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(Adnkronos) - Giorgia Meloni riferirà in Parlamento sulla crisi in Iran. Ad annunciarlo oggi, giovedì 5 marzo, è stato Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento: ''Il presidente Meloni mi ha comunicato la sua disponibilità a riferire in Parlamento mercoledì 11 marzo'', ha detto in Transatlantico, "anticipando le comunicazioni del Consiglio europeo e allargandole alla crisi in Medio Oriente. Ho comunicato la notizia ai presidenti di Camera e Senato". Giorgia Meloni, nelle scorse ore, aveva già parlato della guerra in Iran. "Sono preoccupata da una crisi sempre più evidente del diritto internazionale e degli organismi multilaterali, che sta generando un mondo sempre più governato dal caos", ha detto la premier ai microfoni di Rtl 102.5, "era purtroppo prevedibile dopo l'anomalia totale di un membro del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che invadeva un suo vicino chiaramente più debole. Come abbiamo visto, la situazione è sempre più instabile e imprevedibile". La premier ha aggiunto di essere "ovviamente preoccupata per le possibili ripercussioni sull'Italia. Ovviamente noi stiamo lavorando su tutti questi fronti: intanto siamo in continuo contatto con i principali alleati, con i leader del Medio Oriente, e poi siamo impegnati soprattutto su tre fronti. E cioè lavorare sul piano diplomatico, anche attraverso questi contatti, per capire se ci siano i margini per una ripresa del negoziato sul nucleare iraniano. Obiettivo che però, dal mio punto di vista, è impossibile se l'Iran non smette di attaccare i Paesi limitrofi, i Paesi del Golfo, favorendo una de-escalation". Parlando delle ripercussioni della crisi iraniana sui costi dell'energia, Meloni ha affermato che "dobbiamo impedire che la speculazione faccia esplodere, anche ingiustamente, i prezzi dell'energia e i prezzi dei generi alimentari". "Faremo tutto quello che possiamo per non darla vinta alla speculazione. Io sono pronta anche, se necessario, ad aumentare le tasse alle aziende che eventualmente dovessero speculare, per rimettere i proventi sul taglio delle bollette", ha concluso la premier. Proprio l'intervento in radio di Meloni ha provocato una pioggia di critiche da parte delle opposizioni. Elly Schlein ha parlato di una situazione dai "risvolti imprevedibili, che rischia di allargarsi a livello globale e far tremare la fragile tregua a Gaza: Per questo oggi non basta riferire, serve una linea politica e doveva essere qui Giorgia Meloni in Parlamento a parlare al Paese che è preoccupato. Invece abbiamo un governo che non chiarisce la posizione dell'Italia", ha detto alla Camera la segretaria del Partito Democratico durante le dichiarazioni di voto sulle comunicazioni dei ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto. Anche il Movimento 5 stelle ha attaccato la premier: "Meloni scappa dal Parlamento e fa monologhi alla radio e su una crisi internazionale di tale portata manda i due ministri, della Difesa e degli Esteri, in Parlamento tra varie approssimazioni e ferie a Dubai", ha dichiarato Giuseppe Conte in un punto stampa davanti Montecitorio, "la realtà è che non abbiamo avuto ancora nessuna parola di condanna degli attacchi armati degli Stati Uniti e di Israele, che sono in violazione del diritto internazionale. Critiche sono arrivate direttamente dal Parlamento: ""Vi domandiamo, perché la presidente Meloni non è in aula e continua a fuggire dal Parlamento? E' inaccettabile", ha detto alla Camera il leader di Avs Angelo Bonelli, "Ci avete chiesto di essere responsabili, di lavorare insieme, ma unità su che cosa? Noi non vogliamo che l'Italia entri in guerra, voi state portando l'Italia in guerra. Noi non siamo d'accordo, no grazie". Sulla stessa linea il segretario di +Europa Riccardo Magi: "Meloni oggi manca di rispetto a quest'aula, venendo meno a un dovere politico in un momento in cui c'è una crisi internazionale dalle conseguenze gravissime, potenzialmente dilaganti e incontrollabili", ha detto intervenendo alla Camera, "Meloni non è qui perché non saprebbe cosa dire, Meloni non è qui perché questo governo non esprime un pensiero rispetto a quello che sta accadendo in questo momento: Meloni non sapeva che Trump avrebbe attaccato, come molti altri leader internazionali non lo sapevano, ma non sa neanche cosa Trump farà domani".
(Adnkronos) - Serve davvero un motivo particolare per scegliere una birra analcolica? Heineken risponde con un deciso no e ribalta il pregiudizio con '0.0 Reasons Needed', la campagna globale dedicata a Heineken 0.0, da oggi al via anche in Italia. In un’epoca in cui le abitudini di consumo stanno cambiando e la moderazione entra in modo sempre più naturale nei momenti di convivialità, il brand assume un ruolo centrale nel guidare l’evoluzione del segmento e contribuire a superare i pregiudizi che lo circondano. La campagna rivendica la libertà di scegliere, celebrando uno stile di vita equilibrato e consapevole. Non è questione di dover fare a meno di qualcosa, ma è una possibilità in più, da scegliere liberamente, quando e come si desidera. Firmata da LePub, la campagna - disponibile da oggi sulle piattaforme digitali e sui canali social del brand - smonta con ironia e leggerezza i più comuni automatismi legati alla scelta analcolica. Attraverso scene comuni di vita quotidiana, lancia un messaggio semplice e diretto: non serve alcuna ragione speciale per bere una Heineken 0.0, se non il piacere del suo gusto inconfondibile. Un progetto che celebra una nuova socialità senza limiti, rispondendo in modo concreto alle esigenze dei consumatori. Il nuovo spot, diretto da Hanna Maria Hendrich, gioca con uno degli stereotipi più diffusi: chi beve una birra analcolica viene immediatamente associato al ruolo del 'guidatore designato'. Con tono ironico mostra invece come la scelta di una Heineken 0.0 possa nascere semplicemente dal piacere del suo gusto rinfrescante e dal desiderio di godersi il momento, in totalità. Una narrazione che si inserisce in un cambiamento culturale più ampio e, come prima birra analcolica e leader della categoria, Heineken 0.0 si fa portavoce di un approccio aperto e libero da preconcetti. “In Heineken - commenta Michela Filippi, Marketing Director di Heineken Italia - lavoriamo da anni per ampliare le possibilità di scelta dei consumatori, contribuendo a rendere la moderazione un’opzione sempre più naturale e quotidiana. Oggi, vediamo chiari segnali di cambiamento: sempre più persone, soprattutto tra i più giovani, scelgono la birra analcolica per accompagnare la convivialità in diversi momenti, dal pranzo con gli amici alle pause in ufficio, fino all’aperitivo. Con ‘0.0 Reasons Needed’ vogliamo contribuire a questo cambiamento culturale, liberando le persone dal bisogno di giustificare le proprie scelte: che sia per una necessità o semplicemente per piacere, scegliere una Heineken 0.0 deve essere una questione di gusto". La campagna arriva in un momento di forte sviluppo e ridefinizione del segmento analcolico. Secondo una recente ricerca condotta da Heineken Italia in collaborazione con AstraRicerche nell’ambito della campagna Together, la birra analcolica è oggi una scelta sempre più diffusa e consapevole, soprattutto tra Genz e Millennials, tanto che più di 1 giovane su 3 (33,6%) la considera una valida alternativa alla birra tradizionale. Questa evoluzione si riflette anche nelle occasioni di consumo, sempre più ampie e trasversali: dalla socialità quotidiana, come aperitivi e cene, fino a momenti più funzionali come lo sport o il lavoro. Il 40,2% di Millennials e Gen Z dichiara di sceglierla prima o dopo l’attività sportiva, mentre il 13% la utilizza in vista di momenti importanti come esami, presentazioni o colloqui. La 0.0 entra così anche nei luoghi di lavoro: l’8,2% degli intervistati la consuma durante una pausa o un brainstorming. A guidare questa evoluzione è anche una crescente attenzione al gusto: per il 61% dei giovani italiani, infatti, il sapore è comparabile a quello della birra alcolica. Heineken 0.0 si conferma così protagonista di questa evoluzione, offrendo una lager analcolica dal gusto pieno e distintivo, pensata per accompagnare ogni momento della giornata senza rinunce. Con '0.0 Reasons Needed', il brand rafforza il proprio ruolo di leader della categoria e continua a promuovere una cultura del consumo più consapevole, inclusiva e libera da pregiudizi. Un impegno che valorizza la moderazione come scelta personale e sempre più parte della quotidianità.
(Adnkronos) - Agsm Aim diventa Magis e debutta con la nuova Brand Identity a Key 2026. “La nascita di Magis è il risultato di un percorso di ascolto profondo dei nostri stakeholder che ha confermato un legame autentico con i territori e una reputazione solida, costruita in oltre un secolo di storia - spiega Fabio Candeloro, direttore Market e Digital Transformation di Magis - È apparso però altrettanto chiaro il bisogno di un’evoluzione: il nuovo piano industriale richiedeva un brand capace di competere su scala nazionale con pragmatismo e visione”. Magis in latino significa 'più', ed è nato dal rimescolamento o, meglio, dallo svelamento, delle lettere contenute nel vecchio nome che era la somma di due sigle. Magis vuol dire anche 'oltre', 'verso il meglio', parla di progresso, ambizione e trasformazione. Prende per mano e accompagna dentro una nuova identità che nasce sulle fondamenta di oltre un secolo di storia. Il rebranding e la campagna di lancio sono stati affidati a Paolo Iabichino scrittore pubblicitario, direttore creativo e ideatore del concetto di 'Invertising' in un libro che è diventato un manifesto per un messaggio pubblicitario consapevole. “È stato come mettere le mani su un monumento - spiega Paolo Iabichino - Oltre cento anni di tradizione, per una realtà che è un vero e proprio bene comune per le comunità e i territori e che il rebranding doveva rispettare. Magis è la crasi perfetta di un nuovo brand che custodisce e protegge la tradizione e l’origine, ne usa gli stessi stilemi aggiornandoli all’interno di un linguaggio di marca più attuale e contemporaneo, pronto per le nuove sfide di mercato che il futuro offre a tutte le persone dell’azienda. Per il lancio ho scelto una campagna di comunicazione che privilegi le persone. Un brand come Magis che ha come obiettivo quello di accompagnare chiunque dentro la transizione energetica deve sentire il dovere e la responsabilità di metterci la faccia, facendo vedere i volti e le storie di chi porta l’energia dentro le case delle famiglie e delle imprese italiane”.