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(Adnkronos) - Resta solo cenere e un odore acre di fumo. Il teatro Sannazaro, fiore all'occhiello di Napoli "è completamente distrutto". La 'bomboniera di via Chiaia' che dalla metà dell'Ottocento aveva ospitato il teatro di tradizione insieme ai più grandi della drammaturgia nazionale - da Eduardo De Filippo a Luigi Pirandello, solo per citare due nomi - è stato divorato dalle fiamme divampate all'alba di ieri che hanno provocato il completo crollo della cupola che sovrastava platea e palco e inghiottito i palchetti, i camerini e tutta la loro storia. Un lutto per la città, per l'arte e la cultura che però non ha intenzione di cedere. Il Sannazaro "tornerà com'era prima. Ve lo prometto", ha assicurato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli che nel primo pomeriggio di oggi, mercoledì 18 febbraio, è atteso a Napoli per un sopralluogo. Il ministro incontrerà anche il sindaco Gaetano Manfredi e il prefetto Michele di Bari per concordare le mosse per la ricostruzione del teatro di proprietà dell'attrice Laura Sansone, nipote della grande Luisa Conte. E insieme alle istituzioni si è attivato anche il mondo della cultura. "Non dobbiamo lasciare neppure che il fuoco si spenga, senza partire per una immediata iniziativa di ricostruzione, è un cuore pulsante per la città, le istituzioni hanno già risposto, dobbiamo farlo anche noi, operatori della cultura". L'appello lanciato tramite l'Adnkronos lo scrittore Maurizio De Giovanni. "A titolo personale intendo operare da subito per l'immediata ricostruzione del Teatro", ha affermato offrendo la sua disponibilità immediata a sostenere iniziative culturali, spettacoli, letture, con incassi che possano contribuire alla ricostruzione dello stabile. "Dieci giorni fa ho dialogato dal palco del Sannazaro con lo scrittore israeliano David Grossman, il teatro era gremito", evidenzia lo scrittore, "il Sannazaro è il teatro del centro della città, è la memoria storica di Luisa Conte, straordinaria attrice e fondatrice del teatro, è lo straordinario lavoro della nipote Lara Sansone, che lo dirige. E' memoria della città storicamente, culturalmente, non se ne può fare a meno, attiviamoci tutti, ognuno nel suo ruolo". Appello subito raccolto da Gigi D’Alessio che si è detto "disponibile a ogni iniziativa". "Vedere il Teatro Sannazaro ferito dal fuoco è un dolore profondo. Quel palcoscenico - ha detto il cantante all'Adnkronos - è da sempre casa per tanti artisti, per Napoli e non solo. Sono vicino a chi ci lavora ogni giorno: la nostra città saprà rialzarsi anche stavolta”. D’Alessio rivolge poi un pensiero agli ingenti danni riportati dal teatro, definito da molti la ‘bomboniera’ di Napoli. "Mi rendo disponibile a sostenere, con serietà e impegno, ogni iniziativa utile alla rinascita e alla ricostruzione”. Anche Geppy Gleijeses, attore, regista e drammaturgo napoletano è pronto a scendere in campo per il Sannazaro. "Sono pronto a tutto pur di vedere, per quanto possibile, di risolvere questa terribile vicenda. Il teatro Sannazaro è un centro di produzione, una realtà importante per Napoli. Perdere un teatro così in città è delittuoso, per cui dobbiamo essere pronti tutti, napoletani e non solo, a fare quello che possiamo per poter contribuire alla ricostruzione". Interpellato dall'AdnKronos il direttore della compagnia 'Dear Friends' e "ultimo allievo di Eduardo, l'unico a cui concesse in vita i diritti di tutte le sue commedie", esprime "dolore profondo" e "sbalordimento". Sul rogo che ha devastato il Sannazzaro per ora la Procura di Napoli ha aperto un'inchiesta per incendio colposo contro ignoti. Ancora da chiarie del tutto restano infatti le cause che hanno innescato le fiamme che sembrerebbero essere partite da un cortocircuito. Nell'incendio sono state coinvolte anche 22 abitazioni nelle palazzine adiacenti. Sessanta le persone sgomberate ma fortunatamente nessun ferito.
(Adnkronos) - Degustazioni libere e illimitate, laboratori di approfondimento su diversi aspetti dell’universo enologico, dai dealcolati al metodo spumantistico, e workshop gastronomici. Al Salone delle Fontane di Roma, dal 20 al 22 febbraio, si accendono i riflettori su 'I Migliori Vini Italiani di Luca Maroni', che torna con la 25ma edizione. La kermesse dedicata alla migliore produzione vinicola del nostro Paese sarà, inoltre, come ogni anno, l’occasione di tirare le fila degli ultimi 12 mesi, fotografando in maniera puntuale lo stato del vino in Italia: “Mai stato così alto lo standard qualitativo di tutte le denominazioni e tipologie di vino italiano, in particolare quello dei vini più economici e ad alta tiratura. Quanto a rapporto qualità/prezzo e qualità/quantità, il vino italiano compete ai massimi livelli nel mondo”, spiega Luca Maroni, analista sensoriale di fama internazionale e autore di numerose pubblicazioni. Questo perché, come specifica lo stesso Maroni nella prefazione dell’'Annuario dei Migliori Vini Italiani 2026', mentre le etichette più blasonate hanno raggiunto prezzi da capogiro, gli appassionati di buon vino, grazie al 'Rinascimento Enologico Italiano' iniziato negli anni ‘80, possono acquistare oggi bottiglie di eccezionale qualità analitica e sensoriale, a prezzi molto competitivi. L’Italia viticola d’eccellenza attrae come pochi altri paesi per la sua ricchezza, biodiversità e tradizione ma, per mostrare anche cosa accade nel resto del mondo, avrà luogo a cura di Luca Maroni un laboratorio di approfondimento sui vini sudamericani durante il quale i visitatori avranno modo di scoprirli seguendo un racconto al tempo stesso tecnico e comprensibile. Un ulteriore laboratorio sui diversi metodi spumantistici arricchirà la kermesse, con degustazione di alcune etichette di pregio. Saranno presenti le migliori produzioni di centinaia di aziende, provenienti da ogni angolo dell’Italia, selezionate per il loro lavoro attento e rispettoso del frutto uva che si ritrova nella sua integrità all’interno del bicchiere. Inoltre, come sempre, la manifestazione sarà animata anche da focus - a cura di Francesca Romana Maroni, Ceo di Sens Eventi - su alcuni prodotti gastronomici in degustazione che esprimono appieno le tradizioni più autentiche del nostro territorio. Tra questi ci saranno il pecorino romano e il pane, di cui l’Italia è ricca di tipologie e varietà; il guanciale ma anche il salame (corallina e Aquila) e la spianata: tutti prodotti da piccole aziende che, con il loro lavoro e la loro dedizione artigiana, portano alta la bandiera della gastronomia d’eccellenza italiana.
(Adnkronos) - BolognaFiere annuncia il lancio di BeFire, nuova manifestazione fieristica internazionale dedicata al mondo del fuoco e del riscaldamento a biomassa, in programma a Bologna dal 10 al 12 febbraio 2027. Con l’organizzazione di BeFire, BolognaFiere - spiega una nota - rafforza ulteriormente il proprio calendario inaugurando a Bologna un progetto concepito fin dall’origine come piattaforma europea, capace di superare i confini dei singoli mercati nazionali e di diventare un punto di riferimento per l’intera filiera continentale. L'evento intende dare visibilità, valore e prospettiva ad uno dei comparti strategici della transizione energetica. Oggi l’energia prodotta da biomassa - legna da ardere, pellet e cippato - rappresenta la prima fonte di energia rinnovabile in Italia e la seconda per il riscaldamento domestico. BeFire si propone come una piattaforma internazionale di riferimento per il business, l’innovazione e il confronto tra tutti i protagonisti della filiera. Per tre giorni, BeFire creerà opportunità di networking e presenterà le più importanti novità tecnologiche del comparto, valorizzando i risultati raggiunti dai produttori nella riduzione delle emissioni di polveri sottili, nel miglioramento dei rendimenti degli apparecchi e nelle soluzioni dedicate alla qualità dell’aria. Ampio spazio sarà riservato anche alle start-up, soprattutto a quelle impegnate nello sviluppo di tecnologie avanzate e nuove applicazioni. BeFire sarà anche occasione per rafforzare le relazioni internazionali, costruire nuove partnership e riscoprire il valore culturale ed emozionale del fuoco “BeFire nasce per rafforzare la competitività di un settore strategico per la transizione energetica - dichiara Antonio Bruzzone, Ceo di BolognaFiere - Vogliamo costruire una piattaforma europea di riferimento in cui industria, filiera, istituzioni e mercato possano confrontarsi in modo strutturato su innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e allineamento normativo. Un luogo capace di accompagnare l’evoluzione del riscaldamento a biomassa, valorizzandone il contributo industriale, energetico e occupazionale. BeFire rappresenterà al meglio la vocazione internazionale di BolognaFiere. Questo comparto ha bisogno di allargare i propri confini, di spingere sull’innovazione non solo di prodotto ma anche di modello di business, e di ritrovare il valore estetico ed emozionale del fuoco”.