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(Adnkronos) - Verissimo omaggia oggi Enrica Bonaccorti. A ricordare la conduttrice, scomparsa lo scorso 12 marzo, sarà ospite in studio la figlia Verdiana, sempre stata al fianco della madre nella battaglia contro la malattia. E' stata una delle grandi signore della tv italiana e conduttrice televisiva di enorme successo, oltre che paroliera di canzoni indimenticabili come 'La lontananza' e 'Amara terra mia'. Enrica Bonaccorti è morta all'età di 76 anni in una clinica romana in seguito alle complicazioni di un tumore al pancreas diagnosticato a metà del 2025. È stata per quasi mezzo secolo un volto familiare, uno di quelli che per anni sono entrati nelle case degli italiani con naturalezza, attraversando le fasce orarie, i generi e persino le stagioni della televisione senza mai apparire fuori posto. La sua carriera - da 'Italia Sera' a 'Pronto, chi gioca?' fino a 'Non è la Rai' - racconta l'evoluzione della tv generalista italiana, dal servizio pubblico degli anni Settanta al boom dell'intrattenimento degli Ottanta, fino alle nuove piattaforme del nuovo millennio. Enrica Bonaccorti arriva alla televisione dopo un percorso articolato che passa dal teatro, dal cinema e dalla radio. Ma è il piccolo schermo a darle la vera consacrazione popolare. L'esordio televisivo avviene nel 1978, quando la Rai le affida la conduzione de 'Il sesso forte', un gioco a premi che intercetta con intelligenza e ironia il clima di cambiamento del Paese. Nel 1983 diventa uno dei volti centrali di 'Italia sera', il primo preserale di Rai 1. Il programma segna una svolta nel modo di fare televisione: informazione, attualità, costume e cronaca si mescolano in una formula nuova, più discorsiva, più vicina al pubblico. Nel 1985 arriva il momento che la consegna definitivamente alla storia della televisione italiana: 'Pronto, chi gioca?'. Dopo l'addio di Raffaella Carrà, passata a Canale 5, la Rai le affida uno dei programmi più delicati del palinsesto. La scommessa è rischiosa, ma vinta. Sa ascoltare, improvvisare, gestire la diretta con sicurezza. Arrivano un Telegatto e l'Oscar Tv come personaggio femminile dell'anno, consacrandola come uno dei volti simbolo della Rai degli anni Ottanta. Nel 1987, in un clima di forte tensione interna all'azienda, decide di lasciare la Rai. Il passaggio alla Fininvest si inserisce nella grande 'campagna acquisti' voluta da Silvio Berlusconi, che porta sulle reti commerciali alcuni dei volti più noti del servizio pubblico. Per Bonaccorti è l'inizio di una nuova fase. Nel 1991 inaugura la diretta televisiva di Canale 5 con la prima edizione di 'Non è la Rai', un programma destinato a diventare un fenomeno generazionale, ma in quella fase iniziale porta chiaramente l'impronta di Bonaccorti: più controllo, più struttura, un'impostazione che guarda ancora al varietà classico. Con il passare degli anni, Bonaccorti sceglie di ridurre la presenza continuativa in video, ma non scompare mai davvero dal piccolo schermo. Il cinema arriva quasi in parallelo, prima in modo marginale poi con ruoli più riconoscibili nei primi anni Settanta. Recita in film popolari e d'autore, da Lina Wertmüller a Pasquale Festa Campanile, attraversando anche il filone della commedia sexy all'italiana senza mai restarne intrappolata. La carriera teatrale procede in modo frammentario, rallentata prima dalla nascita della figlia Verdiana nel 1974, poi da un'intensa attività radiofonica. Negli ultimi anni, tra libri, apparizioni televisive e un ritorno al cinema con 'Una relazione' di Stefano Sardo presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2021, la sua figura assume un tono più intimo e riflessivo. Nel 2020 rivela di soffrire di prosopagnosia, la difficoltà a riconoscere i volti, raccontandola senza vittimismo. All'inizio dell'autunno 2025 rende pubblica la malattia più dura: un tumore al pancreas, affrontato con la stessa franchezza che ha sempre caratterizzato il suo rapporto con il pubblico. Enrica Bonaccorti resta così: una professionista che ha abitato la televisione senza lasciarsi definire solo da essa, che sarà ricordata da tanti spettatori per il suo tratto elegante. Lo scorso 25 gennaio era stata ospite a Verissimo, nel salotto di Silvia Toffanin dove aveva raccontato che il suo tumore al pancreas non si era ridotto. "Speravo che andasse meglio, ho ripreso a fare la chemio perché non era cambiato molto. Ci sono giorni in cui va bene e giorni in cui va molto male, ma devo andare avanti così", aveva spiegato Bonaccorti. Il tumore non era più operabile: "Fra qualche mese devo rifare le analisi e sperare di poter essere operata", aveva aggiunto. A Mara Venier, ospite a Domenica In, aveva raccontato le sue speranze: "Non sono pessimista, voglio essere ottimista: la medicina è andata molto avanti in questo settore. Trasmetto leggerezza? Esternamente, dentro di me sono molto melanconica di natura", aveva aggiunto.
(Adnkronos) - Ospiti di rilievo nazionale per la terza giornata della terza edizione dell’Antonello Nigro Academy, il percorso di formazione dedicato a imprenditori e professionisti del territorio. Sul palco del SuperCinema di Latina sono intervenuti Valentina Vezzali, l’atleta più medagliata della storia olimpica italiana, e Flavio D’Ambrosi, Vice Questore della Polizia di Stato e presidente della Federazione Pugilistica Italiana. Al centro dell’incontro il tema della brand reputation e del personal brand, leve sempre più strategiche nel contesto professionale contemporaneo. La scelta degli ospiti – è stato sottolineato – risponde alla volontà di portare esempi concreti di identità costruite nel tempo con autorevolezza e coerenza, in ambito sportivo e istituzionale. Nel corso della giornata, D’Ambrosi ha inoltre presentato il volume “Lo Sport e la Costituzione Italiana”, un’opera dedicata al rapporto tra i valori dello sport e i principi fondanti della Repubblica. Giunta alla terza edizione, l’Antonello Nigro Academy conferma il proprio posizionamento come realtà di riferimento tra Latina e Frosinone nella formazione su crescita personale e professionale. Il percorso, articolato in 11 giornate a cadenza mensile, affronta temi che spaziano dal mindset alla leadership, dalla comunicazione alla vendita, fino alla gestione dello stress e all’intelligenza emotiva. Con oltre 460 iscritti complessivi, l’Academy registra una crescita costante e standard qualitativi in linea con i principali player nazionali del settore.
(Adnkronos) - Mettere in rete competenze industriali, ricerca e governance territoriale per affrontare in modo sistemico le sfide della transizione ecologica. Con questo obiettivo nasce Shift, la piattaforma promossa da Gruppo Cap che riunisce operatori industriali, tecnologici, centri di ricerca e soggetti della pianificazione territoriale con l’ambizione di sviluppare modelli integrati di gestione delle infrastrutture ambientali. Il progetto è stato presentato oggi a Roma, presso la sede dell’Istituto Luigi Sturzo, nel corso di un evento nazionale che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del sistema produttivo e del mondo scientifico. La nascita di Shift risponde a un’esigenza sempre più evidente nel dibattito europeo e nazionale: affrontare le sfide climatiche, energetiche e industriali non più attraverso interventi settoriali e isolati, ma costruendo sinergie tra filiere diverse e competenze complementari. In questo scenario, le infrastrutture ambientali - acqua, energia, rifiuti, recupero delle risorse - diventano un asset strategico per la competitività e la resilienza dei territori. L’acqua, così come l’energia, non sono solo temi ambientali, ma fattori chiave per il sistema economico e produttivo del Paese: fino al 20% del Pil nazionale è, infatti, riconducibile alla disponibilità della risorsa idrica. La filiera estesa dell’acqua genera un valore economico significativo lungo tutta la catena, con un moltiplicatore pari a 2,8, a dimostrazione dell’effetto leva sugli altri settori produttivi. Shift nasce proprio con questa missione: favorire la collaborazione tra soggetti pubblici e privati, promuovere innovazione tecnologica e costruire nuovi modelli di integrazione tra servizi ambientali, contribuendo allo sviluppo di soluzioni scalabili per la transizione ecologica. L’attività della piattaforma si sviluppa attorno a tre pilastri strategici, che riflettono alcune delle principali direttrici della trasformazione in corso. Il primo riguarda la Transizione Climatica, con particolare attenzione alle Nature-Based Solutions, allo sviluppo delle tecnologie Aquatech e ai percorsi di neutralità energetica delle infrastrutture ambientali. Il secondo pilastro è dedicato alla Bioeconomia, con iniziative orientate al riuso e alla qualità delle acque reflue e alla valorizzazione delle matrici organiche, nella prospettiva di una gestione circolare delle risorse. Il terzo ambito di lavoro è la Sinergia tra acqua e rifiuti, con l’obiettivo di sviluppare modelli di integrazione tra Servizio Idrico Integrato, sistemi energetici, reti di teleriscaldamento e filiere della gestione dei rifiuti, favorendo una gestione sempre più efficiente e sostenibile delle infrastrutture ambientali. Attraverso questi ambiti di lavoro, Shift punta a diventare uno spazio permanente di confronto e co-progettazione, capace di mettere a sistema esperienze industriali, innovazione tecnologica e visione strategica dei territori. Il debutto operativo della piattaforma coincide con la presentazione del primo Policy Brief, focalizzato sulle opportunità di integrazione tra infrastrutture idriche e sistemi energetici urbani. Il documento analizza il potenziale di recupero dell’energia termica presente nelle acque reflue, dimostrando come i depuratori possano diventare vere e proprie 'miniere energetiche'. Le reti del ciclo idrico mantengono infatti una temperatura stabile di 10-20°C tutto l'anno: una risorsa oggi poco valorizzata che, attraverso pompe di calore industriali, può alimentare le reti di teleriscaldamento urbano (Tlr). L’integrazione tra Servizio Idrico Integrato e Teleriscaldamento rappresenta l'esempio più concreto di come le infrastrutture ambientali possano evolvere da sistemi di servizio settoriali a piattaforme energetiche urbane. Tuttavia, per rendere scalabili questi modelli, Shift sottolinea la necessità di un aggiornamento del quadro normativo nazionale che superi le attuali barriere economiche. Il Policy Brief chiede al governo l'equiparazione normativa tra calore recuperato ed elettricità ai fini dei target ambientali Ue al 2045, e la defiscalizzazione dell'energia elettrica utilizzata per alimentare il recupero termico. Parallelamente, Shift chiede il riconoscimento della strategicità delle opere di integrazione tra infrastrutture, insieme a una drastica semplificazione degli iter autorizzativi: un passaggio indispensabile per ammortizzare gli alti costi di posa delle reti e garantire la messa a terra dei finanziamenti entro le scadenze del Pnrr. Il progetto vede la partecipazione di realtà come Utilitalia, Fondazione Utilitatis e Aqua Pubblica Europea, insieme a partner tecnologici e di pianificazione come A2A Calore e Servizi, Ala, Gruppo Allevi, Aquanexa, Bioforcetech, Gruppo Cap, Isle Utilities, Tecno Habitat, Land, Ordine degli Ingegneri di Milano, Politecnico di Milano, Rice House, Ars Ambiente e Ascolto Attivo.