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(Adnkronos) - "Devo scusarmi a nome mio e a nome dell'Iran con i Paesi vicini che sono stati attaccati dall'Iran". Le parole del presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, con l'annuncio dello stop agli attacchi contro i Paesi vicini, tengono banco durante l'ottavo giorno di guerra in Iran con i raid da parte di Usa e Israele. Fino a quando il presidente iraniano decide di intervenire su X per chiarire: "Non abbiamo attaccato i nostri Paesi amici e vicini; al contrario, abbiamo preso di mira basi, strutture e installazioni militari statunitensi nella regione". Pezeshkian rivendica il diritto di Teheran "di difendersi da aggressioni militari degli Stati Uniti e del regime sionista. Restiamo fermi fino all'ultimo respiro nella difesa del nostro Paese e resistiamo. Le operazioni difensive dell'Iran sono rivolte esclusivamente contro obiettivi e strutture che rappresentano l'origine delle azioni aggressive contro la nazione iraniana". Il presidente americano, Donald Trump, comunica che l'esercito americano ha affondato 42 navi della Marina iraniana negli ultimi tre giorni. "Questa è la fine della Marina", dice Trump, aggiungendo che gli Stati Uniti hanno anche "neutralizzato" l'aeronautica iraniana e interrotto le loro comunicazioni. Il presidente Usa motiva l'operazione congiunta Usa-Israele contro l'Iran, ribadendo che Teheran era vicina a ottenere armi nucleari: "Guardate il 7 ottobre e tutto il sangue versato negli ultimi 47 anni. Doveva essere fatto". Trump definisce quindi l'operazione militare in corso come "un favore che non stiamo fornendo solo al Medio Oriente, ma al mondo intero". Riguardo alle rivelazioni del Washington Post sulla base di informazioni di intelligence secondo cui Mosca starebbe passando a Teheran informazioni utili a colpire obiettivi americani nella regione, Trump commenta che "gli Stati Uniti non hanno indicazioni che la Russia stia aiutando l'Iran". Poi, a un giornalista che sull'Air Force One gli chiede se prenderà in considerazione l'invio di truppe di terra in Iran per proteggere i suoi impianti nucleari, il presidente risponde: "A un certo punto, forse lo faremo. Sarebbe una cosa grandiosa, ma al momento li stiamo solo decimando. Non ci siamo ancora impegnati, ma è qualcosa che potremmo fare più avanti". Ancora, parlando del raid di una settimana fa contro la scuola femminile di Minab, nel sud del Paese, nel quale sono rimaste uccise 168 studentesse e 14 insegnanti, dice: "Sulla base di quello che ho visto, è stato fatto dall'Iran". Un'affermazione rilasciata ai giornalisti che sembra contraddire le informazioni emerse nelle ultime ore, secondo cui sarebbero gli Stati Uniti i responsabili dell'attacco. La giornata è segnata da una nuova serie di forti esplosioni a Teheran, Gerusalemme e nei Paesi del Golfo. Raid americani e israeliani hanno avuto come obiettivo un deposito petrolifero a sud di Teheran, i primi contro le infrastrutture petrolifere iraniane dall'inizio della guerra. "Un deposito petrolifero a sud di Teheran è stato preso di mira dagli Stati Uniti e dal regime sionista", dichiara l'agenzia di stampa ufficiale Irna. Il deposito si trova nella zona vicino alla principale raffineria di Teheran, ma l'agenzia di stampa Irna riferisce che gli impianti della raffineria "non sono stati danneggiati durante gli attacchi". Altri tre depositi di petrolio nella parte occidentale di Teheran sono stati colpiti in serata dai caccia israeliani, conferma una fonte del ministero del Petrolio iraniano, citato dall'agenzia di stampa Fars, secondo cui sono stati colpiti i depositi nelle aree di Kuhak e Shahran a Teheran e nella vicina città di Karaj. I Pasdaran rivendicano un attacco alla base americana di Juffair, in Bahrain, sostenendo di aver così risposto a un raid su un loro impianto di desalinizzazione partito da lì. "In risposta all'aggressione dei terroristi americani dalla base di Juffeir contro l'impianto di desalinizzazione di Qeshm, questa base americana è stata immediatamente colpita da missili di precisione dei Guardiani della rivoluzione", riferiscono sul loro sito web. "Le forze armate hanno intercettato un attacco missilistico diretto contro lo Stato del Qatar", rende noto il ministero della Difesa dell'emirato. A Dubai una persona muore dopo che i detriti provocati dall'intercettazione di un proiettile lanciato dall'Iran finiscono sulla sua auto. Il presidente degli Emirati Arabi Uniti, lo sceicco Mohamed bin Zayed al-Nahyan, afferma, per la prima volta dall'inizio dell'operazione militare israelo-americana contro l'Iran, che il Paese si trova in "tempo di guerra". Lo riporta Haaretz. "Adempiremo al nostro dovere nei confronti del nostro Paese, del nostro popolo e dei residenti, che fanno parte della nostra famiglia - dice bin Zayed - Non siamo una preda facile. Abbiamo la pelle spessa e la carne dura". In giornata arriva anche la notizia che "l'erede designato in Iran, il figlio di Khamenei, è stato ferito ma a quanto pare è ancora vivo". A renderlo noto in un post su X è Amit Segal, giornalista dell'emittente israeliana Channel 12 e Ynet. Mojtaba Khamenei, il secondogenito della defunta Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, è considerato il favorito ad essere scelto come nuovo leader dall'Assemblea degli Esperti che si riunirà "nelle prossime 24 ore" per scegliere la nuova Guida Suprema iraniana, dichiara all'agenzia Fars un membro dell'Assemblea, l'ayatollah Mozafari. Khamenei non aveva mai indicato pubblicamente un successore. "Il loro obiettivo è la fondamentale disintegrazione dell'Iran", è l'accusa mossa a Stati Uniti e Israele dal capo del Consiglio supremo di sicurezza iraniano, Ali Larijani, in un'intervista alla tv di Stato. Larijani accusa inoltre gli Stati Uniti di cercare di replicare in Iran uno scenario simile a quello del Venezuela, dove la presidente ad interim Delcy Rodriguez ha iniziato a collaborare con gli americani, dopo la cattura di Nicolas Maduro e la minaccia di fare la stessa fine. "Penso che il problema più grande degli americani sia che non capiscono il contesto dell'Asia occidentale, specialmente l'Iran - afferma il capo del Consiglio supremo di sicurezza - La loro percezione era che sarebbe stato come in Venezuela, avrebbero colpito, preso il controllo e sarebbe finita, ma ora sono intrappolati". Poi interviene su X: "Mi è stato riferito che diversi soldati americani sono stati fatti prigionieri. Ma gli americani sostengono che siano stati uccisi in azione. Nonostante i loro inutili sforzi, la verità non è qualcosa che possono nascondere a lungo". A stretto giro la smentita del Comando centrale americano. "Le affermazioni del regime iraniano sulla cattura di soldati americani sono l'ennesimo esempio delle sue menzogne e inganni", dice un portavoce del Centcom citato da al Jazeera. Accuse agli Usa arrivano anche da parte del ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi: "L'apertura del presidente Pezeshkian alla de-escalation nella nostra regione, a condizione che lo spazio aereo, il territorio e le acque dei nostri vicini non vengano utilizzati per attaccare il popolo iraniano, è stata quasi immediatamente uccisa dall'errata interpretazione da parte del presidente Trump delle nostre capacità, determinazione e intenzioni". Se Trump cerca l'escalation, "è proprio ciò a cui le nostre potenti forze armate sono preparate da tempo, ed è proprio ciò che otterrà", minaccia il ministro, citando il rapporto dell'intelligence americana, secondo cui "la guerra all'Iran è destinata a fallire". Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, in un discorso in tv al termine dell'ottava giornata di attacchi contro l'Iran condotti insieme agli Stati Uniti, annuncia: "Abbiamo il controllo quasi totale dello spazio aereo iraniano". Israele "ha un piano organizzato con molte sorprese" per la prossima fase della guerra in Iran, "per destabilizzare il regime e rendere possibile un cambio", dice Netanyahu in un video, nel quale si rivolge ai Pasdaran: "Siete nel nostro mirino. Chiunque deponga le armi, non subirà alcun danno. Chi non lo farà, avrà il sangue sulla testa". "Non stiamo cercando di dividere l'Iran, stiamo cercando di liberarlo", afferma ancora il premier israeliano, sottolineando rivolto agli iraniani che alla fine "dipende da voi". "Il momento della verità si sta avvicinando", aggiunge. Netanyahu inoltre accusa i leader occidentali di essere "deboli e flaccidi", sostenendo che "molti Paesi ci stanno chiedendo di collaborare, perché vedono l'ipocrisia dell'Onu che non ha fatto nulla di fronte al massacro in Iran e vedono la debolezza e la mollezza dei leader occidentali". Secondo il premier israeliano, "il nostro successo nella guerra porterà non solo alla rimozione della minaccia nucleare e alla pace tra Israele e Iran, ma anche alla pace in tutto il mondo". E' di 8 morti il bilancio di raid israeliani nel sud del Libano. Lo riferisce il ministero della Sanità di Beirut, mentre l'agenzia di stampa nazionale libanese rende noto che una serie di attacchi aerei israeliani ha preso di mira più di 20 città e villaggi nel Libano meridionale. "Sei persone sono state uccise in un attacco aereo israeliano nella città di Kherbet Selm", riferisce il ministero della Sanità. Un secondo attacco ha ucciso almeno due persone a Kfar Rumman, vicino alla città di Nabatiyeh. In serata, un raid israeliano ha colpito una roccaforte di Hezbollah nella periferia sud di Beirut. Lo riferisce l'agenzia di stampa libanese Ani, secondo cui "un aereo da guerra israeliano ha condotto un attacco su Haret Hreik". L'esercito israeliano conferma su Telegram di aver "colpito infrastrutture di Hezbollah nel settore di Dahiyeh (la periferia sud), a Beirut".
(Adnkronos) - Dal 13 al 15 marzo l’area vacanze Valle Aurina ospita la 16ma edizione del Festival del Formaggio di Campo Tures, appuntamento che negli anni è diventato punto di riferimento per appassionati, addetti ai lavori e operatori del settore. Al centro della manifestazione il Graukäse della Valle Aurina, simbolo della tradizione casearia locale e protagonista di una nuova stagione di consapevolezza culturale e gastronomica. Il Festival è un evento plurale: incontro tra produttori, appassionati e professionisti. Per tre giorni il paese diventa un paradiso del formaggio, con degustazioni e acquisti da tutto l’arco alpino e da altre regioni europee. Accanto alle realtà locali partecipano caseifici italiani e internazionali, confermando il ruolo pionieristico della manifestazione. Il percorso di valorizzazione del Graukäse è oggi riconosciuto anche istituzionalmente: al Comune di Campo Tures è stata conferita la targa 'Città del Formaggio' da Onaf (Organizzazione nazionale assaggiatori di formaggi) per il ruolo centrale nella promozione e tutela della tradizione casearia della Valle Aurina. Il Graukäse è inoltre Presidio Slow Food dal 2004, a ulteriore conferma del suo valore storico, culturale e gastronomico. Un cammino culminato nel Gist Food Travel Award 2024 come miglior evento enogastronomico italiano, assegnato dal Gruppo Italiano Stampa Turistica. "Il valore culturale del Graukäse è cresciuto insieme alla consapevolezza dei produttori: la degustazione comparativa delle giornate autunnali è ormai un momento molto sentito. Non è più un formaggio consegnato in silenzio, ma offerto con orgoglio, perché rappresenta qualcosa di prezioso. Il Graukäse è un prodotto gastronomico di recupero: dal latte si usa la parte grassa per il formaggio duro e quella scremata per questo formaggio. Significa utilizzare la materia prima al cento per cento", afferma Martin Pircher, anima e coordinatore del Festival del Formaggio e figura di riferimento per la valorizzazione del Graukäse in Valle Aurina. Un modello che sostiene la vita nei masi più isolati della valle: "I produttori lavorano nei masi più lontani e creano lavoro dove altrimenti non ce ne sarebbe. Tenere viva questa produzione significa mantenere viva la montagna. Nel 2005 si vendeva a meno del costo del latte, circa 3,90 euro al chilo. Oggi il prezzo dignitoso permette anche ai giovani di vedere un futuro in questo mestiere", conclude Pircher. Durante l’intero week-end il Festival del Formaggio propone un programma articolato di degustazioni e approfondimenti con i 'Laboratori del Gusto', appuntamenti di circa 45 minuti, tradotti simultaneamente in italiano, guidati da relatori specializzati provenienti da tutta Europa. La kermesse vedrà la partecipazione di numerosi protagonisti italiani e internazionali, tra cui Tina Marcelli, Food Ambassador di Valle Aurina, accanto a chef e produttori provenienti anche da oltreconfine. Accanto agli incontri tecnici, spazio alla cucina dal vivo con la presenza di chef stellati e cuochi rinomati che si esibiranno in una cucina aperta al pubblico, mostrando tecniche, interpretazioni e nuove letture del formaggio. Presenza internazionale per l’edizione 2026 con Osteperler, accademia del formaggio norvegese. L’intero territorio partecipa alla manifestazione con le giornate delle specialità nei ristoranti aderenti, dove i menù vengono ampliati con piatti a base di formaggio. Come da tradizione, ampio spazio anche alle famiglie: il programma dedicato ai più piccoli prevede laboratori creativi e attività didattiche per scoprire storia e produzione del formaggio in modo coinvolgente. I bambini potranno partecipare alla preparazione di burro, mozzarella e dolci al cucchiaio, alternando momenti educativi ad attività ludiche nell’area a loro dedicata. Venerdì pomeriggio si inizia con un tiramisù all’arancia con mascarpone, sabato la giornata entra nel vivo: dalla lavorazione della mozzarella, alla scoperta del burro fresco appena sbattuto, fino ai laboratori dolciari guidati dal pasticciere Werner Oberhuber tra cioccolata calda, Topfenknödel, panna cotta e una scenografia di cioccolato con degustazione di formaggio ricoperto. Domenica il percorso continua con la centrifuga del latte per ottenere burro fragrante, attività creative nell’angolo dei bambini, mousse al cioccolato e ricotta con frutta preparata insieme, chiudendo la manifestazione con un’esperienza partecipata e conviviale.
(Adnkronos) - Nel corso dell’edizione 2026 di Key, l’Associazione di riferimento delle aziende italiane che promuovono, progettano, realizzano e facilitano gli interventi di efficienza energetica e generazione distribuita, AssoEsco ha organizzato un convegno dal titolo 'Misure e meccanismi per la transizione energetica post Pnrr: il ruolo delle Energy Service Company'. L’iniziativa ha rappresentato un momento di confronto tra associazione, istituzioni ed enti tecnici per fare il punto sui risultati conseguiti grazie al Pnrr, sulle criticità emerse in fase attuativa e sulle priorità strategiche per il futuro. Ad aprire i lavori è stato il presidente dell’Associazione Giacomo Cantarella che nella sua introduzione ha messo in evidenza come le Esco, anche in questa fase nuova post Pnrr, possano essere attori protagonisti e catalizzatori della transizione energetica. “Viviamo in un momento storico particolare - ha spiegato - sta venendo meno il rilevante supporto economico portato dal Pnrr, è cambiato velocemente il contesto geopolitico e sta cambiando la normativa di riferimento del settore. In questo contesto siamo fortemente convinti che non si debbano fare passi indietro nel percorso di transizione energetica, che rimane la via maestra per contrastare l’incremento dei costi energetici di imprese, cittadini e Pubblica Amministrazione. Il percorso di decarbonizzazione richiede integrazione tra efficienza, rinnovabili, elettrificazione e gestione dei rischi. In questo contesto le Esco rappresentano uno strumento strategico. Sottoscrivendo un Energy Performance Contract non si acquista tecnologia, ma un risultato energetico garantito, con assunzione dei rischi tecnici e finanziari da parte delle Esco. Per le imprese significa competitività e maggiore certezza su costi e performance; per la Pa, possibilità di realizzare interventi senza investimento iniziale, con sostenibilità di bilancio e continuità del servizio. Nella nuova fase post Pnrr servono meccanismi stabili che rendano la Esco un’opzione strutturale per abilitare interventi efficienti, finanziabili e con risultati garantiti nel tempo”. Il convegno è poi entrato nel vivo con l’intervento di Stefano Clerici, Consigliere Delegato di Agici, che ha presentato un’analisi sul 'Bilancio Pnrr e sfide 2026', offrendo una lettura dei principali impatti delle misure attuate e delle prospettive per il mercato dell’efficienza energetica e dei servizi energetici. A seguire, Antonio Beneduce, vicepresidente AssoEsco, ha illustrato il punto di vista dell’Associazione, soffermandosi sulla necessità di accompagnare il passaggio dalla fase straordinaria del Pnrr - che ha impresso una forte accelerazione alla transizione energetica - a una nuova fase fondata su strumenti stabili, in grado di assicurare nel tempo la sostenibilità degli interventi attraverso una più efficace integrazione tra incentivi pubblici e capitale privato. Il dibattito, moderato dallo stesso Beneduce, ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali ed enti tecnici, tra cui Luca Restaino del ministero delle Imprese e del Made in Italy, Fabrizio Penna del ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Enrica Cottatellucci del Gse e Francesca Hugony di Enea. Luca Restaino ha ricordato che l’iperammortamento resta uno strumento orientato all’efficienza energetica. Ha inoltre confermato che “le Esco potranno accedervi, anche se il decreto non lo specifica in modo esplicito”. Fabrizio Penna ha evidenziato come “il percorso di attuazione del Pnrr abbia prodotto risultati significativi, lasciando in eredità un metodo di lavoro solido e condiviso”. Un approccio che, secondo Penna, dovrebbe orientare e ispirare le future iniziative legislative. Enrica Cottatellucci ha evidenziato che le Esco rappresentano interlocutori ottimali, poiché “poter contare su soggetti che conoscono a fondo le peculiarità del settore costituisce un valore aggiunto che facilita la gestione delle criticità e favorisce il miglioramento dei processi”. Infine, Francesca Hugony ha illustrato le principali criticità della riqualificazione energetica degli edifici nel settore residenziale e nella pubblica amministrazione, anche alla luce delle evidenze raccolte da Enea, evidenziando le diverse peculiarità dei due ambiti. Ha inoltre richiamato “l’importanza degli sportelli unici territoriali: fondamentali per rafforzare la fiducia dei cittadini e facilitare i percorsi di intervento”. Durante il confronto è emersa la necessità di valutare l’efficacia degli strumenti adottati, intervenire sulle misure con limiti applicativi e rifinanziare, se opportuno, le linee più performanti, per garantire continuità agli investimenti e certezza agli operatori. In questo quadro, le Esco sono state individuate come interlocutori chiave per sostenere imprese e pubbliche amministrazioni nella realizzazione di interventi complessi e accelerare la transizione energetica post-Pnrr. L’incontro ha inoltre rappresentato un momento di dialogo per definire una roadmap condivisa, finalizzata a consolidare i risultati del Pnrr e a fronteggiare le sfide energetiche dei prossimi anni. In merito al Conto Termico 3.0, è stato chiarito che il blocco del portale comunicato dal Gse non costituisce una chiusura definitiva, bensì una sospensione temporanea. La misura consente al Gestore di effettuare le necessarie verifiche sulle domande pervenute e di programmare in modo efficace la ripartizione degli incentivi negli anni a venire.