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(Adnkronos) - "La tecnologia più conosciuta dal paziente sulla correzione dei difetti visivi è sempre il laser, ma una percentuale più piccola e crescente conosce anche queste lenti fachiche, note anche come lenti Icl. E' necessario spiegare con chiarezza questa tecnologia ai pazienti che arrivano da noi convinti di fare un intervento laser, spiegando loro che si tratta di una tipologia di tecnica che per certi versi è superiore al laser, senza trascurare" altri aspetti "come il fatto che si tratta di un intervento che viene eseguito in una sala operatoria", elemento che può "rivelarsi un vantaggio". Così Alessandro Mularoni, specialista in Oftalmologia che opera a Bologna, Rimini e San Marino, parlando della tecnologia delle lenti intraoculari Icl (Implantable collamer lens), che rappresentano una soluzione consolidata nella chirurgia refrattiva per la correzione di miopia, astigmatismo e ipermetropia. Accanto alla qualità visiva, uno degli aspetti che più caratterizza questa procedura è la rapidità della riabilitazione, spesso descritta dai pazienti come un vero e proprio 'effetto wow'. "I dubbi dei pazienti sono tanti - spiega Mularoni - Non fanno domande troppo specifiche, ma chiedono se è più invasiva, se le complicanze sono maggiori e se il risultato è 'meno buono' rispetto alla tecnica laser, con cui fanno sempre molti paragoni, poiché più familiare, e sulla quale hanno già preso molte informazioni. Pertanto è importante avere una serie di informazioni chiare da condividere con il paziente, che viene informato gradualmente su sicurezza, efficacia e, nella maggior parte dei casi, anche riguardo alla superiorità di questa tecnologia rispetto alle altre". "La chirurgia refrattiva eseguita con Icl ha una caratteristica peculiare: riabilitare immediatamente il paziente - sottolinea l'esperto - C'è, infatti, un effetto molto veloce di recupero della vista, anche per difetti molto importanti, per cui il paziente passa da una bassa a un'ottima visione, sia in termini quantitativi (vedere le cose più lontane) sia qualitativi (vede le cose con un'ottima qualità visiva), senza problematiche specifiche legate a contorni o ghost images. Pertanto, si tratta di una quantità associata alla qualità". La decisione sulla tecnica da proporre a ciascun paziente “a volte è molto semplice, perché può essere riabilitato solo con le Icl, altre volte meno perché esistono delle controindicazioni - chiarisce Mularoni - Tra le ragioni più comuni si annoverano: una cornea troppo sottile, oppure, ormai problematica molto frequente, la secchezza oculare, che è sempre più presente nei nostri pazienti perché portatori di lenti a contatto da lunga data o perché esposti a fenomeni atmosferici o perché sono presenti malattie generali, che sostengono questo tipo di problematica. E' necessario, pertanto, elencare i pro e i contro delle tecniche - laser e lente fachica o Icl - e permettere al paziente di scegliere in libertà. I casi in cui entrambe le tecniche sono utilizzabili stanno diventando sempre più frequenti, perché la lente Icl inizia a essere utilizzata con maggiore sicurezza rispetto al passato. Pertanto, va a intercettare fasce di difetti visivi progressivamente più bassi". L'intervento si svolge "in una sala operatoria attrezzata - illustra lo specialista - dove il paziente viene preparato mediante l'uso di colliri midriatici per dilatare la pupilla e mediante l'uso di gocce per anestetizzare la superficie corneale. Si tratta di un'anestesia definita topica perché non si utilizzano punture, iniezioni o altre tipologie di anestesia, a eccezione dell'instillazione di gocce. Si utilizza, poi, un microscopio e un set specifico di ferri per preparare la lente che viene piegata, caricata e introdotta all'interno dell'occhio attraverso incisioni molto piccole. All'interno dell'occhio si dispiega e viene correttamente posizionata". Ai pazienti che sono preoccupati di provare dolore "la risposta è che non vi è alcun tipo di dolore, in quanto i colliri anestetizzano la superficie dell'occhio". Per quanto concerne la durata, Mularoni rassicura che "l'intervento è una pratica veloce, che permette dopo qualche minuto, il tempo di completarlo correttamente, di far alzare il paziente dal lettino e farlo accomodare in una stanza dove può rilassarsi". Fondamentale il ruolo della tecnologia: "Un centro di chirurgia refrattiva ha una strumentazione completa, che prevede tutti gli strumenti necessari per fare il calcolo e decidere il potere di una lente Icl - sottolinea l'esperto - Acquisire tecnologie sempre più precise che studiano sempre meglio l'anatomia dell'occhio, dove la lente andrà posizionata, ovvero dietro dell'iride e davanti al cristallino, è un plus per il risultato finale".
(Adnkronos) - TH Resorts compie un passo strategico nel proprio percorso di crescita e rafforza in modo significativo la propria presenza in Sardegna con la firma di un accordo di gestione di lungo periodo per il TH Free Beach Costa Rei, storico villaggio da oltre 400 camere tra i più rilevanti dell’isola. L’intesa, siglata con ITI Marina Hotels della famiglia Loi, segna una nuova fase di sviluppo per una delle destinazioni simbolo del turismo sardo. L’operazione rappresenta un passaggio di rilievo nel piano industriale del Gruppo TH e consolida una partnership ormai storica con la famiglia Loi. Il Free Beach Costa Rei, grazie alle sue dimensioni, alla posizione privilegiata e alla forza del brand TH, si conferma un asset strategico nel segmento mare e un motore di attrattività per il mercato nazionale e internazionale. “Questo accordo di lungo periodo completa una collaborazione costruita negli anni su fiducia reciproca e visione comune sullo sviluppo del turismo in Sardegna” dichiara Piero Loi di ITI Marina Hotels. La gestione del villaggio si inserisce in un più ampio disegno di crescita di TH Resorts, orientato al rafforzamento delle destinazioni iconiche e alla costruzione di relazioni solide e durature con i partner locali. Con oltre 400 camere, il Free Beach rappresenta una struttura di grande rilevanza dimensionale e organizzativa, capace di generare ricadute economiche significative anche in termini di occupazione, indotto e valorizzazione della filiera turistica regionale. “La partnership con ITI Marina Hotels della famiglia Loi è accolta con grande soddisfazione da soci e manager di TH Resorts che individuano nella crescita e nello sviluppo i pilastri della propria strategia industriale” queste le parole espresse dal presidente Graziano Debellini, dall'amministratore delegato Alberto Peroglio e dal vicedirettore generale Salvatore Piazza. In vista della stagione 2026, il villaggio sarà al centro di un’evoluzione dell’offerta che rafforza il posizionamento del prodotto TH: nuovo format di ristorazione con buffet esclusivo organizzato in angoli tematici, formula all inclusive ancora più ricca con cocktail e bevande alla spina inclusi per tutto l’orario di apertura dei bar, due campi da paddle, ampia spiaggia sul mare di Costa Rei, animazione e servizi family firmati TH Club. L’accessibilità è garantita dai collegamenti aerei da oltre 20 aeroporti italiani, prenotabili nelle migliori agenzie di viaggio.
(Adnkronos) - Un regolamento europeo che parla di pellicola e cinghie può sembrare materia da addetti ai lavori. In realtà riguarda ogni prodotto che attraversa un confine regionale, ogni bancale che entra in un supermercato, ogni spedizione che parte da un distretto industriale. Perché prima di arrivare sugli scaffali, quasi tutto viaggia su un pallet. È su quel livello – il trasporto interno tra stabilimenti, i flussi nazionali, la logistica quotidiana – che il regolamento Ue 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR) aveva previsto un passaggio radicale: 100% di riutilizzo per gli imballaggi di trasporto, compresi i formati flessibili usati per stabilizzare i carichi. Un obiettivo che ha acceso il confronto tra industria, operatori logistici e istituzioni, fino all’adozione di un atto delegato che esenta pellicola e cinghie dal vincolo integrale. Sommario Gli imballaggi rappresentano circa il 40% della plastica utilizzata nell’Unione europea e sono responsabili di metà dei rifiuti marini. Nel 2022 ogni cittadino europeo ha generato in media 186,5 kg di rifiuti di imballaggio. È su questi numeri che si fonda la revisione normativa culminata nel PPWR, entrato in vigore l’11 febbraio 2025 e applicabile in via generale dal 12 agosto 2026. Il regolamento riscrive le regole del settore lungo l’intero ciclo di vita dell’imballaggio: progettazione, immissione sul mercato, gestione del fine vita. L’obiettivo è rendere tutti gli imballaggi riciclabili in modo economicamente sostenibile entro il 2030, aumentare l’uso di plastica riciclata e ridurre il ricorso a materie prime vergini, mettendo il comparto sulla traiettoria della neutralità climatica al 2050. Tra le novità figurano restrizioni su alcune plastiche monouso, obblighi di riduzione di peso e volume, limiti alle sostanze di preoccupazione come i PFAS. Ma per il mondo della logistica il passaggio più rilevante è l’articolo 29, che introduce obiettivi vincolanti di riutilizzo per gli imballaggi di trasporto. L’articolo 29 stabilisce che dal 2030 almeno il 40% degli imballaggi di trasporto e di vendita utilizzati per il trasporto debba essere riutilizzabile in un sistema di riuso. Per i flussi tra siti della stessa impresa, tra imprese collegate o per consegne a operatori nello stesso Stato membro, gli articoli 29(2) e 29(3) fissavano un obiettivo più stringente: 100% di riutilizzo. Nel campo di applicazione rientravano pallet, casse, contenitori sfusi intermedi, fusti e anche i formati flessibili utilizzati per stabilizzare i pallet, come pellicola e cinghie. L’ipotesi di un riuso integrale di questi ultimi ha sollevato forti perplessità nel settore logistico e manifatturiero. Lo studio commissionato dalla Direzione generale Ambiente ha valutato l’impatto di uno scenario a 100% riuso per pellicola e cinghie nei flussi interni o nazionali. Le conclusioni affermano che “sono necessarie esenzioni dagli obiettivi di riutilizzo del 100% di imballaggi e cinghie per pallet entro il 2030”. Tra le criticità evidenziate costi elevati di adattamento delle linee automatizzate, maturità limitata delle soluzioni riutilizzabili su larga scala, necessità di sistemi di logistica inversa e possibili effetti su sicurezza e igiene in specifiche filiere. Sulla base di queste evidenze, la Commissione ha esercitato il potere previsto dall’articolo 29(18), adottando un atto delegato che integra l’elenco delle esenzioni. Pellicola e cinghie non vengono escluse dal PPWR. L’esenzione riguarda esclusivamente l’obbligo del 100% di riutilizzo nei flussi interni o nazionali. Le aziende potranno continuare a utilizzare materiali monouso in questi contesti senza dover implementare sistemi di ritorno dedicati per rispettare un target integrale. Restano però in vigore gli altri obblighi: riciclabilità entro il 2030, requisiti di contenuto minimo di plastica riciclata, riduzione di peso e volume, rispetto delle restrizioni sulle sostanze di preoccupazione. Il regolamento mira a rendere tutti gli imballaggi immessi sul mercato europeo riciclabili in modo economicamente sostenibile; per pellicola e cinghie questo significa ripensare formulazioni, compatibilità con i sistemi di raccolta e qualità del materiale recuperato. Il target del 40% di imballaggi di trasporto riutilizzabili dal 2030 resta invariato. Le imprese potranno raggiungerlo investendo in pallet a rendere, casse riutilizzabili, contenitori rigidi e sistemi di pooling. Pellicola e cinghie restano dunque operative nel breve periodo, ma sotto una pressione crescente sul fronte dell’innovazione di prodotto, dell’efficienza del riciclo e dell’integrazione di plastica riciclata nel ciclo produttivo.