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(Adnkronos) - Vittoria. Anzi, no. Dopo 17 giorni di guerra contro l'Iran, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump potrebbe essere vicino a dichiarare la vittoria. Ma mentre Washington può rivendicare il successo delle operazioni militari, resta aperta la vera incognita: come reagirà Teheran. "L'Iran è una tigre di carta", dice e ripete Trump. Con gran parte della Marina iraniana distrutta, una parte significativa dell'arsenale missilistico eliminata e diversi leader di primo piano uccisi, il presidente americano si è avvicinato agli obiettivi militari fissati all'inizio delle ostilità. "Abbiamo colpito 7000 obiettivi. L'Iran vuole trattare, ma secondo me non sono pronti. Non sappiamo nemmeno che sia il loro leader, non sappiamo se Mojtaba Khamenei sia vivo o morto", aggiunge descrivendo un quadro caotico che ostacola eventuali azioni diplomatiche. Il conflitto, in sostanza, è ancora lontano dalla soluzione reale. I risultati sul campo - sottolinea il Washington Post - non hanno ancora prodotto gli effetti politici più ampi più volte evocati dalla Casa Bianca, che rischia di trovarsi impelagata in una maratona dopo aver programmato una gara sprint o comunque un'operazione di respiro medio. Trump ha fatto riferimento ad un orizzonte temporale di 4-6 settimane: l'operazione Epic Fury è entrata nella terza settimana. Secondo l'iniziale calendario del presidente, nella migliore delle ipotesi si avvicina il giro di boa. Nella peggiore, dietro l'angolo c'è il rettilineo finale. Ma senza traguardo. Il bicchiere in tal senso è mezzo vuoto se si considera che gli Stati Uniti hanno utilizzato almeno una parte del proprio arsenale in un periodo di produzione limitata. Lo scorso anno, in particolare, gli Usa hanno aggiunto solo 96 sistemi Thaad antimissile e 57 missili Tomahawk: per ripristinare i livelli di sicurezza serviranno anni e miliardi. Questo sforzo, anche economico, non ha prodotto sinora il cambiamento radicale al vertice dell'Iran. Il regime di Teheran resta al potere e continua a mettere sotto pressione i mercati energetici globali ostacolando il traffico navale nello Stretto di Hormuz, il corridoio marittimo attraverso cui transitano petrolio e gas del Golfo. Secondo diplomatici e analisti, la leadership iraniana potrebbe ora essere ancora più determinata ad accelerare verso l'arma nucleare. L'Iran, infatti, mantiene il controllo di circa 440 chilogrammi di uranio altamente arricchito, una leva importante mentre Teheran cerca di resistere agli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele. Il paradosso rappresenta una sfida per Trump, che punta a chiudere rapidamente il conflitto mentre cresce la pressione nel suo stesso partito per tornare a concentrarsi sull'economia in vista delle elezioni di midterm. I prezzi della benzina sono saliti del 25% dall'inizio della guerra, gli agricoltori devono affrontare l'aumento dei costi dei fertilizzanti e cresce il numero dei militari americani caduti. Teheran ha inoltre dimostrato una notevole capacità di colpire le navi che tentano di attraversare lo Stretto di Hormuz, rendendo incerto se una cessazione unilaterale delle ostilità da parte di Washington sarebbe sufficiente a far scendere i prezzi dell'energia. "Abbiamo affondato tutte le loro navi", ribadisce Trump. Nello Stretto di Hormuz, però, basta un 'barchino' per piazzare una mina. E la giostra riparte. Secondo Suzanne Maloney, vice presidente e direttrice del programma Politica estera della Brookings Institution nonché esperta di relazioni tra Stati Uniti e Iran, esiste un divario tra i successi militari ottenuti sul campo e la capacità di Washington di neutralizzare davvero l'Iran come minaccia regionale. "Abbiamo avuto un enorme successo nel raggiungere specifici obiettivi militari, ma finché l'Iran può dettare la data di fine della guerra e mantenere comunque una strada aperta verso la capacità nucleare, è una catastrofe strategica", ha dichiarato. La morte della Guida Suprema, Ali Khamenei, ucciso nella prima ondata di attacchi il 28 febbraio, ha aperto una fase di forte incertezza. Il suo successore, il figlio Mojtaba, potrebbe avere calcoli diversi o non disporre dell'autorità necessaria per contenere le componenti più radicali dell'apparato di sicurezza. Secondo Brian Katulis del Middle East Institute, la guerra rischia anzi di avere l'effetto opposto a quello sperato da Washington. "Abbiamo colpito il regime ma, così facendo, abbiamo anche agitato un vespaio: l'Iran potrebbe diventare ancora più duro e radicale nelle sue posizioni", ha osservato.
(Adnkronos) - BolognaFiere rafforza la propria presenza sui mercati internazionali attraverso una nuova collaborazione con Informa in occasione dell’edizione 2026 del National Restaurant Association Restaurant, Hotel-Motel Show, in programma dal 16 al 19 maggio al McCormick Place di Chicago, tra i principali appuntamenti globali dedicati al settore foodservice. Per la prima volta all’interno della manifestazione verrà presentato il Padiglione Italian Wine, Spirits & Oil, uno spazio dedicato alla valorizzazione delle eccellenze italiane nel segmento beverage e dei condimenti gourmet, pensato per favorire l’incontro tra produttori italiani e operatori internazionali della ristorazione e dell’ospitalità. Il padiglione sarà ospitato nella Beverage Room, l’area della manifestazione dedicata alle soluzioni beverage per il mondo Horeca, offrendo ai professionisti del settore un accesso diretto a una selezione di prodotti premium italiani sempre più centrali nella definizione dell’identità e della qualità dell’offerta gastronomica contemporanea. "Gli operatori della ristorazione sono sempre più alla ricerca di ingredienti autentici e distintivi, in grado di arricchire i programmi beverage e valorizzare le proposte di menu", ha dichiarato Tom Cindric, President of Exhibitions di Informa Connect Foodservice Group. "Questo padiglione porta i prodotti premium italiani direttamente al centro della manifestazione, offrendo ai buyer uno spazio dedicato e facilmente accessibile per individuare nuove soluzioni e opportunità di approvvigionamento", ha continuato. Il Padiglione Italian Wine, Spirits & Oil presenterà una selezione di prodotti ampiamente utilizzati nei moderni programmi di foodservice, tra cui aperitivi, bitter, digestivi, aceti speciali e oli extravergine di oliva di alta qualità, ingredienti sempre più richiesti per la mixology contemporanea, la ristorazione creativa e le applicazioni gastronomiche di alto livello. La sezione degli amari è realizzata in collaborazione con la Fiera dell’Amaro d’Italia, mentre per i condimenti BolognaFiere si è avvalsa della collaborazione di EVOLIO Expo (Senaf/Fiera del Levante). Molte di queste produzioni rappresentano eccellenze difficilmente reperibili con continuità sui mercati internazionali, soprattutto per gli operatori alla ricerca di prodotti autentici, di qualità certificata e fortemente legati ai territori di origine. La concentrazione di queste categorie all’interno della Beverage Room consentirà ai professionisti della ristorazione di orientarsi con maggiore efficacia tra le proposte espositive, facilitando la scoperta di nuovi prodotti e semplificando i processi di sourcing. "Siamo orgogliosi di poter ampliare la collaborazione internazionale con il nostro partner e socio Informa nel settore dell’horeca. Attraverso questa iniziativa creiamo un ponte diretto tra l’eccellenza produttiva italiana e uno dei mercati foodservice più dinamici al mondo", ha dichiarato Antonio Bruzzone, ceo di BolognaFiere Group. "Portando a Chicago alcuni tra i più rappresentativi produttori italiani, offriamo ai buyer internazionali un contesto professionale in cui scoprire la qualità, la storia e la cultura del beverage e dei condimenti italiani, anche attraverso momenti di degustazione e approfondimento pensati per una valutazione tecnica dei prodotti", ha continuato. Il nuovo Padiglione Italian Wine, Spirits & Oil si inserisce nella strategia del National Restaurant Association Show di sviluppare aree tematiche sempre più specializzate all’interno della manifestazione, facilitando percorsi di sourcing mirati e creando opportunità di business ad alto valore per espositori e buyer. Ulteriori dettagli sugli espositori partecipanti e sul programma delle attività del padiglione saranno annunciati nelle prossime settimane. Per maggiori informazioni e per registrarsi al National Restaurant Association Show 2026: www.nationalrestaurantshow.com
(Adnkronos) - Tre giornate di grande esposizione, incontri, confronti e interlocuzioni per tracciare la nuova direzione del futuro energetico globale. Key - The Energy Transition Expo, l’evento di Ieg (Italian Exhibition Group) di riferimento in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo sulla transizione energetica, si è chiuso oggi alla Fiera di Rimini. Le presenze totali sono cresciute del 10%, con quelle estere in aumento del 9% e una forte presenza di investitori. Su 125mila metri quadrati lordi di superficie espositiva e 24 padiglioni, oltre 1.000 brand espositori, di cui 320 internazionali, con prodotti, soluzioni e tecnologie innovative nei sette settori della transizione energetica. Presenti 530 hosted buyer e delegazioni da 59 Paesi, coinvolti grazie al supporto dell’Agenzia Ice e del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci); 412 i giornalisti accreditati da tutto il mondo. La manifestazione, inaugurata mercoledì 4 marzo dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, ha valorizzato competenze industriali e tecnologiche europee e non. Con i suoi 160 convegni, Key 2026 si è confermato uno degli eventi più importanti in Europa sull’energia, differenziandosi per la completezza dell’offerta espositiva e di contenuti. Fra questi, l’importanza dell’efficienza energetica per la decarbonizzazione, lo storage e l’uso dell’Intelligenza Artificiale per ottimizzare le reti elettriche, prevedere la produzione di energia da fonti rinnovabili e gestire flussi energetici in tempo reale. Una piattaforma che ha unito innovazione tecnologica e finanza, favorendo il dialogo fra ingegneri, sviluppatori di tecnologie, investitori e istituzioni con l’obiettivo di rendere bancabili i progetti e accelerarne la realizzazione, riducendone il rischio. Tra le richieste emerse da associazioni e industrie, anche la necessità di aumentare la flessibilità della rete e adottare regole certe che favoriscano investimenti e competitività per trasformare la transizione energetica da orizzonte a realtà. Grande attenzione al tema della finanza, ai nuovi modelli finanziari e di investimento e ai capitali per la realizzazione dei progetti rinnovabili e agli strumenti innovativi per controllare i costi dell’energia, come nuove forme di finanziamento, green bond, obbligazioni per progetti sostenibili e modelli partecipativi che coinvolgono cittadini, imprese e comunità. Innovazione e green jobs sono stati al centro dell’Innovation District, con 32 Start-up e Pmi innovative e con l’iniziativa Green Jobs&Skills che ha favorito l’incontro fra domanda e offerta di lavoro nell’ambito della sostenibilità. Il Premio Innovation Lorenzo Cagnoni è stato consegnato a sette Start-up e alle sette aziende espositrici di Key per i loro progetti più innovativi, una per ogni categoria merceologica della manifestazione. In concomitanza, si è svolta una nuova edizione di Dpe - International Electricity Expo, la manifestazione dedicata all’ecosistema della generazione, trasmissione, distribuzione, sicurezza e automazione elettrica, organizzata da Italian Exhibition Group in collaborazione con l’Associazione Generazione Distribuita - Motori, Componenti, Gruppi Elettrogeni federata Anima Confindustria - e Federazione Anie - che nel sistema Confindustria rappresenta le imprese attive nelle filiere dell’Elettrotecnica e dell’Elettronica e i General Contractor industriali. Martedì 3 marzo al Palacongressi di Rimini, Key è stata anticipata da una nuova edizione di successo di Key Choice - Unlock the future of Ppa, l’evento B2B di KEY - The Energy Transition Expo, organizzato da Italian Exhibition Group in collaborazione con Elemens e dedicato ai Power Purchase Agreement.