(Adnkronos) - È un problema più comune di quanto si possa pensare. Oltre il 50% delle italiane over 50 vivono i disagi causati da disturbi del microcircolo venoso: gambe stanche, pesanti e gonfie. Il problema però interessa anche le più giovani, soprattutto in momenti particolari come la stagione estiva, la gravidanza o in corrispondenza di stili di vita troppo sedentari o troppo attivi. Il tema della circolazione venosa degli arti inferiori, sottovalutato fino a quando i sintomi non diventano particolarmente fastidiosi, è stato al centro dell’evento organizzato, il 12 febbraio a Bologna da Alfasigma, per la presentazione di un nuovo integratore costituito da una miscela bilanciata di diosmina, esperidina ed estratti vegetali di ruscus e ananas, in grado di favorire la funzionalità del microcircolo e il drenaggio dei liquidi corporei. Gli esperti di medicina interna e vascolare, che sono intervenuti all’incontro, oltre a spiegare cause, sintomi e fattori di rischio, hanno chiarito l’importanza della nutrizione e del microcircolo per il benessere delle gambe. La malattia venosa cronica comprende un insieme di condizioni che derivano da un alterato ritorno del sangue al cuore che possono manifestarsi con segni clinici molto diversi: da teleangectasie - sottili linee rosse, blu o viola, spesso a forma di ragnatela su gambe e viso - e capillari visibili, a sintomi più complessi come sensazione di pesantezza, gonfiore, crampi e dolore delle gambe. Questi disturbi non sono semplici ‘fastidi estetici’, ma campanelli d’allarme che richiedono attenzione. Studi clinici su popolazioni di adulti, in diverse città italiane - è stato ricordato - mostrano come non solo le donne, ma anche una percentuale significativa di uomini presentino fenomeni venosi anche lievi, come capillari o varici, con una prevalenza che aumenta con l’età: più del 50% della popolazione oltre i 50 anni mostra qualche forma di insufficienza venosa, reflusso venoso o alterazione vascolare. "La ricerca in ambito vascolare si sta concentrando sempre più sullo studio del microcircolo, evidenziando la correlazione esistente tra le alterazioni venose e uno stato di infiammazione sistemica - ha illustrato Andrea Lupascu dirigente medico presso il percorso Trombosi del Policlinico Agostino Gemelli di Roma - La salute delle gambe diventa così un importante indicatore del benessere cardiovascolare complessivo, permettendoci di intercettare precocemente una fragilità vascolare che riguarda l'intero organismo. L’obiettivo della ricerca - ha continuato - va quindi nella direzione di identificare disfunzioni precoci del microcircolo, così da consentire interventi mirati, come ad esempio un’integrazione nutrizionale precoce, per evitare il manifestarsi di danni macroscopici". "Uno stile di vita sedentario, fattori ormonali, cattiva alimentazione e sovrappeso - ha dettagliato Cristiana Vitale, professore di Medicina Interna all’Università San Raffaele di Roma - sono alcuni dei principali fattori di rischio, che possono compromettere il buon funzionamento della microcircolazione a livello delle gambe, con sintomi quali dolore, gonfiore, fragilità capillare, sensazione di pesantezza. Le pazienti di età giovane sono poi preoccupate di quello che potrà essere l'evoluzione di questi sintomi, anche in previsione di una gravidanza. Intervenire precocemente su questi primi campanelli d’allarme - ha avvertito - è fondamentale per preservare la salute vascolare". Infatti "capire i meccanismi fisiopatologici che poi determinano i sintomi dei nostri pazienti - ha evidenziato Lupascu - permette di fare un trattamento mirato. L'integrazione precoce ci permette di agire subito su una malattia che ha un'evoluzione cronica costante ed evitare complicanze, anche gravi, come le ulcere". In questo contesto "l'impegno di Alfasigma è rivolto a migliorare la qualità della vita delle persone – ha sottolineato Paolo Pellegrino, Chc Global medical affairs di Alfasigma - Il nuovo integratore alimentare rappresenta un passo avanti nella direzione di contribuire al benessere delle donne che vivono ogni giorno i disagi causati dalle gambe pesanti, che spesso vengono sottovalutate, ma meritano attenzione e cura".
(Adnkronos) - In occasione della Settimana nazionale delle discipline Stem - international day of women and girls in science - promossa dal ministero dell’Università e della Ricerca , previste attività in presenza e online con l’obiettivo di avvicinare allo studio e alle professioni scientifiche e tecnologiche. L’università di Roma Tor Vergata partecipa con iniziative volte a favorire il riconoscimento dell’impegno e il maggiore coinvolgimento delle donne nelle materie scientifiche. Un primo evento da sottolineare che vede protagonista l’ateneo è il 'Global women breakfast 2026, Insieme per la Scienza inclusiva', presso la macroarea di scienze Mm.ff.nn., che si svolge oggi martedì 10 febbraio 2026 - aula Gismondi. Dopo i saluti istituzionali affidati a Bianca Sulpasso, delegata all’internazionalizzazione e a Mariano Venanzi, coordinatore di macroarea di scienze Mm.ff.nn., prende il via un dibattito sui seguenti temi: la tavola periodica nelle diverse discipline scientifiche e la scienza che unisce culture, esperienze e identità. Il giorno dopo, l’11 febbraio, dalle ore 8:30 l’Infn - sezione di Roma Tor Vergata e il dipartimento di Fisica di ateneo presentano l’Atlas masterclass girl, un’iniziativa dedicata all’orientamento e alla promozione delle discipline scientifiche, presso l’aula Grassano del dipartimento di Fisica. Dopo i saluti introduttivi di Roberta Sparvoli, direttrice della sezione Infn-Tor Vergata, previsti seminari e conferenza con Giovanna Vingelli, docente di Unical. L’occasione prevede la partecipazione di circa trenta studentesse delle scuole superiori, con la concreta opportunità di incontrare ricercatrici e docenti e di avvicinarsi al mondo della ricerca scientifica diventando loro stesse scienziate per un giorno. L’evento si inserisce nelle attività dell’Ateneo e dell’Infn volte a favorire l’inclusione e la parità di genere nelle discipline stem: ulteriori due date il 6 e il 18 marzo completano l’evento masterclass Infn per le scuole superiori a Roma To Vergata. Inoltre il 19 febbraio l'università di Roma Tor Vergata, in collaborazione con Ibm, invita le studentesse delle scuole secondarie di secondo grado a partecipare alla nuova edizione del 'Progetto Nerd?' ('Non È Roba per Donne?') – Edizione Lazio 2026, un'iniziativa nazionale volta a promuovere l'interesse delle giovani verso l'informatica e, più in generale, verso le discipline stem. L'obiettivo del progetto è quello di far avvicinare al mondo dell'informatica, e più in generale alle materie scientifiche, le ragazze delle scuole superiori italiane; vorremmo mostrare loro che l'informatica e le materie stem sono anche “roba per donne”. Il progetto sarà articolato in quattro incontri di presentazione e formazione online (19 febbraio,6 marzo, 13 marzo e 13 aprile), seguiti dalla creazione del progetto da parte delle ragazze, per un totale di 50 ore (10 ore per la frequenza degli eventi + 40 per la consegna del progetto). Come riporta l’Ocse, con il rapporto Education at a glance 2025, in Italia il 21 % degli studenti universitari consegue una laurea 'triennale' in uno degli ambiti Stem (un dato ancora inferiore alla media Ocse), il 20 % in economia, amministrazione e giurisprudenza e il 36 % nel settore delle arti e delle scienze umanistiche, in scienze sociali, giornalismo e informazione. Emerge, inoltre, dal Focus sulle carriere femminili Mur-Istat 2025, con riferimento all’anno 2023 che le donne, pur rappresentando oltre la metà della popolazione degli iscritti e dei laureati in italia come nella media europea, nel settore stem le donne sono meno rappresentate a tutti i livelli e gradi accademici (fonte Mur). Tutte le iniziative a livello nazionale si concludono nella Giornata Internazionale Unesco delle donne e delle ragazze nella scienza nata per far conoscere sempre più il contributo che le donne portano alla ricerca scientifica e all’innovazione.
(Adnkronos) - Nel corso del 2025, grazie al progetto Buon Fine, l’iniziativa sociale, nata nel 2005, che trasforma le eccedenze di prodotti alimentari in risorse per le comunità locali con l’obiettivo di prevenire lo spreco alimentare e di valorizzare le eccedenze di prodotti ancora perfettamente idonei al consumo, ma non più commercializzabili, Coop Lombardia ha recuperato oltre 858 tonnellate di cibo, contribuendo alla distribuzione di 1.716.180 pasti, per un valore complessivo di 6.579.460 euro. (VIDEO) In occasione della 13esima Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, giovedì 5 febbraio, Bruno Ceccarelli, Responsabile delle Politiche Sociali e Comunicazione di Coop Lombardia, ha raccontato il tema dello spreco attraverso l’esperienza concreta della cooperazione di consumo: “Il progetto centrale di Coop Lombardia è ‘Buon Fine’, che dal 2005 ad oggi ha fornito milioni di pasti ogni anno - spiega - nell'ultimo anno, infatti, abbiamo raccolto oltre 850 tonnellate di prodotti alimentari, che hanno permesso di distribuire oltre 1,7 milioni di pasti”. Con il progetto ‘Buon Fine’, quindi, Coop si impegna nel recupero di “quei prodotti vicini alla scadenza, ma ancora utilizzabili, oppure di confezioni che possono essere state danneggiate, senza che sia stata intaccata, però, la qualità del prodotto e possono, quindi, essere donate ad associazioni che le trasformano in pasti, cibo e valore per chi si trova in difficoltà”. Tra gli obiettivi della Cooperativa c’è quello di contribuire alla crescita socio-economica delle realtà in cui è presente, favorendo la coesione sociale e la creazione di un benessere diffuso per l’intera comunità: “Coop è impegnata contro lo spreco alimentare lungo tutta la filiera attraverso la formazione dei propri dipendenti, ma anche pensando a iniziative come ‘Mangiami Subito’, che consiste nella vendita di prodotti ancora vendibili, ma che sarebbe utile vendere prima della scadenza - continua Ceccarelli - nonché cercando di prestare attenzione anche ai piccoli dettagli”. Con ‘Buon Fine’, Coop recupera quotidianamente prodotti ancora perfettamente commestibili, ma non più vendibili nei punti vendita - in quanto prossimi alla scadenza o con piccole imperfezioni - e li dona ad associazioni no profit, cooperative sociali, parrocchie ed enti caritatevoli presenti sul territorio, valorizzando il suo modello di solidarietà a km zero, riducendo al minimo le movimentazioni logistiche, limitando l’impatto ambientale legato al trasporto delle merci e favorendo una gestione efficiente e responsabile delle risorse. Queste organizzazioni utilizzano gli alimenti ricevuti per preparare pasti a favore di persone e famiglie in difficoltà, creando, così, una filiera virtuosa di solidarietà locale senza intermediazioni, che potrebbero generare nuovi sprechi: “Collaboriamo, infatti, con associazioni di grande spessore e dimensione come la Caritas, la Croce Rossa o Emergency, ma vi è anche una fitta rete di associazioni sul territorio, che raccolgono i prodotti recandosi direttamente al supermercato più vicino, riuscendo, pertanto, a portare solidarietà a chilometro zero in tutti i territori dove Coop Lombardia è presente”, conclude.