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(Adnkronos) - Tiziano Ferro è il super ospite della prima serata del Festival di Sanremo 2026 oggi 24 febbraio. "Tutto è nato per celebrare i 25 anni di 'Xdono', canzone che non ho mai cantato su quel palco", ha raccontato l'artista, in una recente intervista a Fanpage, spiegando perché tornerà sul palco della kermesse canora. "Tutto è nato per celebrare i 25 anni di 'Xdono', canzone che non ho mai cantato sul palco dell'Ariston e non ho mai cantato in televisione negli ultimi 15-20 anni. La prima volta che la feci in tv era una Domenica In condotta da Carlo, quindi ci teneva a ricreare questa situazione. Ho trovato bello e tenero tornare sul palco per questa celebrazione. Il che non esclude una futura gara, ma per ora il focus è celebrare". "Porterò anche 'Sono un grande', ma il focus è 'Xdono'. Stiamo preparando una cosa più ricca, potente, con brani ballabili e con beat. A me non piace la parola 'medley', perché il medley è un po’ un casino, troppe cose insieme. Non vorrei fare sette canzoni tutte mischiate. Quello che mi piacerebbe fare è qualcosa di potente, non lento, non 'Sere nere'". Dunque Tiziano si prepara a trasformare l'Ariston in una dance hall: "Ho una lista enorme di brani veloci, ballabili. Le ballate hanno un po’ offuscato quel mondo che è sempre esistito nella mia vita. Le ballate, ovviamente, strappano il cuore alle persone, e allora alla fine diventi 'quella cosa lì'. Sto scegliendo le power hit che ti fanno un po’ saltare". Tiziano Ferro nasce a Latina il 21 febbraio 1980. Cresce in una famiglia semplice – madre casalinga e padre geometra – che intuisce fin da subito la sua forte passione per la musica. A soli cinque anni riceve in regalo una tastiera: è l’inizio di un percorso creativo che lo porterà a scrivere canzoni già da bambino. Alcuni brani composti in tenera età, come 'Il cielo' e 'Gli occhi', verranno recuperati molti anni dopo come tracce nascoste dell’album Nessuno è solo. L’adolescenza non è facile: timido e molto sensibile, vive momenti di isolamento e sviluppa disturbi alimentari che lo portano ad aumentare di peso, arrivando a 111 chili. La musica diventa il suo rifugio e la sua forza: studia chitarra classica, pianoforte, batteria e canto. Nel 1996 entra nel Big Soul Mama Gospel Choir di Latina, esperienza che gli permette di affinare tecnica e presenza vocale. Dopo il diploma al liceo scientifico, tenta la strada universitaria – prima Ingegneria, poi Scienze della Comunicazione alla Sapienza di Roma – ma il richiamo della musica resta centrale. Dopo vari tentativi a Sanremo e alcune collaborazioni iniziali, il debutto ufficiale arriva nel 2001 con l’album Rosso Relativo, prodotto da Alberto Salerno e Mara Maionchi. Il singolo 'Xdono' scala rapidamente le classifiche, aprendo a Ferro le porte del mercato internazionale. Nel 2003 pubblica 111, titolo simbolico che richiama un periodo delicato della sua adolescenza. Seguono trasferimenti all’estero – prima in Messico, poi a Manchester – e una crescita artistica costante. Il 2006 è l’anno di Nessuno è solo, che consolida la sua popolarità, mentre nel 2008 esce Alla mia età. Nel 2011 torna con L'amore è una cosa semplice e decide di rientrare stabilmente in Italia, scegliendo Milano come nuova casa. Dopo il greatest hits del 2014, pubblica Il mestiere della vita e si trasferisce a Los Angeles. Nel 2019 esce Accetto miracoli, seguito nel 2022 da Il mondo è nostro. Nel corso della carriera collabora con numerosi artisti italiani e internazionali, tra cui Mary J. Blige, Giusy Ferreri, Linea 77, Guè Pequeno, Marracash ed Elodie, con cui nel 2024 pubblica il singolo 'Feeling'. Parallelamente alla musica, debutta anche come scrittore con 'Trent’anni e una chiacchierata con papà' nel 2010 e, nel 2023, con il suo primo romanzo, 'La felicità al principio'. Nel 2010, in un’intervista a Vanity Fair, fa coming out parlando apertamente del proprio orientamento sessuale. Nel 2019 sposa a Los Angeles Victor Allen, conosciuto tre anni prima negli studi della Warner Bros. La coppia celebra poi l’unione anche in Italia, a Sabaudia. Nel 2022 annunciano la nascita dei figli Margherita e Andres. Nel 2023 il cantante comunica la separazione, ufficializzando il divorzio nel marzo 2024. Ha descritto la fine del matrimonio come un momento doloroso ma necessario, sottolineando di voler mettere al primo posto la serenità dei figli e l’inizio di una nuova fase della sua vita.
(Adnkronos) - Si sta diffondendo spesso la notizia di furti dalle carte contactless effettuati con un pos. I ladri 2.0 avvicinerebbero il dispositivo alle tasche posteriori o alle borse delle vittime e ruberebbero attraverso micro-transazioni, che non necessitano del pin. Lo farebbero tra la folla, senza farsi notare. Ma è veramente possibile o è solo psicosi? A rispondere è l'Unione nazionale consumatori, nell’ambito del progetto 'Care – Conosci, scegli, proteggi' finanziato dal Mimit. I pagamenti contactless si basano sulla tecnologia Nfc, Near Field Communication. La comunicazione tra carta e pos, cioè, avviene quando sono molto vicini, a pochissimi centimetri di distanza. È il pagamento che facciamo quando appoggiamo la nostra carta al terminale senza inserirla. E' possibile, quindi, che un malintenzionato riesca ad avvicinare un dispositivo alla nostra carta senza che ce ne accorgiamo? Sì, ma la probabilità che l’operazione vada a buon fine non sembra essere così alta. A meno che il ladro non ci rubi il portafoglio ed entri fisicamente in possesso della carta contactless. Con questa potrebbe fare una serie di micro-transazioni, per cui non è richiesto alcun codice. I furti avverrebbero in luoghi affollati, come mezzi pubblici o code. Il ladro digita l’importo sul pos (di solito sotto i 50 euro, perché non serve inserire il pin) e lo avvicina alla tasca dei pantaloni o alla borsa. Sembra semplice, ma in realtà per riuscire a rubarci dei soldi in questo modo devono verificarsi una serie di condizioni. 1) Deve esserci una sola carta contactless nel portafoglio. Se ne abbiamo anche solo un’altra (la tessera della metropolitana o della palestra, il badge aziendale o la carta fedeltà del supermercato) il pos blocca l’operazione. 2) Non devono esserci oggetti metallici. Le monete nel portafogli o le chiavi nella borsa creano interferenza e disturbano il segnale. Bisogna fare tutto entro 30 secondi, il tempo per avere la conferma della transazione. Il pos deve essere vicinissimo alla carta. Se il portafogli non è nella tasca dei pantaloni o se la carta non è nello spazio più esterno, è troppo lontana. E' molto difficile, ma non impossibile. Meglio, quindi, adottare tutte le misure per non cadere in trappola. Come difendersi? Impostare le notifiche, via sms o dall’app della banca, anche per transazioni contactless di importo basso, per tenere sempre monitorate le spese. Se dovessimo ricevere la notifica di una transazione che non abbiamo fatto noi, potremo chiamare la banca e bloccare il pagamento. I ladri 2.0 confidano proprio nel fatto che la vittima non si accorga del furto. Esistono portafogli schermati, che hanno una barriera che isola le carte all’interno da letture indesiderate. L'Unc suggerisce quindi di usare il wallet sul cellulare. Sia con uno smartphone Android che Apple possiamo caricare lì le nostre carte e lasciare a casa quelle fisiche. Nessuno potrà autorizzare una transazione fraudolenta dal cellulare, perché questo ha bisogno di essere sbloccato con un pin o il riconoscimento facciale.
(Adnkronos) - Nel 2025 il carpooling aziendale, monitorato dall’Osservatorio Jojob, ha consentito di togliere dalle strade oltre 450mila auto private, generando un risparmio economico complessivo di quasi 2,5 mln di euro. Più nel dettaglio, secondo i dati raccolti dall’Osservatorio Nazionale sul Carpooling Aziendale 2026 realizzato da Jojob Real Time Carpooling - B-Corp specializzata nel supportare gli spostamenti nella tratta casa-lavoro e il pendolarismo attraverso la condivisione delle auto private - nel 2025 sono stati registrati complessivamente 795.335 viaggi condivisi, grazie ai quali è stato possibile risparmiare 12.488.149 chilometri percorsi, togliendo dalle strade 454.819 auto private ed evitando l’emissione di 1.623.442 kg di CO2 per un risparmio economico complessivo generato per gli utenti pari a 2.496.184 euro. Rispetto al 2023, il servizio ha più che raddoppiato i viaggi e le auto tolte dalle strade ed è cresciuto di oltre il 150% in termini di impatto ambientale ed economico e di più del 110% in viaggi effettuati. In due anni, il numero dei viaggi è passato da 373.767 a 795.335 (+113% in due anni) mentre i chilometri risparmiati, così come la CO2 evitata, sono aumentati del 153%, indicando una maggiore efficienza ambientale complessiva del sistema. Il beneficio economico complessivo generato dalla mobilità condivisa nel 2025 raggiunge i 2.496.184 euro, rispetto ai 986.263 euro del 2023 (+153%). “I dati dell’Osservatorio mostrano con chiarezza come il carpooling aziendale stia diventando una componente strutturale della mobilità quotidiana per migliaia di lavoratori e studenti - ha dichiarato Gerard Albertengo, Ceo e fondatore di Jojob - La crescita registrata nel 2025 dimostra che la condivisione dell’auto è una risposta concreta e immediatamente scalabile alla congestione urbana, alla difficoltà di accesso al trasporto pubblico nelle aree di ultimo miglio e alla necessità di ridurre le emissioni nel breve periodo”. L’edizione 2026 del rapporto ha restituito una fotografia del carpooler medio piuttosto netta: la fascia più attiva è quella 30-39 anni, che nel 2025 totalizza 245.200 viaggi, pari al 30,98% del totale; in altre parole, quasi un viaggio su tre è stato effettuato da un trentenne. Nel complesso, il 56% dei viaggi è effettuato da persone tra i 30 e i 49 anni e oltre il 77% dei viaggi è realizzato da utenti tra i 20 e i 49 anni, evidenziando una forte connessione con gli spostamenti legati a lavoro e studio. Sul profilo di genere, oltre 7 viaggi su 10 sono effettuati da uomini (70,84%), mentre le donne rappresentano il 29,16%. In generale, l’equipaggio medio è stato di 2,34 persone nel 2025. Dal punto di vista delle motorizzazioni, i viaggi condivisi nel 2025 sono stati effettuati prevalentemente con veicoli diesel (52,76%) e benzina (25,90%), seguiti da auto Gpl (10,13%) e ibride (7,55%). Restano ancora marginali le percorrenze effettuate con veicoli elettrici, pari allo 0,92% del totale. Nel 2025 il carpooling aziendale monitorato dall’Osservatorio di Jojob mostra una diffusione capillare su tutto il territorio nazionale, con una concentrazione più marcata nelle regioni caratterizzate da una forte mobilità pendolare. Il 56% dei viaggi si concentra in cinque regioni: Piemonte, Puglia, Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio. A livello provinciale, i primi tre territori per numero di viaggi sono Torino con 66.180 viaggi, Bologna con 58.739 e Milano con 30.792. Il confronto con il 2024 mostra incrementi significativi, come quello di Bologna che cresce del 41,2% (da 41.597 a 58.739 viaggi) mentre Milano cresce da 27.599 a 30.792 viaggi (+11,6%), a conferma di una domanda ormai rodata nei grandi contesti metropolitani. Tra i casi più dinamici spiccano Brindisi, che passa da 31.287 a 47.693 viaggi (+52,4%) generando oltre 1,09 milioni di km risparmiati e 142.583 kg di CO2 evitata, e Frosinone, con una crescita esponenziale del 99,8% (da 13.715 a 27.402 viaggi). Nel 2024 la percorrenza media nazionale dei viaggi in carpooling era pari a 27,47 km, valore già indicativo di un utilizzo significativo della condivisione dell’auto anche su tratte medio-lunghe. L’analisi delle percorrenze medie regionali del 2025 conferma in modo ancora più evidente il ruolo del carpooling nei territori caratterizzati da pendolarismo extraurbano. Le distanze medie più elevate si registrano in Sicilia e Calabria, dove ogni viaggio condiviso supera in media i 52 km, seguite da Sardegna e Valle d’Aosta, con percorrenze intorno ai 45 km. Valori particolarmente alti si osservano anche in Molise (41,0 km), Abruzzo (39,7 km) e Puglia (39,3 km). Nella fascia intermedia si collocano Lazio (34,9 km), Umbria (32,5 km), Liguria (31,3 km) e Campania (30,7 km), con percorrenze prossime o superiori alla media nazionale. “Nel complesso, i dati 2026 mostrano come il carpooling aziendale continui a crescere in modo costante in tutte le regioni d'Italia, intercettando esigenze di mobilità molto differenti sul territorio nazionale - ha aggiunto Albertengo - che siano contesti caratterizzati da lunghi spostamenti quotidiani, o aree con tragitti più brevi e ravvicinati, la condivisione dell’auto privata resta il modo più semplice per abbattere i costi del tragitto casa-lavoro e sempre più aziende stanno scegliendo questo sistema di welfare".