(Adnkronos) - "E' la decisione peggiore mai presa, è una decisione terribile". Chi è al telefono? John Barron o Donald Trump in versione ragionier Fantozzi? L'emittente C-Span apre le linee e i telespettatori telefonano per esprimere la propria opinione sulla decisione della Corte Suprema, che ha bocciato i dazi varati dal presidente americano. Dalla Virginia, ecco la telefonata di un elettore repubblicano, tale John Barron. E fin qui, tutto più o meno normale. C'è solo una coincidenza curiosa: è lo pseudonimo usato in passato dal presidente Trump in passato nei rapporti con i media. Un caso, niente di più. O no? Mr Barron comincia a parlare e la situazione diventa ancor più curiosa. "Sono John Barron. Guardate, questa è la decisione peggiore mai presa. E' una decisione terribile", dice. La cadenza è 'sospetta' e ricorda molto da vicino quella del presidente. Anche l'intercalare, con un 'look' che precede la riflessione, somiglia a quello che spesso caratterizza le considerazioni di Trump. Il tono appare leggermente più alto rispetto a quello consueto del presidente, ma la sovrapposizione è impressionante. Il signor Barron critica aspramente esponenti del partito democratico. Possibile che il presidente degli Stati Uniti abbia davvero camuffato la voce, senza molletta e patata, come il monumentale Paolo Villaggio alle prese con il megadirettore Cobram nell'iconica scena di Fantozzi contro tutti? "Hakeem Jeffries è un idiota. E avete Chuck Schumer, che non sa nemmeno cucinare un cheeseburger. Certo, queste persone sono felici. Certo che sono felici. Ma i veri americani non saranno felici", sentenzia il signor Barron. E i dubbi restano...
(Adnkronos) - “Non basta essere rappresentate da donne, se poi non si conducono battaglie reali per la loro libertà. Una libertà che passa, prima di tutto, dall’indipendenza economica, dunque dallo stipendio. Il lavoro di questa mattina va proprio in questa direzione: provare a tradurre i principi in pratica, guardando in particolare alle professioni tecniche”. Lo ha affermato la deputata Pd, Lia Quartapelle, intervenuta oggi a Milano, all’evento ‘Progetto Donna’ promosso dall’Ordine degli ingegneri della Provincia meneghina. Nel suo intervento, Quartapelle ha ricordato le conquiste del passato: “Se pensiamo all’inizio del Novecento, Milano era un luogo in cui bambine di sei, sette, otto, nove, dieci anni, lavoravano come aiuto-sarte, le cosiddette “piccinine”. Nel 1902 furono protagoniste di un celebre sciopero, grazie al quale ottennero che i pacchi di vestiti che dovevano trasportare per la città non superassero i 30 chili, un peso spesso superiore al loro stesso corpo - racconta - Quello sciopero segnò un passaggio fondamentale: fu l’avvio di una riflessione più ampia sul lavoro minorile e sul lavoro femminile in Italia. Da allora molto è cambiato. Le condizioni sono migliorate, anche nelle professioni tecniche. Se guardiamo al numero di ragazze laureate nelle discipline scientifiche - dall’economia all’ingegneria - assistiamo a una crescita significativa. I loro risultati accademici sono spesso migliori di quelli dei colleghi uomini e, in molti casi, anche i tempi di inserimento nel mondo del lavoro sono positivi. Questo è un segnale di progresso”. Ma anche alla luce di questi risultati, la deputata fa notare che “il divario non è scomparso”. Si rende dunque necessario “affrontare le cause strutturali che lo generano. L’approccio corretto è quello di andare alla radice dei problemi, comprendere le dinamiche profonde, superare stereotipi e paure, intervenire in modo mirato”. Il divario citato da Quartapelle riguarda soprattutto le retribuzioni. “Nel caso delle libere professioni il tema è ancora più complesso, perché non si tratta solo di stipendi regolati da contratti, ma di compensi professionali. È noto che tra professionisti e professioniste ordinistiche persiste un forte divario: avvocate, ingegnere, architette percepiscono compensi mediamente inferiori rispetto ai colleghi uomini, per molteplici ragioni". Per questo, spiega, "il lavoro che affrontate oggi - in modo concreto, misurabile, partendo dalle cause strutturali - è un passaggio decisivo per trasformare principi alti e condivisibili in cambiamento reale. Principi che affondano le radici nel nostro passato e che devono orientare il nostro futuro - dice - La rivoluzione che riguarda la condizione femminile è stata, nel secolo scorso, una delle rivoluzioni più profonde e riuscite - aggiunge -È una rivoluzione che continua anche oggi, pur tra ostacoli nuovi e talvolta più insidiosi. È una trasformazione che sentiamo sulle nostre spalle e davanti ai nostri occhi. E che dobbiamo portare a compimento”. Poi conclude tendendo la mano alle protagoniste di ‘Progetto Donna’: “Potete contare sul sostegno delle istituzioni. È fondamentale costruire e mantenere un’alleanza forte, capace di tenerci unite. Il metodo che avete scelto - rigoroso, basato sui dati, scientifico - è uno strumento prezioso, soprattutto in un tempo in cui il dibattito pubblico spesso si allontana dall’analisi e dalla concretezza. È da qui che possiamo continuare a costruire un cambiamento solido e duraturo”.
(Adnkronos) - I Giochi Invernali di Milano Cortina "mi sembra proprio siano stati sostenibili. Il bilancio lo fare alla fine, però devo dire di sì". Lo ha detto oggi il presidente del Conai, Ignazio Capuano, a margine della sigla del protocollo tra Coni e Conai per la sostenibilità degli eventi sportivi, oggi a Milano.