(Adnkronos) - "Porteremo avanti le nostre proposte cercando di dare voce ai piccoli Comuni sulla base della nostra Agenda Controesodo che arricchiremo con il confronto di questa due giorni. La nostra non è una battaglia di categoria, ma una scelta strategica per il futuro dei piccoli Comuni dove risiede il 16,4% della popolazione su un territorio pari a più della metà della superficie del Paese". Lo ha detto Alessandro Santoni, sindaco di San Benedetto Val di Sambro e coordinatore della Consulta piccoli Comuni Anci, nel suo indirizzo di saluto ai lavori degli Stati Generali dei piccoli Comuni che si sono aperti oggi a Roma al centro Congressi "La Nuvola". "È importante ritrovarsi insieme dopo qualche anno a confrontarci sui temi dei piccoli comuni ma anche per parlare dei progetti e delle sfide quotidiane che siamo chiamati ad affrontare", ha aggiunto Santoni. Che ha accennato all'Agenda controesodo "elaborata in questi mesi dall'Associazione con un confronto continuo, una piattaforma che ora si è arricchita con il percorso avviato con il progetto ‘Piccoli’, promosso dal Dipartimento della Funzione Pubblica e attuato da Anci. Un percorso che ci ha permesso di costruire un modello di accompagnamento strutturato e capillare, coinvolgendo oltre 1.500 enti su tutto il territorio". E grazie al quale "abbiamo nuovi elementi di conoscenza sui piccoli Comuni in settori specifici, come il personale e la finanza locale". Da parte sua Veronica Nicotra, segretario generale, ha ricordato che "Anci vuole continuare a dare il proprio supporto ai Comuni con attività di supporto mirate, sia sul versante degli investimenti che sul grande tema della strategia delle aree interne. Un tema di cui si parla da troppi anni con troppa convegnistica, mentre ora bisogna fare le cose". Come Anci ogni giorno "rappresentiamo una complessità, che ovviamente è ovvia tra il Comune medio grande e il piccolo comune, ma che sussiste anche tra i 5400 enti minori che hanno caratteristiche diverse che noi vediamo. Sentiamo il peso di rappresentare tale complessità e lo facciamo ovviamente nel rapporto quotidiano con i ministeri che colgo anche quest’occasione per ringraziare", ha evidenziato. Il segretario generale ha poi indicato due temi chiave per i piccoli Comuni, da portare avanti nel confronto con il governo. Sul personale "i Comuni non hanno soltanto la difficoltà di reclutare ma soprattutto di mantenere i dipendenti assunti: c'è un grande problema di scarsa attrattività dei livelli retributivi rispetto al resto della P.a. Un segnale è arrivato dal governo con il fondo statale di 150 milioni attivabile dal 2027 per provare a colmare il gap, ma è una goccia nel mare, resto convinta -ha aggiunto – che bisogna modellizzare gli organigramma dei Comuni per categorie demografiche per capire le esatte esigenze di ogni ente". Infine, sul versante dei bilanci: "Tutti i Comuni sono stati bravissimi nello spendere le risorse del PNRR e i piccoli Comuni hanno sostenuto il 27 per cento degli investimenti comunali, con una dinamica particolarmente significativa nei centri sotto i 1.000 abitanti. Dobbiamo dare continuità a questo modello in modo che si possa continuare ad investire sul territorio. Capisco i vincoli internazionali di finanza pubblica del nostro Paese, ma l’azzeramento del fondo per i piccoli Comuni è un grande errore cui per Anci bisogna porre rimedio", ha concluso. Infine, il capo Dipartimento della Funzione Pubblica Paolo Vicchiarello ha sottolineato il valore del progetto Piccoli che ha segnato un momento di forte collaborazione con Anci e che ha coinvolto circa mille enti. "I Comuni, in particolare quelli di minore dimensione sono la porta di accesso dei cittadini e rappresentano la parte centrale della nostra mission. Con questo progetto -ha spiegato – abbiamo provato a dare risposte concrete alle loro specifiche esigenze. Ma questo non è il momento di chiusura di un ciclo ma l’avvio di un confronto su temi con cui vogliamo rinsaldare la nostra collaborazione con Anci".
(Adnkronos) - Il Portale della genitorialità “sarà fondamentale per mettere a disposizione dei cittadini e delle famiglie tutti i servizi presenti sul territorio, integrando ciò che possiamo fare a livello centrale, come Governo, con quanto viene realizzato a livello regionale e territoriale. Rappresenta la sintesi di ciò che vogliamo ottenere: una reale facilitazione per i cittadini nell’accesso a tutte le informazioni e, quindi, a tutti i servizi disponibili”. Lo ha detto il ministro della famiglia, della natalità e le Pari opportunità, Eugenia Roccella, partecipando oggi, a Palazzo Chigi, alla presentazione del portale progettato dall’Inps che offre in un unico spazio digitale, accessibile anche da App, 40 prestazioni dell’Istituto di previdenza per la famiglia e i genitori e 300 servizi di altre Pubbliche amministrazioni. Un’iniziativa che mira a semplificare l’accesso a bonus, congedi e sussidi. La piattaforma è organizzata in 7 sezioni: Servizi Inps (personalizzati), Diventare genitori, Crescita bambina/bambino, Disabilità, Centri per la famiglia, Servizi di Prossimità (Vicino a te). “È particolarmente significativo che il portale sia stato costruito attorno agli eventi della vita, quindi in modo non burocratico ma basato sui bisogni reali delle persone e delle famiglie - fa notare il ministro - L’accesso ai servizi parte da ciò che accade lungo il percorso di vita, evitando di dover cercare di volta in volta il singolo intervento e permettendo invece di trovare, in modo integrato, le risposte legate ai propri bisogni. Il sistema sarà naturalmente aggiornato e migliorato nel tempo. Si parte già da una base articolata, solida e ben costruita, ma è previsto un dialogo costante con gli utenti, così da aggiornare i dati e migliorare progressivamente sia i servizi offerti sia le modalità di accesso”, conclude.
(Adnkronos) - “Un mercato unico europeo delle materie prime seconde, obiettivo centrale del Circular Economy Act europeo, è utile per eliminare gli ostacoli all’impiego di materiali riciclati in Europa e per promuovere un maggiore uso di materiali riciclati di qualità. Così si rafforzerebbe anche la filiera del riciclo italiana, frenando la concorrenza sleale, a basso costo e di minore qualità, di Paesi extraeuropei”. Così Edo Ronchi, presidente del Cen-Circular Economy Network, all'Adnkronos, in vista della definizione del Circular Economy Act, l’attesa normativa europea che punta ad accelerare la transizione verso un'economia sempre più circolare. "E' molto importante - osserva - il rafforzamento dello sbocco di mercato dei materiali provenienti dal riciclo: non basta riciclare i rifiuti, occorre che i materiali che si ricavano col riciclo siano venduti a prezzi remunerativi per le attività industriali di riciclo. Da un paio di anni, per fare un esempio, le plastiche riciclate incontrano grosse difficoltà sia di sbocco di mercato sia di prezzi, inadeguati, al punto da causare una forte crisi delle industrie del riciclo dei rifiuti in plastica", osserva Ronchi. Non solo. "Il secondo nodo della nuova iniziativa europea per l’economia circolare, il Circular economy Act, riguarda più precisamente la raccolta e il riciclo dei Raee (i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) per i quali è prevista una revisione ampia della direttiva europea vigente, visto che in Europa e in Italia siamo solo a meno della metà del target europeo del 65% di questi rifiuti raccolti, rispetto alle apparecchiature elettriche ed elettroniche vendute - spiega - Mentre abbiamo difficoltà e sosteniamo alti costi per l’approvvigionamento di diversi materiali critici, stiamo sfruttando molto poco in Europa le 'miniere' costituite dai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche che contengono importanti quantità di tali materie prime critiche e strategiche". Da qui le proposte del Cen che ha partecipato alla consultazione pubblica, chiusa nel novembre scorso, sul Circular Economy Act presentando un proprio position paper. “Per rafforzare la circolarità della nostra economia è bene alzare i target del riciclo dei rifiuti, ma non basta, l’Unione Europea deve occuparsi in modo più incisivo dello sbocco di mercato, della domanda e dei prezzi, delle materie prime seconde che si ricavano dal riciclo”, spiega Ronchi. “La misura vigente da anni, e rinnovata anche per il 2024 e per il 2025, di un utilizzo parziale del credito d’imposta per le imprese che utilizzano alcuni materiali riciclati e plastica compostabile, come ha osservato anche la Corte dei Conti, richiede una dotazione finanziaria ben più cospicua - aggiunge - Serve, in particolare per le plastiche riciclate, un intervento ben più consistente per ridurre i costi dell’energia e per valorizzare, con un sistema di crediti di carbonio e/o di certificati bianchi, i risparmi di energia e di emissioni di gas serra ottenuti grazie al riciclo, coprendo i costi di questi incentivi, che per avere un impatto dovrebbero impegnare almeno 200 milioni all’anno, con una quota dei proventi della plastic tax e/o utilizzando parte dei proventi generati dal sistema europeo di tassazione delle emissioni di carbonio (Emission Trading System)”. “Altre proposte, sempre nella direzione di rafforzare il mercato dei materiali generati col riciclo - continua Ronchi - dovrebbero incrementare l’utilizzo dei materiali riciclati negli appalti pubblici attraverso il Green Public Procurement: per esempio, facilitando, promuovendo e sostenendo l’impiego della plastica riciclata e della gomme degli pneumatici riciclati negli asfalti e il maggiore utilizzo nell’edilizia degli inerti provenienti dal riciclo dei materiali da costruzione e demolizione. Sarebbe importante anche assicurare quote obbligatorie di impiego di materiali riciclati nei prodotti: alcune norme in questa direzione sono già vigenti. Vanno applicate, estese e accompagnate da incentivi e sanzioni”. “Per i Raee dobbiamo raddoppiare le raccolte e, specie per i dispositivi elettronici, dobbiamo sviluppare una rete di moderni impianti di riciclo. Per arrivare a questi risultati è necessario rafforzare il coinvolgimento e la responsabilità estesa dei produttori di tali apparecchiature. I sistemi di raccolta vigenti dei Raee evidentemente non sono sufficienti: servono sistemi con punti di raccolta e di ritiro ben più diffusi e sistemi di restituzione incentivata. Le maggiori risorse per un tale cambiamento di sistema di raccolta si potrebbero ottenere ponendole a carico dei produttori, in alternativa, anche parziale, della tassa sui Raee non raccolti di 2 euro al kg che dovrebbe entrare in vigore a livello europeo dal 2028", conclude Ronchi.