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(Adnkronos) - Una bimba di 5 anni è morta oggi a Crispiano, in provincia di Taranto, dopo aver avvertito un malore per strada. La piccola stava passeggiando con la madre quando si è accasciata. Vani i tentativi di salvarla da parte dei medici del 118, compreso il direttore del servizio Mario Balzanelli, giunti sul posto per i soccorsi. Da circa tre giorni la piccola aveva avvertito sintomi di cefalea.
(Adnkronos) - "Ci sono bambini di 6 anni che già frequentano siti pornografici: pensiamo al danno che questo reca allo sviluppo". È l'allarme lanciato dal ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, in un colloquio con 'il Giornale'. Secondo il ministro è fondamentale che ci sia "anche da parte dei genitori un esempio e un controllo - ha detto - E non abbiamo paura di ripristinare anche il senso del no, del dovere, il senso dei divieti e dei limiti". Valditara ha sottolineato l'importanza del supporto agli studenti fragili e ricorda che per la prima volta si sta facendo un lavoro di formazione, "specializzando degli insegnanti sul sostegno. Cosa che non si era fatta", ponendo come obiettivo anche la garanzia che, "entro settembre", tutti i docenti "siano in cattedra". Il tema dell’integrazione e dell’accoglienza in ambito scolastico è particolarmente sentito dal ministro dell’Istruzione, che ha spiegato che l’Italia ha "accolto i giovani palestinesi così come abbiamo accolto gli ucraini". Proprio in considerazione della necessità di integrazione, e del ruolo che la scuola ricopre, Valditara ha sottolineato che "se vogliamo veramente accogliere, noi dobbiamo far sì che i nostri valori, la nostra storia, i nostri simboli vengano riconosciuti". Sul metal detector ha aggiunto: "Ci vuole la possibilità di bloccare giovani che portano coltelli a scuola. Questo non è repressivo. Questo è buon senso".
(Adnkronos) - “I sistemi di trattamento dell'acqua possono risolvere tutti i problemi legati all'eventuale inquinamento. I sistemi di trattamento al punto d'uso, cioè quelli installati al rubinetto, vengono utilizzati principalmente per migliorare le caratteristiche organolettiche dell'acqua. Tuttavia, grazie all'adozione di particolari elementi filtranti, come i carboni attivi, membrane o microfiltri, possono anche rimuovere eventuali sostanze indesiderabili. L'importante, in questi casi, è la manutenzione periodica che deve essere effettuata e affidarsi per l'acquisto e la manutenzione ad aziende qualificate e a personale adeguatamente formato”. Sono le parole di Giorgio Temporelli, esperto in normativa e tecnologie per il trattamento delle acque, al talk organizzato oggi a Milano da Culligan, ‘L’acqua del futuro è smart’. “Va sfatato il mito che l'acqua calcarea, cioè l'acqua dura, faccia venire i calcoli renali, che è il pensiero più diffuso. I calcoli renali sono formati essenzialmente da ossalato di calcio, che è prodotto dal metabolismo della persona, piuttosto che ingerito attraverso cibi e vegetali, mentre il calcare presente nell'acqua è carbonato di calcio e non c'entra nulla. Calcio e magnesio fanno bene alla salute umana - spiega l’esperto Temporelli - Diverso è , invece, l’impatto del calcare sulla tecnologia. Sappiamo, infatti, che gli impianti soffrono per la presenza di calcare. Questa problematica l può essere ridotta con l’adozione di opportune tecnologie, come gli addolcitori”. “I Pfas sono considerati inquinanti eterni e da almeno dieci anni se ne parla in modo approfondito. Sono sostanze molto pericolose poiché estremamente persistenti nell'ambiente, grazie alla loro composizione, il legame fluoro-carbonio, che le rende praticamente indistruttibili. Essi permangono nell'ambiente e sono presenti ovunque, anche nelle fonti di alimentazione come cibi e acqua - illustra - Un dato che desta particolare preoccupazione. La nuova normativa li attenziona infatti con tre parametri. I Pfas si possono rimuovere efficientemente - e questo è stato visto dai gestori di acquedotto - con i carboni attivi o, per quelli con la catena ultra corta, con tecnologie più spinte, come l'osmosi inversa”. “Similmente ai Pfas, anche le microplastiche sono considerate inquinanti eterni e si accumulano nell'ambiente - sottolinea Temporelli - La loro presenza nell'acqua è accertata e ci sono molti studi che attestano che l'ingestione di microparticelle di plastica si aggira nell'ordine delle decine di migliaia all'anno. Per rimuoverle dall’acqua servono sistemi di microfiltrazione o ultrafiltrazione, dato che si tratta di particelle solide con dimensioni micrometriche”, conclude.