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(Adnkronos) - Tutto pronto per gli Australian Open 2026. Nella notte italiana tra oggi, mercoledì 14 gennaio e domani, giovedì 15 gennaio, verrà definito il tabellone del torneo. C'è tanta attesa per scoprire quale sarà il primo avversario di Jannik Sinner, numero 2 del ranking Atp, ma tra i 32 del seeding ci sono anche Lorenzo Musetti, Flavio Cobolli e Luciano Darderi. Per quanto riguarda il singolare femminile, le attenzioni sono soprattutto su Jasmine Paolini. Ecco orario e dove vedere il sorteggio degli Australian Open 2026. Il sorteggio degli Australian Open 2026 andrà in scena stanotte, a partire dalle 4:30 italiane. Non ci sarà diretta tv: l'evento sarà visibile in diretta streaming sul canale YouTube degli Australian Open, sul sito ufficiale del torneo e sulla pagina Facebook degli Australian Open. Ecco le 32 teste di serie per il torneo di singolare maschile: 1 Carlos Alcaraz (ESP) 2 Jannik Sinner (ITA) 3 Alexander Zverev (GER) 4 Novak Djokovic (SRB) 5 Lorenzo Musetti (ITA) 6 Alex de Miñaur (AUS) 7 Felix Auger-Aliassime (CAN) 8 Ben Shelton (USA) 9 Taylor Fritz (USA) 10 Alexander Bublik (KAZ) 11 Daniil Medvedev 12 Casper Ruud (NOR) 13 Andrey Rublev 14 Alejandro Davidovich Fokina (ESP) 15 Karen Khachanov 16 Jakub Mensik (CZE) 17 Jiri Lehecka (CZE) 18 Francisco Cerundolo (ARG) 19 Tommy Paul (USA) 20 Flavio Cobolli (ITA) 21 Denis Shapovalov (CAN) 22 Luciano Darderi (ITA) 23 Tallon Griekspoor (NED) 24 Arthur Rinderknech (FRA) 25 Learner Tien (USA) 26 Cameron Norrie (GBR) 27 Brandon Nakashima (USA) 28 Joao Fonseca (BRA) 29 Frances Tiafoe (USA) 30 Stefanos Tsitsipas (GRE) 31 Valentin Vacherot (MON) 32 Corentin Moutet (FRA) Ecco le 32 teste di serie per il torneo di singolare femminile: 1 Aryna Sabalenka 2 Iga Swiatek (POL) 3 Coco Gauff (USA) 4 Amanda Anisimova (USA) 5 Elena Rybakina (KAZ) 6 Jessica Pegula (USA) 7 Jasmine Paolini (ITA) 8 Mirra Andreeva 9 Madison Keys (USA) 10 Belinda Bencic (SUI) 11 Ekaterina Alexandrova 12 Elina Svitolina (UKR) 13 Linda Noskova (CZE) 14 Clara Tauson (DEN) 15 Emma Navarro (USA) 16 Naomi Osaka (JPN) 17 Victoria Mboko (CAN) 18 Liudmila Samsonova 19 Karolina Muchova (CZE) 20 Marta Kostyuk (UKR) 21 Elise Mertens (BEL) 22 Leylah Fernandez (CAN) 23 Diana Shnaider 24 Jelena Ostapenko (LAT) 25 Paula Badosa (ESP) 26 Dayana Yastremska (UKR) 27 Sofia Kenin (USA) 28 Emma Raducanu (GBR) 29 Iva Jovic (USA) 30 Maya Joint (AUS) 31 Anna Kalinskaya 32 Marketa Vondrousova (CZE)
(Adnkronos) - "Siamo sorpresi del rilancio della informativa dell'Antitrust, di cui eravamo a conoscenza prima di Natale, proprio in concomitanza dell'apertura di Marca ma non è un tema che ci preoccupa più di tanto". E' quanto afferma all'Adnkronos il presidente di Federdistribuzione, Carlo Buttarelli, sull'avvio dell'indagine conoscitiva dell'Antitrust sul ruolo svolto dalla Gdo nell’ambito della filiera agroalimentare, in particolare sull'aumento dei prezzi che, da ottobre 2021 a ottobre 2025, hanno fatto registrare un incremento del 24.9%. "E' importante sottolineare che è un'indagine conoscitiva, - tiene a precisare Buttarelli, a margine della 22ª edizione di Marca by BolognaFiere & Adm - è una fase di approfondimento alla quale noi risponderemo in modo assolutamente costruttivo. Siamo tranquilli perché riteniamo di aver fatto uno sforzo in questi anni anche molto rilevante proprio per garantire le famiglie". Buttarelli quindi dice che Federdistribuzione cercherà di portare all'Antitrust "un quadro di come il nostro settore si muove sui temi che in qualche modo sono stati evidenziati partendo dall'acclarato impegno (visto che c'è stato riconosciuto durante il periodo dei ripicchi inflattivi) di aver frenato il trasferimento dei prezzi al consumo come distribuzione moderna. Riteniamo di avere tutte le carte in regola perché questa indagine conoscitiva si concluda in maniera corretta e completi alcuni elementi di informazione che probabilmente l'Antitrust sta cercando per avere un quadro più ampio della situazione". La chiusura dei negozi e quindi anche dei supermercati o dei centri commerciali di domenica "riteniamo che non sia in discussione. La domenica oggi è un elemento essenziale per molti settori economici del largo consumo e non è in discussione, non si apre nessun confronto perché riteniamo che non c'è niente da aggiungere". E' netta la posizione del presidente di Federdistribuzione Carlo Buttarelli che, interpellato dall'Adnkronos, ribadisce la propria contrarietà, a nome delle imprese del settore della Distribuzione Moderna, sulla proposta lanciata da Ancc Coop nei giorni scorsi, a margine di 'Marca' by BolognaFiere & Adm. "E' una facoltà non è un obbligo, se qualcuno vuole operare chiudendo lo facesse. Anzi, noi dobbiamo operare per aumentare il livello delle liberalizzazioni in questo paese per garantire i cittadini" conclude Buttarelli.
(Adnkronos) - Più caldo e, insieme, una riduzione media delle precipitazioni entro la fine del secolo in tutto il bacino del Mediterraneo e in Italia dove questi cambiamenti saranno accompagnati da un marcato incremento della frequenza degli eventi estremi con temporali intensi e alluvioni improvvise soprattutto durante la stagione autunnale sulle Alpi. È quanto emerge da uno studio Enea. “Abbiamo utilizzato proiezioni climatiche regionali ad altissima risoluzione (fino a 5 km) che, come una lente di ingrandimento, ci hanno permesso di conoscere con estrema precisione gli impatti attesi al 2100, soprattutto in relazione agli eventi estremi e ai fenomeni locali - spiega la coordinatrice dello studio Maria Vittoria Struglia, ricercatrice del Laboratorio Enea Modelli e servizi climatici - Le proiezioni climatiche regionali sono uno strumento estremamente utile per stimare in modo più affidabile gli impatti del cambiamento climatico su scala locale. Consentono inoltre di progettare strategie di adattamento mirate, che tengano conto delle specificità territoriali e stagionali”. Il team Enea ha realizzato simulazioni sia per il clima passato (1980-2014), utili a quantificare le variazioni già in atto, sia per il clima futuro (2015-2100), utilizzando tre scenari socioeconomici e climatici di riferimento. Gli scenari spaziano da quelli in cui vengono attuate politiche di sostenibilità ambientale a quelli in cui le politiche di decarbonizzazione non sono centrali nei modelli di sviluppo. Sulla base di queste proiezioni, sono stati stimati gli effetti del cambiamento climatico sulla temperatura superficiale e sulle precipitazioni in Italia. Secondo lo studio, nelle aree montuose si prevede un aumento delle temperature estive con punte fino a +4,5 °C e fino a +3,5 °C in autunno nello scenario a più elevato impatto. Si tratta di un riscaldamento significativo che, in queste zone, non è riprodotto dai modelli globali a bassa risoluzione. Sul fronte delle precipitazioni il clima tenderà a diventare generalmente più secco in tutte le stagioni, in particolare durante l’estate. Tuttavia, nei due scenari più critici, ci si attende un aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi meteorologici estremi soprattutto sull’Italia settentrionale e, in particolare, nelle zone alpine e subalpine. Entrando nel dettaglio delle elaborazioni Enea, alla fine del secolo (2071-2100), in inverno si potrebbe verificare un aumento dell’intensità delle precipitazioni soprattutto nelle Alpi occidentali, a differenza delle Alpi orientali dove si registra una lieve diminuzione; mentre nell’Italia meridionale l’intensità diminuirà, con un calo particolarmente marcato sui rilievi principali della Sicilia. In primavera il quadro è simile a quello invernale, ma con un aumento più diffuso dell’intensità sull’intero arco alpino. In estate viene rilevata una diminuzione generalizzata dell’intensità delle precipitazioni estreme, soprattutto lungo le coste tirreniche. In autunno, nello scenario più severo, infine, si registra un aumento significativo dell’intensità delle piogge estreme su gran parte del territorio italiano, con incrementi più marcati nelle aree in cui gli impatti climatici previsti risultano già più intensi (Nord Italia). La simulazione regionale ad alta risoluzione mostra un cambiamento delle precipitazioni diverso - e in alcune aree persino opposto - rispetto a quanto previsto dal modello globale a bassa risoluzione. “Negli ultimi anni, lo sviluppo di tecnologie sempre più potenti ha reso possibile proiezioni climatiche regionali molto più dettagliate che hanno permesso di valutare gli impatti locali del cambiamento climatico e dei rischi connessi al clima, nonché supportare politiche di adattamento e mitigazione. Questo rappresenta un progresso significativo per la regione mediterranea, un hotspot climatico caratterizzato da una morfologia fortemente eterogenea (un bacino semi-chiuso circondato da rilievi montuosi alti e complessi), che richiede analisi ad alta risoluzione. La regione è infatti particolarmente vulnerabile agli impatti di fenomeni meteorologici estremi su scala locale, che possono influenzare in modo significativo il benessere e l’economia delle comunità locali”, conclude Struglia.