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(Adnkronos) - Mancano meno di dieci mesi alle prossime elezioni di metà mandato nel Congresso degli Stati Uniti, eppure Donald Trump fin da quando è diventato di nuovo presidente – a gennaio dello scorso anno – non ha pensato ad altro. E per evitare che i Democratici possano vincere in maniera schiacciante il prossimo novembre – in quello che chiamano tsunami blu – e riprendersi il controllo del Senato e della Camera dei Rappresentanti, Trump sta cercando di cambiare la maniera in cui si vota da sempre negli USA. "Dobbiamo vincere le elezioni di metà mandato, perché se non vinciamo, succederà che... beh, troveranno un motivo per portarmi all’impeachment", ha detto Trump durante un ritiro politico dei repubblicani a inizio gennaio. "Verrò messo sotto accusa". Il presidente è talmente preoccupato che un Congresso controllato dai Democratici possa indagare su di lui, metterlo sotto accusa e ostacolare la sua agenda, che sta usando ogni strumento a sua disposizione per cercare di influenzare le prossime elezioni di metà mandato e, in caso di sconfitta del suo partito, seminare dubbi sulla loro validità. Ad esempio, l’amministrazione Trump ha indebolito l’agenzia nazionale che garantisce la protezione informatica da possibili interferenze elettorali e ha riempito l’FBI, il Dipartimento di Giustizia e il Dipartimento di Sicurezza di figure che negano il risultato delle elezioni presidenziali 2020. Gli sforzi mirano ad ampliare alcune delle strategie che lui e i suoi alleati hanno utilizzato per cercare di ribaltare i risultati delle elezioni del 2020, culminate nell’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021. Trump, è giusto chiarirlo, non può annullare le elezioni e non ha l'autorità per attuare molti dei suoi piani più ambiziosi, poiché le elezioni sono gestite da funzionari locali e statali, non dal governo federale. Allo stesso tempo, Trump ha già ignorato questi vincoli e ha lasciato intendere che continuerà a farlo, il che significa che probabilmente saranno i tribunali a dover stabilire quali regole si applicheranno alle elezioni di metà mandato. Ecco alcune strategie perseguite da Trump per influenzare le elezioni di metà mandato o quelle presidenziali del 2028: 1) Annullare il voto per corrispondenza Trump lo ritiene una delle ragioni per cui ha perso le elezioni del 2020, accusando questo metodo di aver dato spazio a innumerevoli frodi a vantaggio del candidato democratico Joe Biden. Tutto ciò, nonostante i tribunali abbiano dimostrato che le frodi sono state rarissime. Ad agosto, ha promesso di "guidare un movimento" per porre fine al voto per corrispondenza e ha suggerito che avrebbe emesso un ordine esecutivo a tal fine. Tuttavia, senza l’approvazione del Congresso, qualsiasi tentativo presidenziale di eliminare il voto per corrispondenza finirebbe quasi certamente in tribunale. A marzo, Trump ha emesso un ordine esecutivo che mirava a impedire ai funzionari elettorali di accettare le schede elettorali per corrispondenza ricevute dopo il giorno delle elezioni, anche se gli elettori le avessero spedite prima. Un tribunale ha bloccato la disposizione, ma a novembre la Corte Suprema ha accettato di esaminare un caso del Mississippi che affronta la stessa questione e, se i giudici esprimessero un giudizio favorevole, i voti per posta arrivati in ritardo potrebbero non contare più nelle prossime elezioni di metà mandato. 2) Spingere gli stati repubblicani a ridisegnare i distretti della Camera dei Rappresentanti Trump ha fatto pressioni sui leader repubblicani in diversi stati affinché ridisegnassero i confini dei distretti elettorali, senza aspettare il 2030, per ottenerne un vantaggio. I repubblicani hanno già reso nove distretti più favorevoli per sé in Ohio, Missouri, Carolina del Nord e Texas e stanno valutando la possibilità di ridisegnarli anche in Florida. I repubblicani, al momento, detengono la maggioranza con 218 seggi contro 213, e una manciata di seggi potrebbe determinare il controllo della Camera dopo il 2026. Se l'operazione andasse a buon fine, i repubblicani potrebbero ottenere abbastanza seggi per proteggere la loro risicata maggioranza alla Camera, anche se i democratici dovessero ottenere buoni risultati e conquistare nuovi seggi. Nel frattempo, gli elettori in California hanno approvato a novembre un piano che potrebbe assegnare ai democratici fino a cinque seggi in più, e i democratici in Virginia e in altri stati stanno cercando di ridisegnare i confini per compensare i guadagni dei repubblicani. In tutto questo, la Corte Suprema dovrebbe pronunciarsi entro l'estate su un caso che potrebbe reinterpretare il Voting Rights Act e consentire ai repubblicani di ridisegnare i distretti nelle comunità afroamericane e ispaniche a proprio vantaggio. 3) Attaccare le macchine per il voto Trump – che per anni ha condannato le macchine per il voto e ha affermato senza fondamento che fossero truccate – ad agosto ha dichiarato sui social media che avrebbe tentato di porre fine all'utilizzo delle macchine per il voto. Tuttavia, porre fine al loro utilizzo richiederebbe agli stati di reclutare centinaia di migliaia di scrutatori aggiuntivi. Il conteggio dei voti richiederebbe giorni, settimane o addirittura mesi, e i riconteggi e i ricorsi legali probabilmente aumenterebbero. La Commissione per l'Assistenza Elettorale, composta da membri di entrambi i partiti, non ha ancora adottato i nuovi standard per le macchine per il voto – richiesti da Trump nel 2025 con un ordine esecutivo – ma potrebbe farlo presto. Trump incontrerebbe ostacoli se cercasse di limitare l'uso delle macchine per il voto, poiché la Costituzione autorizza gli stati e il Congresso, non il presidente, a stabilire le regole elettorali. 4) Chiedere un nuovo censimento che escluda gli immigrati privi di documenti Ad agosto, Trump ha suggerito di voler condurre un censimento con cinque anni di anticipo rispetto alla scadenza prevista del 2030, escludendo le persone presenti illegalmente nel Paese. Il censimento della popolazione si svolge ogni 10 anni e la direttiva di Trump, se attuata, avrebbe conseguenze significative per le elezioni. Il censimento, infatti, viene utilizzato per determinare quanti voti elettorali riceve ogni stato per le elezioni presidenziali, quanti seggi alla Camera dei Rappresentanti spettano a ciascuno stato e come gli stati definiscono i propri distretti elettorali. Un censimento anticipato si troverebbe quasi certamente ad affrontare ricorsi legali da parte di gruppi per i diritti di voto e altri che sostengono che l'esclusione di qualsiasi residente violerebbe la Costituzione. La Corte Suprema finirebbe per avere, anche in questo caso, l’ultima parola. Il tempo stringe per un nuovo censimento prima delle elezioni del 2026, poiché il processo richiederebbe mesi per essere completato e molti stati terranno le primarie già in primavera. Tuttavia, Trump potrebbe continuare a insistere per realizzarne uno prima delle elezioni presidenziali del 2028. Se ci riuscisse, fra tre anni, lo scenario diventerebbe più incerto che mai. E a vantaggio dei Repubblicani. (di Iacopo Luzi)
(Adnkronos) - Le Olimpiadi non sono ancora iniziate, ma a Milano il loro riflesso è già ben visibile. Cantieri aperti, interventi di rigenerazione urbana e nuove infrastrutture stanno ridisegnando porzioni strategiche della città, incidendo in modo concreto – seppur differenziato – sul mercato immobiliare. Prezzi, domanda e dinamiche di compravendita raccontano di un cambiamento in atto, che secondo Gruppo Tempocasa assume forme diverse a seconda delle aree coinvolte. Tra i quartieri più interessati dalle trasformazioni spiccano Porta Romana, Rogoredo e Santa Giulia. Tre zone vicine geograficamente, ma con identità, maturità urbanistica e traiettorie immobiliari diverse. Da zona solida ma 'di passaggio', a Porta Romana il progetto di riqualificazione dell’ex scalo ferroviario e la realizzazione del Villaggio Olimpico hanno rafforzato un percorso di valorizzazione già avviato negli anni precedenti. "L’area ha registrato un progressivo consolidamento dei valori immobiliari, con quotazioni che oggi si collocano su livelli medio-alti del mercato milanese. I prezzi medi si attestano indicativamente tra i 4.800 e i 5.500 euro al metro quadro, ma nelle vie più centrali e per immobili ristrutturati o di nuova realizzazione si possono raggiungere valori sensibilmente superiori, fino a 7.000–8.000 euro al metro quadro, con punte più elevate per soluzioni di pregio" commenta Fabian Mamaj, titolare dell’agenzia Tempocasa di Porta Romana. La zona si conferma particolarmente attrattiva per l’investimento, grazie alla posizione semicentrale, alla dotazione infrastrutturale e alle prospettive legate alla futura riconversione del Villaggio Olimpico, destinato a diventare un grande residenza universitaria, con circa 1.700 posti letto. Un elemento che sostiene la domanda per le locazioni - soprattutto in ottica di medio-lungo periodo - anche alla luce del nuovo quadro normativo: la Legge di Bilancio 2026 ha infatti introdotto una regolamentazione più stringente sugli affitti brevi, favorendo una maggiore stabilità del mercato e riportando l’attenzione sulle locazioni tradizionali e studentesche. In questo contesto, secondo le stime di mercato, nei prossimi anni Porta Romana potrebbe beneficiare di un ulteriore apprezzamento dei valori, stimato in un range compreso tra il 20% e il 30%, legato alla piena operatività delle nuove infrastrutture e del parco urbano. Scenario diverso a Rogoredo, dove l’impatto dei grandi interventi urbani si traduce in una crescita più graduale e diffusa. "I valori immobiliari si collocano su una fascia ancora accessibile, variabile in base a vie, tipologie e stato degli immobili, e continuano ad alimentare una domanda molto vivace. I valori immobiliari oscillano tra 2.500 e 3.500 euro al metro quadro circa. La domanda è sostenuta da utilizzatori finali già residenti in zona, giovani coppie in cerca della prima casa e investitori attenti al rendimento, attratti da un mercato delle locazioni dinamico e da opportunità di valorizzazione legate a ristrutturazioni e frazionamenti. Per esempio, un bilocale si affitta oggi tra 950 e 1.100 euro al mese", spiega Daniela De Angelis, titolare dell'agenzia Tempoagency di Rogoredo/Santa Giulia. Qui l’effetto Olimpiadi si traduce in una crescita graduale ma solida, che rafforza l’attrattività senza snaturare il tessuto esistente. Ancora diversa la dinamica di Santa Giulia. Quartiere di nuova generazione, nato nel 2008, rappresenta il volto più contemporaneo dello sviluppo urbano nell’area sud-est di Milano. "Si tratta di un mercato con valori già elevati, sostenuti da immobili recenti, servizi moderni e da una domanda con capacità di spesa medio-alta. Le quotazioni immobiliari di Santa Giulia partono da 4.400 euro al metro quadro circa e possono arrivare fino a 5mila, mentre per i bilocali che difficilmente scendono sotto la soglia dei 300mila euro. Anche sul fronte affitti, la richiesta resta sostenuta, con canoni per bilocali compresi tra 1.000 e 1.200 euro al mese, accessibili solo a un target ben definito", conclude De Angelis. Secondo Gruppo Tempocasa, l’effetto Olimpiadi agisce come catalizzatore selettivo e premia i quartieri capaci di intercettare domanda reale, qualità urbana, accessibilità e servizi, accelerando processi già in atto e ridisegnando, area per area, la geografia immobiliare della città.
(Adnkronos) - La consegna degli attestati 2025 del Premio Gallura, assegnati dalla giuria a Loiri il 6 aprile, si è svolta sabato scorso a bordo della nave Moby Fantasy, il traghetto più grande ed ecologicamente sostenibile del Mediterraneo insieme alla gemella Moby Legacy. La consegna dei premi è stata preceduta da alcuni interventi sul Premio Gallura che, oltre ad aver svolto un ruolo sociale in tutti questi anni, ha stimolato la nascita di numerose aziende; ultime due in ordine di tempo la Cantina Gian Mario Uggias di Olbia e la Cantina Tonino Cosseddu di Benetutti, che ha fatto il suo esordio proprio in questa occasione. Ha aperto il convegno Giuliano Lenzini e il suo intervento è stato seguito da quelli del responsabile commerciale di Moby Alessandro Onorato, del sindaco di Loiri Porto San Paolo Francesco Lai, del consigliere regionale Angelo Cocciu, del dirigente Moby Pierre Canu, del comandante della Moby Fantasy, di Fabio Fiori, presidente albergatori Olbia, e di Nicola Pandolfi in rappresentanza dell'A.I.S. regionale e della sezione Gallura. Presenti anche Li Femini di Gaddura e il circolo gallurese Veicoli d'Epoca di Olbia. Una targa è stata consegnata alla cantina Alba di Ossi, che ha iniziato l'attività proprio dopo aver partecipato al Premio Gallura, per il suo Cagnulari che quest'anno ha ricevuto numerosi riconoscimenti e inoltre produce un formato speciale “Rombo di Tuono”, un vino nato dall'incontro tra Bastiano e Gigi Riva, che ha voluto ricordare, con molta emozione. Il Premio Gallura di cui è stato insignito Vincenzo Onorato, armatore di Moby, è stato ritirato dal figlio Alessandro, responsabile commerciale della compagnia. La motivazione del riconoscimento è parte dei ricordi di Giuliano Lenzini, che rappresentano un pezzo di storia della Sardegna: “La prima nave su cui sono salito nel 1962 si chiamava 'Città di Napoli' e insieme alla gemella 'Città di Nuoro', collegava Olbia a Civitavecchia e poteva trasportare 1200 passeggeri e 32 auto e aveva 182 cabine. In quel momento storico, nonostante la riforma agraria fortemente voluta dal ministro e poi presidente della Repubblica Antonio Segni, che mise la prima pietra alla cantina del Vermentino di Monti, la Sardegna viveva un momento molto difficile, e solo con l'arrivo dell'Aga Khan e la nascita della Costa Smeralda è cominciata una rinascita che riflette l'attuale sviluppo economico dell'isola legato al turismo”. Continua Lenzini: “Da qui l'esigenza degli armatori di modernizzare i mezzi di trasporto da e per la Sardegna. Con il varo delle navi gemelle Moby Legacy e Moby Fantasy, i due più grandi traghetti del Mediterraneo, con 441 cabine e la possibilità di trasportare 2370 passeggeri e 1300 auto, la Moby raggiunge un primato che insieme alla modernità dei servizi permette di viaggiare in maniera piacevole”.