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(Adnkronos) - Delusione Ferrari nelle qualifiche del Gran Premio d'Australia. Oggi, sabato 7 marzo, il Mondiale di Formula 1 si è aperto ufficialmente con la super pole position conquistata da George Russell, seguito dall'altra Mercedes di Andrea Kimi Antonelli, a certificare un dominio evidente e un gap difficilmente colmabile per le avversarie. Charles Leclerc ha chiuso in quarta posizione (con un distacco di oltre 8 decimi dall'inglese), dietro la Red Bull di Isack Hadjar, mentre Lewis Hamilton ha finito settimo. A preoccupare è anche un problema nella gestione dell'energia, accusato già in Q2. E proprio il pilota monegasco non ha nascosto la sua delusione al termine delle qualifiche di Melbourne: "Avevo questa sensazione già ieri, mi sembrata tutto molto chiaro. Avrei detto 5 o 6 decimi di distacco dalla Mercedes, alla fine sono stati 8", ha dichiarato a caldo Leclerc, intervistato da SkySport, "ho pagato qualche problema non importante, ma con queste macchine appena si taglia un po' la potenza rischi di perdere decimi. È solo l'inizio e penso che tutti hanno chiuso le qualifiche in maniera non ottimale". Chiaro l'obiettivo per il Gran Premio di domani: "Abbiamo mancato il terzo posto di due decimi, andremo a cercarlo". Sulla stessa lunghezza d'onda il team principal Frederic Vasseur, il primo a riconoscere la superiorità, piuttosto netta fin da subito, delle Mercedes: "Questo primo giorno di scuola è stato piuttosto caotico", ha detto Vasseur a SkySport, "è stata una sessione difficile, anche con qualche errore ed è un peccato perché potevamo arrivare al terzo posto. La Mercedes è stata di un altro pianeta, dovremo fare passi avanti per poter lottare con loro".
(Adnkronos) - "A livello di business, per le aziende, ovviamente è tutto fermo. Ma in questo momento quello che ci preme è avere informazioni sulle persone, imprenditori, che operano con noi sul territorio iraniano, i nostri referenti. E purtroppo non abbiamo avuto risposta ai diversi messaggi inviati, le comunicazioni inevitabilmente non funzionano totalmente. E la preoccupazione è tanta". Così, raggiunto da Adnkronos/Labitalia, Giuseppe Zampini, presidente della Camera di commercio e Industria Italia - Iran & Paesi E.c.o. (Ccii), l'associazione imprenditoriale specializzata per l’internazionalizzazione delle imprese italiane in Iran e negli altri 9 paesi dell’Economic cooperation organization-E.c.o. (Afghanistan, Azerbaigian, Kazakistan, Kirghizistan, Pakistan, Tagikistan, Turchia, Turkmenistan e Uzbekistan), commenta quanto sta avvenendo in Iran in queste ore. "Sulle aziende, chiaramente, è tutto fermo. Le imprese che sappiamo essere interessate, si stanno chiedendo cosa fare anche per il nel futuro, sui loro possibili interessi nel Paese", spiega. Secondo Zampini l'aspetto più allarmante è che "Il vero problema che sta nascendo è complessivo sull'area, non soltanto in Iran. Dal punto di vista turistico, dal punto di vista dei viaggi, è tutto bloccato. Se uno dovesse andare in India partendo dalla Turchia, che giro fa? Perché tutta l'area è bloccata. Un problema che riguarda non solo il turismo, ma le imprese in generale, per chi vuole operare come imprenditori nell'intera area, al di là dell'Iran, appunto. In questo momento penso che gli effetti di questo attacco non siano stati ben considerati. Quindi ci sono delle considerazioni che in queste ore è difficile mettere a terra, se non l'effetto immediato di preoccupazione, dal punto di vista umano, e di questi imprenditori iraniani che sono interessati al nostro Paese e che non riusciamo a contattare", conclude.
(Adnkronos) - "Le Comunità energetiche rinnovabili si sono staccate dai blocchi di partenza, ora devono prendere velocità e conservarla”. Così Alfonso Bonafede, ex ministro della giustizia ed ora avvocato con una specializzazione nel settore, oltre che Membro laico del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria. “Non è poco - ha aggiunto partecipando al programma di incontri promosso a Key 2026 da Sgr Efficienza Energetica - perché abbiamo ora uno zoccolo duro di norme con interpretazioni consolidate. Ci sono altre leggi che stanno per essere emanate, tutte contengono chiari segnali del ruolo che le Cer rivestiranno a parer mio sempre più centrale nel sistema energetico nazionale". "Dobbiamo superare una riduzione di fondi legata al Pnrr ma, ad esempio, i fondi perduti vanno ora a comuni fino a 50mila abitanti, prima la soglia era 5.000. Infine, c’è una molla socioeconomica da considerare: la bolletta energetica è subìta in modo passivo dai cittadini, ma quando contiene elementi legati ai risparmi energetici determinati dalla partecipazione alla Cer, scatta una partecipazione diversa. Sarà una rivoluzione culturale. Le nuove norme parano di ‘diritto’ alla condivisione di energia elettrica da fonte rinnovabile e dobbiamo prenderci ognuno sulle spalle un pezzettino di questa transizione”, afferma.