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(Adnkronos) - I produttori di 'The Crown' avevano giurato che la sesta stagione della serie sarebbe stata l'ultima, almeno per un po' di tempo, in modo che la storia sui Windsor "avesse una certa distanza" dall'attualità. Tuttavia, il breve arresto di Andrew Mountbatten-Windsor, avvenuto il 19 febbraio, sembra aver fatto cambiare idea a Peter Morgan e al team di produzione. Secondo il 'Daily Mail', Netflix sta valutando la possibilità di realizzare almeno un episodio speciale della serie. Fonti della piattaforma di streaming hanno detto a 'People' che "sono in corso da tempo discussioni con Left Bank Pictures, proprietaria dei diritti di 'The Crown', riguardo alla possibilità di speciali televisivi dedicati agli scandali della famiglia reale". Potrebbe trattarsi di uno spin-off della serie principale, spiega il sito web del magazine. "Sono in corso discussioni avanzate sulla produzione di una miniserie, sempre sotto la bandiera di 'The Crown', sulla storia di Andrew, drammatica quanto o addirittura più di qualsiasi cosa mostrata nella serie originale". La serie 'The Crown' ha coperto un ampio periodo degli Windsor, dal 1947 al 2005, ed è andata in onda tra il 2016 e il 2023, vincendo 21 Emmy Awards. Lo scandalo Epstein che ha coinvolto l'ex principe Andrea non sta ispirando solo Netflix. Anche altri concorrenti si stanno contendendo l'idea di una produzione sula vicenda di Andrew. La Disney, in particolare, sarebbe inondata di progetti. "Siamo sommersi dalle richieste di sceneggiatori che vogliono proporci questa storia. A Hollywood è in atto una corsa per essere il primo studio a produrre un film su Andrew", riporta la rivista 'People'. Un'altra azienda interessata è il colosso Amazon, che ha già prodotto una serie nel 2024 ispirata alla disastrosa intervista di Andrew Mountbatten-Windsor alla Bbc. " I dirigenti di Netflix e Amazon sono al 100% in trattativa sulla possibilità di produrre una serie drammatica basata sulla continua caduta di Andrew ", hanno dichiarato. Chi accetterà di interpretare l'ex principe caduto in disgrazia, un paria della famiglia reale e che potrebbe presto affrontare delle accuse? Il casting inizierà presto.
(Adnkronos) - "L'intelligenza artificiale, così come dicono anche tante ricerche a livello internazionale, certamente comporterà un riposizionamento e soprattutto anche un rischio su alcune posizioni lavorative ma quello che dicono le ricerche internazionali è che invece porterà alla fine un saldo positivo in termini di nuove opportunità di lavoro". Lo dice la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, a margine dell’evento 'Ia e lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità'. "Il tema ovviamente è un tema connesso alla strategia sulle competenze, alla formazione e alla riqualificazione dei lavoratori, all'attenzione a dare una risposta in termini di competenze digitali delle persone", precisa Calderone. "Stiamo formando migliaia di persone proprio per trasferire competenze digitali che sono fondamentali in questo contesto", spiega. "La nostra - prosegue il ministro - non è una visione pessimistica, dobbiamo certamente avere attenzione a quelli che possono essere i potenziali contraccolpi negativi, ma la risorsa umana è fondamentale, l'intelligenza artificiale deve essere al servizio del lavoro ovviamente di qualità", conclude.
(Adnkronos) - “La lotta allo spreco alimentare e più in generale gli obiettivi di sostenibilità in Italia nell'ambito dei contratti pubblici sono regolati dai Cam. Il decreto che riguarda la ristorazione collettiva è del 2020. Noi sin dall'inizio avevamo criticato un'impostazione troppo rigida di questo decreto, soprattutto per quanto riguardava le prescrizioni molto vincolanti e molto prescrittive sulle percentuali di utilizzo di prodotti biologici”. Lo ha dichiarato Daniele Branca, responsabile ufficio Legislativo e Lavoro di Legacoop Produzione e Servizi, al convegno 'Innovazione digitale e politiche pubbliche per la riduzione dello spreco alimentare nelle scuole' presso la sala Stampa della Camera dei Deputati. Branca ha ricordato che “di recente, dopo un proficuo confronto con il ministero, siamo riusciti ad avere dei chiarimenti e delle specifiche con una circolare del settembre del 2025, che rende più flessibili gli strumenti”. Tuttavia, ha sottolineato, resta aperto il nodo economico. “Riteniamo che il problema principale in questo momento è un'impostazione del mercato che scarica sugli operatori economici gli investimenti e i costi in materia di sostenibilità. Troppo spesso ci sono basi d'asta non adeguate e gare che non prevedono meccanismi di revisione prezzi adeguati e quindi assistiamo a gare deserte, a imprese che faticano a mantenere l'esecuzione del servizio”. Da qui la richiesta di un cambio di paradigma: “Crediamo che debba esserci un cambio culturale per cui i servizi essenziali come quelli di ristorazione collettiva vengano vissuti e percepiti per quello che sono: un investimento per la collettività, per la qualità, è un investimento per l'utenza. Servono investimenti che permettano effettivamente di innalzare la qualità del servizio e di offrire servizi di qualità, sostenibili”.