(Adnkronos) - "L'Iran non avrà mai un'arma nucleare. Non lo permetterò". E' la linea rossa che Donald Trump traccia nel discorso sullo Stato dell'Unione pronunciato oggi, 25 febbraio. Il presidente degli Stati Uniti dedica all'Iran gran parte del capitolo relativo alla politica estera. Domani, in Svizzera riprende il dialogo tra gli inviati di Washington - Steve Witkoff e Jared Kushner - e la delegazione di Teheran. Il nodo è rappresentato dal programma nucleare iraniano, sullo sfondo rimane l'opzione di un intervento militare degli Usa. "Non esiterò a fronteggiare le minacce all'America ovunque sia necessario. Per questo lo scorso anno abbiamo distrutto il programma nucleare iraniano con l'operazione Midnight Hammer. Il regime iraniano e suoi proxy non hanno fatto che diffondere terrorismo, morte, odio. Hanno ucciso migliaia di soldati americani e milioni di persone", dice Trump. "Sono persone terribili, hanno già sviluppato missili che possono minacciare l'Europa e le nostre basi Oltreoceano. E stanno lavorando per costruire missili che presto raggiungeranno gli Stati Uniti", aggiunge Trump. "Dopo l'operazione Midnight Hammer sono stati avvertiti, non devono più tentare di ricostruire il programma nucleare. Eppure continuano, ricominciando tutto da capo. In questo momento, stanno di nuovo perseguendo le loro sinistre ambizioni", afferma il presidente, mentre Teheran ribadisce che l'obiettivo del programma non sarebbe la produzione di armi atomiche. "Stiamo trattando: vogliono un accordo, ma non abbiamo ancora sentito le parole segrete... 'non avremo mai un'arma nucleare'", dice Trump facendo il punto sui negoziati alla vigilia del nuovo round. "Io preferisco risolvere il problema con la diplomazia, ma una cosa è certa. Non consentirò mai allo sponsor numero 1 del terrorismo di avere un'arma nucleare, non posso permettere che accada", afferma senza però fornire dettagli sull'azione che verrebbe intrapresa. I media americani, negli ultimi giorni, fanno riferimento a diverse opzioni. Gli Stati Uniti potrebbero effettuare un attacco 'preliminare', seguito eventualmente da un'azione massiccia più estesa, con potenziali conseguenze anche sulla stabilità del regime. Nell'amministrazione americana, però, non mancano posizioni più prudenti: il vicepresidente JD Vance non sarebbe convinto dell'opportunità di un attacco e il generale Dan Caine, capo degli Stati maggiori, avrebbe prospettato a Trump i rischi connessi ad una simile azione: gli Usa rischierebbero perdite umane e dovrebbero 'spremere' il proprio arsenale già condizionato dagli sforzi compiuti per aiutare Israele e dalla vendita di armi ai partner dell'Ucraina.
(Adnkronos) - “La notizia dell'introduzione di nuovi dazi generalizzati da parte dell'Amministrazione Usa aggiunge ulteriore instabilità a un quadro geo economico già complesso. Dal punto di vista delle aziende, la pianificazione strategica e lo sviluppo operativo diventano sempre più sfidanti a causa di un contesto che cambia continuamente secondo logiche difficilmente prevedibili. In uno scenario internazionale così fluido, il nostro compito come imprese è quello di essere pragmaticamente strategiche e strategicamente pragmatiche. Questo significa essere capaci di reagire in tempi brevi adattando piani e strategie al fine di minimizzare gli impatti negativi e cercare di cogliere, ove presenti, opportunità alternative in altri mercati, senza perdere di vista la strategicità del mercato americano nel lungo termine". Così Cristina Scocchia, ad di illycaffè, dopo l'annuncio di Trump su nuovi dazi al 15%. "Ovviamente dalle istituzioni europee ci aspettiamo una risposta compatta, ragionata e responsabile, volta a garantire stabilità negli accordi commerciali", conclude.
(Adnkronos) - Gruppo Cap, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, sta intervenendo in diversi Comuni del territorio regolando la pressione dell’acqua in rete. L’obiettivo è quello di gestire meglio la risorsa, ridurre gli sprechi e offrire un servizio più affidabile e sostenibile. Una pressione più equilibrata riduce lo stress sulle tubature e aiuta a limitare rotture e perdite: meno acqua dispersa significa anche meno energia necessaria per pompare e distribuire l’acqua e quindi meno emissioni. Quello delle perdite idriche rimane un tema centrale in tutto il Paese. Secondo gli ultimi dati Istat, in Italia la dispersione media dell’acqua immessa nelle reti di distribuzione si attesta intorno al 42%. Un dato che fotografa la fragilità di una parte significativa delle infrastrutture nazionali e conferma quanto sia necessario intervenire con piani strutturali di efficientamento. In questo contesto – nonostante nel territorio gestito da CAP la dispersione causata da perdite si attesta al 19% - la regolazione della pressione rappresenta una delle leve più efficaci e immediate per ridurre le sollecitazioni sulla rete e contenere le dispersioni, contribuendo concretamente al miglioramento degli indicatori di qualità tecnica misurati da Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Il Servizio Idrico Integrato svolge oggi un ruolo chiave nella transizione ecologica. Investire in tecnologie di monitoraggio, digitalizzazione delle reti, efficientamento energetico e ammodernamento delle condotte significa non solo ridurre le perdite, ma anche contenere i consumi energetici e le emissioni associate all’intero ciclo dell’acqua. Gli interventi di regolazione della pressione introdotti da Gruppo Cap sono progettati con parametri tecnici precisi e non compromettono il corretto funzionamento delle utenze. In conformità con quanto previsto dall’art. 12 del Regolamento del Servizio Idrico Integrato, Gruppo Cap garantisce ai contatori degli utenti una pressione minima pari a 2 bar (20 metri di colonna d’acqua) quando non è in corso alcun consumo d’acqua, nel pieno rispetto degli standard tecnici e regolatori vigenti. Tutte queste attività puntano a rendere le reti più moderne e resilienti e a migliorare la qualità del servizio, anche secondo gli indicatori misurati da ARERA, con benefici concreti per i cittadini e per il territorio nel medio e lungo periodo. In un’epoca in cui sostenibilità e uso responsabile delle risorse sono temi centrali nel dibattito pubblico, anche un intervento tecnico come la regolazione della pressione dell’acqua diventa un tassello importante di una strategia più ampia: meno sprechi, più efficienza, più futuro.