando inizierà l’applicazione generale e solo imballaggi conformi potranno essere immessi sul mercato Ue. Le regole sull’etichettatura armonizzata arriveranno poi il 12 agosto 2028. Mentre per il packaging riutilizzabile, dal 12 agosto 2029 diventerà obbligatorio fornire ulteriori informazioni specifiche, anche tramite QR code”. Insomma, “l’impatto del Ppwr sarà enorme, perché trasforma l’etichetta da elemento ‘grafico’ a strumento regolatorio, mentre la tracciabilità, da concetto astratto, diventa requisito misurabile e documentabile”. In questo quadro “le sfide principali per le aziende italiane riguardano soprattutto la complessità operativa. Il Ppwr richiede dati, prove e documentazione che spesso oggi non sono disponibili in modo strutturato. Molte aziende hanno gap informativi lungo la filiera e la raccolta dati avviene ancora in modo manuale e frammentato”. Ne deriva che “la gestione dei dati diventa la vera infrastruttura della sostenibilità: è ciò che consente alle aziende di trasformare obblighi normativi in processi industriali governabili. In un contesto così articolato è fondamentale puntare su tecnologie di ultima generazione e strumenti digitali centralizzati che consentano di raccogliere e strutturare i dati di prodotto e di imballaggio, coinvolgere fornitori e partner, gestire documentazione tecnica, etichettatura e Dichiarazioni di Conformità in modo integrato e verificabile”. In conclusione, secondo Dimaria, occorre tenere presente che “il 12 agosto 2026 non è lontano, e sarà una data spartiacque molto concreta. Da lì non si potrà tornare indietro. L’accesso al mercato europeo sarà vincolato e bisogna essere pronti per tempo”. In secondo luogo, “il Ppwr va interpretato come parte di una trasformazione più ampia, con l’Unione Europea che sta spingendo verso un’economia fondata su trasparenza, tracciabilità e responsabilità estesa. Un percorso collegato anche alla logica del Digital Product Passport. Chi si rende conto di questo oggi, probabilmente domani non sarà solo compliant: sarà più competitivo”.