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(Adnkronos) - 'Scherzi a parte', in onda ieri lunedì 2 marzo su Canale 5, ha vinto la la sfida del prime time con 3.588.000 spettatori e un il 26% di share. Secondo posto per Rai1 che con il viaggio culturale di Alberto Angela con Ulisse – Versailles in piano sequenza ha raggiunto 3.068.000 spettatori e attestandosi al 19.6% di share. Terzo posto per 'Lo Stato delle Cose' su Rai3 che ha interessato 1.150.000 spettatori e il 7,4% di share. Fuori dal podio troviamo 'La Torre di Babele' su LA7 che ha registrato 984.000 persone (5.1% share) mentre 'Io sono vendetta' su Italia 1 ha ottenuto 941.000 spettatori e il 5% di share. Seguono: Rai2 con 'Pattini d'argento' (646.000 spettatori, 3,7%); Rete 4 con 'Quarta Repubblica' (611.000 spettatori, 4.6% share); Tv8 con '4 Hotel', Nove con 'Enzo Tortora – Ho voglia di immaginarmi' (169.000 spettatori, 1% share). In access prime time vince 'La Ruota della Fortuna' su Canale 5 con 5.394.000 spettatori con il 24.9% di share mentre 'Affati tuoi' su Rai ha incollato allo schermo 5.271.000 spettatori e il 24.1% di share.
(Adnkronos) - "Dividiamo in due grandi gruppi le nostre applicazioni di Intelligenza artificiale. Quelle che riguardano la salute e sicurezza del luogo di lavoro, ovvero tutto ciò che serve per la prevenzione e tutto ciò che viene prima che avvenga un infortunio. Su questo naturalmente noi ci concentriamo in maniera particolare, perché è evidente che cerchiamo di evitare che accadano gli incidenti. E poi ci sono le applicazioni dell'Intelligenza artificiale in ambito protesico e riabilitativo, quindi purtroppo quando l'incidente avviene; tutto ciò che noi possiamo fare per far sì che possano essere restituite delle condizioni accettabili di vita ai nostri assistiti". A dirlo Fabrizio D'Ascenzo, presidente Inail, intervenendo all'evento 'Ia e lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità strategie, fiducia, regole, competenze', promosso dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali.
(Adnkronos) - “Lo stop della Commissione europea sul partenariato pubblico-privato è un tema rilevante perché taglia trasversalmente tutti i settori che lavorano con la pubblica amministrazione, dai servizi alle opere”. Lo ha dichiarato Gianluca Bufo, ceo e direttore generale del Gruppo Iren, intervenendo alla conferenza “Umanizzare il trilemma dell’energia” organizzata al Senato da Oliver Wyman e Wec Italia. Bufo ha ricordato che il Partenariato Pubblico-Privato è “uno strumento cross-settore che ha consentito al Paese di sviluppare economie e progettualità che spesso le amministrazioni, soprattutto territoriali, non hanno la capacità tecnica di strutturare autonomamente”. Non solo utility, ma anche strade, ferrovie ed efficienza energetica in ambito sanitario: “È sempre stato uno strumento industriale, applicato in ambito pubblico per portare competenze tecniche e tecnologiche”. Il numero uno di Iren ha citato anche il caso dell’idroelettrico in Piemonte: “Abbiamo fatto una mossa in anticipo sul rinnovo delle concessioni scadute nel 2010, affrontando tre anni di ricorsi. Dal 2010 continuiamo a garantire investimenti di manutenzione in una condizione ordinaria, ma non straordinaria”. La proposta di Ppp, ha spiegato, prevedeva anche di lasciare “una quota rilevante, il 25% dell’energia, a prezzi calmierati per il territorio”. Secondo Bufo, altri Paesi come la Spagna hanno individuato soluzioni alternative, ad esempio riconoscendo maggiore premialità al proponente in gara. “Non so se sarà applicabile in Italia, con un codice degli appalti molto articolato, ma una soluzione sul Ppp va trovata, perché non è mai stato uno strumento per facilitare l’amministrazione, bensì per portare progettualità e competenze industriali al servizio del pubblico”, ha concluso.