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(Adnkronos) - “I piccoli comuni svolgono un ruolo essenziale nella geografia del nostro sistema istituzionale perché sono la cerniera tra le istituzioni centrali e il territorio quindi dobbiamo essere attenti e capaci di comprendere quali sono le loro esigenze. Il blocco del turnover ha determinato perdite di risorse per i piccoli comuni, ha acuito anche il tema delle distanze dal punto di vista retributivo tra chi lavora nei territori e chi invece lavora nelle amministrazioni centrali”. Lo ha affermato a margine il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, intervenuto agli Stati Generali dei piccoli comuni dell'Anci. “Dobbiamo recuperare il terreno perduto dal punto di vista salariale - ha detto Zangrillo - perché è evidente che una persona che lavora in un piccolo comune e fa lo stesso mestiere di uno che lavora in una funzione centrale guadagna il 20-30% in meno quindi è un disincentivo rimanere nel piccolo comune; dobbiamo trovare delle formule che ci consentano in un tempo ragionevole, quindi compatibile con le disponibilità delle finanze dello Stato, di recuperare questo ritardo”. “Sono qui per raccogliere le istanze dei piccoli comuni, dobbiamo essere capaci di far dialogare gli enti territoriali con le funzioni centrali perché se noi al centro dobbiamo assumere delle decisioni lo dobbiamo fare avendo ben presente quali sono i fabbisogni di chi lavora nel territorio”, ha aggiunto Zangrillo. Nel suo intervento all’iniziativa 'Verso la nuova PA: visione, competenze e valore del capitale umano', il ministro ha sottolineato che “non possiamo permetterci di gestire le persone con sistemi ormai superati. Dobbiamo innovare partendo dalla motivazione e dalla valorizzazione delle aspirazioni delle nostre persone”. Ed ha evidenziato come le scelte in materia di organizzazione, competenze e gestione del personale “determineranno la qualità dei servizi pubblici e la credibilità delle istituzioni per molti anni a venire”, ribadendo che la modernizzazione della Pubblica amministrazione passa da una gestione strategica del capitale umano. In questo quadro si inserisce il progetto RiVa, ideato dal Dipartimento della funzione pubblica e che ha visto la partecipazione attiva della Regione Lazio nella fase di sperimentazione con l’applicativo 'Minerva', per la mappatura delle competenze e l’analisi dei fabbisogni, e la piattaforma 'Share PA', pensata per favorire la collaborazione tra amministrazioni e la condivisione di buone pratiche. Ampio spazio è stato dedicato alle tre direttrici del rinnovamento: reclutamento, formazione e merito. Sul fronte del reclutamento, il ministro ha ricordato che “negli ultimi tre anni sono state assunte oltre 600 mila persone”, con una riduzione dell’età media da 51 a 48 anni, grazie al portale inPA, oggi unica porta digitale di accesso alla Pubblica amministrazione, con più di 3 milioni di utenti registrati, oltre il 50% under 40”. “Abbiamo bisogno di giovani, di chi legge le prossime sfide con lenti nuove. Per questo motivo con il nuovo modello di attrattività stiamo coinvolgendo le nuove generazioni per spiegare loro le opportunità offerte dal pubblico impiego”, ha aggiunto il ministro. Sul versante della formazione, Zangrillo ha evidenziato il passaggio “da una media di 6 ore annue pro capite a circa 40 ore”, con la piattaforma Syllabus che offre corsi di formazione in continuo aggiornamento insieme ai Poli formativi territoriali e ai programmi 'Essere PA' e 'Leadership e performance'. Il ministro ha quindi ribadito la centralità del disegno di legge sul merito, all’esame del Senato, volto a rafforzare il sistema di valutazione della performance e a introdurre nuovi percorsi di sviluppo di carriera fondati sui risultati e sulle competenze effettivamente dimostrate. “Reclutamento più rapido, formazione continua e valorizzazione del merito sono le direttrici su cui stiamo costruendo una Pubblica amministrazione capace di generare valore, fiducia e sviluppo. Il filo rosso che le unisce è uno solo: le nostre persone”, ha sottolineato. “Gli enti locali sono il primo punto di contatto tra istituzioni e utenti, cittadini e imprese. Per questo motivo stiamo continuando a lavorare per risolvere problematiche sollevate dai comuni che per troppi anni non hanno trovato risposta”, ha dichiarato il ministro intervenendo in chiusura delle due giornate degli Stati Generali dei piccoli comuni. “Il sostegno ai comuni lo abbiamo dimostrato con i fatti. Mi riferisco alla previsione di un Fondo con una dotazione di 50 milioni per il 2027 e 100 milioni dal 2028 per ridurre il divario salariale tra dipendenti comunali e delle amministrazioni centrali. Da ultimo, abbiamo stabilito che per gli enti fino a 3mila abitanti il costo del Segretario comunale non rileva ai fini del rispetto dei limiti di spesa per il personale incrementando, quindi, la capacità assunzionale", ha sottolineato Zangrillo. Sul fronte del reclutamento, il ministro ha ricordato lo stanziamento di 1 milione di euro per lo svolgimento delle procedure concorsuali con competenze per la modernizzazione e la digitalizzazione. Zangrillo ha richiamato anche l’importanza del progetto 'P.I.C.C.O.L.I.' promosso dal Dipartimento della Funzione Pubblica e attuato da Anci, con una dotazione di 25 milioni di euro, istituito per fornire supporto ai Comuni con meno di 5mila abitanti nei processi di innovazione. "La buona riuscita del progetto ci fa capire come i comuni hanno bisogno del nostro supporto. Tra le iniziative messe in campo, con risorse in comune stiamo sostenendo i comuni tra 5mila e 25mila abitanti e visto il successo intendiamo replicarla con un avviso dedicato agli enti più piccoli”, ha aggiunto il ministro. “La sfida è di passare da una gestione burocratica del personale a una per obiettivi. Questo è il punto centrale del disegno di legge sul merito, ora all’esame del Senato, che permette alle nostre persone di crescere e fare carriera”, ha concluso Zangrillo.
(Adnkronos) - Il Portale della genitorialità “sarà fondamentale per mettere a disposizione dei cittadini e delle famiglie tutti i servizi presenti sul territorio, integrando ciò che possiamo fare a livello centrale, come Governo, con quanto viene realizzato a livello regionale e territoriale. Rappresenta la sintesi di ciò che vogliamo ottenere: una reale facilitazione per i cittadini nell’accesso a tutte le informazioni e, quindi, a tutti i servizi disponibili”. Lo ha detto il ministro della famiglia, della natalità e le Pari opportunità, Eugenia Roccella, partecipando oggi, a Palazzo Chigi, alla presentazione del portale progettato dall’Inps che offre in un unico spazio digitale, accessibile anche da App, 40 prestazioni dell’Istituto di previdenza per la famiglia e i genitori e 300 servizi di altre Pubbliche amministrazioni. Un’iniziativa che mira a semplificare l’accesso a bonus, congedi e sussidi. La piattaforma è organizzata in 7 sezioni: Servizi Inps (personalizzati), Diventare genitori, Crescita bambina/bambino, Disabilità, Centri per la famiglia, Servizi di Prossimità (Vicino a te). “È particolarmente significativo che il portale sia stato costruito attorno agli eventi della vita, quindi in modo non burocratico ma basato sui bisogni reali delle persone e delle famiglie - fa notare il ministro - L’accesso ai servizi parte da ciò che accade lungo il percorso di vita, evitando di dover cercare di volta in volta il singolo intervento e permettendo invece di trovare, in modo integrato, le risposte legate ai propri bisogni. Il sistema sarà naturalmente aggiornato e migliorato nel tempo. Si parte già da una base articolata, solida e ben costruita, ma è previsto un dialogo costante con gli utenti, così da aggiornare i dati e migliorare progressivamente sia i servizi offerti sia le modalità di accesso”, conclude.
(Adnkronos) - L'economia circolare offre "vantaggi significativi" per le imprese italiane ed è "fattore di competitività e resilienza per l’intero sistema economico nazionale ed europeo". Mariangela Cozzolino, responsabile Competence Center Economia Circolare e Clean Tech di Cdp, fa il punto con l'Adnkronos su evoluzione, opportunità e sfide di un modello economico di produzione e consumo basato su riutilizzo, riparazione e riciclo. "L’Italia si distingue in Europa tra i Paesi più virtuosi nella transizione verso un'economia circolare - osserva - Le esperienze più mature nel settore si concentrano sul riciclo ma, negli ultimi anni, si registra da parte delle imprese un aumento del livello di adozione di pratiche circolari che spaziano dal design sostenibile ai servizi che permettono di allungare la vita del prodotto, segnalando un approccio sempre più integrato lungo l’intera filiera produttiva. La trasformazione dei modelli di business in ottica 'circolare' comporta per le imprese italiane vantaggi significativi sul fronte economico, quali ad esempio: valorizzazione degli scarti, riduzione dei costi di produzione, rafforzamento del marchio, minore probabilità di default e una maggiore generazione di cassa da destinare all’investimento". Non solo: "L’economia circolare rappresenta, inoltre, un fattore di competitività e resilienza per l’intero sistema economico nazionale ed europeo, perché rafforza l’autonomia strategica nello scenario geopolitico globale, stimola l’innovazione e l’avanzamento delle tecnologie". Guardando al futuro, però, non mancano le sfide da affrontare. "Servono investimenti forti su larga scala, puntando al potenziamento delle filiere, ma diventa fondamentale anche rafforzare il mercato delle cosiddette 'materie prime seconde', che derivano da scarti - osserva Cozzolino - Accanto a ciò è senz’altro necessario favorire accordi di lungo periodo per un approvvigionamento stabile delle materie prime e potenziare la sensibilizzazione dei consumatori. La finanza rappresenta una leva strategica per orientare gli investimenti grazie a prodotti finanziari dedicati e al ruolo chiave degli Istituti Nazionali di Promozione, come Cassa Depositi e Prestiti per l’Italia". In questo quadro, sottolinea, "l’economia circolare ricopre una notevole rilevanza nel Piano Strategico di Cdp. Le principali priorità di intervento riguardano sia la massimizzazione del recupero di materia e di energia a favore della chiusura del ciclo di rifiuti sia il potenziamento delle filiere innovative del riciclo e del riuso. In queste aree, Cdp interviene principalmente concedendo finanziamenti a favore di imprese, infrastrutture e Pubbliche Amministrazioni e offrendo, a queste ultime, servizi di Advisory nelle fasi di programmazione, progettazione e implementazione degli investimenti". La spinta nella direzione della circolarità può arrivare anche dall'Europa grazie alle norme approvate e in via di definizione. "La normativa europea costituisce una leva strategica che può consentire all’Italia di accelerare ulteriormente la transizione verso un modello industriale circolare e competitivo. Un esempio è rappresentato dall’adozione, avvenuta nel dicembre 2024, del Regolamento Ue che punta a rafforzare la circolarità nel settore della gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio", ricorda. "Sono poi sicuramente destinati ad avere particolare rilievo il Clean Industrial Deal, che si pone l’obiettivo di raddoppiare il tasso di circolarità dell’economia europea al 2030, e il Circular Economy Act, atteso per questo anno. Con quest’ultimo si punterà a creare un comune framework legislativo, promuovere un mercato unico dei rifiuti e delle materie prime secondarie a livello Ue e definire un quadro univoco ed aggiornato per la raccolta e il riciclo dei rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. In aggiunta a ciò, sarebbe utile raggiungere una maggiore armonizzazione dei regimi di responsabilità estesa del produttore e dei criteri sull’End of Waste, con una semplificazione delle procedure", conclude.