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(Adnkronos) - Il governo spagnolo ha approvato il decreto per regolarizzare circa mezzo milione di migranti senza documenti. Nell'annunciare la misura in una lettera, pubblicata oggi sui social, il premier spagnolo Pedro Sanchez impegnato oggi nella sua visita ufficiale in Cina. Lettera in cui ha spiegato che con l'approvazione del decreto "inizia il processo straordinario di regolarizzazione di persone che vivono nel nostro Paese" senza documenti. Rispondendo poi alle domande di giornalisti durante una conferenza stampa a Pechino, Sanchez ha esortato i Pp ad appoggiare la misura, seguendo le indicazioni in materia di migranti della Chiesa cattolica, e di mostrarsi coerenti con misure analoghe adottate in passato da governi guidati dai popolari spagnoli. Il premier socialista ha infatti ricordato che il processo di regolarizzazione è stato domandato "da diversi attori che, cercatamente, non hanno poco o niente da vedere con il governo spagnolo". "Sto parlando della chiesa cattolica, sto parlando di attori sociali, dei datori di lavoro, che ci hanno chiesto di riconoscere i diritti delle persone che già stanno vivendo da noi e stanno lavoranno o potrebbero lavorare con imprese - ha continuato Sanchez - perché hanno bisogno di manodopera per continuare a crescere e per continuare in questa direzione di intensa creazione di posti d lavoro in cui stiamo andando in Spagna". Sanchez ha poi sottolineato come l'immigrazione stia contribuendo "in maniera molto positiva" alla crescita economica, la creazione di posti di lavoro e "a tenere i conti della Sicurezza Sociale più sani possibili per la pensione dei pensionati di oggi" e anche per quelli del futuro. Perché, ha ricordato, la Spagna "come tutte le società occidentali" sta soffrendo un inverno demografico, e questo si deve affrontare "in due modi, che non sono incompatibili". "La prima con le politiche per la famiglia che questo governo, per esempio, l'estensione dei permessi di paternità e maternità e due con politiche di immigrazioni regolari e questo anche sta facendo il governo", ha aggiunto, concludendo che quindi la sanatoria che il suo governo si accinge a varare ha un grande sostegno "sia dal punto di vista economico, sociale e religioso". Infine Sanchez ha ricordato che l'ex presidente del governo popolare, José María Aznar, "ha regolarizzato mezzo milione di migranti senza documenti". Il provvedimento si rivolge a tutti i richiedenti protezione internazionale che hanno presentato domanda entro il 31 dicembre 2025, indipendentemente dal fatto che sia stata respinta o meno. Per quanto riguarda i migranti economici, si applicherà a coloro che si trovano in Spagna dal 31 luglio, o che possono dimostrare un soggiorno minimo di cinque mesi entro 31 dicembre 2025. Le domande di regolarizzazione dovranno essere presentate entro il 30 giugno e si prevedono tre mesi per l'elaborazione delle richestie, mentre già con la semplice accettazione della domanda, che arriverà entro 15 giorni dalla data di presentazione, le persone potranno iniziare a lavorare in modo regolare.
(Adnkronos) - L’aumento dei costi di produzione legati alla crisi del Golfo in Iran minaccia anche la mozzarella di bufala campana Dop. I produttori stanno subendo incrementi significativi in ogni passaggio della filiera e l’allarme cherosene negli aeroporti mette a rischio anche l’export della Bufala Campana, che vale il 35% della produzione. Sono questi i nodi affrontati dal consiglio di amministrazione del Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana Dop, riunitosi ieri per discutere della nuova emergenza. I numeri per la filiera sono allarmanti: logistica, materiali per confezionamento ed energia rappresentano le voci principali degli aumenti, con il record del gas, che ha registrato un picco di incremento di quasi il 70%. La somma di tutti questi costi impoverisce la filiera, che rischia il collasso, stretta tra le difficoltà produttive e il caro-carrello per le famiglie. Inoltre, il clima di incertezza rispetto agli scenari internazionali danneggia ulteriormente gli imprenditori del comparto, frenando progetti e generando instabilità. Il comparto della Dop aveva chiuso il 2025 in positivo, con una crescita del 3,35%, pari a 57.584 tonnellate prodotte di mozzarella di bufala campana Dop. “Tutti gli sforzi di crescita fatti finora sono vanificati da questo nuovo fronte di guerra, che ci preoccupa molto seriamente, innanzitutto per il carico di vittime, ma anche per i risvolti economici. Servono interventi mirati e urgenti per poter continuare a produrre. Occorre difendere il Made in Italy di successo nel mondo. Invece, i rischi sui rifornimenti degli aerei in alcuni scali mettono in difficoltà anche il nostro sistema dell’export, soprattutto verso i Paesi oltreoceano, come gli Usa, dove già scontiamo i dazi di Trump”, commenta il presidente del Consorzio di tutela, Domenico Raimondo. “E' necessario un dialogo nuovo, in particolare con la distribuzione per evitare scelte al ribasso, che minano la competitività della nostra Dop. L’aumento dei costi di produzione incide lungo tutta la filiera, dunque, non ci dovremo sorprendere se nelle prossime settimane assisteremo a un rialzo dei listini, con l’obiettivo di continuare a garantire la qualità e la distintività della mozzarella di bufala campana”, dichiara il direttore del Consorzio, Pier Maria Saccani.
(Adnkronos) - Assilea ha presentato oggi a Roma, presso la propria sede, i risultati della Survey annuale 2025 sulla sostenibilità nell’industria del leasing, che offre una fotografia della situazione e anche una lettura dinamica della sua evoluzione. A partire dai dati emersi, si è sviluppato un dibattito sull’integrazione dei fattori Esg e un confronto più ampio sul settore bancario. Il 2025 rappresenta un anno di consolidamento per le società di leasing coinvolte nell’indagine: il 73,1% ha definito gli obiettivi Esg all’interno della strategia commerciale ed economico-finanziaria e il 59,6% delle azioni pianificate per l’integrazione Esg risulta completato, mentre il 25% è in corso di attuazione. Le iniziative riguardano principalmente la governance, il modello di business e la strategia, l’organizzazione e i processi, il risk management e l’informativa al mercato, in coerenza con le aspettative di vigilanza sui rischi climatici e ambientali della Banca d’Italia. La mappatura dei fattori di rischio Esg delle nuove operazioni di leasing, propedeutica ad altre azioni attuative dell’integrazione, è effettuata da quasi la metà delle società (46,2%) e per la grandissima parte dei casi riguarda sia il bene, sia il cliente. Il 61,5% delle società include le caratteristiche Esg nell’offerta di prodotti, dato raddoppiato nel biennio, tra cui spiccano le basse emissioni di CO2 e il risparmio energetico. Più che raddoppiata la capacità di misurare l’impatto Esg dei prodotti, che passa dall’8% al 19,2%, e tuttavia rimane limitata dall’indisponibilità di dati sul bene. Proprio per sostenere le attività delle associate, Assilea nel corso dell’anno avvierà il modulo 'Bdcr Beni', il servizio della Banca Dati Centrale Rischi Leasing dell’Associazione che fornirà indicazioni sugli impatti climatico-ambientali dei beni, con informazioni utili sia nella fase precontrattuale, sia in quella successiva. In un biennio sono invece quasi triplicate le società che sono in grado di rilevare i dati sulla sostenibilità dei clienti, passando dall’8,7% del 2023 al 23,1% del 2025. La metà dichiara che questa attività è un obiettivo da raggiungere nel breve e medio periodo. Sul piano organizzativo, prevalgono i modelli ibridi (61,5%), costituiti da una figura come il Sustainability manager con il compito di interagire con le altre funzioni, seguiti da quelli accentrati (30,8%). Il 69,2% delle società ha integrato i fattori Esg nei processi di controllo interno e oltre la metà include obiettivi Esg nei sistemi incentivanti per il management dell’azienda. In aumento anche l’attenzione ai rischi: il 46,2% valuta i fattori Esg nelle nuove operazioni e il 53,8% monitora l’esposizione ai rischi climatico-ambientali. Permangono tuttavia alcune criticità, in particolare la maggior parte delle società (61,5%) non pubblica un report di sostenibilità autonomo, contribuendo invece a quello del gruppo di appartenenza. L’indagine ha coinvolto 26 società, rappresentative dell’82% dello stock dei contratti di leasing al 31 dicembre 2024. “Il leasing sta giocando un ruolo determinante nel tradurre gli obiettivi di sostenibilità in risultati concreti per la modernizzazione e la competitività del Paese, grazie soprattutto alla sua capacità di sostenere gli investimenti delle Pmi e al suo contributo nel promuovere un’economia più sostenibile, favorendo e accelerando l’adozione e l’utilizzo di tecnologie innovative e green, a più bassa emissione di CO2, in tutte le categorie di beni - ha commentato Giuseppe Schlitzer, direttore generale Assilea - I dati della nostra survey confermano che il leasing non è solo uno strumento di finanziamento, ma un vero e proprio partner capace di accompagnare le imprese verso modelli di business sempre più responsabili e trasparenti”.