(Adnkronos) - Nuove accuse contro Andrew Mountbatten-Windsor. L'ex principe addebitò ai contribuenti britannici i costi per un massaggio e spese di viaggio eccessive mentre lavorava come inviato commerciale del Regno Unito. Lo hanno detto alla Bbc alcuni dipendenti pubblici in pensione. Un ex funzionario, che lavorava per il dipartimento del Commercio e degli Investimenti del Regno Unito nei primi anni 2000, era rimasto infastidito dalla richiesta di Andrea di coprire il costo dei "servizi di massaggio", che il fratello di re Carlo si era rifiutato di pagare. "Pensavo fosse sbagliato. Avevo detto che non dovevamo pagarlo, ma alla fine lo abbiamo pagato comunque", ha riferito all'emittente britannica. Il ruolo di Andrew come inviato commerciale non era retribuito, ma poteva contare sul sostegno dei funzionari pubblici e sui finanziamenti dei contribuenti per i suoi viaggi all'estero. In seguito alle rivelazioni contenute nei fascicoli di Epstein, l'ex funzionario afferma di rammaricarsi del fatto che ad Andrew sia stato permesso di farla franca non pagando le spese per un massaggio, quando avrebbe potuto essere un'occasione per controllare il suo comportamento. "Non posso dire che questo lo avrebbe fermato, ma avremmo dovuto segnalare che qualcosa non andava", ha aggiunto il funzionario pubblico in pensione. Un'altra fonte, un ex alto funzionario di Whitehall che supervisionava i finanziamenti, si era accorto di spese simili per i viaggi di Andrew e afferma di essere rimasto scioccato dall'entità eccessiva delle spese di Andrea in qualità di inviato, compresi quelle per voli superflui e un numero irragionevole di camere d'albergo e costi per il suo entourage. "Non potevo crederci... era come se non fossero soldi veri, non spendessero soldi loro", ha detto l'alto funzionario, a cui, nonostante avesse la responsabilità finanziaria per il suo ruolo, sembrava che ci fosse poco controllo sulla spesa o sulla corretta tenuta dei registri. Secondo lui, i costi erano stati suddivisi in budget diversi e c'era poca certezza su chi facesse parte dell'entourage di Andrew. Il personale era inoltre deferente e non si opponevano alle sue richieste. I viaggi dell'ex principe non venivano esaminati accuratamente.
(Adnkronos) - "Dobbiamo convincerci che le donne hanno il privilegio di partorire, ma il dovere di educare i figli non può essere solo loro. La genitorialità è un diritto, ma il dovere non si può lasciare soltanto alle donne. Metterei una multa agli uomini che non si occupano della casa, perché non è giusto. È un problema di cultura". Sono le parole di Amalia Ercoli Finzi, ingegnera aeronautica e professoressa onoraria del Politecnico di Milano, all’evento 'Progetto donna' promosso, oggi a Milano, dall’Ordine degli ingegneri della provincia meneghina. "Tengo molto a questa fotografia: lì c'è scritto 'È nata la Repubblica italiana'. Era il 6 giugno 1946 e io c’ero -spiega-. Ricordo di aver letto quel giornale e di aver pensato: 'Questo è davvero un cambiamento per noi’' perché era la prima volta che le donne potevano votare. Le donne ottennero il diritto di voto quarant’anni dopo uomini che, in molti casi, erano analfabeti. In quegli anni uomini che non sapevano né leggere né scrivere decidevano le sorti dell’Italia, mentre donne laureate non potevano farlo -sottolinea Ercoli Finzi-. Ricordo una frase attribuita a Giolitti: 'Dare il voto alle donne potrebbe cambiare le sorti dell’Italia. Io credo che abbiano una capacità di vedere lontano che noi uomini non abbiamo'". "Il voto alle donne significava poter occupare posizioni decisionali. Oggi molte donne ricoprono incarichi importanti, anche come amministratrici delegate, ma spesso si tratta di aziende di famiglia -continua-. Esistono ancora politiche e sistemi per cui alle donne non viene riconosciuto ciò che meritano. Perché, quando scade una posizione apicale occupata da un uomo, si sostituisce con un altro uomo? Le donne sono ugualmente capaci. Alle ragazze dico: abbiamo diritti civili. Se non ci vengono riconosciuti, dobbiamo fare la rivoluzione", conclude Ercoli Finzi.
(Adnkronos) - Bper Banca ha aderito anche quest’anno all’iniziativa “M’illumino di meno”, la Giornata Nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili, istituita dal Parlamento con la Legge 34/2022. Per l’occasione, Bper ha spento le insegne del proprio Centro Direzionale di Modena e di 748 filiali sul territorio nazionale, ribadendo il proprio impegno verso la cultura della sostenibilità ambientale e delle tematiche Esg. L’edizione 2026, celebrata il 16 febbraio, ha portato con sé un messaggio innovativo: “M’Illumino di Scienza”, un invito a unire il risparmio energetico alla conoscenza scientifica per affrontare la crisi climatica. La riduzione degli sprechi energetici è un pilastro fondamentale nelle strategie di Bper. Nel quadro del proprio Piano Energetico al 2030, BPER ha pianificato diverse azioni di efficientamento che mirano a ridurre del 50,2% le emissioni dirette entro il 2030, in linea con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. “La conoscenza è la chiave per affrontare le sfide ambientali del nostro tempo”, dichiara Giovanna Zacchi, Head of Esg Strategy di Bper“. Partecipare a M’Illumino di meno significa non solo ridurre i consumi energetici, ma anche promuovere consapevolezza scientifica e responsabilità individuale. Vogliamo essere un punto di riferimento per famiglie e imprese nel percorso di transizione ecologica, offrendo soluzioni finanziarie che sostengano un futuro giusto e sostenibile. Il nostro impegno è chiaro: unire innovazione, competenza e attenzione per l’ambiente, contribuendo in modo concreto al raggiungimento degli obiettivi globali di sostenibilità”.