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Usa-Iran, Teheran non cede su programma nucleare: "Pronti a tutti gli scenari"

(Adnkronos) - "Siamo pronti a tutti gli scenari". Il primo round dei negoziati tra Iran e Stati Uniti in Oman va in archivio. L'inizio del dialogo tra Teheran e Washington è un segnale positivo, ma la prudenza domina e l'ottimismo non decolla. Da un lato il ministro ...

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Fiere: dall'estetica al benessere consapevole, nella Capitale al via Roma International Estetica

(Adnkronos) - Un comparto in crescita, strategico per l’economia nazionale e con un forte radicamento territoriale nel Lazio. È in questo contesto che, da domani al 9 febbraio, Fiera Roma organizza la 18ª edizione di 'Roma International Estetica', ...

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Beach e Park litter, oltre 40mila rifiuti raccolti in 3 anni

(Adnkronos) - Su 40.388 rifiuti raccolti e monitorati dal 2021 al 2024, in 10 spiagge e 10 parchi urbani della Penisola, l’80% è costituito da plastica tradizionale, nella forma di imballaggi e oggetti usa e getta. E' il risultato del nuovo studio di Legambiente 'Beach e Park Litter', ...

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Usa-Iran, Teheran non cede su programma nucleare: "Pronti a tutti gli scenari"

(Adnkronos) - "Siamo pronti a tutti gli scenari". Il primo round dei negoziati tra Iran e Stati Uniti in Oman va in archivio. L'inizio del dialogo tra Teheran e Washington è un segnale positivo, ma la prudenza domina e l'ottimismo non decolla. Da un lato il ministro degli esteri iraniano, Abbas Araghchi. Dall'altro, Steve Witkoff e Jared Kushner, emissari del presidente Donald Trump, che chiude la giornata varando dazi del 25% contro i Paesi che acquistano beni e servizi dall'Iran. Fonti di Teheran informate sui colloqui, commentando con l'Adnkronos l'esito dell'incontro durato otto ore, non si sbilanciano. "Finora non è successo nulla di rilevante", segnalano le fonti, confermando l'idea che l'incontro a Muscat, primo meeting di un possibile terzo ciclo di negoziati tra i due acerrimi rivali, sia stato l'occasione per le parti di riprendere il dialogo e poco più. "Ciò che conta è che gli Stati Uniti sono stati costretti a rinunciare alle loro ridicole condizioni preliminari per avviare i negoziati. Questo dimostra la forza dell'Iran", sostengono le fonti, insistendo sul fatto che Washington avrebbe rinunciato alle sue richieste "massimaliste" pur di tenere l'incontro. "Ma Trump è Trump", aggiungono, lasciando intendere che l'ultima parola su questa querelle infinita ce l'abbia alla fine il presidente americano, con la sua grande "grande armata" spedita in Medio Oriente in tutta fretta per negoziare da una posizione di forza. In questo stallo alla messicana, in cui gli iraniani hanno molto da perdere, non sono stati fatti passi avanti concreti. Malgrado lo sforzo diplomatico dell'Oman, mediatore ormai conclamato e l'unico in grado di far dialogare indirettamente i due Paesi, le parti - come evidenzia anche il Wall Street Journal - sono rimaste ferme sulle rispettive posizioni, anche se Muscat ha parlato di "colloqui molto seri" che sono serviti a "identificare le aree in cui è possibile compiere progressi". Pessimo segnale, tuttavia, è il fatto che, poche ore dopo la conclusione dell'incontro, gli Usa abbiano imposto nuove sanzioni contro "15 entità" collegate alla flotta ombra iraniana. Nella capitale omanita, Teheran ha ribadito il rifiuto di interrompere l'arricchimento dell'uranio, una delle richieste principali di Washington, che spinge per un'intesa più ampia che includa anche il programma missilistico e il ruolo di Teheran nel sostegno ai gruppi armati nella regione. "L'oggetto dei nostri negoziati è esclusivamente il nucleare e non abbiamo discusso di altre questioni con gli americani", ha chiarito Araghchi ai microfoni della tv di Stato. Il ministro degli Esteri ha ribadito per l'ennesima volta ai rappresentanti americani che l'Iran non accetta né lo stop all'arricchimento né lo spostamento del suo programma all'estero. Ha comunque segnalato, anzi si è affrettato a segnalare, la disponibilità a proseguire il confronto diplomatico per evitare una possibile azione militare statunitense. I toni usati nei confronti del 'Grande Satana' sono stati piuttosto morbidi. E' stato "un buon inizio", ha commentato Araghchi, assicurando che l'atmosfera dei colloqui è stata "molto positiva". E qui finiscono le buone notizie. Sul prosieguo tutto è rimandato a ipotetiche valutazioni da compiere a Teheran e Washington. Per l'Iran si può andare avanti, per gli Stati Uniti ancora non è chiaro. Secondo il ben informato giornalista di Axios, Barak Ravid, le due delegazioni hanno manifestato la disponibilità a rivedersi nei prossimi giorni. Per Washington, l'Iran dovrebbe presentarsi al prossimo round di colloqui con "concessioni tangibili e significative sul dossier nucleare", riferisce l'emittente israeliana Channel 12. Il pallino è nelle mani di Trump.

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Fiere: dall'estetica al benessere consapevole, nella Capitale al via Roma International Estetica

(Adnkronos) - Un comparto in crescita, strategico per l’economia nazionale e con un forte radicamento territoriale nel Lazio. È in questo contesto che, da domani al 9 febbraio, Fiera Roma organizza la 18ª edizione di 'Roma International Estetica', uno degli appuntamenti di riferimento per il mondo della bellezza professionale, del benessere e delle medical aesthetics, capace di mettere in relazione imprese, operatori, ricerca e formazione. Secondo l’ultimo Rapporto annuale di Cosmetica Italia, l’industria cosmetica italiana ha chiuso il 2024 con un valore di produzione pari a 16,5 miliardi di euro, in crescita del 9,1%, con un’incidenza sul Pil nazionale prossima al 2%. Un risultato trainato soprattutto dall’export, che rappresenta ormai quasi il 48% della produzione complessiva e ha superato i 7,9 miliardi di euro (+12%), portando la bilancia commerciale a 4,7 miliardi di euro. Solida anche la domanda interna, con i consumi che hanno raggiunto i 13,4 miliardi di euro (+6,9%). Nel complesso, il sistema economico della cosmetica, che include produzione, filiera a monte e distribuzione, genera un fatturato pari a 41,2 miliardi di euro e un valore aggiunto di 30,8 miliardi, equivalente al 2,6% del valore aggiunto manifatturiero nazionale. Rilevante anche l’impatto occupazionale: l’intera filiera cosmetica in Italia coinvolge circa 440.000 addetti, confermandosi come uno dei comparti più dinamici in termini di occupazione. In questo scenario, il Lazio riveste un ruolo di primo piano, posizionandosi al secondo posto in Italia per quota di fatturato del settore, con il 7,6% del totale nazionale, e al sesto posto per numero di imprese cosmetiche, con una quota del 5,5%. A livello locale, i dati della Camera di Commercio di Roma indicano circa 12.000 operatori della bellezza attivi sul territorio di Roma e provincia, di cui il 60% acconciatori e il 40% estetiste, a conferma del peso economico e occupazionale del comparto nella Capitale. È proprio da questa base che nasce e si sviluppa 'Roma International Estetica', evento B2B che intreccia esposizione commerciale, innovazione tecnologica, formazione certificata e divulgazione scientifica. L’edizione 2026 pone al centro l’evoluzione dell’estetica professionale verso un approccio sempre più scientifico, medical-oriented e consapevole, con un’ampia presenza di tecnologie avanzate per la cura di viso e corpo, presentate attraverso dimostrazioni e trattamenti dal vivo. Cuore culturale della manifestazione è il programma formativo articolato nelle tre aree 'RIEHello', 'RIEOlos' e 'RIEAcademy', che affrontano temi legati a salute, prevenzione, benessere psicofisico, sicurezza e responsabilità professionale, con il contributo di medici, ricercatori e formatori di alto profilo. Accanto all’offerta espositiva e formativa, Roma International Estetica rinnova anche il suo impegno sul fronte della prevenzione, offrendo al pubblico screening gratuiti su prenotazione: dall’esame baropodometrico alle consulenze chinesiologiche, nutrizionali e fisioterapiche, fino agli approfondimenti multidisciplinari su pavimento pelvico e lipedema. Le prenotazioni sono disponibili via mail all’indirizzo screening@romainternationalestetica.it. Con il concept 'Identità Futura', Roma International Estetica 2026 si propone come osservatorio privilegiato su un settore in forte trasformazione, capace di coniugare crescita economica, occupazione, innovazione e benessere, rafforzando il ruolo di Roma e del Lazio come hub strategico della bellezza professionale in Italia.

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Beach e Park litter, oltre 40mila rifiuti raccolti in 3 anni

(Adnkronos) - Su 40.388 rifiuti raccolti e monitorati dal 2021 al 2024, in 10 spiagge e 10 parchi urbani della Penisola, l’80% è costituito da plastica tradizionale, nella forma di imballaggi e oggetti usa e getta. E' il risultato del nuovo studio di Legambiente 'Beach e Park Litter', frutto del primo monitoraggio su spiagge e parchi a scala nazionale che ha previsto un focus specifico sulla presenza di materiali in bioplastica dispersi nell’ambiente. Tra i rifiuti usa e getta più trovati ci sono soprattutto tappi, buste, bottiglie e bicchieri in plastica, ma non solo. Oltre alla plastica, sono stati trovati metalli (6,8%), carta e cartone (5,9%), vetro e ceramica (3,6%), gomma (1,3%), vestiti e tessuti (1,1%), legno (0,5%), rifiuti da cibo (0,3%), rifiuti in materiali misti (0,2%) e, infine, quelli in bioplastiche compostabili e biodegradabili (0,2%), un materiale - spiega Legambiente - ancora non contemplato nei protocolli di monitoraggio ufficiali e che non fa parte della lista che viene utilizzata a livello europeo. “Con questo studio - commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente - vogliamo riportare l’attenzione sul tema dei rifiuti dispersi nell’ambiente a partire da quelli in plastica tradizionale ma non solo. Si tratta perlopiù di rifiuti monouso che sono tra le cause primarie di littering. Come emerge dal nostro studio, l’inquinamento da littering continua a restare un’emergenza costante in Italia e una minaccia per biodiversità, ambiente ed ecosistemi, nonostante il recepimento della direttiva europea Sup. È importante che l’Italia si impegni per la riduzione dei rifiuti in plastica applicando la direttiva Sup ma anche colmando allo stesso tempo il vulnus normativo creato dalla mancata definizione del concetto stesso di 'riutilizzabile' nella direttiva Sup e nel decreto legislativo 196/2021 di recepimento". Sul fronte bioplastiche, "la cui esenzione dalla direttiva quattro anni fu criticata e non compresa anche a livello europeo, vogliamo ricordare che rappresentano una valida soluzione che ha permesso al paese di ottimizzare la gestione dei rifiuti organici in maniera differenziata e non sono diventate un problema, come confermano i numeri dell’indagine. Conoscere la tipologia e i quantitativi delle bioplastiche, permette di affinare sistemi di raccolta e politiche di prevenzione anche su questi materiali con la sfida appena cominciata con la nascita del consorzio dedicato”.

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