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(Adnkronos) - "Voglio ringraziare chi ha realizzato la mostra, il fotografo, l'artista della fotografia, ma soprattutto la materia prima, le scienziate, senza di loro non ci sarebbero state le fotografie, non ci sarebbe stata la mostra". "Io ho ascoltato il grido di dolore sui numeri, sì è vero bisogna incrementare il numero, ma in quanto a qualità siamo già a posto...". Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, inaugurando in Sala Garibaldi, la mostra fotografica 'Una vita da scienziata', ideata e curata da Fondazione Bracco, che omaggia volti e competenze di grandi scienziate italiane, protagoniste del progetto '100 donne contro gli stereotipi', nato per valorizzare l’expertise femminile in settori percepiti ancora come dominio maschile. "Secondo me -ha proseguito la seconda carica dello Stato- sono più brave le donne scienziate degli uomini scienziati perché si impegnano di più, sono più eclettiche, sanno cogliere insieme non soltanto l'essenza della loro professione ma anche l'umanità, che non si discosta mai dalla capacità di fare bene il proprio lavoro". "Conosco bene la signora Diana Bracco dagli anni 70 -ha poi aggiunto con riferimento alla presidente della omonima Fondazione che ha curato la mostra- e sono molto orgoglioso di poter ospitare un lavoro che in qualche modo è frutto della sua lungimiranza". Il percorso di ritratti allestiti in Senato, realizzato dal celebre fotografo Gerald Bruneau, è stato realizzato da Fondazione Bracco "per contribuire al superamento di pregiudizi nella pratica scientifica". Biologhe, chimiche, ingegnere, astrofisiche, matematiche, veterinarie, informatiche sono alcune delle professioni, condotte ai massimi livelli, delle scienziate fotografate.
(Adnkronos) - Floky, pmi innovativa bresciana, è la prima azienda al mondo ad aver creato un manicotto biomeccanico su tessuto che riduce del 30% le vibrazioni sul braccio generate dall’impatto della racchetta con la pallina giocando a padel. La sua prima ricerca scientifica mai realizzata sul padel segna un nuovo standard per l’innovazione sportiva data-driven. Grazie a questo approccio, negli ultimi tre anni il fatturato dell’azienda è cresciuto di dieci volte, passando da 700 mila euro nel 2023 a 7 milioni nel 2025, con una presenza commerciale in oltre 55 Paesi nel mondo In effetti il padel è uno degli sport più praticati e in più rapida espansione al mondo: 1,5 milioni di giocatori in Italia, 20 milioni in Europa e 35 milioni a livello globale, ma alla crescita dei praticanti si accompagna però un aumento degli infortuni da sovraccarico dell’arto superiore: polso, gomito e spalla sono le aree più colpite, con epicondilite e tendinopatie tra le problematiche più frequenti e una media di 2,75 infortuni ogni 1.000 ore di gioco. "Per noi - osserva Marco Coffinardi, fondatore e ceo di Floky - era fondamentale avere una validazione oggettiva. I nostri prodotti poggiano sempre su basi scientifiche solide che forniscono evidenze misurabili. Studiamo il problema, progettiamo la soluzione su basi biomeccaniche e solo dopo realizziamo il dispositivo. E' un approccio ingegneristico, non estetico. Cuore del modello è la tecnologia brevettata Floky, che trasforma il tessuto in un dispositivo attivo capace di intervenire su prevenzione, recupero e performance". "Il valore - aggiunge Roberto Nembrini, co-founder e cso di Floky - risiede nel beneficio reale che i nostri prodotti generano. Beneficio che non è una promessa astratta, ma un parametro verificabile. Prevenzione degli infortuni, supporto biomeccanico, recupero più efficiente e miglioramento della performance sono dimensioni che Floky misura e valida attraverso studi e test. Quello che promettiamo si avvera. Ed è proprio questo il nostro principale driver di crescita".
(Adnkronos) - "Le Comunità energetiche rinnovabili si sono staccate dai blocchi di partenza, ora devono prendere velocità e conservarla”. Così Alfonso Bonafede, ex ministro della giustizia ed ora avvocato con una specializzazione nel settore, oltre che Membro laico del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria. “Non è poco - ha aggiunto partecipando al programma di incontri promosso a Key 2026 da Sgr Efficienza Energetica - perché abbiamo ora uno zoccolo duro di norme con interpretazioni consolidate. Ci sono altre leggi che stanno per essere emanate, tutte contengono chiari segnali del ruolo che le Cer rivestiranno a parer mio sempre più centrale nel sistema energetico nazionale". "Dobbiamo superare una riduzione di fondi legata al Pnrr ma, ad esempio, i fondi perduti vanno ora a comuni fino a 50mila abitanti, prima la soglia era 5.000. Infine, c’è una molla socioeconomica da considerare: la bolletta energetica è subìta in modo passivo dai cittadini, ma quando contiene elementi legati ai risparmi energetici determinati dalla partecipazione alla Cer, scatta una partecipazione diversa. Sarà una rivoluzione culturale. Le nuove norme parano di ‘diritto’ alla condivisione di energia elettrica da fonte rinnovabile e dobbiamo prenderci ognuno sulle spalle un pezzettino di questa transizione”, afferma.