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(Adnkronos) - Stare in piedi su una gamba sola può avere effetti estremamente positivi sull'equilibrio, sulla salute del cervello e, addirittura, sulla lunghezza della vita. Sembra uno scherzo, ma secondo la scienza è proprio così. 'La posizione del fenicottero' è un gioco per i bambini e i ragazzi, non presenta particolari difficoltà per chi ha 20-30 anni. Poi, però, fisiologicamente la gestione dell'equilibrio inizia a peggiorare. Per chi ha più di 50 anni, la capacità di rimanere su una gamba sola per più di qualche secondo è un segnale estremamente positivo: mantenere l'equilibrio è il presupposto per muoversi con sicurezza ed evitare cadute che, in età adulta, possono comportare gravi conseguenze. Ma non è tutto. Adottare la posizione del fenicottero con regolarità, senza ovviamente esagerare, ha effetti spesso sottovalutati sulla salute del corpo e del cervello. Non è insolito che i medici chiedano ad un paziente di rimanere su una gamba sola. E' un test per verificare anche la portata della perdita di massa muscolare, fenomeno connesso all'età. Dai 30 anni in su, afferma la Bbc, si può perdere fino all'8% di massa muscolare in un decennio. Le persone di 80 anni di età possono arrivare a perdere il 50% della massa muscolare. Per contrastare la sarcopenia, l'esercizio 'del fenicottero' appare utilissimo per mantenere tonica la muscolatura delle gambe. "La capacità di stare in piedi su una gamba diminuisce con l'avanzare dell'età", afferma il professor Kenton Kaufman, direttore del laboratorio di analisi del movimento presso la Mayo Clinic di Rochester, nel Minnesota. "Le persone iniziano a sperimentare questa situazione dopo i 50 o 60 anni. Il fenomeno si intensifica in ogni decennio di vita successivo". Se l'effetto dell'esercizio sulla muscolatura appare facilmente intuibile, è meno automatico pensare che la posizione particolare produca benefici anche per il cervello. Per rimanere su una sola gamba, servono capacità cerebrali indispensabili per integrare le informazioni provenienti dagli occhi, dal centro dell'equilibrio nell'orecchio interno e dal sistema somatosensoriale, una complessa rete di nervi che ci aiutano a percepire la posizione del corpo e il terreno. "Tutti questi sistemi perdono progressivamente efficienza con l'età", anche se i processi avvengono "a ritmi diversi", afferma Kaufman. Quindi, la capacità di stare in piedi su una gamba può rivelare molto sullo stato di salute di alcune regioni chiave del cervello: è un test per la velocità di reazione, la capacità di svolgere le attività quotidiane e la rapidità con cui si riescono a integrare le informazioni provenienti dai sistemi sensoriali. Ma non finisce qui. La capacità di stare in piedi su una gamba si collega persino il rischio a breve termine di morte prematura, almeno secondo uno studio del 2022 citato dalla Bbc. Le persone di mezz'età incapaci di mantenere una posizione su una gamba sola per 10 secondi avevano l'84% di probabilità in più di morire per qualsiasi causa nei sette anni successivi. Un'altra ricerca ha preso in esame 2.760 uomini e donne sulla cinquantina e li ha sottoposti a tre test: forza di presa, numero di volte in cui riuscivano a passare dalla posizione seduta a quella eretta in un minuto e per quanto tempo riuscivano a stare in piedi su una gamba sola con gli occhi chiusi. Ebbene, il 'test del fenicottero' si è rivelato il più utile in relazione al rischio di malattia. Nei successivi 13 anni, coloro che riuscivano a stare in piedi su una gamba sola per due secondi o meno avevano una probabilità tre volte maggiore di morire rispetto a coloro che riuscivano a mantenere la posizione per 10 secondi o più. Secondo Tracy Espiritu McKay, della American Academy of Physical Medicine and Rehabilitation, lo stesso schema si riscontra anche nelle persone a cui è stata diagnosticata la demenza: chi riesce ancora a stare in equilibrio su una gamba sola sperimenta un declino cognitivo più lento. "Per i pazienti affetti da Alzheimer, se non si riesce a stare in equilibrio su una gamba sola per cinque secondi, di solito questo è un predittore di un declino cognitivo più rapido", afferma. L'esercizio è importante anche a livello cerebrale. "Il nostro cervello non è fisso", afferma Espiritu McKay. "È piuttosto malleabile. Gli esercizi di allenamento su una gamba sola migliorano notevolmente il controllo dell'equilibrio e cambiano la struttura del cervello, soprattutto nelle regioni coinvolte nell'integrazione sensomotoria e nella consapevolezza spaziale". Rimanere in equilibrio su una gamba sola può anche migliorare le nostre prestazioni cognitive attivando la corteccia prefrontale del cervello. E secondo uno studio, dice la Bbc, può persino migliorare la memoria di lavoro di giovani adulti sani. Ma quanto esercizio serve? Per le persone di età superiore ai 65 anni, 'allenarsi' 3 volte a settimana potrebbe già produrre risultati, riducendo ad esempio il rischio di cadute. La soluzione migliore, ovviamente, sarebbe esercitarsi ogni giorno per 5-10 minuti. Si può provare anche mentre si svolgono altre attività, come lavare i piatti o lavarsi i denti. Serve un po' di attenzione e l'esercizio è fatto: basta non oscillare troppo...
(Adnkronos) - "L'intelligenza artificiale, così come dicono anche tante ricerche a livello internazionale, certamente comporterà un riposizionamento e soprattutto anche un rischio su alcune posizioni lavorative ma quello che dicono le ricerche internazionali è che invece porterà alla fine un saldo positivo in termini di nuove opportunità di lavoro". Lo dice la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, a margine dell’evento 'Ia e lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità'. "Il tema ovviamente è un tema connesso alla strategia sulle competenze, alla formazione e alla riqualificazione dei lavoratori, all'attenzione a dare una risposta in termini di competenze digitali delle persone", precisa Calderone. "Stiamo formando migliaia di persone proprio per trasferire competenze digitali che sono fondamentali in questo contesto", spiega. "La nostra - prosegue il ministro - non è una visione pessimistica, dobbiamo certamente avere attenzione a quelli che possono essere i potenziali contraccolpi negativi, ma la risorsa umana è fondamentale, l'intelligenza artificiale deve essere al servizio del lavoro ovviamente di qualità", conclude.
(Adnkronos) - Dai Giochi Invernali di Milano-Cortina "Portiamo a casa tutto. L'Italia è un grande paese non da oggi, ma da sempre e siamo riusciti a mettere in mostra quello che sappiamo fare bene". Nel medagliere "quattro anni fa eravamo undicesimi, oggi stiamo combattendo con Norvegia e Stati Uniti. C'è molta soddisfazione". Lo ha detto oggi il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, a margine della sigla del protocollo tra Coni e Conai per la sostenibilità degli eventi sportivi, oggi a Milano. "Stiamo vincendo tanto, e quando accade è un piacere mettersi il distintivo della squadra che vince. È questo che ci rende fieri e orgogliosi di rappresentare gli italiani e le italiane che ci seguono". "Noi avevamo un obbligo" a queste Olimpiadi "essere condannati a vincere". Ha continuato. "Stiamo strabiliando il mondo in tutto e per tutto - ha poi aggiunto Buonfiglio -. Tutto questo, per essere valorizzato, necessitava di tante vittorie ed è per questo che siamo condannati a vincere, per mantenere alta l'attenzione ed essere un modello da imitare". "Le atlete e gli atleti italiani si meritano le medaglie che stanno vincendo e nonostante le pressioni, il sistema sportivo Italia sta continuando a funzionare molto bene". "Non è facile perchè questa è un'ulteriore prova, ma quello che accadrà stasera è merito delle atlete". Ha con tinuato il presidente del Coni rispondendo a una domanda dei giornalisti che gli hanno chiesto se fosse possibile una tripletta d'oro per la pattinatrice Francesca Lollobrigida. "Le stesse batterie eliminatorie son odelle gare importantissime - ha poi aggiunto -. Non è come gareggiare in Italia, chi arriva qui lo fa per vincere e ogni batteria e semifinale richiede il massio impegno". Sull'ovale ghiacciato tutto può succedere: "Ci sono delle variabili da considerare, qualcuno che ti viene addosso o che vuole fare una scorrettezza". Ha concluso