(Adnkronos) - "Momento decisivo" per l'ex Ilva, perché "sia gli interventi di messa in sicurezza sia il confronto negoziale con possibili acquirenti sono prossimi alla svolta". Ad annunciarlo è il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso in Senato per l'informativa sullo stabilimento. In due anni, ha continuato il ministro, l'amministrazione straordinaria dell'ex llva ha lavorato "innanzitutto sul ripristino degli impianti a causa del pessimo stato in cui si trovavano, imputabile alla mancata manutenzione del precedente proprietario Arcelor Mittal. Lo scenario che si presentò due anni fa fu di 2 altoforni chiusi e un terzo con meno di una settimana di autonomia di rifornimenti. L'Ilva sull'orlo della chiusura e del disastro. Il combinato disposto dalla mala gestio degli impianti e dell'alienazione delle quote Ets che dobbiamo scontare è stimato, nella domanda di risarcimento presentata dai commissari, in circa 7 miliardi di euro. Hanno pervicamente puntato allo smantellamento e alla chiusura degli impianti con una azione sistematica di saccheggio e depauperamento". Il mancato utilizzo dell'altoforno 1, di cui è stato disposto dalla procura di Taranto il sequestro probatorio più di 10 mesi fa, senza facoltà di uso, "comporterebbe già di per sé un lucro cessante di importo significativo ma poiché la procura ha inteso dar corso al sequestro senza autorizzare le corrette procedure di spegnimento e svuotamento, l'impatto economico sugli impianti è stato ben più grave, stimato in oltre 2,5 miliardi di euro, danno che aumenta ogni giorno di 4 milioni di euro, con conseguenze nefaste sull'equilibrio economico e finanziario ma anche sulla trattativa per la cessione dell'impianto a Baku Steel, che ritirò la propria offerta", spiega ancora il ministro. "Rinnovo - ha quindi aggiunto Urso - le condoglianze alle famiglie degli operai Loris Costantino e Claudio Salamida deceduti a causa degli incidenti sul lavoro nello stabilimento di Taranto durante le operazioni di manutenzione. Il dolore per il loro sacrificio è monito per tutti affinché la sicurezza sia posta al primo posto".
(Adnkronos) - L’Istituto nazionale tributaristi (Int), che ha partecipato ieri mattina con il proprio delegato, il vice presidente nazionale vicario Giorgio Del Ghingaro, alla riunione della Commissione ministeriale degli esperti per gli Indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa) , esprime apprezzamento per gli interventi introdotti nell’ambito degli Isa per il periodo d’imposta 2025, con particolare riferimento alle misure volte a considerare la contrazione della marginalità e della redditività delle attività economiche. “Si tratta – dichiara Giorgio Del Ghingaro – di un profilo che come categoria avevamo più volte segnalato nei confronti delle istituzioni competenti evidenziando la necessità che gli strumenti di analisi tengano adeguatamente conto delle dinamiche economiche che incidono sui margini delle attività”. Secondo Del Ghingaro, l’attenzione posta alla riduzione dei margini e della capacità reddituale delle imprese e dei professionisti rappresenta “un passo importante verso una maggiore aderenza degli Isa alla reale situazione economica dei contribuenti, soprattutto in un contesto caratterizzato da significative variazioni in aumento dei costi e una conseguente riduzione dei margini di redditività. L’intervento costituisce quindi un elemento positivo nel percorso di aggiornamento degli Isa e di progressivo miglioramento degli strumenti di analisi, affinché risultino sempre più coerenti con la reale capacità contributiva dei contribuenti”.
(Adnkronos) - “Alla quarta edizione di Key - The Energy Transition Expo, parliamo di Ultranet, la start up del Gruppo Hgm, dedicata allo sviluppo e alla digitalizzazione dei distretti industriali e a portare negli stessi i progetti di energia green per dare alle Pmi, che nel nostro territorio nazionale rappresentano oltre il 96% delle imprese produttive, un saving sui costi dell'energia, oltre che a rendere disponibile la fibra ottica, oggi abilitatore necessario e fondamentale per tutti i progetti di sviluppo, compresa l’intelligenza artificiale”. Sono le parole di Francesco Sangiovanni, presidente e Founder del Gruppo Hgm - Ultranet, in occasione dell’evento 'Il Progetto Edd - Ultranet nei Distretti Industriali', organizzato dalla stessa azienda nel contesto della quarta edizione di Key – The Energy Transition Expo, la manifestazione di Ieg - Italian Exhibition Group di riferimento in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo sulla transizione energetica, svoltasi dal 4 al 6 marzo alla Fiera di Rimini. (VIDEO) Il Gruppo Hgm Spa è attivo in Italia nel settore delle infrastrutture di telecomunicazioni con la mission di offrire servizi integrati ai principali operatori Tlc e alle Utilities. La società Ultranet Srl, totalmente posseduta da Hgm, agisce in qualità di operatore iscritto al Roc, progetta reti Tlc in fibra e offre in Iru i diritti d’uso di circa 15mila km di rete in fibra ottica spenta e/o di cavidotti vuoti già realizzata o da implementare secondo le esigenze dei propri clienti. Ultranet offre anche il noleggio di centrali telefoniche e di redistribuzione ottica proprietarie, con la possibilità di adibirli a mini Hub (Edge Data Center) sul territorio. “Il Gruppo Hgm nasce trent'anni fa ed è di proprietà della famiglia Sangiovanni, di cui sono onorato di essere non solo il presidente, ma anche il maggiore di tre fratelli che hanno costruito questa bella realtà. Siamo presenti in Italia, ma anche in Brasile con progetti analoghi, in cui portiamo l’energia green e la fibra nei distretti e soprattutto nelle smart city - spiega - Il Gruppo Hgm è un'azienda con oltre 500 dipendenti, un fatturato in continua crescita e, soprattutto, con il proprio headquarter in Italia è basata sui principi degli imprenditori tradizionali”. “Il progetto Edd - Energy Digital District è stato studiato appositamente, quattro anni fa, dal nostro Gruppo per favorire la digitalizzazione e l'energia green dei distretti industriali - sottolinea Sangiovanni - poiché le piccole e medie imprese si trovano spesso in difficoltà sia sull'innovazione digitale sia sul costo delle bollette, che aumenta e non dà alle aziende la possibilità di fare saving sulle loro produzioni”. “Pensiamo che fra dieci anni passeremo da oltre il 40% di aziende dotate di fibra ottica all'80% e che porteremo 300mila imprese a non essere più dipendenti esclusivamente dalla bolletta energetica degli operatori, ma ad approfittare, anche grazie alle comunità energetiche, dei contributi che il governo sta mettendo a disposizione per poter dare loro la possibilità di poter essere indipendenti dai costi energetici, che diventeranno sempre di più, a livello globale, l'ago della bilancia sulle aziende di produzione”, conclude.