(Adnkronos) - In occasione della conferenza organizzata da Uap (Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata) oggi a Roma al Teatro Brancaccio, Luca Marino – vice presidente della sezione sanità di Unindustria - è intervenuto per delineare le sfide cruciali del Servizio Sanitario Nazionale, ponendo l'accento sulla diagnostica di laboratorio e sulla necessità di una governance clinica rigorosa. Nel suo intervento, Marino ha riconosciuto "il valore delle farmacie come presidi di prossimità, ma ha sollevato un tema di equità normativa e sicurezza clinica. Se la prestazione sanitaria è la stessa, è legittimo chiedersi perché le regole non debbano esserlo”, ha affermato, ricordando che i laboratori "operano sotto regimi rigorosi di autorizzazione, direzione sanitaria e controlli di qualità che garantiscono risultati affidabili per i pazienti". Relativamente ai Poct (Point of Care Testing), Marino ha sottolineato come "la tecnologia da sola non sia sufficiente senza una governance clinica. Il modello proposto è quello di una rete organizzata dove i punti decentrati siano collegati a strutture centrali che assicurino validazione e supervisione: oltre il 70% delle decisioni cliniche - ha ricordato Marino - è supportato da dati diagnostici: l’affidabilità di questo dato è il cuore della sicurezza del paziente”. Ampio spazio è stato dedicato alle criticità del nuovo nomenclatore tariffario nazionale. Marino ha evidenziato "paradossi economici", come il caso del test Tsh (fondamentale per la tiroide) "rimborsato meno di esami complementari e meno informativi". Il rischio denunciato "è che tariffe ridotte, che non tengono conto dei costi indiretti (formazione, controlli di qualità, sicurezza e privacy), portino a conseguenze gravi: strutture pubbliche in perdita, riduzione dell'offerta accreditata, aumento delle liste d'attesa", ha rimarcato Marino. In conclusione, Marino ha ribadito che la diagnostica, pur rappresentando una piccola quota della spesa sanitaria, è la base della medicina moderna. Comprimere ulteriormente queste risorse non genera risparmi reali, ma indebolisce la prevenzione e il monitoraggio delle malattie. “Il nostro obiettivo non è difendere una categoria, ma un sistema - ha concluso Marino - Difendere il SSN significa difendere un modello universale basato su scienza, responsabilità e interesse dei cittadini, evitando che si trasformi in un sistema a velocità differenziata”.
(Adnkronos) - L’Istituto nazionale tributaristi (Int), che ha partecipato ieri mattina con il proprio delegato, il vice presidente nazionale vicario Giorgio Del Ghingaro, alla riunione della Commissione ministeriale degli esperti per gli Indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa) , esprime apprezzamento per gli interventi introdotti nell’ambito degli Isa per il periodo d’imposta 2025, con particolare riferimento alle misure volte a considerare la contrazione della marginalità e della redditività delle attività economiche. “Si tratta – dichiara Giorgio Del Ghingaro – di un profilo che come categoria avevamo più volte segnalato nei confronti delle istituzioni competenti evidenziando la necessità che gli strumenti di analisi tengano adeguatamente conto delle dinamiche economiche che incidono sui margini delle attività”. Secondo Del Ghingaro, l’attenzione posta alla riduzione dei margini e della capacità reddituale delle imprese e dei professionisti rappresenta “un passo importante verso una maggiore aderenza degli Isa alla reale situazione economica dei contribuenti, soprattutto in un contesto caratterizzato da significative variazioni in aumento dei costi e una conseguente riduzione dei margini di redditività. L’intervento costituisce quindi un elemento positivo nel percorso di aggiornamento degli Isa e di progressivo miglioramento degli strumenti di analisi, affinché risultino sempre più coerenti con la reale capacità contributiva dei contribuenti”.
(Adnkronos) - "Le Comunità energetiche rinnovabili si sono staccate dai blocchi di partenza, ora devono prendere velocità e conservarla”. Così Alfonso Bonafede, ex ministro della giustizia ed ora avvocato con una specializzazione nel settore, oltre che Membro laico del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria. “Non è poco - ha aggiunto partecipando al programma di incontri promosso a Key 2026 da Sgr Efficienza Energetica - perché abbiamo ora uno zoccolo duro di norme con interpretazioni consolidate. Ci sono altre leggi che stanno per essere emanate, tutte contengono chiari segnali del ruolo che le Cer rivestiranno a parer mio sempre più centrale nel sistema energetico nazionale". "Dobbiamo superare una riduzione di fondi legata al Pnrr ma, ad esempio, i fondi perduti vanno ora a comuni fino a 50mila abitanti, prima la soglia era 5.000. Infine, c’è una molla socioeconomica da considerare: la bolletta energetica è subìta in modo passivo dai cittadini, ma quando contiene elementi legati ai risparmi energetici determinati dalla partecipazione alla Cer, scatta una partecipazione diversa. Sarà una rivoluzione culturale. Le nuove norme parano di ‘diritto’ alla condivisione di energia elettrica da fonte rinnovabile e dobbiamo prenderci ognuno sulle spalle un pezzettino di questa transizione”, afferma.