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(Adnkronos) - Alessandro Bastoni sarà squalificato dopo la simulazione in Inter-Juventus? Il difensore dell'Inter è stato protagonista dell'episodio che ha portato all'espulsione di Pierre Kalulu per doppia ammonizione nel big match di San Siro, vinto dai nerazzurri 3-2 e valido per la 25esima giornata di Serie A. Ma cos'è successo? Succede tutto al 42'. Kalulu, già ammonito, interviene su Bastoni che stava facendo ripartire l'azione nerazzurra e l'arbitro La Penna estrae immediatamente il secondo giallo e quindi il cartellino rosso. Le immagini però mostrano che il giocatore francese non colpisce il difensore dell'Inter, che si lascia cadere inducendo all'errore il direttore di gara. Bastoni, già ammonito, dopo il tuffo che poteva essere punito con un cartellino giallo per simulazione, esulta per il rosso 'inventato' ai danni di Kalulu. A completare il quadro, la decisione del tecnico nerazzurro Cristian Chivu all'intervallo: Bastoni, dopo l'episodio plateale, viene sostituito. Kalulu, che nel match di San Siro era già stato destinatario di un discutibile primo cartellino giallo per un'entrata su Barella, dopo il rosso ricevuto ha subito invocato l'intervento del Var dopo aver protestato in maniera veemente con La Penna: il Var però non può rimediare all'errore poiché il provvedimento disciplinare è un'ammonizione e non un'espulsione diretta. Confermata quindi, per forza di cose, la decisione di campo e l'ex giocatore del Milan è stato costretto ad abbandonare il terreno di gioco, lasciando in dieci la Juventus per i minuti finali del primo tempo e per l'intera ripresa. Ma cosa dice il regolamento? Il tuffo di Bastoni, per quanto plateamente antisportivo così come l'esultanza immediatamente successiva al rosso comminato all'avversario, non può essere punibile dalla prova tv. Secondo l'articolo 61 del Codice di Giustizia Sportiva infatti, non sarà possibile ricorrere alle immagini dell'episodio in quanto non ha portato all'espulsione diretta dell'avversario, ma a un'ammonizione, che però, essendo la seconda per Kalulu, ha provocato il rosso per il difensore francese. Nessuna possibilità di intervento inoltre nemmeno per l'esultanza che ha seguito il rosso a Kalulu, condannabile da un punto di vista di lealtà sportiva e rispetto degli avversari e dei valori dello sport, ma non a norma di regolamento. Al termine del primo tempo, Luciano Spalletti è andato a lamentarsi direttamente con l'arbitro La Penna. Un video che arriva dagli spalti di San Siro mostra Spalletti infuriato per la decisione del direttore di gara urlare: "Ci hai rovinato la partita", spalleggiato dalla dirigenza della Juventus. Giorgio Chiellini grida: "Non esiste una cosa del genere", e anche Damien Comolli si scaglia contro La Penna, tanto da essere spinto a forza via nel tunnel dallo stesso Spalletti. Nel post partita, Chiellini si presenta ai microfoni di Sky: "Non si può parlare di calcio, quello che è successo è imbarazzante. E' stato visto in tutto il mondo, bisogna cambiare subito", dice il dirigente bianconero invocando una svolta a livello arbitrale dopo una lunga serie di episodi a dir poco controversi. "Probabilmente da domani si cambierà il Var, ma non è accettabile che non ci sia un livello adeguato ad una partita del genere, questa è l'immagine che diamo del nostro calcio. A fine partita non abbiamo avuto modo di parlare con l'arbitro", dice Chiellini a Dazn. A difendere, nonostante le chiare immagini, la decisione dell'arbitro La Penna è stato invece Cristian Chivu. "Per me è un tocco leggero, ma è sempre un tocco", ha detto l'allenatore dell'Inter nel post partita. "Quando abbiamo subito noi torti leggeri ho insegnato ai miei giocatori a non mettere in difficoltà l'arbitro. È una sua decisione. Kalulu ha tutta l'esperienza necessaria e sa che in certe circostanze le mani bisogna tenerle a casa", ha continuato, "con un giallo sulle spalle io non avrei messo le mani addosso ad un avversario, soprattutto se anticipato e con un possibile contropiede aperto". Nell'immediato post partita, molti tifosi, soprattutto juventini, hanno parlato di “simulazione” e di comportamento antisportivo, sommergendo il profilo del difensore nerazzurro di insulti e commenti duri. Il dettaglio che ha fatto esplodere tutto? Proprio l'esultanza plateale del difensore nerazzurro proprio alle spalle di Kalulu a terra: gesto letto da tanti come provocatorio e antisportivo. L'immagine ha fatto il giro del web in minuti. Risultato: Instagram invaso da insulti pesanti ("simulatore", "schifoso", minacce vere e proprie). I commenti sotto i post sono stati poi limitati dai social media manager dell'Inter per arginare l'odio. Su X stessa musica: post al vetriolo da tifosi Juve e non solo, richieste di esclusione dalla Nazionale e commenti che hanno additato Bastoni come un "antisportivo cronico" o "il male del calcio".
(Adnkronos) - Grande partecipazione di manager, imprenditori e rappresentanti delle istituzioni al convegno 'Managerialità e sviluppo nelle pmi-leve concrete per la crescita del territorio', che si è svolto oggi pomeriggio presso la Camera di commercio Rieti-Viterbo, Sala Cunicchio. L’iniziativa, organizzata da Manageritalia Lazio, Abruzzo, Molise, Sardegna e Umbria, Federmanager Roma, Camera di commercio Viterbo e Federalberghi Viterbo ha rappresentato un momento di confronto qualificato sul ruolo strategico della managerialità quale leva determinante per la crescita e il rafforzamento competitivo delle piccole e medie imprese del territorio, sia sul mercato nazionale sia su quello internazionale. Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali di Tommaso Saso, presidente di Manageritalia Lazio, Abruzzo, Molise, Sardegna e Umbria - Giovanni Gualario, Vicepresidente di Federmanager Roma -Pier Luca Balletti, presidente Federalberghi Viterbo e Domenico Merlani, presidente Camera commercio Viterbo che hanno sottolineato l’urgenza di investire in competenze manageriali strutturate per sostenere l’innovazione, migliorare la governance aziendale e rafforzare la capacità di crescita delle pmi. “La managerialità - ha spiegato Tommaso Saso, presidente di Manageritalia Lazio, Abruzzo, Molise, Sardegna e Umbria - non è un costo, ma un investimento strutturale che consente alle pmi di crescere in modo solido, attrarre capitali, innovare e creare occupazione qualificata sul territorio. Per questo invito gli imprenditori laziali e in particolare quelli del Viterbese a cogliere l’opportunità rappresentata dai 5 milioni di euro di fondi messi a disposizione dalla Regione Lazio: i voucher per l’inserimento o il coinvolgimento di figure manageriali sono uno strumento concreto per rafforzare la competitività delle imprese e accompagnarle in un percorso di sviluppo concreto e sostenibile". “Come Federmanager Roma e come co-propositori del bando regionale a favore della managerialità nelle pmi per riteniamo che investire sull’inserimento di competenze manageriali qualificate sia una leva decisiva per accompagnare le imprese del territorio nei processi di crescita e innovazione”, commenta Giovanni Gualario, vicepresidente di Federmanager Roma. “Il settore alberghiero della Tuscia vive una fase di profondo rinnovamento: dopo i record del 2025, lavoriamo per consolidare il territorio come destinazione di alto valore per un turismo sempre più esigente. Una crescita che passa anche da una maggiore managerialità: competenze qualificate possono migliorare la gestione delle strutture e sviluppare servizi in linea con l’evoluzione del mercato, rafforzando competitività e qualità dell’offerta”, ricorda Pier Luca Balletti, presidente Federalberghi Viterbo. Al centro dell’incontro il tema del gap di managerializzazione che ancora caratterizza il tessuto produttivo italiano. Nel Lazio la presenza dei manager è cresciuta mediamente del 2,9% nell’ultimo anno, con dati positivi in quattro province su cinque. L’unica provincia in controtendenza è Viterbo, che registra un calo del -10%, con una contrazione che interessa entrambi i sessi: dirigenti uomini -11% e donne -7,6%. Il confronto ha evidenziato come il ritardo italiano non sia soltanto regionale ma strutturale: nel settore privato si registra infatti meno di un dirigente (0,9) ogni cento dipendenti, a fronte dei 2-3 dirigenti mediamente presenti in Germania, Francia e Spagna. Il divario si concentra in particolare nelle pmi: solo il 30% delle imprese familiari italiane si avvale di manager esterni, contro l’80% nei Paesi europei più avanzati e competitivi. Un gap non solo numerico, ma anche culturale, che incide sulla capacità delle imprese di strutturarsi, attrarre investimenti, affrontare con efficacia i mercati internazionali e governare le transizioni digitale, ambientale e organizzativa. Il convegno ha ribadito come lo sviluppo di una maggiore managerialità rappresenti oggi una priorità strategica per rafforzare il sistema produttivo locale e laziale in questa prospettiva è stato dedicato ampio spazio alla presentazione del bando da 5 milioni di euro della Regione Lazio, finalizzato al rafforzamento manageriale delle imprese laziali attraverso l’erogazione di voucher. Due le linee di intervento previste: voucher assunzioni, destinati a sostenere la nascita di contratti di lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato o determinato di almeno 12 mesi per l’assunzione di manager o quadri disoccupati al momento della presentazione della domanda da parte dell’impresa. Voucher Consulenze, finalizzati all’acquisto di consulenze specialistiche per attività manageriali all’interno dell’impresa, della durata di almeno 12 mesi. Il contratto di consulenza dovrà prevedere almeno 100 giornate di lavoro. L’ampia partecipazione conferma l’attenzione crescente verso un modello di impresa più evoluto, capace di integrare competenze manageriali qualificate all’interno delle pmi come fattore chiave di competitività, innovazione e sviluppo del territorio.
(Adnkronos) - Nel corso del 2025, grazie al progetto Buon Fine, l’iniziativa sociale, nata nel 2005, che trasforma le eccedenze di prodotti alimentari in risorse per le comunità locali con l’obiettivo di prevenire lo spreco alimentare e di valorizzare le eccedenze di prodotti ancora perfettamente idonei al consumo, ma non più commercializzabili, Coop Lombardia ha recuperato oltre 858 tonnellate di cibo, contribuendo alla distribuzione di 1.716.180 pasti, per un valore complessivo di 6.579.460 euro. (VIDEO) In occasione della 13esima Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, giovedì 5 febbraio, Bruno Ceccarelli, Responsabile delle Politiche Sociali e Comunicazione di Coop Lombardia, ha raccontato il tema dello spreco attraverso l’esperienza concreta della cooperazione di consumo: “Il progetto centrale di Coop Lombardia è ‘Buon Fine’, che dal 2005 ad oggi ha fornito milioni di pasti ogni anno - spiega - nell'ultimo anno, infatti, abbiamo raccolto oltre 850 tonnellate di prodotti alimentari, che hanno permesso di distribuire oltre 1,7 milioni di pasti”. Con il progetto ‘Buon Fine’, quindi, Coop si impegna nel recupero di “quei prodotti vicini alla scadenza, ma ancora utilizzabili, oppure di confezioni che possono essere state danneggiate, senza che sia stata intaccata, però, la qualità del prodotto e possono, quindi, essere donate ad associazioni che le trasformano in pasti, cibo e valore per chi si trova in difficoltà”. Tra gli obiettivi della Cooperativa c’è quello di contribuire alla crescita socio-economica delle realtà in cui è presente, favorendo la coesione sociale e la creazione di un benessere diffuso per l’intera comunità: “Coop è impegnata contro lo spreco alimentare lungo tutta la filiera attraverso la formazione dei propri dipendenti, ma anche pensando a iniziative come ‘Mangiami Subito’, che consiste nella vendita di prodotti ancora vendibili, ma che sarebbe utile vendere prima della scadenza - continua Ceccarelli - nonché cercando di prestare attenzione anche ai piccoli dettagli”. Con ‘Buon Fine’, Coop recupera quotidianamente prodotti ancora perfettamente commestibili, ma non più vendibili nei punti vendita - in quanto prossimi alla scadenza o con piccole imperfezioni - e li dona ad associazioni no profit, cooperative sociali, parrocchie ed enti caritatevoli presenti sul territorio, valorizzando il suo modello di solidarietà a km zero, riducendo al minimo le movimentazioni logistiche, limitando l’impatto ambientale legato al trasporto delle merci e favorendo una gestione efficiente e responsabile delle risorse. Queste organizzazioni utilizzano gli alimenti ricevuti per preparare pasti a favore di persone e famiglie in difficoltà, creando, così, una filiera virtuosa di solidarietà locale senza intermediazioni, che potrebbero generare nuovi sprechi: “Collaboriamo, infatti, con associazioni di grande spessore e dimensione come la Caritas, la Croce Rossa o Emergency, ma vi è anche una fitta rete di associazioni sul territorio, che raccolgono i prodotti recandosi direttamente al supermercato più vicino, riuscendo, pertanto, a portare solidarietà a chilometro zero in tutti i territori dove Coop Lombardia è presente”, conclude.