(Adnkronos) - Il Libano è oggi profondamente coinvolto nella guerra in Medio Oriente soprattutto a causa della presenza di Hezbollah, il movimento sciita libanese sostenuto dall'Iran, che funge da principale 'proxy' di Teheran nella regione. Il 'Partito di Dio' guidato da Naim Qassem è nato con il sostegno politico, economico e militare iraniano e continua ad essere considerato dagli israeliani e dagli Stati Uniti un braccio operativo della Repubblica islamica. La guida storica del gruppo Hassan Nasrallah, ucciso il 27 settembre del 2024 in un raid israeliano su Beirut sud, ha più volte rivendicato l'alleanza con Teheran e sostenuto la strategia dell' 'Asse della resistenza', la rete di alleanze che unisce l'Iran ad attori armati attivi contro Israele e che è composta, oltre Hezbollah, anche dagli Houthi nello Yemen e dalle milizie sciite in Iraq. Negli ultimi anni Hezbollah è intervenuto più volte a sostegno degli interessi iraniani nella regione, lanciando razzi e droni contro Israele con l'obiettivo dichiarato di esercitare pressione militare su Tel Aviv e proteggere l'influenza iraniana nel Medio Oriente. L'escalation più recente è legata agli attacchi aerei israeliani e statunitensi iniziati sabato scorso contro l'Iran. L'uccisione della Guida Suprema, Ali Khamenei, ha spinto Hezbollah nella notte tra il primo ed il 2 marzo a scatenare una rappresaglia tramite lanci di razzi contro il suo 'nemico storico'. Le Idf hanno risposto bombardando Beirut e altre zone del sud, con decine di morti. Nelle ultime ore le forze israeliane hanno effettuato raid contro obiettivi di Hezbollah e dispiegato truppe nel sud del Libano per ampliare la cosiddetta 'zona cuscinetto' al confine. Il portavoce delle Idf ha chiesto agli abitanti delle zone di spostarsi a nord del fiume Litani per motivi di sicurezza, segno che la minaccia di un ulteriore allargamento del conflitto resta alta, anche se al momento una nuova invasione terrestre su larga scala appare incerta.
(Adnkronos) - "La situazione è particolarmente complessa e ancora ampiamente in evoluzione, visto che ci troviamo di fatto ancora nella primissima fase di questa criticità geopolitica. I clienti sono tutti assistiti e monitorati costantemente, in attesa di consolidare corridoi aerei sicuri per il rimpatrio. Come tutte le altre principali associazioni di categoria, lavoriamo a stretto contatto con la Farnesina. L’esperienza pandemica ci ha insegnato a dialogare e collaborare tra tutti gli attori della filiera per trovare congiuntamente le migliori soluzioni possibili". Così Domenico Pellegrino, presidente di Aidit Federturismo Confindustria, l'organizzazione di categoria delle agenzie di viaggio, sulle condizioni dei turisti italiani rimasti bloccati nell'area del Medio Oriente dopo lo scoppio del conflitto con l'Iran. "Ci auguriamo che la situazione possa ritornare alla normalità in tempi brevissimi, in modo da non pregiudicare ulteriormente una stagione turistica che, fino a sabato scorso, si mostrava particolarmente positiva", conclude.
(Adnkronos) - “La mensa scolastica è un elemento strategico per la lotta allo spreco alimentare. Noi siamo convinti che attraverso una mensa scolastica sostenibile si possa andare a ridurre lo spreco alimentare e dare un contributo al raggiungimento degli obiettivi di Agenda 2030”. Così Giovanni Gostoli, direttore generale Rete dei Comuni Sostenibili, in occasione del convegno promosso da PlanEat 'Innovazione digitale e politiche pubbliche per la riduzione dello spreco alimentare nelle scuole' che si è svolto a Roma presso la Camera dei Deputati. “In giro per l'Italia ci sono tanti comuni che stanno attivando percorsi partecipati, che puntano alla qualità del prodotto, all'organizzazione, all'educazione, che stanno dando risultati importanti. La prima cosa da evitare è la logica del massimo ribasso. Quando la mensa è vista solo come un costo e non come un investimento diventa un problema. Quando invece al centro c'è la qualità del prodotto, molto spesso gli sprechi si riducono - spiega - In secondo luogo conta l'organizzazione del servizio, con prodotti tipici locali e filiera corta. In terzo luogo serve un sistema di monitoraggio: per combattere lo spreco occorre avere dati sulle grammature delle eccedenze e sulla tipologia, per orientare i menù. Il monitoraggio è fondamentale, non per la gestione del rifiuto ma per prevenire lo spreco". Gostoli evidenzia anche le criticità, tra cui la carenza di competenze interne per l’applicazione dei Cam e la necessità di risorse per accompagnare la transizione verso mense sostenibili, sottolineando infine che “lo spreco alimentare deve diventare un indicatore di qualità di un servizio fondamentale nelle comunità locali”.