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Salutequità: "Liste d'attesa e intramoenia, dell'organismo di verifica non c'è traccia"

(Adnkronos) - "I dati diffusi dal Nas nel 2025 sugli illeciti in materia di liste di attesa e attività libero-professionale intramuraria riportano al centro il tema dei controlli. Il nodo non è solo repressivo, ma strutturale: serve un sistema di verifica ...

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Fondirigenti, pubblicata la graduatoria Avviso 2/2025

(Adnkronos) - Cresce nelle pmi italiane la consapevolezza del ruolo decisivo delle competenze manageriali nella gestione dei passaggi critici del proprio percorso di crescita: ricambio generazionale, nuovi assetti societari, trasformazione digitale, sempre più spesso trovano nella formazione dei ...

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Acqua, interventi del Gruppo Cap su Città metropolitana di Milano per regolare la pressione

(Adnkronos) - Gruppo Cap, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, sta intervenendo in diversi Comuni del territorio regolando la pressione dell’acqua in rete. L’obiettivo è quello di gestire meglio la risorsa, ridurre ...

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Salutequità: "Liste d'attesa e intramoenia, dell'organismo di verifica non c'è traccia"

(Adnkronos) - "I dati diffusi dal Nas nel 2025 sugli illeciti in materia di liste di attesa e attività libero-professionale intramuraria riportano al centro il tema dei controlli. Il nodo non è solo repressivo, ma strutturale: serve un sistema di verifica continuo, efficace e realmente operativo da parte dello Stato nei confronti delle Regioni e delle aziende sanitarie. Oggi il principale strumento di valutazione delle performance regionali sui livelli essenziali di assistenza, il nuovo Sistema di garanzia dei Lea, prevede un solo indicatore 'core' dedicato alle liste di attesa". A dirlo è Tonino Aceti, presidente di Salutequità, secondo il quale "le liste d'attesa e l'intramoenia restano un problema, ma non si sa ancora nulla sull'organismo di verifica e controllo dell'assistenza sanitaria con poteri sostitutivi delle Regioni". La piattaforma nazionale attivata sul tema, spiega Aceti, "non garantisce ancora un livello di trasparenza sufficiente: i dati pubblicati sono aggregati su base nazionale e non consentono confronti puntuali tra Regioni o tra singole Asl. Per rafforzare i controlli, il Decreto-legge 7 giugno 2024, n. 73 (convertito nella Legge 29 luglio 2024, n. 107) ha istituito presso il ministero della Salute l'organismo di verifica e controllo sull'assistenza sanitaria. All'organismo sono attribuiti compiti rilevanti: verificare l'attuazione delle norme sulle liste di attesa, accedere alle agende di prenotazione per individuare criticità e, in caso di ripetute inadempienze regionali, esercitare poteri sostitutivi". La legge "ne ha definito struttura, personale e finanziamenti dedicati - sottolinea il presidente di Salutequità - Solo nell'agosto 2025, tuttavia, è stato emanato il Dpcm che disciplina modalità e procedure per l'esercizio dei poteri sostitutivi, con un ritardo di circa 10 mesi rispetto ai termini previsti. Inoltre, tra la segnalazione di un'inadempienza e l'intervento sostitutivo possono trascorrere fino a 4 mesi, un arco temporale difficilmente compatibile con l'urgenza delle prestazioni sanitarie. Resta poi il tema della trasparenza sull'attività svolta: l'organismo dovrebbe redigere entro il 10 gennaio di ogni anno una relazione sulle azioni intraprese in sostituzione delle amministrazioni inadempienti, ma non risultano documenti pubblicati". Sul piano formale, dunque, "l'impianto normativo è completo: l'organismo è stato istituito, finanziato e dotato di poteri. Sul piano sostanziale, però - rileva Aceti - mancano informazioni chiare sulla sua effettiva operatività, sull'organigramma e sulle attività concretamente svolte. La domanda rimane aperta: l'organismo di verifica è davvero attivo e in grado di incidere sulle liste di attesa? La sua piena funzionalità - conclude - appare decisiva per trasformare i dati raccolti a livello nazionale in interventi concreti e strutturali, andando oltre il pur rilevante lavoro di accertamento svolto dal Nas".

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Fondirigenti, pubblicata la graduatoria Avviso 2/2025

(Adnkronos) - Cresce nelle pmi italiane la consapevolezza del ruolo decisivo delle competenze manageriali nella gestione dei passaggi critici del proprio percorso di crescita: ricambio generazionale, nuovi assetti societari, trasformazione digitale, sempre più spesso trovano nella formazione dei dirigenti la leva capace di trasformare i processi di cambiamento in nuove leve di competitività. Lo conferma la graduatoria dei piani formativi finanziati con l'Avviso 2/2025 di Fondirigenti, pubblicata ieri, che fotografa bisogni, priorità e livelli di maturità delle imprese chiamate a governare, al loro interno, cambiamenti rapidi e complessi. Sono 152 i piani finanziati, che coinvolgeranno 239 dirigenti per un totale di 13.753 ore di formazione, con una media di 57,6 ore per dirigente e una richiesta media di finanziamento di poco più di 12mila euro per piano. Il dato più significativo è che il 75% dei piani formativi presentati ha superato la soglia di ammissibilità, con oltre la metà dei progetti idonei (53%) nella fascia più alta di valutazione, tra 85 e 100 punti. Una positiva evoluzione, che conferma il trend già evidenziato con i precedenti Avvisi, segno dell’elevata qualità delle proposte e di una progettualità più matura e consapevole da parte delle imprese. Vista la qualità complessiva dei progetti e dell'ampiezza della risposta, il cda di Fondirigenti ha deliberato di andare oltre lo stanziamento iniziale di 1,5 milioni di euro, euro per finanziare tutti i 152 piani idonei, per un investimento complessivo di oltre 1,8 milioni di euro che premia la crescita della progettualità nelle pmi. "La graduatoria - sottolinea Massimo Sabatini, direttore generale di Fondirigenti - restituisce l'immagine di pmi sempre più consapevoli del fatto che, per attraversare fasi complesse come un passaggio generazionale o un'operazione societaria, servono competenze adeguate di governo, metodo e visione, dove la formazione può fare la differenza Colpisce, in particolare, la crescita della qualità progettuale degli interventi, nelle fasce di merito più alte, segno che le imprese stanno investendo in percorsi sempre più concreti e immediatamente utili, per prendere decisioni migliori e più tempestive". A livello territoriale, Veneto ed Emilia-Romagna hanno registrato il maggior numero di piani approvati, seguite dalla Lombardia; nel Mezzogiorno spicca la Campania. Diverse regioni con poche candidature hanno tuttavia raggiunto il 100% di approvazione, indice di una capacità progettuale solida e diffusa. I piani valutati evidenziano una adeguata correlazione tra i processi di 'metamorfosi' aziendale e i percorsi di rafforzamento delle competenze tecnico-manageriali, funzionali a ridefinirne l’identità, la struttura organizzativa e la visione strategica. I casi più virtuosi testimoniano un pensiero strategico di cambiamento, volto a garantire continuità e crescita nel lungo periodo, che comporta una profonda trasformazione culturale e organizzativa. Rispetto ai contenuti, i progetti nell'area del passaggio generazionale mostrano una forte attenzione alle competenze in materia di governance, alla mappatura e valorizzazione delle competenze, al mentoring e trasferimento del know-how, alla definizione di KPI e sistemi di performance management per rendere la transizione più solida. Dal canto loro, l'area delle operazioni societarie evidenzia un approccio orientato al rafforzamento strutturale delle competenze manageriali, con focus ricorrenti su finanza strategica, valutazione d'impresa, compliance e gestione del rischio, spesso con un'attenzione che si estende alla conoscenza delle filiere e dei mercati internazionali. L'area della trasformazione digitale funzionale alla crescita delle pmi si conferma infine di particolare interesse, soprattutto sui temi dell’Intelligenza Artificiale, integrazione dei sistemi, cybersecurity, analytics e governance dei dati. "Con l'Avviso 2/2025 - spiega Marco Bodini, presidente di Fondirigenti - abbiamo voluto mettere a fuoco i momenti chiave in cui le Pmi si giocano continuità e competitività, ovvero il ricambio generazionale, gli assetti societari e la trasformazione digitale come leva di efficienza e di governo La risposta così ampia e di elevata qualità pervenuta dalle imprese conferma, da un lato, lo straordinario ruolo abilitante della formazione continua nelle grandi trasformazioni aziendali, dall'altro chiama sempre più in causa Fondirigenti come partner delle imprese, soprattutto di quelle di minori dimensioni, per aiutarle a trasformare cambiamento e complessità in momenti di opportunità di crescita". "Il Fondo sottolinea - ha sempre avuto come tratto distintivo quello della qualità dell'azione formativa: l'innalzamento dell'asticella e la qualità dei piani ricevuti mostrano che il sistema produttivo e manageriale è pronto ad impegnarsi in questa direzione". La graduatoria completa è disponibile sul sito di Fondirigenti: https://www.fondirigenti.it.

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Acqua, interventi del Gruppo Cap su Città metropolitana di Milano per regolare la pressione

(Adnkronos) - Gruppo Cap, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, sta intervenendo in diversi Comuni del territorio regolando la pressione dell’acqua in rete. L’obiettivo è quello di gestire meglio la risorsa, ridurre gli sprechi e offrire un servizio più affidabile e sostenibile. Una pressione più equilibrata riduce lo stress sulle tubature e aiuta a limitare rotture e perdite: meno acqua dispersa significa anche meno energia necessaria per pompare e distribuire l’acqua e quindi meno emissioni. Quello delle perdite idriche rimane un tema centrale in tutto il Paese. Secondo gli ultimi dati Istat, in Italia la dispersione media dell’acqua immessa nelle reti di distribuzione si attesta intorno al 42%. Un dato che fotografa la fragilità di una parte significativa delle infrastrutture nazionali e conferma quanto sia necessario intervenire con piani strutturali di efficientamento. In questo contesto – nonostante nel territorio gestito da CAP la dispersione causata da perdite si attesta al 19% - la regolazione della pressione rappresenta una delle leve più efficaci e immediate per ridurre le sollecitazioni sulla rete e contenere le dispersioni, contribuendo concretamente al miglioramento degli indicatori di qualità tecnica misurati da Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Il Servizio Idrico Integrato svolge oggi un ruolo chiave nella transizione ecologica. Investire in tecnologie di monitoraggio, digitalizzazione delle reti, efficientamento energetico e ammodernamento delle condotte significa non solo ridurre le perdite, ma anche contenere i consumi energetici e le emissioni associate all’intero ciclo dell’acqua. Gli interventi di regolazione della pressione introdotti da Gruppo Cap sono progettati con parametri tecnici precisi e non compromettono il corretto funzionamento delle utenze. In conformità con quanto previsto dall’art. 12 del Regolamento del Servizio Idrico Integrato, Gruppo Cap garantisce ai contatori degli utenti una pressione minima pari a 2 bar (20 metri di colonna d’acqua) quando non è in corso alcun consumo d’acqua, nel pieno rispetto degli standard tecnici e regolatori vigenti. Tutte queste attività puntano a rendere le reti più moderne e resilienti e a migliorare la qualità del servizio, anche secondo gli indicatori misurati da ARERA, con benefici concreti per i cittadini e per il territorio nel medio e lungo periodo. In un’epoca in cui sostenibilità e uso responsabile delle risorse sono temi centrali nel dibattito pubblico, anche un intervento tecnico come la regolazione della pressione dell’acqua diventa un tassello importante di una strategia più ampia: meno sprechi, più efficienza, più futuro.

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