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(Adnkronos) - Qualche pioggia a inizio settimana, ma è il caldo a dominare sull'Italia con l'arrivo della primavera. Febbraio va in archivio dopo essere stato segnato dall'anticiclone africano, che ha riportato caldo e temperature più miti sull'Italia, ma anche da piogge e umidità record, che non si vedevano da venticinque anni. Lorenzo Tedici, metereogologo responsabile media de iLMeteo.it, ricorda che con le "sette settimane torrenziali" che hanno caratterizzato l'inizio dell'anno, il mese di febbraio 2026 chiuderà al secondo posto tra i mesi di febbraio più piovosi del XXI secolo in Italia, subito dietro al record storico dell'inverno eccezionale 2013-2014. Le previsioni meteo della prossima settimana invece prevedono un lieve attacco sull'attuale scudo anticiclonico a inizio settimana, con l'arrivo di una perturbazione in arrivo sulle Alpi. Tra domani e lunedì infatti si avrà un leggero peggioramento delle condizioni meteo, con qualche pioggia sul versante nord-ovest, soprattutto in Valle d'Aosta, in Piemonte e in alcune zone di Liguria e Lombardia. Per il resto, il tempo resterà stabile sul resto del Paese, con temperature decisamente calde. In montagna (specie sugli Appennini) e al Sud i cieli saranno sereni e limpid, mentre sulle pianure del Nord e nelle valli centrali saranno ancora frequenti le nebbie e le nubi basse, persistenti spesso fino alla tarda mattinata. Già da martedì l’alta pressione tornerà dominatrice incontrastata su tutta l'Italia. Assisteremo quindi a un nuovo impulso primaverile che farà lievitare ulteriormente i termometri: registreremo nuovamente temperature sui 18°C al Nord e oltre i 21-22°C al Centro-Sud, valori che sono tipici del mese di aprile. Una proiezione a lunga scadenza indica temperature oltre la media del periodo almeno fino a metà marzo, con il freddo che non riguarderà quindi l'Italia ma sarà confinato all’estrema Europa dell’Est. Si può quindi affermare che l’Inverno, in Italia, è finito.
(Adnkronos) - "Il messaggio che vogliamo dare oggi ai nostri studenti è che internazionalizzazione, prossimità, selezione e soprattutto servizio - servizio ai docenti e ai nostri valori - sono elementi insostituibili. L'università vive attraverso la presenza costante degli studenti nelle aule e nei corridoi dove, grazie all'esempio dei docenti, possono costruire il loro futuro". Così Rocco Papalia, magnifico rettore dell'università Campus Bio-Medico di Roma, intervenendo oggi alla cerimonia di inaugurazione del 33esimo anno accademico. Papalia ha sottolineato il valore simbolico di una governance che oggi vede ai vertici ex studenti dell'ateneo. "E' il passaggio" del testimone "a cui crediamo molto: docenti che hanno formato attraverso valori fondanti e studenti che, cresciuti in queste aule, oggi mettono in pratica il loro bagaglio professionale e umano". Guardando alle sfide attuali, il rettore ha evidenziato come le università, pur avendo oltre 8 secoli di storia, non siano realtà superate. "Sono luoghi di comunicazione, di apprendimento dei valori e di condivisione. Questa trasmissione" di sapere e ruoli "da docente a studente e tra studenti non può essere sostituita da alcuna azienda. E' qui - ha concluso - che si costruiscono competenze e si alimenta una dimensione internazionale fondata sulla speranza nel futuro".
(Adnkronos) - "Nonostante le rassicurazioni sulla tutela della produzione di energia da biomasse solide espresse pubblicamente dal governo nelle scorse settimane, la nuova bozza del dl Energia/Bollette prospetta uno scenario ancora critico per l’industria del settore". Così l’Associazione Energia da Biomasse Solide (Ebs) esprime la sua preoccupazione rispetto alla misure previste nella nuova bozza di dl circolata in queste ore “Eravamo fiduciosi, dopo l’impegno preso dal governo, riguardo a un ripensamento sostanziale rispetto alle misure che impattano in modo pesante sul settore delle bioenergie con filiera italiana - dice il presidente di Ebs Andrea Bigai - Il nostro settore è pronto a un confronto tecnico con il decisore politico-istituzionale che non può prescindere dalla condivisione da parte di tutti gli attori, istituzionali e del comparto, della valutazione complessiva dei numeri del settore, e da conseguenti analisi accurate, approfondite, consapevoli su tutti i potenziali effetti del decreto”. "Le bozze di provvedimento circolate - ricostruisce Ebs - prevedono un consistente intervento di riduzione dei Prezzi Minimi Garantiti (Pmg), istituiti ai sensi dell’art. 24, comma 8, del d.lgs. 28/2011 per coprire i costi minimi di esercizio degli impianti. Un meccanismo che esclude già la sovracompensazione". “Riteniamo illogico e inutilmente rischioso rivedere in modo affrettato, per decreto e senza il doveroso confronto il meccanismo varato nel 2024, introducendo una riduzione degli incentivi. Il rischio è compromettere in tempi brevissimi uno dei pilastri più affidabili della generazione rinnovabile nazionale e minare più in generale la fiducia di ogni tipologia di investitori in ambito energetico, sia presente che futura”, dice Bigai. Inoltre, da un punto di vista economico, rileva il presidente di Ebs, "colpire un indotto così consistente significa rinunciare a un importante gettito fiscale, mettere a rischio il lavoro di aziende anche di piccole dimensioni impiegate nella filiera - spesso in zone a rischio abbandono - e accollarsi l’onere di smaltire sottoprodotti delle attività forestali, agricole, agroindustriali. Vuol dire rinunciare a consolidare una virtuosa pratica di valorizzazione energetica di residui poveri in un contesto di impiego a cascata e di economia circolare”. “Il dl Bollette è un passaggio cruciale per il futuro energetico del Paese. Colpire le rinnovabili programmabili e con esse la filiera nazionale sarebbe un errore strategico. Le biomasse solide sono parte della soluzione, non del problema: sono un elemento essenziale del mix energetico, capace di coniugare competitività economica, occupazione, sostenibilità ambientale e sicurezza del sistema elettrico. L’Italia ha bisogno di stabilità regolatoria per evitare disimpegno e incertezza negli investimenti nelle rinnovabili, rischi inconciliabili con gli impegni europei”, conclude.