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(Adnkronos) - C'è la competizione sportiva. Dominante, con tanti momenti da ricordare per l'Italia Team a Milano Cortina 2026. E c'è poi una gara collaterale alle Olimpiadi, in cui non si vincono medaglie ma si possono stabilire record. È la corsa ai gadget più iconici dei Giochi Olimpici invernali. Dalle pins da collezione, come quella rarissima della leggenda del rap Snoop Dogg (inviato Nbc per il grande evento e coach onorario della nazionale Usa), alle mascotte Tina e Milo, ormai introvabili negli store ufficiali e anche sul web. Negli ultimi giorni di Olimpiadi, gli appassionati cercano di assicurarsi il cimelio più bello da piazzare in camera. Una fotografia del grande evento. Primo capitolo, ubi maior, dedicato alle pins. Da Milano a Cortina, passando per Bormio e Livigno, quella delle spillette è una tradizione che accompagna i Giochi Olimpici e Paralimpici estivi e invernali da decenni. Una passione che unisce atleti, giornalisti, appassionati e curiosi, tutti a caccia di un ricordo unico dell'evento a cinque cerchi. Le spillette, che arrivano a essere migliaia durante i Giochi, raccontano storie e curiosità. Simboli culturali, animali, tradizioni, mascotte. In una sorta di linguaggio universale, che colora i ricordi dell'esperienza olimpica. Oltre alle spille ufficiali di questa edizione dei Giochi, quelle degli sponsor e quelle che i vari Comitati Olimpici Nazionali distribuiscono agli atleti e alle atlete, a Milano Cortina esistono spille speciali. Come le pins di Snoop Dogg (tra le più ricercate) e dei tedofori. Chi ha accompagnato la fiamma olimpica nel suo viaggio ha ricevuto il ricordo speciale. Blu, con il logo di Milano Cortina 2026, realizzata con lo stesso diametro della Torcia 'Essential'. Un pezzo storico, da collezione. In edizione limitata. Su siti come Ebay, sono in vendita anche a 1500 euro. E non finisce qui. Perché da Bormio a Livigno, solo per restare in Valtellina, tanti locali si sono attrezzati sostituendo i classici salvadanai per le mance dei clienti con appositi raccoglitori. "Fateci un regalo. Lasciate qui le pins del vostro Paese". Un modo alternativo (ed efficace) per accaparrarsi il ricordo. (QUI IL RACCONTO) Discorso diverso per le mascotte, parte essenziale dei Giochi Olimpici dal 1968. Tina e Milo, quelle di questa edizione (prodotte e distrubuite dal brand italiani Trudi) sono ormai sold out. Introvabili pressoché ovunque, come visto tra Bormio e Cortina nei giorni scorsi, durante le presentazioni ufficiali con i campioni azzurri Deborah Compagnoni e Giorgio Rocca. Tina, che è il diminutivo di Cortina, è un ermellino bianco e rappresenta le Olimpiadi invernali, mentre il fratello Milo, diminutivo di Milano, color marrone, è il volto dei Giochi Paralimpici. Rappresentano le montagne italiane, simbolo di natura, avventura e sport. E un concetto: i Giochi sono di tutti e per tutti. Inoltre, mentre Tina è la sognatrice creativa che guarda al futuro, Milo è un simbolo di resilienza e inclusione. Nato senza una zampa, grazie alla sua notevole forza di volontà si aiuta con la coda per andare avanti e superare gli ostacoli. Tanti bambini arrivati alle Olimpiadi con i loro genitori (ma non solo) da giorni le cercano senza venirne a capo. Decine di appassionati si palesano nelle venue addirittura fin dalle prime ore del mattino, per cercare di mettere in piedi scambi con altri gadget a cinque cerchi, come i berretti con il logo delle federazioni. Le mascotte torneranno in vendita negli store ufficiali e anche sul web (dove sono però pre-ordinabili) in quattro taglie: M (la più grande), S, XS e XXS (versione portachiavi). Un'alternativa per ottenerle? Vincere una medaglia alle Olimpiadi. Facile facile. (di Michele Antonelli, inviato a Livigno)
(Adnkronos) - Costruire una cultura concreta delle pari opportunità nelle professioni tecniche, mettendo in dialogo istituzioni, mondo accademico e sistema produttivo. Con questo obiettivo l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano promuove 'Progetto donna', l’evento in programma il venerdì 20 febbraio 2026 a Palazzo Isimbardi, dedicato al tema dell’equità di genere nelle professioni tecniche e scientifiche e al rafforzamento della presenza femminile nei ruoli tecnici e decisionali. "Promuovere le pari opportunità nelle professioni tecniche significa rafforzare la qualità del sistema Paese. Come Ordine crediamo che valorizzare il talento femminile non sia solo una questione di equità, ma un fattore strategico per l’innovazione, la competitività e la sostenibilità del nostro settore. Il nostro impegno è costruire condizioni reali perché sempre più giovani possano scegliere e sviluppare carriere tecniche senza barriere culturali o strutturali", dichiara la presidente dell’Ordine degli ingegneri della Provincia di Milano, Carlotta Penati. Il tema della responsabilità misurabile sarà al centro dell’incontro. La parità non è un concetto astratto: è una struttura da costruire con metodo, strumenti, dati. Richiede scelte intenzionali, politiche efficaci e un cambiamento di paradigma nella cultura professionale. "Vogliamo concentrarci - prosegue la presidente Penati - sugli aspetti concreti. Trasformare il confronto in azione, promuovere proposte operative capaci di generare soluzioni strutturali, misurabili e durature. Abbiamo organizzato questo appuntamento perché crediamo nel valore della rete: la presenza di professioniste provenienti da ambiti diversi - tecnico, imprenditoriale e istituzionale - testimonia che la parità non è un tema settoriale, ma una responsabilità condivisa". L’evento - organizzato dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano e da Aidia-Associazione italiana donne ingegneri e architetti, sezione di Milano, in collaborazione con la Città Metropolitana di Milano - si aprirà con i saluti istituzionali della presidente Carlotta Penati, della presidente Aidia sezione Milano Giulia Fasciolo, del sottosegretario di Stato al Ministero dell’Istruzione e del Merito Paola Frassinetti, della deputata Lia Quartapelle, della consigliera di Regione Lombardia Chiara Valcepina, della consigliera del Comune di Milano Simonetta D’Amico e della consigliera delegata alle Politiche del lavoro, Politiche sociali e Pari opportunità della Città Metropolitana Diana De Marchi. I lavori entreranno nel merito delle sfide attuali con l’introduzione 'Perché parlare oggi di pari opportunità nelle professioni tecniche', affidata a Nella Carà, consigliera dell’Ordine degli ingegneri di Milano, e ad Amelia Lentini, consigliera dell’Ordine e componente della commissione Pari opportunità. Il confronto proseguirà con una tavola rotonda dedicata alle testimonianze dal mondo della ricerca, dell’impresa e delle infrastrutture, moderata da Carmelo Iannicelli, consigliere tesoriere dell’Ordine degli Ingegneri di Milano. Interverranno Amalia Ercoli Finzi, ingegnera aeronautica e professoressa onoraria del Politecnico di Milano, Anna Gervasoni, rettrice Liuc-Università Cattaneo e direttore generale Aifi, Francesca Pili, amministratore esecutivo e consigliere delegato Fnm, Sara Cattaneo, head of procure to pay process excellence and digitalization ABB, ed Emanuela Stocchi, presidente Piarc e direttrice generale ad interim Aiscat. La seconda sessione sarà dedicata al rapporto tra norme, politiche pubbliche e strumenti concreti di misurazione dell’impatto delle politiche di genere. Interverranno Diana De Marchi per la Città Metropolitana di Milano, Chiara Cormanni, presidente del Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di commercio Milano Monza Brianza Lodi, Costanza Gargano, presidente del Comitato Pari opportunità dell’Ordine degli avvocati di Milano, Cecilia Hugony, vicepresidente Assimpredil Ance delegata al Progetto Donne, e Francesca Zarri, presidente Assorisorse. La giornata si concluderà con un laboratorio dedicato alla costruzione di soluzioni operative e best practice, con l’intervento di Giampaolo Grossi, ceo di Giacomo Milano Group e public speaker. Aprire spazi, creare opportunità, offrire modelli e percorsi che rendano naturale - e non eccezionale - la presenza delle donne in posizioni apicali: 'Progetto Donna' si inserisce nel percorso dell’Ordine degli ingegneri della Provincia di Milano volto a promuovere inclusione, valorizzazione delle competenze e crescita sostenibile del settore tecnico, contribuendo allo sviluppo di un ecosistema professionale più equo, innovativo e competitivo.
(Adnkronos) - "Serve tutelare l’industria europea, rendendo possibile la sfida digitale e green e nel contempo aprire a nuovi mercati, per una chiara politica strategica". Lo afferma il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, a margine dell’evento 'L’Italia in Cantiere' organizzato da Legambiente. "Nel nostro Libro bianco mettiamo la duplice sfida della digitalizzazione e dell’economia green che si deve coniugare con il pilastro dell’economia strategica", sottolinea il ministro Urso."Dobbiamo bloccare l’esportazione dei rifiuti che contengono materie prime critiche. Il nostro Paese è nella short list per avere un deposito strategico di stoccaggio di materie prime". Il ministro ha poi precisato che probabilmente "sarà nel Nord Italia, per essere vicino ai porti, perché l’Europa è circondata da conflitti" e dunque è necessario garantire "un’autonomia strategica".