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Morta la contessa Patrizia de Blanck, la figlia Giada: "Dolore immenso"

(Adnkronos) - E' morta, a 85 anni, Patrizia de Blanck. A dare l'annuncio oggi, lunedì 9 febbraio, la figlia Giada in un lungo post pubblicato su Instagram insieme a una foto che le ritraeva insieme: "Con immenso dolore, annuncio la scomparsa di mia mamma, la contessa Patrizia ...

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ExportUsa, grazie a nuova misura Simest ottime opportunità per imprese nel mercato Usa

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Sostenibilità, Bottari: "Estrarre l’ultima goccia di olio per rigenerazione"

(Adnkronos) - "Estrarre l’ultima goccia di olio dalle emulsioni oleose è la nostra missione quotidiana. La Bottari si occupa prevalentemente dalla nascita della raccolta e trasporto e lo smaltimento degli oli usati.” Così Davide Bottari, amministratore delegato di ...

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Morta la contessa Patrizia de Blanck, la figlia Giada: "Dolore immenso"

(Adnkronos) - E' morta, a 85 anni, Patrizia de Blanck. A dare l'annuncio oggi, lunedì 9 febbraio, la figlia Giada in un lungo post pubblicato su Instagram insieme a una foto che le ritraeva insieme: "Con immenso dolore, annuncio la scomparsa di mia mamma, la contessa Patrizia De Blanck. Mia madre è stata una figura iconica, che ha segnato un’epoca di eleganza, romanticismo e autenticità - sottolinea Giada de Blanck - Con lei si chiude un capitolo insostituibile della mia vita e di un’intera epoca. Il suo coraggio, la sua forza e la sua luce vivranno per sempre in me. Ringrazio chi l’ha amata. Riposa in pace, mamma, per sempre nel mio cuore". "Con tanta difficoltà scrivo questo messaggio, non ho la forza neanche di parlare. Chi mi conosce sa che per me la mia mamma era tutto - sottolinea ancora Giada de Blanck - Avevamo un rapporto stupendo: era la mia migliore amica, il mio punto di riferimento, la mia vita. Ho dedicato la mia vita a lei con amore, cura, determinazione e dedizione, e tante volte siamo riuscite a vincere insieme e spesso sono riuscita a salvarla…". "Questa volta, nonostante abbia fatto l’impossibile e lottato con tutte le mie forze, non è bastato - aggiunge - Speravo come altre volte che avremmo, da guerriere quali siamo sempre state, vinto anche questa battaglia con la forza dell’amore. Ho affrontato un percorso durissimo e doloroso senza crollare, per me e per lei, cercando di infonderle forza e amore fino all’ultimo". "Per scelta ho vissuto tutto nel silenzio e nella riservatezza, in un momento estremamente delicato e terribile per tutte e due proteggendola da tutto, dalla sua devastante malattia e affrontando il dolore lontano da tutti - conclude Giada de Blanck - Sono profondamente segnata da questo percorso difficile e doloroso e dilaniata da una sofferenza che non si può spiegare: con lei se n’è andata una parte di me. Vivrò per due, questa è la promessa. Vivrò per lei, che vive dentro di me e nel mio cuore per sempre. Neanche la morte potrà dividerci". Personaggio televisivo, protagonista del jet set internazionale e volto amatissimo - e spesso discusso - della televisione italiana: Patrizia De Blanck, "contessa del popolo", definizione che aveva accettato con simpatia, è morta a Roma all'età di 85 anni. A darne l'annuncio è stata la figlia Giada, con un lungo e struggente messaggio pubblicato su Instagram, accompagnato da una fotografia che le ritrae insieme: un ultimo abbraccio diventato pubblico, come pubblica è stata gran parte della vita della contessa più popolare della Capitale. "Con immenso dolore annuncio la scomparsa di mia mamma, la contessa Patrizia De Blanck. Mia madre è stata una figura iconica, che ha segnato un’epoca di eleganza, romanticismo e autenticità", ha scritto Giada, ricordando un legame simbiotico e indissolubile. "Con lei si chiude un capitolo insostituibile della mia vita e di un'intera epoca". Parole che restituiscono il senso di una perdita non solo privata, ma collettiva: perché Patrizia De Blanck, nel bene e nel male, è stata un personaggio che ha attraversato oltre sessant'anni di storia italiana, mondana e televisiva, senza mai smussare gli angoli del proprio carattere. Nata a Roma il 9 novembre 1940, figlia di Lloyd Dario, ultima discendente della famiglia veneziana un tempo proprietaria del palazzo Ca' Dario sul Canal Grande, e dell'ambasciatore di Cuba Guillermo De Blanck y Menocal e nipote di Mario García Menocal, terzo presidente di Cuba, Patrizia porta con sé fin dall'infanzia il marchio di una nobiltà internazionale travolta dalla Storia. Con l'avvento al potere di Fidel Castro e la nazionalizzazione delle proprietà private, la sua famiglia viene esiliata, perdendo ville, piantagioni e privilegi. Roma diventa così il nuovo palcoscenico di una vita che non ha mai smesso di oscillare tra aristocrazia e popolarità, salotti esclusivi e televisione generalista. Giovanissima, nel 1958, entra nel mondo dello spettacolo come valletta de "Il Musichiere", il programma cult condotto da Mario Riva sull'allora Canale Nazionale della Rai in bianco e nero. È l'inizio di una carriera che, pur non seguendo i binari tradizionali della soubrette o dell'attrice, la renderà una presenza costante nell'immaginario collettivo. Bellissima, irriverente, dotata di una lingua affilata e di una risata contagiosa, De Blanck incarna presto un personaggio fuori dal tempo: aristocratica ma popolare, colta ma sopra le righe, snob eppure profondamente umana. Negli anni Sessanta e Settanta è una protagonista indiscussa della mondanità romana, quella che ruota attorno alla 'Dolce vita' di via Veneto, ai night club, ai grandi alberghi, ai salotti dove si incrociano politica, cinema e jet set internazionale. La sua vita privata finisce spesso al centro delle cronache. Nel 1960 sposa il baronetto inglese Anthony Leigh Milne, matrimonio che naufraga dopo pochi mesi in modo clamoroso. "L'avevo trovato a letto con un uomo", racconterà senza mai cercare di edulcorare l'episodio. Ancora più cupa è la vicenda legata a Farouk El Chourbagi, miliardario egiziano con cui aveva una relazione e che viene assassinato nel 1964 in un appartamento di via Lazio, in uno dei casi giudiziari più seguiti dell'epoca, noto come caso Bebawi. Patrizia De Blanck viene chiamata a testimoniare: un episodio che segna profondamente la sua vita e contribuisce a costruire quell'aura di donna al centro del vortice, spettatrice e insieme protagonista di passioni estreme. Nel 1971 si risposa con Giuseppe Drommi, console di Panama. Dal matrimonio nasce nel 1981 la figlia Giada, che diventerà il centro assoluto della sua esistenza. Un legame fortissimo, quasi esclusivo, che la stessa Giada ha raccontato con parole strazianti nel dare l'addio alla madre: "Era la mia migliore amica, il mio punto di riferimento, la mia vita. Ho dedicato la mia vita a lei con amore, cura, determinazione e dedizione". Dopo un periodo lontano dal piccolo schermo - ma mai davvero lontana dalla vita notturna romana - Patrizia De Blanck torna prepotentemente alla ribalta nei primi anni Duemila grazie a "Chiambretti c'è" su Rai 2. Seduta a tavola, spesso a casa di Renato Balestra, interpreta se stessa: la "sedicente contessa", come amava definirsi con autoironia, capace di battute fulminanti e giudizi senza appello. È qui che nasce la sua seconda, e forse più duratura, popolarità: quella televisiva. Seguono "Domenica in" con Paolo Bonolis e "Il ristorante" su Rai 1, le frequenti ospitate nei programmi di Barbara D'Urso sulle reti Mediaset, "Pomeriggio Cinque" e "Domenica Live", la radio con Igor Righetti a "Il ComuniCattivo" in onda su Radio Rai 1 con la rubrica "La classe non è acqua, trasgredire con bon ton". Nel 2008 partecipa a "L'isola dei famosi", arrivando fino alla semifinale, e nello stesso anno pubblica la sua autobiografia, "A letto col diavolo" (Curcio Editore), un titolo che è già un manifesto. E' apparsa anche nella serie tv "I Cesaroni" su Canale 5 nel 2009. Nel 2011 interpreta se stessa nel cinepanettone "Vacanze di Natale a Cortina" dii Neri Parenti, insieme alla figlia. Nel 2020 entra nella Casa del Grande Fratello Vip, dove torna al centro dell'attenzione anche per le polemiche legate alla presunta autenticità del suo titolo nobiliare. Accuse, smentite, dibattiti televisivi: Patrizia De Blanck affronta tutto con il suo stile inconfondibile, trasformando ogni controversia in racconto. Si è sempre definita cattolica, profondamente credente, e negli ultimi anni ha affrontato una lunga e devastante malattia. "Per scelta ho vissuto tutto nel silenzio e nella riservatezza", ha scritto Giada, raccontando una battaglia combattuta lontano dai riflettori. "Ho fatto l'impossibile, ma questa volta non è bastato". Con la morte di Patrizia De Blanck se ne va molto più di un personaggio televisivo. Se ne va un modo di stare in scena e nella vita, senza filtri né strategie, con una sincerità brutale che oggi appare quasi anacronistica. Era amata e criticata, imitata e derisa, ma mai ignorata. La "contessa del popolo" lascia un vuoto che racconta la fine di un'epoca in cui la personalità contava più dell'immagine costruita, e la vita - con tutte le sue contraddizioni - era lo spettacolo più autentico. (di Paolo Martini)

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ExportUsa, grazie a nuova misura Simest ottime opportunità per imprese nel mercato Usa

(Adnkronos) - ExportUsa, società di consulenza che aiuta le imprese italiane a inserirsi nel mercato americano, continua nel proprio impegno a supporto delle imprese italiane interessate al mercato statunitense attraverso l'ormai consolidato 'Dipartimento Finanza Agevolata', che da anni lavora a stretto contatto con Simest. La nuova misura, promossa da Simest di concerto con il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, rappresenta un’opportunità concreta per le aziende italiane che desiderano avviare o consolidare la propria presenza negli Stati Uniti, mercato strategico e ad alto potenziale di crescita per il Made in Italy. "Il percorso - spiega Lucio Miranda, presidente di ExportUsa - è già tracciato e ora è il momento di percorrerlo insieme. Questa nuova misura, con un plafond di 200 milioni di euro, rappresenta un segnale forte e concreto di sostegno alle imprese italiane che vogliono investire negli Stati Uniti. Desidero esprimere un sincero plauso al ministero degli Affari Esteri e a Simest per aver messo a disposizione uno strumento efficace, moderno e realmente in linea con le esigenze delle aziende. Siamo pronti ad accompagnare le imprese passo dopo passo, trasformando questa opportunità in una presenza solida e duratura sul mercato americano". Grazie a questo nuovo prodotto finanziario, le imprese che hanno progetti rivolti agli Usa possono usufruire di condizioni particolarmente favorevoli: un contributo a fondo perduto fino al 10%; la possibilità di ottenere un anticipo fino al 50%, grazie a una prima tranche di erogazione rafforzata; la durata del finanziamento può estendersi fino a 8 anni per i progetti di 'Transizione Digitale o Ecologica' e di 'Inserimento nei mercati esteri'; ad un tasso agevolato pari allo 0,3%. In particolare, il prodotto 'Transizione Digitale o Ecologica', che introduce per la prima volta la possibilità di destinare una quota fino all’80% (90% per le imprese energivore) delle risorse in conto capitale o in finanziamento soci sulla consociata estera, con l’obiettivo di rafforzarne il capitale. In particolare, fino a 1 milione di euro del finanziamento può essere destinato ad aumenti di capitale sociale e/o a finanziamenti soci della controllata statunitense. Il Dipartimento Finanza Agevolata di ExportUsa affianca le imprese in tutte le fasi del percorso: dalla verifica dei requisiti di accesso, alla strutturazione del progetto, fino alla presentazione della domanda e alla gestione del rapporto con Simest. Un supporto che si integra con l’esperienza operativa di ExportUsa negli Stati Uniti, con l’obiettivo di trasformare l’agevolazione finanziaria in un reale progetto di crescita sul mercato americano.

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Sostenibilità, Bottari: "Estrarre l’ultima goccia di olio per rigenerazione"

(Adnkronos) - "Estrarre l’ultima goccia di olio dalle emulsioni oleose è la nostra missione quotidiana. La Bottari si occupa prevalentemente dalla nascita della raccolta e trasporto e lo smaltimento degli oli usati.” Così Davide Bottari, amministratore delegato di Bottari S.r.l, ha descritto a Roma l’attività della sua azienda, intervenendo alla presentazione della terza edizione del progetto di Legambiente “L’Italia in cantiere. Un Clean Industrial Deal Made in Italy”. L’incontro ha messo in luce le best practice italiane nella transizione ecologica e il ruolo delle imprese nazionali nell’implementazione di un’industria più sostenibile, innovativa e competitiva. “Ogni anno l’azienda raccoglie circa 60.000 tonnellate di emulsioni oleose, miscugli complessi di acqua e olio a bassa concentrazione, dai quali riesce a estrarre circa 7.000 tonnellate di olio, destinato alla rigenerazione industriale. Questo processo consente di evitare lo smaltimento per termodistruzione o altre soluzioni ad alto impatto ambientale.” “Il nostro contributo al Clean Industrial Deal Made in Italy non è solo tecnologico, ma anche culturale”, spiega Bottari. “Partecipiamo ai cantieri della transizione ecologica perché rappresentiamo un esempio concreto di come l’industria possa operare in maniera sostenibile, senza compromettere la competitività. Tutto il nostro processo è rigorosamente Made in Italy, dal macchinario alle procedure operative. L’azienda fa parte del Gruppo Italium, interamente italiano, che coordina diverse attività di raccolta e rigenerazione di materiali industriali complessi.”

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