(Adnkronos) - Lidl Italia, azienda della Gdo leader nel Paese, prosegue nel suo percorso di crescita con il raggiungimento di un importante traguardo: l’inaugurazione del suo 800esimo punto vendita che si è tenuta questa mattina a Milano, in Viale Corsica 21, alla presenza del presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Federico Romani, del vicepresidente della Commissione educazione e food policy del Comune di Milano, Alessandro Giungi e del presidente del Municipio 4 di Milano, Stefano Bianco. Il taglio del nastro si inserisce in un ritmato piano di sviluppo sul territorio nazionale che ha visto l'inaugurazione di ben 23 nuovi punti vendita nelle ultime sette settimane, di cui 11 nella sola giornata odierna. Le aperture di oggi si distribuiscono da Nord a Sud, toccando, oltre a Milano, le città di Gorizia, Villa Guardia (Co), Villa D’Almè (Bg), Verona, Lido Adriano (Ra), Foligno (Pg), Roma, Taranto, Barletta e Elmas (Ca). Per la realizzazione di tali interventi l'azienda ha investito, da inizio anno, oltre 220 milioni di euro e ha creato più di 320 nuovi posti di lavoro. "Quando abbiamo aperto il nostro primo punto vendita in Italia, nel 1992, siamo partiti con una convinzione: raggiungere sempre più clienti con la nostra formula caratterizzata dal miglior rapporto qualità-prezzo -afferma Emilio Arduino, amministratore delegato sviluppo immobiliare e servizi centrali Lidl Italia-. Negozio dopo negozio, quella convinzione è diventata realtà. Oggi festeggiamo più di un semplice traguardo, celebriamo tutta la strada percorsa per arrivare fino a qui e prendiamo lo slancio per raggiungere la prossima tappa: 1.000 store entro il 2030". Lidl Italia continua a consolidarsi come protagonista della Gdo nazionale, con una quota di mercato del 6% e un piano di sviluppo triennale da 1,5 miliardi di euro per la realizzazione di altri 150 nuovi store. La rete vendita, che è supportata da 12 hub logistici da nord a sud, si avvale di una filiera profondamente integrata nel territorio, con un contributo al Pil dello 0,4% e un indotto di circa 100 mila posti di lavoro. Nel capoluogo lombardo, Lidl Italia può contare anche su una struttura dedicata al real estate, focalizzata sul reperimento delle migliori opportunità di espansione locale. Questa strategia ha portato a una fitta serie di aperture negli ultimi anni, tra cui via Polidoro da Caravaggio, via Padova, ad inizio di questa settimana la sede di via Maestri Campionesi, culminando oggi con il punto vendita di viale Corsica. Ognuno dei 26 store presenti in città è frutto di un approccio consapevole che integra l’interesse privato con la riqualificazione urbana, generando un valore aggiunto tangibile per il territorio senza ulteriore consumo di suolo. Il nuovo punto vendita di viale Corsica è stato realizzato a seguito dell'acquisizione di un ramo d'azienda. Tale operazione ha incluso il mantenimento del contratto di lavoro per i 33 dipendenti, che ora fanno parte dell'organico Lidl. Lo store, infatti, fino a giugno dello scorso anno operava sotto un’altra insegna e, oggi, con i suoi 1.500 metri quadri di superficie di vendita, è il punto vendita Lidl più grande di Milano. Inoltre, in linea con i più recenti standard aziendali di sostenibilità ambientale ed efficienza energetica è approvvigionato al 100% con energia proveniente da fonti rinnovabili ed è dotato di un sistema di illuminazione a Led che garantisce un risparmio del 50% rispetto alle tecnologie tradizionali.
(Adnkronos) - "La dinamica del 2025 dimostra che il comparto delle costruzioni ha mantenuto una traiettoria positiva anche in una fase di normalizzazione del mercato". Lo dichiara Giovanni Pelazzi, presidente di Argenta Soa, società organismo di attestazione che certifica le aziende per la partecipazione alle gare pubbliche. "A dicembre - spiega - l’indice della produzione segna un incremento di oltre il 5% rispetto a dicembre 2024, mentre nell’intero 2025 la crescita si attesta al +4,8% nei dati corretti per i giorni lavorativi. Secondo stime del Centro studi di Argenta Soa nell’ultimo triennio si è registrata una crescita cumulata di quasi il 16%. Sono numeri che confermano la solidità della base produttiva del settore". "Anche dopo la rimodulazione degli incentivi sulle abitazioni - osserva - il comparto ha continuato a offrire un contributo positivo alla crescita del Pil italiano e all’occupazione. Negli ultimi tre anni sono stati creati oltre 200 mila nuovi posti di lavoro, secondo le stime del nostro Centro Studi. Il passaggio del testimone dall’edilizia residenziale a quella non residenziale, trainata dal Pnrr, è stato cruciale per garantire continuità alla dinamica produttiva”. “Le opere pubbliche - ricorda - rappresentano oggi il principale fattore di sostegno del settore. Nel 2025 gli investimenti in costruzioni pubbliche sono cresciuti in modo sostenuto, con un incremento del +21% secondo Ance. Inoltre, oltre la metà della spesa Pnrr finora realizzata riguarda direttamente il settore delle costruzioni, con un forte coinvolgimento degli enti locali e dei grandi operatori pubblici, in particolare nel comparto ferroviario". “Il 2026 - afferma Giovanni Pelazzi - sarà l’anno della prova di maturità. Una quota rilevante delle opere previste dal Pnrr riguarda le infrastrutture ferroviarie, con quasi 23 miliardi di euro impegnati sulla rete nazionale. E' uno dei capitoli più consistenti dell’intero Piano. Secondo le ricognizioni più recenti, Rfi ha già sostenuto una spesa nell’ordine dei dieci miliardi di euro sulle risorse Pnrr assegnate, segno che una parte significativa degli interventi è entrata nella fase esecutiva”. “Resta tuttavia - avverte - un elemento di attenzione: circa il 30% dei progetti di lavori pubblici presenta un avanzamento più lento rispetto ai cronoprogrammi iniziali. È un dato che richiama alla complessità tecnica e procedurale delle opere infrastrutturali. Parallelamente, il 2026 si apre con oltre 1.300 cantieri ferroviari attivi sulla rete nazionale, a testimonianza di una fase realizzativa ormai diffusa su larga scala”. “Questa concentrazione dei cantieri - sottolinea - può diventare un fattore di accelerazione produttiva per il comparto, a condizione che gli avanzamenti siano reali e accompagnati da continuità finanziaria. Le infrastrutture ferroviarie rappresentano una leva industriale diretta per l’edilizia. Ogni investimento attivato coinvolge imprese generali, aziende specializzate, operatori impiantistici e fornitori lungo tutta la catena del valore. E' qui che il Pnrr diventa economia reale”. “In questo contesto - dice - le attestazioni Soa assumono un ruolo centrale, perché costituiscono il presupposto per la partecipazione alle gare pubbliche di importo rilevante e certificano la capacità tecnica ed economica delle imprese impegnate nelle opere più complesse. La qualificazione non è un adempimento formale: è uno strumento di garanzia per la realizzazione efficace degli interventi. Il 2025 ha dimostrato che il settore delle costruzioni sa reggere la transizione dopo la stagione degli incentivi straordinari. Il 2026 dirà se gli investimenti ferroviari del Pnrr riusciranno a consolidare questa crescita trasformandola in sviluppo strutturale per le imprese e per il Paese”.
(Adnkronos) - Gruppo Cap, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, sta intervenendo in diversi Comuni del territorio regolando la pressione dell’acqua in rete. L’obiettivo è quello di gestire meglio la risorsa, ridurre gli sprechi e offrire un servizio più affidabile e sostenibile. Una pressione più equilibrata riduce lo stress sulle tubature e aiuta a limitare rotture e perdite: meno acqua dispersa significa anche meno energia necessaria per pompare e distribuire l’acqua e quindi meno emissioni. Quello delle perdite idriche rimane un tema centrale in tutto il Paese. Secondo gli ultimi dati Istat, in Italia la dispersione media dell’acqua immessa nelle reti di distribuzione si attesta intorno al 42%. Un dato che fotografa la fragilità di una parte significativa delle infrastrutture nazionali e conferma quanto sia necessario intervenire con piani strutturali di efficientamento. In questo contesto – nonostante nel territorio gestito da CAP la dispersione causata da perdite si attesta al 19% - la regolazione della pressione rappresenta una delle leve più efficaci e immediate per ridurre le sollecitazioni sulla rete e contenere le dispersioni, contribuendo concretamente al miglioramento degli indicatori di qualità tecnica misurati da Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Il Servizio Idrico Integrato svolge oggi un ruolo chiave nella transizione ecologica. Investire in tecnologie di monitoraggio, digitalizzazione delle reti, efficientamento energetico e ammodernamento delle condotte significa non solo ridurre le perdite, ma anche contenere i consumi energetici e le emissioni associate all’intero ciclo dell’acqua. Gli interventi di regolazione della pressione introdotti da Gruppo Cap sono progettati con parametri tecnici precisi e non compromettono il corretto funzionamento delle utenze. In conformità con quanto previsto dall’art. 12 del Regolamento del Servizio Idrico Integrato, Gruppo Cap garantisce ai contatori degli utenti una pressione minima pari a 2 bar (20 metri di colonna d’acqua) quando non è in corso alcun consumo d’acqua, nel pieno rispetto degli standard tecnici e regolatori vigenti. Tutte queste attività puntano a rendere le reti più moderne e resilienti e a migliorare la qualità del servizio, anche secondo gli indicatori misurati da ARERA, con benefici concreti per i cittadini e per il territorio nel medio e lungo periodo. In un’epoca in cui sostenibilità e uso responsabile delle risorse sono temi centrali nel dibattito pubblico, anche un intervento tecnico come la regolazione della pressione dell’acqua diventa un tassello importante di una strategia più ampia: meno sprechi, più efficienza, più futuro.