(Adnkronos) - Gli Stati Uniti sotto la presidenza di Donald Trump hanno perso la fiducia in tutta Europa, ma il presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni resta fedele all'America. Meloni sta facendo tutto il possibile per mantenere vive le travagliate relazioni transatlantiche. Lo scrive il Wall Street Journal che sottolinea come la premier abbia "resistito alle proposte europee di ritorsione contro le minacce commerciali di Trump e ha chiesto agli Stati Uniti e all'Europa di approfondire i loro legami. Questo fine settimana, ha rotto con gran parte del continente, impegnandosi a entrare a far parte del Board of Peace di Trump, anche se solo come osservatrice". "Sa di andare controcorrente rispetto all'umore prevalente in Europa - prosegue il quotidiano americano - Le minacce di Trump a gennaio di impadronirsi del territorio danese della Groenlandia hanno coronato un anno in cui la Casa Bianca ha accusato le democrazie europee di tradire la civiltà occidentale, le ha spinte a includere partiti di estrema destra nel governo, ha colpito le loro economie con dazi e ha fatto pressione sull'Ucraina affinché accettasse un piano di pace favorevole alla Russia. La leader italiana sostiene che l'Europa non ha altra scelta che perseverare con l'alleanza con gli Stati Uniti. Qual è l'alternativa?, chiese ai giornalisti a gennaio con un lampo di irritazione. 'Dovremmo lasciare la Nato? Dovremmo chiudere le basi americane? Dovremmo interrompere le relazioni commerciali? Dovremmo assaltare McDonald's?'". "Le autorità italiane ammettono che non è facile cercare di fungere da ponte su un Oceano Atlantico in continua espansione e che questo tentativo non ha ancora prodotto molti frutti. Le imprese italiane stanno soffrendo a causa dei dazi imposti da Trump all'Europa. Alla fine dell'anno scorso, Roma ha dovuto fare pressioni frenetiche sulla Casa Bianca affinché non imponesse dazi del 107% sulla pasta italiana, un simbolo nazionale, una mossa che avrebbe umiliato Meloni dopo i suoi tentativi di amicizia. Trump ha scatenato la furia in Italia e in Europa il mese scorso, quando ha screditato il contributo militare degli alleati della NATO in Afghanistan, dove 53 soldati italiani sono stati uccisi e centinaia sono rimasti feriti. Meloni si è detta sbalordita dalle sue parole, aggiungendo: 'L'amicizia richiede rispetto'". "Dietro l'attaccamento di Meloni all'alleanza - spiega il Wsj - si cela il calcolo secondo cui l'Italia non può permettersi il costo di un divorzio. L'economia del Paese, in scarsa crescita, ha bisogno del mercato delle esportazioni statunitense ed è sensibile alle guerre commerciali. Le sue casse statali in difficoltà possono sostenere una maggiore spesa per la difesa all'interno della Nato, ma farebbero fatica se l'Europa dovesse sostituire le protezioni militari statunitensi. Alcune capitali europee ritengono che anche l'affinità ideologica di Meloni con Trump sia un fattore determinante. La 49enne italiana guida il partito di destra Fratelli d'Italia, le cui posizioni intransigenti su immigrazione, legge e ordine pubblico e sul pericolo delle idee 'woke' si sovrappongono a quelle del Maga". "Una Casa Bianca che ha ripetutamente sminuito l'Europa e i suoi leader tratta Meloni come un'eccezione e un'anima gemella. È 'una delle vere leader del mondo', dichiara Trump sulla copertina del libro di Meloni 'Giorgia's Vision', basato su interviste da lei rilasciate a un giornalista italiano. Il vicepresidente J.D. Vance ha scritto la prefazione dell'edizione inglese, in uscita ad aprile, un favore che è difficile immaginare possa fare al presidente francese Emmanuel Macron. Ma l'affinità ideologica ha i suoi limiti. I sondaggi mostrano che Trump è profondamente impopolare in Italia, come nella maggior parte d'Europa, ed è una figura divisiva anche per l'elettorato di destra di Meloni. Lei si sforza di dire che non è sempre d'accordo con Trump e che, quando non è d'accordo, glielo dice in faccia". Il Wall Street Journal parla infine della prima riunione del Board of Peace che si terrà domani: "Finora - scrive - poche nazioni democratiche hanno aderito. Meloni ha cortesemente rifiutato di diventare membro a pieno titolo, adducendo problemi legali legati alla Costituzione italiana. Sabato, però, ha dichiarato che gli Stati Uniti avevano invitato l'Italia ad aderire come osservatore, un'idea da lei condivisa. Non ha ancora deciso se partecipare personalmente all'incontro presso il Donald J. Trump Institute of Peace di Washington, DC, o se inviare qualcuno di livello inferiore. Ha detto che sta aspettando di vedere quali altri leader europei potrebbero partecipare".
(Adnkronos) - In occasione della Settimana nazionale delle discipline Stem - international day of women and girls in science - promossa dal ministero dell’Università e della Ricerca , previste attività in presenza e online con l’obiettivo di avvicinare allo studio e alle professioni scientifiche e tecnologiche. L’università di Roma Tor Vergata partecipa con iniziative volte a favorire il riconoscimento dell’impegno e il maggiore coinvolgimento delle donne nelle materie scientifiche. Un primo evento da sottolineare che vede protagonista l’ateneo è il 'Global women breakfast 2026, Insieme per la Scienza inclusiva', presso la macroarea di scienze Mm.ff.nn., che si svolge oggi martedì 10 febbraio 2026 - aula Gismondi. Dopo i saluti istituzionali affidati a Bianca Sulpasso, delegata all’internazionalizzazione e a Mariano Venanzi, coordinatore di macroarea di scienze Mm.ff.nn., prende il via un dibattito sui seguenti temi: la tavola periodica nelle diverse discipline scientifiche e la scienza che unisce culture, esperienze e identità. Il giorno dopo, l’11 febbraio, dalle ore 8:30 l’Infn - sezione di Roma Tor Vergata e il dipartimento di Fisica di ateneo presentano l’Atlas masterclass girl, un’iniziativa dedicata all’orientamento e alla promozione delle discipline scientifiche, presso l’aula Grassano del dipartimento di Fisica. Dopo i saluti introduttivi di Roberta Sparvoli, direttrice della sezione Infn-Tor Vergata, previsti seminari e conferenza con Giovanna Vingelli, docente di Unical. L’occasione prevede la partecipazione di circa trenta studentesse delle scuole superiori, con la concreta opportunità di incontrare ricercatrici e docenti e di avvicinarsi al mondo della ricerca scientifica diventando loro stesse scienziate per un giorno. L’evento si inserisce nelle attività dell’Ateneo e dell’Infn volte a favorire l’inclusione e la parità di genere nelle discipline stem: ulteriori due date il 6 e il 18 marzo completano l’evento masterclass Infn per le scuole superiori a Roma To Vergata. Inoltre il 19 febbraio l'università di Roma Tor Vergata, in collaborazione con Ibm, invita le studentesse delle scuole secondarie di secondo grado a partecipare alla nuova edizione del 'Progetto Nerd?' ('Non È Roba per Donne?') – Edizione Lazio 2026, un'iniziativa nazionale volta a promuovere l'interesse delle giovani verso l'informatica e, più in generale, verso le discipline stem. L'obiettivo del progetto è quello di far avvicinare al mondo dell'informatica, e più in generale alle materie scientifiche, le ragazze delle scuole superiori italiane; vorremmo mostrare loro che l'informatica e le materie stem sono anche “roba per donne”. Il progetto sarà articolato in quattro incontri di presentazione e formazione online (19 febbraio,6 marzo, 13 marzo e 13 aprile), seguiti dalla creazione del progetto da parte delle ragazze, per un totale di 50 ore (10 ore per la frequenza degli eventi + 40 per la consegna del progetto). Come riporta l’Ocse, con il rapporto Education at a glance 2025, in Italia il 21 % degli studenti universitari consegue una laurea 'triennale' in uno degli ambiti Stem (un dato ancora inferiore alla media Ocse), il 20 % in economia, amministrazione e giurisprudenza e il 36 % nel settore delle arti e delle scienze umanistiche, in scienze sociali, giornalismo e informazione. Emerge, inoltre, dal Focus sulle carriere femminili Mur-Istat 2025, con riferimento all’anno 2023 che le donne, pur rappresentando oltre la metà della popolazione degli iscritti e dei laureati in italia come nella media europea, nel settore stem le donne sono meno rappresentate a tutti i livelli e gradi accademici (fonte Mur). Tutte le iniziative a livello nazionale si concludono nella Giornata Internazionale Unesco delle donne e delle ragazze nella scienza nata per far conoscere sempre più il contributo che le donne portano alla ricerca scientifica e all’innovazione.
(Adnkronos) - "Nonostante le rassicurazioni sulla tutela della produzione di energia da biomasse solide espresse pubblicamente dal governo nelle scorse settimane, la nuova bozza del dl Energia/Bollette prospetta uno scenario ancora critico per l’industria del settore". Così l’Associazione Energia da Biomasse Solide (Ebs) esprime la sua preoccupazione rispetto alla misure previste nella nuova bozza di dl circolata in queste ore “Eravamo fiduciosi, dopo l’impegno preso dal governo, riguardo a un ripensamento sostanziale rispetto alle misure che impattano in modo pesante sul settore delle bioenergie con filiera italiana - dice il presidente di Ebs Andrea Bigai - Il nostro settore è pronto a un confronto tecnico con il decisore politico-istituzionale che non può prescindere dalla condivisione da parte di tutti gli attori, istituzionali e del comparto, della valutazione complessiva dei numeri del settore, e da conseguenti analisi accurate, approfondite, consapevoli su tutti i potenziali effetti del decreto”. "Le bozze di provvedimento circolate - ricostruisce Ebs - prevedono un consistente intervento di riduzione dei Prezzi Minimi Garantiti (Pmg), istituiti ai sensi dell’art. 24, comma 8, del d.lgs. 28/2011 per coprire i costi minimi di esercizio degli impianti. Un meccanismo che esclude già la sovracompensazione". “Riteniamo illogico e inutilmente rischioso rivedere in modo affrettato, per decreto e senza il doveroso confronto il meccanismo varato nel 2024, introducendo una riduzione degli incentivi. Il rischio è compromettere in tempi brevissimi uno dei pilastri più affidabili della generazione rinnovabile nazionale e minare più in generale la fiducia di ogni tipologia di investitori in ambito energetico, sia presente che futura”, dice Bigai. Inoltre, da un punto di vista economico, rileva il presidente di Ebs, "colpire un indotto così consistente significa rinunciare a un importante gettito fiscale, mettere a rischio il lavoro di aziende anche di piccole dimensioni impiegate nella filiera - spesso in zone a rischio abbandono - e accollarsi l’onere di smaltire sottoprodotti delle attività forestali, agricole, agroindustriali. Vuol dire rinunciare a consolidare una virtuosa pratica di valorizzazione energetica di residui poveri in un contesto di impiego a cascata e di economia circolare”. “Il dl Bollette è un passaggio cruciale per il futuro energetico del Paese. Colpire le rinnovabili programmabili e con esse la filiera nazionale sarebbe un errore strategico. Le biomasse solide sono parte della soluzione, non del problema: sono un elemento essenziale del mix energetico, capace di coniugare competitività economica, occupazione, sostenibilità ambientale e sicurezza del sistema elettrico. L’Italia ha bisogno di stabilità regolatoria per evitare disimpegno e incertezza negli investimenti nelle rinnovabili, rischi inconciliabili con gli impegni europei”, conclude.