(Adnkronos) - A sette anni dalla sparatoria che nella notte tra il 2 e il 3 febbraio 2019 lo ha ferito gravemente rendendolo paraplegico, Manuel Bortuzzo ha ripercorso ospite oggi a Domenica In il suo cammino di rinascita. "Non è mai cambiata la convinzione di riuscire a farcela. Non avrei mai pensato di riuscire a fare tutte queste cose e di farle così bene. Negli ultimi sette anni ho vissuto davvero tanto", ha confidato. Una trasformazione personale e profonda, maturata attraversando il dolore: "Ho accolto il dolore, ho avuto cura di quel dolore. Mi piace pensare di aver imparato a essere debole: è il primo passo per superare tutto. Mostrare il dolore e renderlo umano. C’è tanta sofferenza, un buio da attraversare. Mi sono fatto travolgere, e nei momenti in cui mi serviva quella forza mi ha aiutato essere così". Fondamentale il sostegno della famiglia e degli amici, presenza costante in un percorso segnato da tanta determinazione: "Tutte le persone che mi sono state accanto mi hanno aiutato", ha sottolineato l’atleta paralimpico. Bortuzzo ha conquistato la medaglia di bronzo alle Paralimpiadi di Giochi Paralimpici di Parigi 2024, coronando un sogno che sembrava distrutto dopo quella sparatoria: "È una vita che rincorro questo sogno. Lo avevo immaginato in un modo ed è stato distrutto. In due anni e mezzo l’abbiamo preparata, mi alleno ancora tutti i giorni". E dopo Parigi, una nuova sfida. L’atleta ha deciso di affiancare al nuoto un altro sport, il golf. Bortuzzo ha una routine e la rispetta ogni giorno: palestra al mattino, vasca nel pomeriggio e poi il golf. Altra sua grande passione: il pianoforte. "Prendo lezioni perché mi piace la musica classica, un mio sogno che maturo giorno dopo giorno". Oggi Manuel Bortuzzo ha ritrovato la serenità anche sentimentalmente. È impegnato con Serena: "Ci siamo conosciuti a una festa. È stato un amore a prima vista, ci siamo da subito legati come se ci conoscessimo da sempre".
(Adnkronos) - Il tema della parità di genere non riguarda solo "aspetti di equità sociale e politica ma anche la competitività del Paese. In un contesto che cambia radicalmente e che ci spinge verso una forte competizione - penso alla transizione digitale, a quella ambientale ma anche a quella geopolitica - avere talenti che non riescono a esprimere il proprio potenziale, anche dal punto di vista professionale, è un limite". Sono le parole di Carmelo Iannicelli, consigliere tesoriere dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Milano, partecipando all’evento 'Progetto Donna', promosso dall’Ordine professionale provinciale a Palazzo Isimbardi e dedicato al tema dell’equità di genere nelle professioni tecniche e scientifiche e al rafforzamento della presenza femminile nei ruoli tecnici e decisionali. "Proprio per questo, oggi abbiamo deciso di improntare la giornata con un approccio diverso -spiega- da una parte abbiamo il tema dell’alleanza, con le istituzioni e le aziende che interverranno, dall’altra parte portiamo invece elementi di consapevolezza, grazie alle esperienze che ascolteremo. E infine, una parte di misurazione e strumenti. Chiudiamo la giornata con un intervento specifico sugli strumenti per migliorare e aumentare l’autoconsapevolezza", conclude.
(Adnkronos) - L’olio minerale usato è un rifiuto pericoloso che se smaltito in modo scorretto può essere altamente inquinante: versato nel terreno avvelena la falda acquifera, disperso in acqua forma una pellicola impermeabile che impedisce lo scambio di ossigeno con danni alla vita acquatica, se bruciato in modo improprio rilascia inquinanti. In Italia viene, però, raccolto al 100%, riportato a nuova vita e trasformato, principalmente, in nuove basi lubrificanti grazie ad un modello di economia circolare che funziona e che rappresenta un’eccellenza globale osservata anche all’estero per la sua efficacia. A raccontare la filiera del riciclo degli oli esausti è all’Adnkronos Riccardo Piunti, presidente del Conou, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati. “Il ciclo degli oli minerali usati in Italia è il più virtuoso che ci sia nel mondo: è un'eccellenza sia a livello europeo sia rispetto ad altri Paesi occidentali come gli Stati Uniti. In Italia raccogliamo la totalità degli oli minerali usati (190mila tonnellate all’anno) e li rigeneriamo per il 98%. I dati complessivi di altri Paesi non sono altrettanto brillanti: in Europa la raccolta copre l'80% del raccoglibile, il che significa che c'è un 20% che non si sa bene che fine faccia, e di questo 80% ne viene rigenerato solo il 60%. Negli Stati Uniti, l'olio raccolto arriva a circa l'80%, di questo solo il 50% viene rigenerato”, rimarca Piunti. Un risultato ottenuto grazie ad una filiera che funziona. Qualche dato dall’ultimo report di Sostenibilità: il Consorzio, nel 2024 ha recuperato 188mila tonnellate di oli usati con circa 6907 conferimenti (operazioni) con autobotte, risultato delle attività di raccolta dei 58 Concessionari che hanno ritirato il rifiuto presso circa 103mila produttori e siti in tutto il Paese. Queste 188mila tonnellate sono state poi cedute in maggior parte alle tre raffinerie di rigenerazione; solo una parte (2.400) è stata destinata a termovalorizzazione mentre un quantitativo minimo di circa 200 tonnellate è stato avviato a termodistruzione a un inceneritore autorizzato. Un ciclo che funziona, con vantaggi di natura sia economica che ambientale. “Noi recuperiamo da un rifiuto pericoloso circa 120 milioni di euro l'anno di prodotti nobili, cioè di basi lubrificanti riutilizzabili, di bitumi e di gasoli - sottolinea Piunti - Dal punto di vista ambientale risparmiamo emissioni per oltre il 40% della CO2 (90mila tonnellate di CO2 equivalente evitate) e il 90% di tutti gli altri inquinanti, mediamente, che altrimenti produrremo lavorando con la materia prima vergine”. Sul fronte economico-sociale, nel 2024 il sistema Conou ha, poi, generato un impatto diretto di oltre 73,4 milioni di euro, occupando oltre 1.850 persone.