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(Adnkronos) - "Non volevo più vivere". Achille Polonara ospite oggi a Verissimo ha raccontato il periodo più buio della sua lotta contro la leucemia mieloide che lo ha colpito nel 2025. Accanto a lui, in ogni momento, la moglie Erika, presenza fondamentale nel suo percorso di rinascita. Il cestista azzurro si era sottoposto lo scorso 25 settembre al trapianto di midollo necessario nella sua battaglia contro la leucemia mieloide: "Ho avuto una piccola complicanza, ma le cose stanno andando meglio", ha spiegato. Nelle prossime ore dovrà tornare in ospedale per un intervento già programmato: "Mi metteranno un 'ombrellino' al cuore per un problema che i medici avevano notato durante il coma. Starò due giorni in ospedale, sarà un cosa semplice". Negli ultimi mesi, Polonara ha dovuto affrontare anche il dolore per la scomparsa del papà Domenico: "Ha sofferto parecchio, ha passato tanto tempo in ospedale, non ha mai mollato, ma ci ha lasciato due settimane fa. Sapeva della mia malattia, ha sofferto per questa mia situazione. È stata una guida per me, un papà molto presente purtroppo adesso non c'è più". Per l'atleta non si è trattata della prima battaglia contro il cancro: in passato aveva già affrontato una battaglia con un tumore al testicolo: "Avevo già perso i capelli. Mi auguro di avere meno sfortuna e un po' più di salute". Tra i momenti più drammatici, il coma e il risveglio, vissuto come una seconda rinascita: "Uscire dal coma è stato come rinascere di nuovo. Io ed Erika siamo ripartiti, ho ricominciato a sperare. Erika mi ha detto che aveva avuto di perdermi per davvero. Io avevo paura di addormentarmi dopo essermi risvegliato dal coma. Secondo molti dottori potevano essere le ultime ore di vita. Quando lei mi parlava io in qualche modo rispondevo, l'unica persona che è sempre stata con me". Dopo il risveglio, tuttavia, è arrivata una fase di profonda crisi: "Nell'ultimo periodo sono stato molto pesante, lei mi ha supportato e sopportato. Ho avuto le mie crisi, post coma in cui mi rifiutavo di bere e di mangiare. Lei mi spronava in qualsiasi modo". Il punto più basso, però è arrivato dopo la diagnosi di leucemia: "Non volevo più vivere". A scuoterlo sono state le parole della moglie: "Non puoi buttarti giù, non devi mollare. Devi farlo per i tuoi figli". E così è stato.
(Adnkronos) - "E' una bella botta per gli obiettivi che si poneva il Presidente e sicuramente l'agenda economica proposta dall'Amministrazione viene sconvolta perché le tariffe erano state utilizzate chiaramente in violazione dalle norme Costituzionali e quindi invocando uno stato di emergenza, ma di fatto servivano a degli obiettivi economici e politici di altro genere. Quindi vedremo adesso dei cambiamenti forti". Così, conversando con Adnkronos/Labitalia, l'economista Pietro Reichlin, sui possibili effetti della decisione della Corte Suprema che ha stabilito che il presidente Usa, Donald Trump ha violato la legge federale imponendo in modo unilaterale dazi globali. Per Reichlin, professore di Economia alla Luiss 'Guido Carli', innanzitutto "c'è da tenere d'occhio l'andamento del dollaro, probabilmente mi aspetto che ci sarà una discesa. Però immagino anche comunque con una situazione di turbolenza relativa sul mercato dei cambi. Poi vedremo". La decisione della Corte Suprema è arrivata quasi in contemporanea con l'annuncio della visita di Trump in Cina, in programma dal 31 marzo al 2 aprile prossimi. "Trump puntava ad andare in Cina -spiega Reichlin- evidentemente con ben altre aspettative. In questo momento credo che dovranno riflettere, l'Amministrazione dovrà riflettere su quello che dovranno fare con la Cina. Certamente la Cina è uno dei Paesi che aveva reagito in modo più duro all'aumento minacciato delle tariffe e questa resistenza della Cina ha poi prodotto il risultato che quelle tariffe si erano state già abbassate in maniera abbastanza forte. Però comunque l'uso delle tariffe da parte di Trump è parte della sua politica in questo momento. Se questo strumento è svuotato è chiaro che tutta la politica di Trump nei confronti dei partner commerciali dovrà un po' essere rivista", sottolinea l'economista. Ma per lo studioso ora la situazione è aperta a diversi scenari. "Adesso io non so prevedere che cosa succederà. Ma certamente il Presidente potrebbe utilizzare altri strumenti. Ovviamente forse nei confronti della Cina possono essere utilizzati degli strumenti commerciali che sono stati già utilizzati nel passato anche da Biden. Ma io penso che la conseguenza principale di questa decisione della Corte Suprema, piuttosto che con la Cina, sarà riguardo al Canada e tutti i Paesi partner commerciali con cui il governo non può invocare delle motivazioni che hanno a che fare con la sicurezza nazionale", conclude. (di Fabio Paluccio)
(Adnkronos) - Dai Giochi Invernali di Milano-Cortina "Portiamo a casa tutto. L'Italia è un grande paese non da oggi, ma da sempre e siamo riusciti a mettere in mostra quello che sappiamo fare bene". Nel medagliere "quattro anni fa eravamo undicesimi, oggi stiamo combattendo con Norvegia e Stati Uniti. C'è molta soddisfazione". Lo ha detto oggi il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, a margine della sigla del protocollo tra Coni e Conai per la sostenibilità degli eventi sportivi, oggi a Milano. "Stiamo vincendo tanto, e quando accade è un piacere mettersi il distintivo della squadra che vince. È questo che ci rende fieri e orgogliosi di rappresentare gli italiani e le italiane che ci seguono". "Noi avevamo un obbligo" a queste Olimpiadi "essere condannati a vincere". Ha continuato. "Stiamo strabiliando il mondo in tutto e per tutto - ha poi aggiunto Buonfiglio -. Tutto questo, per essere valorizzato, necessitava di tante vittorie ed è per questo che siamo condannati a vincere, per mantenere alta l'attenzione ed essere un modello da imitare". "Le atlete e gli atleti italiani si meritano le medaglie che stanno vincendo e nonostante le pressioni, il sistema sportivo Italia sta continuando a funzionare molto bene". "Non è facile perchè questa è un'ulteriore prova, ma quello che accadrà stasera è merito delle atlete". Ha con tinuato il presidente del Coni rispondendo a una domanda dei giornalisti che gli hanno chiesto se fosse possibile una tripletta d'oro per la pattinatrice Francesca Lollobrigida. "Le stesse batterie eliminatorie son odelle gare importantissime - ha poi aggiunto -. Non è come gareggiare in Italia, chi arriva qui lo fa per vincere e ogni batteria e semifinale richiede il massio impegno". Sull'ovale ghiacciato tutto può succedere: "Ci sono delle variabili da considerare, qualcuno che ti viene addosso o che vuole fare una scorrettezza". Ha concluso