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(Adnkronos) - "È una vigliaccata. Se è stato fatto volutamente contro mio fratello, è una vigliaccata. Spero invece che sia stata solo una ragazzata, e che non c’entrino né la politica né la figura di Andrea". Così Maurizio Campagna, fratello di Andrea Campagna, commenta all’AdnKronos il danneggiamento della lapide commemorativa dedicata all’agente di pubblica sicurezza ucciso il 19 aprile 1979 in un attentato rivendicato dai Proletari Armati per il Comunismo, negli anni di Piombo. La lapide è stata vandalizzata nella serata di ieri in via Modica, nel quartiere Barona di Milano, nel punto in cui Andrea, in servizio presso la Digos del capoluogo lombardo, venne assassinato. Un gesto che ha colpito un simbolo della memoria civile e che ha suscitato sdegno tra cittadini e istituzioni. Maurizio Campagna racconta di aver appreso dell’accaduto quasi per caso, attraverso la rete. “L’ho saputo tramite internet, leggendo un post che parlava della zona Barona”, spiega, auspicando ora che le indagini possano fare luce sull’episodio: “Speriamo che le telecamere del distributore di benzina lì accanto abbiano inquadrato cosa è successo”. Per il fratello dell’agente ucciso, colpire una lapide dedicata alle vittime del terrorismo rappresenta un gesto particolarmente grave. “Prendersela contro le lapidi delle vittime del terrorismo è una vigliaccata. Sono tutti eroi indistintamente, che fossero poliziotti o civili”, sottolinea, richiamando il valore di quei luoghi come strumenti di memoria, soprattutto per chi non ha vissuto quella stagione di violenza. “È qualcosa che resta per le persone che non hanno vissuto quell’epoca drammatica in Italia – spiega -. Era un periodo bruttissimo, ogni giorno c’erano omicidi, ferimenti, stragi. Tutto il Paese ne è stato segnato, soprattutto chi teneva alla democrazia”. Campagna ribadisce l’importanza di ricordare chi ha perso la vita in quegli anni: “È giusto che nel luogo in cui una persona ha lasciato la vita ci sia una lapide che ne ricordi il sacrificio. Tutte le persone morte per terrorismo sono eroi, sia negli attentati individuali sia nelle stragi. Hanno sacrificato la loro vita per qualcosa che non doveva esistere”. Un principio che, ricorda, trova ogni anno riconoscimento anche a livello istituzionale: “Il 9 maggio il Presidente della Repubblica commemora tutte le vittime del terrorismo al Quirinale. È importante che queste persone vengano ricordate”. Non si tratta, purtroppo, di un episodio isolato. In passato altri luoghi dedicati ad Andrea Campagna sono stati presi di mira. “Anni fa al Parco Andrea Campagna (ex Parco Teramo Barona) avevano imbrattato con una falce e martello rosso una lapide a lui intestata. Anche in quel caso il Comune intervenne subito”. Ora l’obiettivo è restituire dignità al luogo della memoria in via Modica: “Sicuramente il Comune, l’Anpi o noi familiari, provvederemo al ripristino al più presto - assicura -. Sono vigliaccate: se la prendono con monumenti che ricordano eroi”.
(Adnkronos) - "I dati Inail sugli infortuni ad ottobre 2025 evidenziano una situazione assolutamente preoccupante, con un incremento anche dei casi mortali e con un aumento a doppia cifra delle malattie professionali. E proprio su quest'ultimo aspetto l'Inca, il patronato della Cgil, cerca di aiutare i lavoratori a prendere coscienza dei danni subiti sul posto di lavoro". Lo dice, in un'intervista all'Adnkronos/Labitalia, Sara Palazzoli, del Collegio di presidenza Inca Cgil con delega 'danni alla persona'. (VIDEO) "I lavoratori - spiega - non hanno coscienza che i danni subiti alla propria salute possano avere una derivazione lavorativa e, quindi, i decessi che ne derivano non vengono conteggiati nell'elenco degli infortuni sul lavoro. Con le nostre categorie, insieme alle rsu in generale cerchiamo far conoscere ai lavoratori i rischi che può comportare alla salute, in termini d malattie professionali". "Le malattie osseoarticolari - sottolinea - sono le più facili da individuare e riconoscere, così come quelle del sistema nervoso. Poi però ci sono le neoplasie professionali e proprio qui che, come Inca, cerchiamo di dare maggiore consapevolezza ai lavoratori dei rischi a cui sono esposti, soprattutto a non sottovalutare i sintomi e risalire al fatto che quel tumore derivi direttamente dall'attività lavorativa svolta per molti anni". "Una volta individuata la causa professionale del tumore - continua Sara Palazzoli - cerchiamo di tutelare il lavoratore grazie ai medici convenzionati che sono nelle nostre sedi, che lo accolgono ed esaminano la situazione. Si avvia il percorso del riconoscimento della neoplasia professionale attivando quelle prestazioni che vengono riconosciute dall'Inail. Attraverso il riconoscimento della malattia professionale possiamo anche attivare la rendita per i familiari nel caso in cui il lavoratore venga a mancare". "Sono troppe - osserva - le sostanze cancerogene a cui i lavoratori sono esposti; prendiamo anche, ad esempio, l'esposizione ai raggi solari che può portare l'epitelioma cutaneo. Una causa che può interessare tutti i lavoratori che svolgono lavori all'aperto, non solo gli agricoli o gli edili, ma anche un vigile urbano ad esempio". "Ci sono poi - continua - le malattie professionali derivanti dall'esposizione alle polveri del legno e delle vernici, coloranti, pesticidi, cioè le sostanze sono ancora tante e noi dobbiamo mettere in campo la corretta tutela per le lavoratrici e i lavoratori che si ammalano di lavoro. I nostri medici, i medici dei Patronati sono nelle condizioni. Attraverso un percorso di conoscenza di attivare quella quel percorso adeguato per il giusto riconoscimento, dal momento che subisco un danno per il lavoro che io svolgo".
(Adnkronos) - "Fermiamo i botti di Capodanno, causa di shock e morte tra la fauna selvatica e di stress e panico tra cani e gatti domestici. Magari sostituendoli con opzioni a basso rumore oppure giochi di luci". Questa la richiesta del Wwf Italia in vista dei festeggiamenti di fine anno. I botti, spiega il Wwf, "provocano traumi, disorientamento, fughe caotiche e shock immediati negli animali selvatici, con conseguenze spesso mortali, ma anche effetti a lungo termine, come alterazioni comportamentali e danni al sistema riproduttivo. Causano panico, ansia e stress negli animali domestici. I botti in città possono danneggiare anche la vegetazione: le alte temperature e le scintille possono innescare incendi o provocare bruciature a chiome e tronchi di alberi, mentre i residui chimici ricadono sul suolo compromettendo la salute di alberi e aiuole urbane. A tutto questo si aggiunge un inquinamento atmosferico non trascurabile, per la presenza di metalli pesanti, particolato e perclorati". Da qui l'appello ai Comuni affinché "vietino, con una apposita ordinanza, i botti di Capodanno nel loro territorio, come Roma e altri Comuni hanno fatto negli ultimi anni, purtroppo con un livello di rispetto delle regole ancora troppo basso da parte dei cittadini". “Ogni inizio anno i notiziari ci raccontano di ferimenti e incidenti causati dai botti - dice Eva Alessi, responsabile Sostenibilità Wwf Italia - Le sofferenze degli animali difficilmente verranno raccontate ma sono ormai documentate. Basta vedere come reagiscono i nostri animali domestici, terrorizzati, con il cuore impazzito, mentre cercano rifugio sotto letti o tavoli. Ci vuole poco ad immaginare le conseguenze per la fauna selvatica. Per molti la fuga improvvisa si conclude con la morte. Come Wwf chiediamo ai Comuni di emettere con anticipo ordinanze di divieto di botti, petardi e fuochi pirotecnici, vigilando in anticipo per prevenire situazioni di pericolo”. Si stima - ricorda il Wwf - che ogni anno in Italia migliaia di animali muoiano a causa dei botti di fine anno. Di questi circa l’80% sono animali selvatici, soprattutto uccelli, tra cui rapaci che, spaventati, perdono l’orientamento e finiscono spesso contro ostacoli. Molti abbandonano improvvisamente il loro dormitorio invernale (alberi, siepi o tetti) e vagano al buio senza trovare riparo, morendo per il freddo a causa del dispendio energetico improvviso in una stagione caratterizzata da basse temperature e scarsità di cibo.