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Iran rifiuta tregua di 48 ore proposta da Usa. Teheran abbatte due aerei d'attacco americani

(Adnkronos) - L'Iran ha respinto la proposta americana di un cessate il fuoco di 48 ore. Lo riporta l'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Fars citando una fonte anonima. Mentre il Wall Street Journal ha rivelato che sarebbero a un punto morto gli ...

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Manageritalia: "Con tensioni inflattive tutelare potere d’acquisto, domanda interna e competitività"

(Adnkronos) - Le tensioni geopolitiche internazionali e i loro riflessi su energia, materie prime e costi di produzione stanno riaprendo una fase di incertezza economica che può incidere negativamente sulla crescita, sulla domanda interna e sulla ...

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Imprese, Tasca (A2a): "Tre dimensioni per integrare cultura aziendale e just transition"

(Adnkronos) - "L’integrazione tra la cultura aziendale e strategica di A2a e la Just transition è avvenuta incrociando tre dimensioni, quella organizzativa, quella economico - finanziaria e quella culturale, in questo modo siamo riusciti a considerare la Just ...

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Iran rifiuta tregua di 48 ore proposta da Usa. Teheran abbatte due aerei d'attacco americani

(Adnkronos) - L'Iran ha respinto la proposta americana di un cessate il fuoco di 48 ore. Lo riporta l'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Fars citando una fonte anonima. Mentre il Wall Street Journal ha rivelato che sarebbero a un punto morto gli sforzi di alcuni Paesi della regione guidati dal Pakistan per raggiungere un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. All'inizio di questa settimana, il ministro degli Esteri iraniano aveva dichiarato che il Paese accetterà solo la fine definitiva del conflitto e non una tregua. La notizia del rifiuto da parte di Teheran arriva al termine di un'altra giornata di guerra. In serata nuove diverse forti esplosioni hanno scosso la capitale. In Iran è stato abbattuto un F-15 dell'Aeronautica militare Usa. Uno dei piloti è stato messo in salvo in un'operazione delle forze americane ma non è ancora chiara la sorte del secondo pilota. Le forze armate statunitensi ma anche quelle iraniane sarebbero alla ricerca del pilota disperso che si sarebbe lanciato con il paracadute. Due elicotteri militari Usa impegnati nelle operazioni di ricerca dell'F-15 abbattuto e nel soccorso dell'equipaggio sono stati colpiti dal fuoco iraniano, ma i militari a bordo sono tutti illesi, ha riferito un funzionario statunitense citato dalla Nbc. Dall'inizio della guerra, finora, nessun soldato americano è stato ucciso o catturato sul territorio iraniano, ma 13 sono morti in Kuwait, in Arabia Saudita e in Iraq. L'abbattimento dell'aereo americano non influirà sui negoziati per la fine della guerra, ha detto il presidente Usa, Donald Trump, alla Nbc News, rifiutandosi di discutere i dettagli delle operazioni di ricerca e soccorso in Iran. "No, assolutamente no", ha risposto Trump al giornalista che gli chiedeva se l'abbattimento dell'aereo militare avrebbe influito su eventuali negoziati con Teheran. "No, è la guerra. Siamo in guerra", ha aggiunto. Secondo un alto funzionario della Casa Bianca, il team di sicurezza nazionale di Trump si è riunito nell'Ala Ovest e per tutta la giornata ha fornito aggiornamenti al presidente in merito all'aereo americano precipitato. In serata Teheran ha rivendicato di aver abbattuto un secondo aereo d'attacco americano, un A-10, vicino allo Stretto di Hormuz. "Un aereo americano di tipo A-10 è stato colpito dai sistemi di difesa aerea ed è precipitato nelle acque del Golfo", ha annunciato la televisione di Stato (Irib), citando una dichiarazione dell'esercito. Negli Stati Uniti, il New York Times, citando due funzionari americani, aveva precedentemente riferito che un aereo si era schiantato nei pressi dello Stretto di Hormuz e che il suo unico pilota era stato tratto in salvo illeso. Ancora vittime in un nuovo attacco statunitense. Un raid aereo sul ponte di Karaj, vicino a Teheran, ha provocato almeno 13 morti e 95 feriti, ha reso noto Amirhossein Daneshkohan, direttore generale della Fondazione Alborz per i martiri e i veterani in Iran. Nel sud del Libano sono stati feriti altri tre caschi blu. La Forza di Interposizione in Libano delle Nazioni Unite (Unifil) ha riferito di un'esplosione contro sue postazioni nei pressi di El Adeisse. Si tratta del terzo incidente di questo tipo in una settimana. "Questo pomeriggio, un'esplosione all'interno di una postazione dell'Onu ha ferito tre caschi blu, due dei quali in modo grave. Non conosciamo ancora l'origine dell'esplosione", ha detto la portavoce dell'Unifil Kandice Ardiel. Le Idf hanno dichiarato che sono stati i miliziani di Hezbollah a lanciare un razzo contro la postazione dell'Unifil, ferendo i tre caschi blu. Un portavoce delle Idf ha affermato che "un esame della traiettoria di lancio mostra chiaramente che l'attacco è stato effettuato da Hezbollah". Il presidente russo Vladimir Putin ha avuto un colloquio telefonico con l'omologo russo Recep Tayyip Erdogan, nel quale i due leader hanno chiesto un cessate il fuoco immediato nella guerra in Medio Oriente. Lo ha reso noto il Cremlino. "I leader hanno sottolineato la loro posizione comune sulla necessità di un cessate il fuoco immediato e dell'elaborazione di accordi di pace di compromesso che tengano conto degli interessi legittimi di tutti gli Stati della regione - si legge nel comunicato - È stato osservato che l'intensa attività militare sta portando a gravi conseguenze negative non solo a livello regionale ma anche globale, anche nei settori dell'energia, del commercio e della logistica".

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Manageritalia: "Con tensioni inflattive tutelare potere d’acquisto, domanda interna e competitività"

(Adnkronos) - Le tensioni geopolitiche internazionali e i loro riflessi su energia, materie prime e costi di produzione stanno riaprendo una fase di incertezza economica che può incidere negativamente sulla crescita, sulla domanda interna e sulla fiducia di famiglie e imprese. “In questo contesto – dichiara Marco Ballarè, presidente di Manageritalia – torna centrale il tema della tutela del potere d’acquisto di chi lavora e di chi percepisce una pensione costruita su una storia contributiva piena. Se la pressione inflattiva si prolunga, il rischio è una progressiva riduzione del valore reale di retribuzioni e pensioni, con effetti che vanno oltre la sfera individuale e toccano consumi, stabilità sociale e capacità di crescita del Paese”. Manageritalia sottolinea in particolare la necessità di prestare attenzione a tre aspetti. Il primo riguarda i redditi da lavoro, che possono essere erosi non solo dall’aumento dei prezzi, ma anche da meccanismi fiscali che, in assenza di adeguamenti coerenti, riducono nel tempo il beneficio reale degli incrementi retributivi. Il secondo riguarda le pensioni, il cui valore reale rischia di indebolirsi progressivamente quando i meccanismi di rivalutazione non riescono a accompagnare in modo equilibrato l’andamento dell’inflazione. Il terzo riguarda il ruolo del welfare contrattuale e bilaterale, che rappresenta oggi uno degli strumenti più concreti per aiutare le persone a fronteggiare l’aumento dei costi legati alla sanità, all’assistenza e alla previdenza. Per Manageritalia è quindi opportuno aprire una riflessione su strumenti automatici, stabili e strutturali, capaci di accompagnare nel tempo la tutela del potere d’acquisto, evitando di affidarsi esclusivamente a misure temporanee o emergenziali. “Difendere il valore reale del lavoro qualificato e delle pensioni – prosegue Ballarè – non significa soltanto tutelare singole categorie, ma rafforzare la tenuta complessiva del sistema economico. Dove si indebolisce il potere d’acquisto, si indeboliscono anche i consumi, la fiducia e la stessa dinamica della crescita”. Manageritalia richiama inoltre l’importanza di un impegno forte anche in sede europea per sostenere investimenti comuni, rafforzare la competitività del sistema produttivo e accompagnare con strumenti adeguati le transizioni economiche, energetiche e industriali che i Paesi membri sono chiamati ad affrontare. In questa fase, conclude Manageritalia, è essenziale consolidare un quadro di regole e strumenti che sappia dare continuità alla tutela dei redditi, sostenere la domanda interna e preservare le condizioni per una crescita più solida e duratura.

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Imprese, Tasca (A2a): "Tre dimensioni per integrare cultura aziendale e just transition"

(Adnkronos) - "L’integrazione tra la cultura aziendale e strategica di A2a e la Just transition è avvenuta incrociando tre dimensioni, quella organizzativa, quella economico - finanziaria e quella culturale, in questo modo siamo riusciti a considerare la Just transition come un passaggio del nostro piano industriale nella valutazione dei nostri investimenti”. Lo ha detto ⁠Roberto Tasca, Presidente di A2a, intervenendo oggi a Roma a ‘Stakeholder engagement. Misurare l’impatto per creare valore’, l’evento del Gruppo - realizzato in collaborazione con Assonime e con il contributo di partner strategici quali The European House Ambrosetti e Sda Bocconi School of Management di Milano - dove è stato presentato l’Engagement Value Index report. Poi entra nel dettaglio: “In merito alla dimensione organizzativa, e successivamente a quella economico - finanziaria, ci siamo dotati di una funzione interna che si occupasse strettamente di declinare per noi questi temi con una visione e una rilevanza internazionale. Lo abbiamo fatto trasformando le nostre analisi degli investimenti in processi che tengono conto di questi elementi. Just transition vuol dire, fondamentalmente, occuparsi del futuro del nostro pianeta, delle nostre comunità e dei nostri territori, quindi abbiamo poi cercato di sintetizzare nel nostro piano, che è un piano decennale, quelle che sono le indicazioni”. “Quanto alla terza dimensione - prosegue ancora Tasca - è la dimensione culturale. Abbiamo operato a livello aziendale affinché questi temi fossero compresi, conosciuti e approfonditi e soprattutto affinchè si superasse quel grado di diffidenza che un po' li governa; ovvero: anche oggi, a seguito di quelli che sono i cambiamenti politici europei e internazionali e quelli che sono anche i fattori critici geopolitici del momento, vediamo come in realtà ci sia una resistenza psicologica, anche ad affrontare queste tematiche, legata soprattutto al fatto che si ritengono molto lontane da noi, ecco perché, anche con un passaggio culturale importante, abbiamo lavorato su questo” conclude.

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