ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - Le coperture vaccinali contro il meningococco B restano al di sotto degli obiettivi fissati dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale. "Oltre al picco di infezione al di sotto dell'anno, esiste un secondo picco di incidenza di questa infezione nell'adolescente e nel giovane adulto. Secondo gli ultimi dati di sorveglianza, l'80-90% dei casi di meningite meningococcica, in questa fascia, è determinato proprio dal sierogruppo B. Spesso si effettua il vaccino tetravalente per altri sierogruppi, ma resta scoperto quello B che", paradossalmente, "è però il più rappresentato". Lo spiega Martino Barretta, responsabile coordinatore Area vaccini e immunizzazioni di Fimp-Federazione italiana medici pediatri, alla vigilia dell'evento 'Vaccinando su e giù', organizzato per il 7 marzo da Fimp a Taranto, che si inserisce all'interno degli incontri formativi realizzati in tutta Italia per clinici e specialisti, dedicati alla prevenzione vaccinale in età pediatrica e adolescenziale. La meningite meningococcica, sottolinea Barretta, non è "una malattia frequentissima, ma le conseguenze possono essere drammatiche: la mortalità è del 10-15% e nel 30% dei casi si possono avere esiti invalidanti molto gravi". L'infezione si può prevenire con "un vaccino sicuro ed efficace, come evidenziato da numerosi studi". Eppure la copertura resta insufficiente. "Gli standard indicano che dovremmo superare il 90%. Purtroppo siamo circa 10 punti sotto, intorno all'80%. Significa che ogni pediatra di famiglia ha mediamente 20 bambini su 100 non protetti contro il meningococco B, una malattia grave, con conseguenze potenzialmente molto serie", ribadisce lo specialista. Alla criticità generale si aggiungono forti disomogeneità territoriali. "Ci sono differenze regionali molto importanti - afferma Barretta - Si passa dal 50% della Campania a poco più del 90% della Lombardia. Sono gap che devono essere assolutamente colmati". Inoltre, "non tutte le Regioni offrono gratuitamente e attivamente il vaccino contro il meningococco B agli adolescenti. Alcune lo hanno introdotto da anni, altre solo recentemente, ma ce ne sono ancora diverse che non lo offrono". A pesare è anche la percezione delle famiglie: "Molti bambini - osserva l'esperto - hanno effettuato i vaccini obbligatori, ma non quello contro il meningococco B che è fortemente raccomandato, ma non obbligatorio. Dobbiamo ridurre questo gap di consapevolezza". Per affrontare queste criticità, la Fimp ha avviato dei progetti formativi come 'Vaccinando su e giù', dedicato agli specialisti, ma anche 'Un saluto in salute', una sorta di passaporto vaccinale da consegnare al momento del passaggio al medico di medicina generale. "Ogni anno organizziamo un'iniziativa itinerante, andando anche nelle province più piccole, per discutere di vaccinazioni e del ruolo del pediatra nella promozione vaccinale", illustra Barretta descrivendo il progetto 'Vaccinando su e giù', per "essere pronti a dare risposte chiare ai genitori, spiegando l'importanza non solo dei vaccini obbligatori, ma anche di quelli raccomandati". Oltre alla formazione, i pediatri puntano a rendere più efficace il percorso vaccinale: "Durante ogni visita, soprattutto nei bilanci di salute, verifichiamo lo stato vaccinale. Stiamo lavorando anche con strumenti digitali per la chiamata attiva, così da informare le famiglie sulle vaccinazioni mancanti". Ma il passo ulteriore è la somministrazione diretta: "Con il 'Venerdì del vaccinando' formiamo i pediatri che vogliono vaccinare direttamente nel proprio ambulatorio. Accorciare la filiera significa fare counseling e, quando possibile, somministrare il vaccino nello stesso momento". Accanto alla formazione, è nato anche un progetto dedicato specificamente all'adolescenza, 'Un saluto in salute'. "E' un percorso di tutela globale della salute dell’adolescente - lo definisce lo specialista - Attraverso bilanci di salute e visite dedicate valutiamo lo stato complessivo e soprattutto quello vaccinale: meningiti, Papillomavirus e richiami previsti dal Piano nazionale". L’obiettivo è consegnare simbolicamente un 'passaporto di salute' per "proteggere il futuro dei nostri adolescenti da malattie gravi prevenibili con vaccini sicuri ed efficaci". Il progetto si inserisce nel delicato momento del passaggio dal pediatra al medico di medicina generale, che "generalmente avviene dopo i 14 anni, ma nella maggior parte delle regioni è possibile restare fino ai 16 - ricorda l’esperto - Stiamo lavorando per arrivare fino ai 18 anni, perché l'adolescenza è una fase critica che merita un'attenzione specifica. Creiamo un passaporto di counseling, ma puntiamo anche alla somministrazione diretta - conclude Barretta - Nel nostro ambulatorio c'è fiducia, c'è prossimità e possiamo usare un linguaggio adatto a ogni adolescente. E questo fa davvero la differenza".
(Adnkronos) - "La situazione è particolarmente complessa e ancora ampiamente in evoluzione, visto che ci troviamo di fatto ancora nella primissima fase di questa criticità geopolitica. I clienti sono tutti assistiti e monitorati costantemente, in attesa di consolidare corridoi aerei sicuri per il rimpatrio. Come tutte le altre principali associazioni di categoria, lavoriamo a stretto contatto con la Farnesina. L’esperienza pandemica ci ha insegnato a dialogare e collaborare tra tutti gli attori della filiera per trovare congiuntamente le migliori soluzioni possibili". Così Domenico Pellegrino, presidente di Aidit Federturismo Confindustria, l'organizzazione di categoria delle agenzie di viaggio, sulle condizioni dei turisti italiani rimasti bloccati nell'area del Medio Oriente dopo lo scoppio del conflitto con l'Iran. "Ci auguriamo che la situazione possa ritornare alla normalità in tempi brevissimi, in modo da non pregiudicare ulteriormente una stagione turistica che, fino a sabato scorso, si mostrava particolarmente positiva", conclude.
(Adnkronos) - Nel corso dell’edizione 2026 di Key, l’Associazione di riferimento delle aziende italiane che promuovono, progettano, realizzano e facilitano gli interventi di efficienza energetica e generazione distribuita, AssoEsco ha organizzato un convegno dal titolo 'Misure e meccanismi per la transizione energetica post Pnrr: il ruolo delle Energy Service Company'. L’iniziativa ha rappresentato un momento di confronto tra associazione, istituzioni ed enti tecnici per fare il punto sui risultati conseguiti grazie al Pnrr, sulle criticità emerse in fase attuativa e sulle priorità strategiche per il futuro. Ad aprire i lavori è stato il presidente dell’Associazione Giacomo Cantarella che nella sua introduzione ha messo in evidenza come le Esco, anche in questa fase nuova post Pnrr, possano essere attori protagonisti e catalizzatori della transizione energetica. “Viviamo in un momento storico particolare - ha spiegato - sta venendo meno il rilevante supporto economico portato dal Pnrr, è cambiato velocemente il contesto geopolitico e sta cambiando la normativa di riferimento del settore. In questo contesto siamo fortemente convinti che non si debbano fare passi indietro nel percorso di transizione energetica, che rimane la via maestra per contrastare l’incremento dei costi energetici di imprese, cittadini e Pubblica Amministrazione. Il percorso di decarbonizzazione richiede integrazione tra efficienza, rinnovabili, elettrificazione e gestione dei rischi. In questo contesto le Esco rappresentano uno strumento strategico. Sottoscrivendo un Energy Performance Contract non si acquista tecnologia, ma un risultato energetico garantito, con assunzione dei rischi tecnici e finanziari da parte delle Esco. Per le imprese significa competitività e maggiore certezza su costi e performance; per la Pa, possibilità di realizzare interventi senza investimento iniziale, con sostenibilità di bilancio e continuità del servizio. Nella nuova fase post Pnrr servono meccanismi stabili che rendano la Esco un’opzione strutturale per abilitare interventi efficienti, finanziabili e con risultati garantiti nel tempo”. Il convegno è poi entrato nel vivo con l’intervento di Stefano Clerici, Consigliere Delegato di Agici, che ha presentato un’analisi sul 'Bilancio Pnrr e sfide 2026', offrendo una lettura dei principali impatti delle misure attuate e delle prospettive per il mercato dell’efficienza energetica e dei servizi energetici. A seguire, Antonio Beneduce, vicepresidente AssoEsco, ha illustrato il punto di vista dell’Associazione, soffermandosi sulla necessità di accompagnare il passaggio dalla fase straordinaria del Pnrr - che ha impresso una forte accelerazione alla transizione energetica - a una nuova fase fondata su strumenti stabili, in grado di assicurare nel tempo la sostenibilità degli interventi attraverso una più efficace integrazione tra incentivi pubblici e capitale privato. Il dibattito, moderato dallo stesso Beneduce, ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali ed enti tecnici, tra cui Luca Restaino del ministero delle Imprese e del Made in Italy, Fabrizio Penna del ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Enrica Cottatellucci del Gse e Francesca Hugony di Enea. Luca Restaino ha ricordato che l’iperammortamento resta uno strumento orientato all’efficienza energetica. Ha inoltre confermato che “le Esco potranno accedervi, anche se il decreto non lo specifica in modo esplicito”. Fabrizio Penna ha evidenziato come “il percorso di attuazione del Pnrr abbia prodotto risultati significativi, lasciando in eredità un metodo di lavoro solido e condiviso”. Un approccio che, secondo Penna, dovrebbe orientare e ispirare le future iniziative legislative. Enrica Cottatellucci ha evidenziato che le Esco rappresentano interlocutori ottimali, poiché “poter contare su soggetti che conoscono a fondo le peculiarità del settore costituisce un valore aggiunto che facilita la gestione delle criticità e favorisce il miglioramento dei processi”. Infine, Francesca Hugony ha illustrato le principali criticità della riqualificazione energetica degli edifici nel settore residenziale e nella pubblica amministrazione, anche alla luce delle evidenze raccolte da Enea, evidenziando le diverse peculiarità dei due ambiti. Ha inoltre richiamato “l’importanza degli sportelli unici territoriali: fondamentali per rafforzare la fiducia dei cittadini e facilitare i percorsi di intervento”. Durante il confronto è emersa la necessità di valutare l’efficacia degli strumenti adottati, intervenire sulle misure con limiti applicativi e rifinanziare, se opportuno, le linee più performanti, per garantire continuità agli investimenti e certezza agli operatori. In questo quadro, le Esco sono state individuate come interlocutori chiave per sostenere imprese e pubbliche amministrazioni nella realizzazione di interventi complessi e accelerare la transizione energetica post-Pnrr. L’incontro ha inoltre rappresentato un momento di dialogo per definire una roadmap condivisa, finalizzata a consolidare i risultati del Pnrr e a fronteggiare le sfide energetiche dei prossimi anni. In merito al Conto Termico 3.0, è stato chiarito che il blocco del portale comunicato dal Gse non costituisce una chiusura definitiva, bensì una sospensione temporanea. La misura consente al Gestore di effettuare le necessarie verifiche sulle domande pervenute e di programmare in modo efficace la ripartizione degli incentivi negli anni a venire.