(Adnkronos) - "Non abbiamo aggiornamenti. Solo un post Instagram del consolato che dice di stare 'shelter in place' (restare al riparo ndr), circa un'ora fa. Questa notte abbiamo ricevuto l’allarme di un probabile attacco missilistico. Non sappiamo fino a quando dobbiamo stare qui. Nessuna informazione ufficiale. Lo spazio aereo è chiuso e via terra dall’Oman non è più possibile passare perché ormai la frontiera è chiusa. Non sappiamo altro". Così all'Adnkronos Miriam Rubino, manager pugliese, di Latiano in provincia di Brindisi, di rientro da un viaggio di lavoro in India, bloccata dall'altro ieri sera a Dubai per l'impossibilità di ripartire a causa dell'allarme nei cieli dopo i bombardamenti di Usa e Israele in Iran. "Ci sono tanti italiani, anche molti bambini, sia qui in hotel che nella chat di connazionali, circa una cinquantina, conosciuti in aeroporto in cui sono inserita", aggiunge. Non tutti si trovano nel suo albergo. "C'è anche una donna sola con una bambina, tutti nella stessa situazione di non sapere nulla", sottolinea Rubino. Nel video postato ieri pomeriggio sul profilo Facebook, Rubino riferiva di alcune persone che hanno dormito nella hall o nei parcheggi degli alberghi per sicurezza e chiedeva spiegazioni più complete circa il consiglio dato "dall'ambasciata e dal consolato" a chi alloggiava in hotel di tenersi lontano dalle finestre. Sempre nel video di ieri spiegava che "l'unità di crisi è l'unico ufficio che rispondeva ma la risposta è quella di aspettare". Rubino ha anche detto di essere riuscita a trovare ospitalità in hotel grazie alla azienda per la quale era in viaggio di lavoro. "Al momento dell'allarme ero a letto e mi sono svegliata in ansia, come si può immaginare, cercando di capire cosa fare", aggiunge Rubino a proposito dell'alert giunto stanotte sullo smartphone. I messaggi di questi giorni sono di questo tenore: "A causa della situazione attuale, una potenziale minaccia di missili. Cercare immediatamente di rifugiarsi nel più vicino edificio sicuro e di allontanarsi dalle finestre, da porte e aree aperte. Attendere ulteriori istruzioni".
(Adnkronos) - "Il messaggio che vogliamo dare oggi ai nostri studenti è che internazionalizzazione, prossimità, selezione e soprattutto servizio - servizio ai docenti e ai nostri valori - sono elementi insostituibili. L'università vive attraverso la presenza costante degli studenti nelle aule e nei corridoi dove, grazie all'esempio dei docenti, possono costruire il loro futuro". Così Rocco Papalia, magnifico rettore dell'università Campus Bio-Medico di Roma, intervenendo oggi alla cerimonia di inaugurazione del 33esimo anno accademico. Papalia ha sottolineato il valore simbolico di una governance che oggi vede ai vertici ex studenti dell'ateneo. "E' il passaggio" del testimone "a cui crediamo molto: docenti che hanno formato attraverso valori fondanti e studenti che, cresciuti in queste aule, oggi mettono in pratica il loro bagaglio professionale e umano". Guardando alle sfide attuali, il rettore ha evidenziato come le università, pur avendo oltre 8 secoli di storia, non siano realtà superate. "Sono luoghi di comunicazione, di apprendimento dei valori e di condivisione. Questa trasmissione" di sapere e ruoli "da docente a studente e tra studenti non può essere sostituita da alcuna azienda. E' qui - ha concluso - che si costruiscono competenze e si alimenta una dimensione internazionale fondata sulla speranza nel futuro".
(Adnkronos) - È stato sottoscritto questa mattina un protocollo d'intesa tra Coni e Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi) per l'integrazione strutturale della cultura del recupero e del riciclo degli imballaggi nel sistema sportivo nazionale. L'impegno accompagnerà lo sport italiano fino al 31 dicembre 2028. A firmare l’accordo il presidente del Coni Luciano Buonfiglio e il presidente di Conai Ignazio Capuano durante l’evento di presentazione a Casa Italia condotto da Massimo Callegari, giornalista di Sport Mediaset. Con il protocollo "lo sport italiano compie un altro passo concreto verso un modello sempre più sostenibile" ha detto Buonfiglio. "Portare riciclo, linee guida ambientali e buone pratiche all’interno degli impianti e nelle nostre manifestazioni significa trasformare ogni evento in un’occasione di responsabilità condivisa. Le nostre atlete e i nostri atleti, con i valori che rappresentano, saranno ancor più modelli di comportamenti virtuosi e rispettosi dell’ambiente". L’accordo prevede anche programmi di sensibilizzazione, formazione e informazione rivolti soprattutto alle giovani generazioni, perché il gesto della raccolta differenziata diventi un’abitudine culturalmente radicata. Testimonianza del valore concreto dell’iniziativa è stata la presenza di due campioni olimpici del Team Italia: Valentina Rodini, oro nel doppio pesi leggeri ai Giochi olimpici di Tokyo 2020, e Fausto Desalu, oro nella staffetta 4×100 metri nella stessa edizione. Una partecipazione che ha rafforzato il messaggio dell’accordo: i valori che portano sul podio sono gli stessi che guidano la sfida della sostenibilità ambientale. "Siamo molto contenti di questo accordo - ha affermato il presidente di Conai, Ignazio Capuano -. Il protocollo prevede la stesura di alcune linee guida che serviranno alla gestione dei grandi eventi dal punto di vista di recupero e riciclo degli imballaggi. Nasce dall'esperienza che abbiamo fatto insieme a Milano-Cortina e da qui vengono fuori quelle che sono delle linee guida di comportamento". L’intesa introduce un elemento di innovazione: la definizione di linee guida per la gestione sostenibile degli eventi sportivi, con particolare attenzione alla corretta raccolta differenziata e alla valorizzazione di acciaio, alluminio, carta, legno, plastica, bioplastica compostabile e vetro. L'obiettivo è la costruzione di un modello nazionale capace di orientare federazioni, società sportive e organizzatori verso standard ambientali sempre più elevati, così da far entrare stabilmente la sostenibilità ambientale nello sport. "Il rispetto delle regole significa anche rispetto per l'ambiente e per le future generazioni". L’Italia "ha già superato il 76,7% di riciclo degli imballaggi: è un risultato che ci pone oltre gli obiettivi europei - ha poi aggiunto -. Ma la sostenibilità non può fermarsi alle nostre case. Fare bene la raccolta differenziata domestica è fondamentale, ma dobbiamo prestare la stessa attenzione anche quando siamo sugli spalti, nei palazzetti, durante i grandi eventi che coinvolgono milioni di persone. È lì che si misura la maturità ambientale di un Paese: ogni manifestazione può diventare un esempio concreto di economia circolare". Una scelta di visione, quindi, che guarda al futuro del sistema Paese e affida allo sport un ruolo centrale nella tutela del Pianeta. "Lo sport mi ha insegnato che ogni gesto, dentro e fuori dalla competizione, ha un peso - ha commentato Valentina Rodini, canottiera -. Oggi, contribuire a portare la sostenibilità negli spazi sportivi significa trasformare abitudini in opportunità concrete per proteggere l’ambiente che ci ospita". "Essere qui è un onore e una responsabilità - ha aggiunto Fausto Desalu, velocista -. Lo sport può educare, ispirare e diventare un esempio reale di attenzione per l’ambiente e per chi verrà dopo di noi".