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(Adnkronos) - Scena tragicomica (con papera) in Atletico Madrid-Tottenham. Oggi, martedì 10 marzo, gli spagnoli ospitano gli Spurs nell'andata degli ottavi di finale di Champions League, in una partita che è stata segnata da un decisione rivelatasi decisamente sbagliata da parte di Igor Tudor, ex allenatore della Juventus oggi tecnico del club londinese. Tudor, che non sta vivendo un momento positivo in panchina, ha deciso di schierare tra i pali il portiere ceco Antonin Kinsky, 22 anni (ne compirà 23 tra tre giorni) e secondo portiere alle spalle di Vicario. Per questa partita però il tecnico croato ha scelto di mettere in panchina il nazionale azzurro per preferirgli proprio Kinsky, una scelta che non ha pagato. Il portiere ceco è sembrato da subito molto incerto, subendo tre gol nel primo quarto d'ora e rendendosi clamorosamente protagonista della terza rete dell'Atletico Madrid. Su un passaggio all'indietro di un compagno cerca di smistare il pallone a destra, ma liscia la sfera e finisce per servire Julian Alvarez, che a porta vuota fa 3-0. Risultato? La sua partita dura 17 minuti. Al suo posto viene inserito proprio Vicario, per la disperazione e i rimpianti dei tifosi del Tottenham. A difendere Kinsky sono arrivate le parole di David De Gea, portiere della Fiorentina: "Chi non ha mai fatto il portiere non può capire quanto sia difficile giocare in questo ruolo", ha scritto lo spagnolo, "tieni la testa alta e ci riproverai". Parlando a TNT Sports, anche Hart ha speso un pensiero per il giovane ceco: "Ho il cuore spezzato per lui", ha detto l'ex portiere in inglese, che in Italia ha giocato con la maglia del Torino, "ha avuto 14 minuti orribili, con quella scivolata e sul terzo gol. Non so cosa dire, ho il cuore spezzato per lui.
(Adnkronos) - Floky, pmi innovativa bresciana, è la prima azienda al mondo ad aver creato un manicotto biomeccanico su tessuto che riduce del 30% le vibrazioni sul braccio generate dall’impatto della racchetta con la pallina giocando a padel. La sua prima ricerca scientifica mai realizzata sul padel segna un nuovo standard per l’innovazione sportiva data-driven. Grazie a questo approccio, negli ultimi tre anni il fatturato dell’azienda è cresciuto di dieci volte, passando da 700 mila euro nel 2023 a 7 milioni nel 2025, con una presenza commerciale in oltre 55 Paesi nel mondo In effetti il padel è uno degli sport più praticati e in più rapida espansione al mondo: 1,5 milioni di giocatori in Italia, 20 milioni in Europa e 35 milioni a livello globale, ma alla crescita dei praticanti si accompagna però un aumento degli infortuni da sovraccarico dell’arto superiore: polso, gomito e spalla sono le aree più colpite, con epicondilite e tendinopatie tra le problematiche più frequenti e una media di 2,75 infortuni ogni 1.000 ore di gioco. "Per noi - osserva Marco Coffinardi, fondatore e ceo di Floky - era fondamentale avere una validazione oggettiva. I nostri prodotti poggiano sempre su basi scientifiche solide che forniscono evidenze misurabili. Studiamo il problema, progettiamo la soluzione su basi biomeccaniche e solo dopo realizziamo il dispositivo. E' un approccio ingegneristico, non estetico. Cuore del modello è la tecnologia brevettata Floky, che trasforma il tessuto in un dispositivo attivo capace di intervenire su prevenzione, recupero e performance". "Il valore - aggiunge Roberto Nembrini, co-founder e cso di Floky - risiede nel beneficio reale che i nostri prodotti generano. Beneficio che non è una promessa astratta, ma un parametro verificabile. Prevenzione degli infortuni, supporto biomeccanico, recupero più efficiente e miglioramento della performance sono dimensioni che Floky misura e valida attraverso studi e test. Quello che promettiamo si avvera. Ed è proprio questo il nostro principale driver di crescita".
(Adnkronos) - "Le Comunità energetiche rinnovabili si sono staccate dai blocchi di partenza, ora devono prendere velocità e conservarla”. Così Alfonso Bonafede, ex ministro della giustizia ed ora avvocato con una specializzazione nel settore, oltre che Membro laico del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria. “Non è poco - ha aggiunto partecipando al programma di incontri promosso a Key 2026 da Sgr Efficienza Energetica - perché abbiamo ora uno zoccolo duro di norme con interpretazioni consolidate. Ci sono altre leggi che stanno per essere emanate, tutte contengono chiari segnali del ruolo che le Cer rivestiranno a parer mio sempre più centrale nel sistema energetico nazionale". "Dobbiamo superare una riduzione di fondi legata al Pnrr ma, ad esempio, i fondi perduti vanno ora a comuni fino a 50mila abitanti, prima la soglia era 5.000. Infine, c’è una molla socioeconomica da considerare: la bolletta energetica è subìta in modo passivo dai cittadini, ma quando contiene elementi legati ai risparmi energetici determinati dalla partecipazione alla Cer, scatta una partecipazione diversa. Sarà una rivoluzione culturale. Le nuove norme parano di ‘diritto’ alla condivisione di energia elettrica da fonte rinnovabile e dobbiamo prenderci ognuno sulle spalle un pezzettino di questa transizione”, afferma.