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(Adnkronos) - "Non ho ucciso i miei genitori". Si è dichiarato non colpevole di due capi d'imputazione per omicidio di primo grado il figlio più giovane del regista Rob Reiner, celebre per il 'Harry ti presento Sally', e della fotografa Michelle Singer, uccisi a coltellate lo scorso 14 dicembre nella loro abitazione di Los Angeles. Nick Reiner, 32 anni, comparso oggi davanti alla Corte Superiore della Contea di Los Angeles, rischia l'ergastolo o la pena di morte in base alle aggravanti contestate dall'accusa. L'udienza preliminare è stata fissata per il 29 aprile. L'imputato resta detenuto senza possibilità di cauzione. Il procuratore distrettuale della contea, Nathan Hochman, aveva ribadito nelle scorse settimane la convinzione che una giuria di Los Angeles possa riconoscere Reiner colpevole "oltre ogni ragionevole dubbio". Al termine dell'udienza odierna, durata meno di dieci minuti, Hochman ha spiegato che l'iter processuale potrebbe richiedere tempo, anche in attesa del rapporto definitivo del medico legale e di eventuali perizie richieste dalla difesa. Le autorità non hanno ancora deciso se chiedere la pena capitale. La procura ha avviato una procedura di valutazione interna e ha incontrato i familiari della coppia per raccoglierne l'orientamento. Secondo fonti vicine alla famiglia, i parenti non sarebbero favorevoli alla richiesta della pena di morte. Nick Reiner era stato arrestato dagli agenti del Los Angeles Police Department poche ore dopo il ritrovamento dei corpi dei genitori nella loro casa. In documenti poi posti sotto sigillo su richiesta degli investigatori, l'autopsia ha indicato come causa del decesso "multiple ferite da arma da taglio". Il trentaduenne, che secondo quanto emerso avrebbe da tempo problemi di dipendenza e salute mentale, era rappresentato inizialmente da un legale privato prima che il caso passasse all'Ufficio dei difensori pubblici. La vicenda ha suscitato forte attenzione mediatica negli Stati Uniti anche per la notorietà di Rob Reiner, regista di numerosi successi cinematografici. Secondo quanto riportato dalla stampa americana, la sera dell'omicidio la coppia avrebbe dovuto partecipare a una cena con l'ex presidente Barack Obama e l'ex first lady Michelle.
(Adnkronos) - Si sta diffondendo spesso la notizia di furti dalle carte contactless effettuati con un pos. I ladri 2.0 avvicinerebbero il dispositivo alle tasche posteriori o alle borse delle vittime e ruberebbero attraverso micro-transazioni, che non necessitano del pin. Lo farebbero tra la folla, senza farsi notare. Ma è veramente possibile o è solo psicosi? A rispondere è l'Unione nazionale consumatori, nell’ambito del progetto 'Care – Conosci, scegli, proteggi' finanziato dal Mimit. I pagamenti contactless si basano sulla tecnologia Nfc, Near Field Communication. La comunicazione tra carta e pos, cioè, avviene quando sono molto vicini, a pochissimi centimetri di distanza. È il pagamento che facciamo quando appoggiamo la nostra carta al terminale senza inserirla. E' possibile, quindi, che un malintenzionato riesca ad avvicinare un dispositivo alla nostra carta senza che ce ne accorgiamo? Sì, ma la probabilità che l’operazione vada a buon fine non sembra essere così alta. A meno che il ladro non ci rubi il portafoglio ed entri fisicamente in possesso della carta contactless. Con questa potrebbe fare una serie di micro-transazioni, per cui non è richiesto alcun codice. I furti avverrebbero in luoghi affollati, come mezzi pubblici o code. Il ladro digita l’importo sul pos (di solito sotto i 50 euro, perché non serve inserire il pin) e lo avvicina alla tasca dei pantaloni o alla borsa. Sembra semplice, ma in realtà per riuscire a rubarci dei soldi in questo modo devono verificarsi una serie di condizioni. 1) Deve esserci una sola carta contactless nel portafoglio. Se ne abbiamo anche solo un’altra (la tessera della metropolitana o della palestra, il badge aziendale o la carta fedeltà del supermercato) il pos blocca l’operazione. 2) Non devono esserci oggetti metallici. Le monete nel portafogli o le chiavi nella borsa creano interferenza e disturbano il segnale. Bisogna fare tutto entro 30 secondi, il tempo per avere la conferma della transazione. Il pos deve essere vicinissimo alla carta. Se il portafogli non è nella tasca dei pantaloni o se la carta non è nello spazio più esterno, è troppo lontana. E' molto difficile, ma non impossibile. Meglio, quindi, adottare tutte le misure per non cadere in trappola. Come difendersi? Impostare le notifiche, via sms o dall’app della banca, anche per transazioni contactless di importo basso, per tenere sempre monitorate le spese. Se dovessimo ricevere la notifica di una transazione che non abbiamo fatto noi, potremo chiamare la banca e bloccare il pagamento. I ladri 2.0 confidano proprio nel fatto che la vittima non si accorga del furto. Esistono portafogli schermati, che hanno una barriera che isola le carte all’interno da letture indesiderate. L'Unc suggerisce quindi di usare il wallet sul cellulare. Sia con uno smartphone Android che Apple possiamo caricare lì le nostre carte e lasciare a casa quelle fisiche. Nessuno potrà autorizzare una transazione fraudolenta dal cellulare, perché questo ha bisogno di essere sbloccato con un pin o il riconoscimento facciale.
(Adnkronos) - Bper Banca ha aderito anche quest’anno all’iniziativa “M’illumino di meno”, la Giornata Nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili, istituita dal Parlamento con la Legge 34/2022. Per l’occasione, Bper ha spento le insegne del proprio Centro Direzionale di Modena e di 748 filiali sul territorio nazionale, ribadendo il proprio impegno verso la cultura della sostenibilità ambientale e delle tematiche Esg. L’edizione 2026, celebrata il 16 febbraio, ha portato con sé un messaggio innovativo: “M’Illumino di Scienza”, un invito a unire il risparmio energetico alla conoscenza scientifica per affrontare la crisi climatica. La riduzione degli sprechi energetici è un pilastro fondamentale nelle strategie di Bper. Nel quadro del proprio Piano Energetico al 2030, BPER ha pianificato diverse azioni di efficientamento che mirano a ridurre del 50,2% le emissioni dirette entro il 2030, in linea con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. “La conoscenza è la chiave per affrontare le sfide ambientali del nostro tempo”, dichiara Giovanna Zacchi, Head of Esg Strategy di Bper“. Partecipare a M’Illumino di meno significa non solo ridurre i consumi energetici, ma anche promuovere consapevolezza scientifica e responsabilità individuale. Vogliamo essere un punto di riferimento per famiglie e imprese nel percorso di transizione ecologica, offrendo soluzioni finanziarie che sostengano un futuro giusto e sostenibile. Il nostro impegno è chiaro: unire innovazione, competenza e attenzione per l’ambiente, contribuendo in modo concreto al raggiungimento degli obiettivi globali di sostenibilità”.