(Adnkronos) - L'ex principe Andrea è stato arrestato nella sua residenza di Sandringham, la tenuta reale a Norfolk dove si era trasferito. Lo riporta la Bbc precisando che l'arresto è avvenuto nell'ambito dell'inchiesta per condotta illecita nello svolgimento di una funzione pubblica in relazione al caso Epstein. Il Daily Mail ricorda che il giorno dell'arresto coincide con quello del 66esimo compleanno di Andrew Mountbatten-Windsor. Poco dopo le otto di questa mattina sono arrivate sei auto della polizia, senza contrassegni, dalle quali sono scese otto persone in borghese ma "con l'aspetto di poliziotti", hanno riferito testimoni al tabloid britannico che precisa che la polizia ha parcheggiato le auto vicino alla Wood Farm, l'ex abitazione del principe Filippo dove Andrea è stato esiliato dopo che il fratello gli aveva fatto lasciare il Royal Lodge di Windsor a seguito del caso Epstein. "Oggi (19/2) abbiamo arrestato un uomo sulla sessantina del Norfolk con l'accusa di condotta illecita in pubblico ufficio e stiamo effettuando perquisizioni presso vari indirizzi nel Berkshire e nel Norfolk", ha dichiarato la polizia britannica in merito all'arresto di Andrew Mountbatten-Windsor. "Al momento l'uomo è ancora sotto custodia della polizia". La polizia della Thames Valley aveva dichiarato in precedenza di stare esaminando le accuse secondo cui una donna sarebbe stata inviata nel Regno Unito da Epstein per avere un rapporto sessuale con Andrew, e sostiene che quest'ultimo avrebbe condiviso informazioni sensibili con il finanziere caduto in disgrazia mentre era in carica come inviato commerciale del Regno Unito. In una dichiarazione, il vice capo della polizia Oliver Wright ha aggiunto: "Dopo un'attenta valutazione, abbiamo avviato un'indagine sull'accusa di condotta illecita nell'esercizio della funzione pubblica. È importante proteggere l'integrità e l'obiettività della nostra indagine mentre lavoriamo con i nostri partner per indagare su questo presunto reato. Comprendiamo il notevole interesse pubblico per questo caso e forniremo aggiornamenti al momento opportuno". "Voglio dirlo chiaramente: la legge deve fare il suo corso". Così, in una dichiarazione, re Carlo in merito all'arresto del fratello. "Ho appreso con profonda preoccupazione la notizia riguardante Andrew Mountbatten-Windsor e il sospetto di condotta illecita nell'esercizio della sua carica pubblica - prosegue il sovrano - Quello che seguirà sarà un processo completo, equo e corretto attraverso il quale questa questione verrà indagata nel modo appropriato e dalle autorità competenti. Come ho già detto in passato, (le autorità) hanno il nostro pieno e sincero sostegno e la nostra cooperazione. Poiché questo processo è in corso, non è opportuno per me commentare ulteriormente la questione. Nel frattempo, la mia famiglia e io continueremo a svolgere il nostro dovere e a servire tutti voi". Mentre la polizia britannica si presentava a Sandringham per arrestare l'ex principe Andrea, il premier britannico Keir Starmer dichiarava alla Bbc che "nessuno è al di sopra della legge". Parlando alla trasmissione 'Breakfast' dell'emittente britannica del caso Andrew Mountbatten-Windsor, Starmer ha detto che il principio è "molto importante" e "deve essere applicato in questo caso allo stesso modo in cui lo sarebbe in qualsiasi altro caso". "Uno dei pilastri del nostro sistema è che nessuno è al di sopra della legge", ha dichiarato, precisando che "chiunque in possesso di informazioni deve presentarsi davanti alle autorità competenti". Andrew Mountbatten-Windsor è il primo membro anziano della famiglia reale nella storia moderna ad essere arrestato. Bisognerebbe andare indietro fino a re Carlo I per trovare l'ultimo membro d'alto rango della famiglia reale britannica arrestato, prima degli sviluppi odierni. Carlo I fu arrestato nel 1647 durante la guerra civile inglese dalle forze schierate con il Parlamento. Fu arrestato e in seguito processato per alto tradimento dopo essersi rifiutato di accettare limiti all'autorità reale, il che portò alla sua esecuzione nel 1649. La sorella di Andrea, la principessa Anna, è stata condannata e multata ai sensi del Dangerous Dogs Act nel 2002 dopo che il suo cane aveva morso due bambini. Tuttavia, non è stata arrestata per questo reato.
(Adnkronos) - Nella mattinata di oggi, Manageritalia e Assologistica hanno sottoscritto il rinnovo del 'Contratto collettivo nazionale di lavoro per i dirigenti delle imprese di logistica, magazzini generali, terminal operators portuali, interportuali ed aereoportuali', con decorrenza dal 1° gennaio 2026 e validità fino al 31 dicembre 2028. Contratto che ad oggi riguarda circa 90 dirigenti del settore. Una firma rappresenta una scelta di responsabilità e di visione strategica, volta a garantire stabilità, continuità e qualità nelle relazioni sindacali. Un segnale forte in un contesto economico ancora incerto, che tutela il potere d’acquisto dei manager e consente alle imprese una pianificazione efficace dei costi del lavoro. Ma le vere novità sono l’ulteriore investimento in welfare e l’innovazione sul tema dell’invecchiamento attivo al lavoro e misure per genitorialità e parità di genere, gli incentivi all’autoformazione e per la fruizione delle ferie. Per Marco Ballarè, presidente di Manageritalia: “L’intesa raggiunta rappresenta un punto di equilibrio: consente ai dirigenti coinvolti di recuperare, almeno in parte, l’impatto dell’aumento dell’inflazione registrato negli ultimi anni, senza gravare in modo eccessivo sulle aziende. Si tratta di un intervento rilevante per la competitività del comparto logistico, settore strategico per lo sviluppo del Paese. Con la firma di oggi compiamo un ulteriore passo – contenuto ma significativo – nel percorso di Manageritalia a tutela dei diritti dei dirigenti italiani, con particolare attenzione al potenziamento del welfare. Abbiamo inoltre posto un focus specifico sull’invecchiamento attivo, promuovendo la valorizzazione dei dirigenti senior che, attraverso iniziative di tutoraggio e mentoring, potranno trasferire competenze ed esperienze alle nuove generazioni presenti in azienda”. “Siamo soddisfatti di questo accordo che concretamente va nella direzione da noi auspicata, ovvero la valorizzazione delle figure dei manager logistici, vero elemento strategico per le aziende” sottolinea Paolo Guidi, presidente Assologistica, rilevando in particolare l’inserimento all’art.1 nell’ambito di applicazione del ccnl delle “aziende di servizi logistici anche integrati con attività di supporto alla produzione che coprono l’intero processo della supply chain”. Sei i punti chiave dell’accordo. 1) Incremento retributivo: aumento lordo mensile a regime di 750 euro, suddiviso in tre tranche la prima pari a 250 euro a decorrere da 1° marzo 2026 (300 euro dal 1° gennaio 2027 e 200 euro mensili dal 1° gennaio 2028). Ad integrale copertura del periodo 1° gennaio/28 febbraio 2026, ai dirigenti in forza alla data di stipula dell’accordo verrà corrisposto un importo “una tantum” di euro 500 euro lordi. 2) Welfare contrattuale rafforzato: credito welfare annuale di 2000 euro, potenziamento del Fondo Mario Negri, conferma dei valori di universalità delle coperture assicurative dell’Antonio Pastore, revisione delle agevolazioni contributive contrattuali. 3) Campo di applicazione: è stato maggiormente dettagliato il campo di applicazione del ccnl. 4) Nuove tutele sociali e demografiche: innovazione sul tema dell'invecchiamento attivo, che supporta lo scambio intergenerazionale permettendo ai dirigenti vicini alla pensione di continuare ad operare con funzioni di tutoraggio dei colleghi più giovani, introduzione di una procedura per incentivare la fruizione delle ferie, sostegno alla genitorialità e mantenimento della copertura sanitaria per dirigenti con gravi patologie. 5) Formazione e politiche attive: promozione dell’auto-formazione, con diritto ad usufruire di un minimo di sei giornate di congedo retribuito nell’arco di un triennio. Estensione dell’ambito di applicazione delle Politiche attive per la ricollocazione. 6) Equità e trasparenza: misure per la parità di genere, la trasparenza retributiva e il contrasto al dumping contrattuale.
(Adnkronos) - “Una regolazione ben disegnata può diventare un fattore abilitante per la competitività, favorendo una transizione ordinata e inclusiva dell’intero sistema economico”. Così Barbara Terenghi, direttrice Sostenibilità di Edison, spiega all’Adnkronos come la normativa europea può agevolare il sistema imprenditoriale italiano sostenendone gli sforzi soprattutto in ambito Esg. “Le imprese oggi si muovono in un contesto caratterizzato da una profonda trasformazione economica, ambientale e sociale, in cui la sostenibilità non è più un tema accessorio ma un fattore strutturale di evoluzione dei modelli di produzione e consumo e, in ultima istanza, di competitività - premette - La principale sfida è integrare gli obiettivi ambientali, sociali e di governance all’interno delle strategie industriali e finanziarie, rendendoli coerenti con le esigenze di crescita, innovazione e creazione di valore nel lungo periodo. La transizione verso modelli produttivi più sostenibili richiede investimenti significativi, un’evoluzione delle competenze e una capacità di lettura sistemica dei rischi e delle opportunità, a partire da quelli legati al cambiamento climatico, alla sicurezza degli approvvigionamenti e alla tutela delle persone lungo la catena del valore”. In questo contesto, “il quadro normativo europeo in materia di sostenibilità rappresenta un elemento importante per accompagnare il sistema imprenditoriale nel percorso di transizione”. “Iniziative come il pacchetto Omnibus I - continua Terenghi - vanno nella direzione di snellire l’architettura regolatoria, introducendo elementi di semplificazione e maggiore proporzionalità negli obblighi di rendicontazione, senza rinunciare all’obiettivo di garantire trasparenza e affidabilità delle informazioni”. Nello specifico, “la riduzione del perimetro di applicazione della Csrd esclude le imprese medio-piccole e concentra gli obblighi sulle aziende di grandi dimensioni, evitando un’eccessiva estensione degli obblighi a soggetti con minori capacità organizzative. Va però tenuto conto dell’effetto indiretto sulle imprese obbligate, che devono rendicontare sugli impatti lungo la catena del valore pur avendo un numero crescente di fornitori non più soggetti a obblighi analoghi. Omnibus I introduce alcune tutele procedurali, come la possibilità di spiegare le difficoltà nel reperire i dati ma non risolve del tutto la tensione tra obblighi di rendicontazione estesi e disponibilità effettiva delle informazioni a monte della filiera”. In generale, “per le imprese italiane, un contesto normativo più chiaro e armonizzato a livello europeo può tradursi in una migliore comparabilità dei dati, in una maggiore credibilità nei confronti dei mercati finanziari e degli investitori e in una riduzione della complessità della rendicontazione stessa. Questo consente di concentrare risorse e competenze sulla realizzazione concreta delle strategie di sostenibilità, piuttosto che sulla gestione frammentata degli adempimenti". Per quanto riguarda Edison, “la nostra rendicontazione, dallo scorso anno è allineata alla direttiva Csrd. Per Edison non è solo un adempimento, ma uno strumento di dialogo e di responsabilità, che consente di misurare i risultati, individuare aree di miglioramento e rendere conto in modo chiaro degli impatti generati. In questo approccio integrato risiede la nostra convinzione che la transizione energetica e lo sviluppo sostenibile rappresentino non solo una responsabilità, ma anche una grande opportunità di impegno e creazione di valore e ne diamo conto nel Sustainability Statement documentando non solo i risultati passati ma anche i programmi futuri e le risorse che l’azienda intende dedicare per la loro realizzazione”. L’impegno di Edison per la sostenibilità si fonda in particolare su tre macro ambiti, spiega Terenghi: “Produzione rinnovabile (l’obiettivo è raddoppiare la capacità installata) e flessibile, sicurezza degli approvvigionamenti gas e sviluppo dei gas verdi, servizi a valore aggiunto e soluzioni per la transizione energetica dei clienti (B2B, B2C, B2G)”. Qualche dato. “A partire dal 2006, l’azienda ha già ridotto le proprie emissioni dirette di CO2 di oltre il 75%, passando da un livello prossimo a 25 Mt CO2eq nel 2006 a circa 6 Mt CO2eq nel 2024. Nel 2025 abbiamo completato nuovi impianti eolici e fotovoltaici per 200 MW, quest’anno avvieremo cantieri per altri 500 MW, che si aggiungono ai 250 MW già in costruzione - aggiunge - Inoltre, negli ultimi anni abbiamo realizzato 1,5 GW di capacità termoelettrica altamente efficiente e flessibile, grazie a due nuovi impianti - in Veneto e Campania - che sono tra i più avanzati al mondo in termini di prestazioni e sostenibilità per questo tipo di centrali. Nel 2024 la società ha proseguito lo sviluppo di nuova capacità per la produzione di Biometano e Biogas con 8 impianti in gestione, costruzione e autorizzazione in Italia e Spagna". Inoltre, "attraverso Edison Next e Edison Energia, promuoviamo il percorso di famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni verso la decarbonizzazione e l’elettrificazione. Un esempio di investimento per le famiglie: dal 2021 la società ha lanciato un modello innovativo di condivisione dell’energia in ambito condominiale con l’obiettivo di promuovere l’autoproduzione e l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili. Così i condomini possono aderire a gruppi di auto consumo collettivo (Auc) realizzato con l’installazione sul tetto del condominio di un impianto fotovoltaico”, conclude Terenghi.