ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - Mario Biondi e Alex Britti tra i protagonisti della serata delle cover del Festival di Sanremo 2026, venerdì 27 febbraio. Sul palco dell’Ariston interpretano il brano 'Hit the Road Jack' di Ray Charles, con Sayf, in gara al Festival con il brano 'Tu mi piaci tanto'. Classe 1971, Mario Biondi (Ranno vero cognome) è nato a Catania. Biondi cresce in una famiglia d'arte: il padre Stefano Ranno, noto come Stefano Biondi, era cantante e musicista. Mario sceglie di adottare il cognome Biondi in omaggio al padre. Fin da piccolo si sibisce in chiese e teatri locali e diventando voce solista di cori gospel. Dopo alcuni anni di gavetta, la svolta arriva nel 2004 con il singolo This Is What You Are, che lo rende noto anche al pubblico internazionale. Nel 2006 pubblica l’album Handful of Soul vendendo oltre 300.000 copie in Italia e consolidando la sua fama. Successivamente escono album di successo con diverse collaborazioni di artisti italiani e internazionali, tra cui Renato Zero, Amalia Gré e Chiara Civello. Nel 2013 Biondi pubblica Sun che lo consacra come artista internazionale, con tour in Europa, Stati Uniti e Giappone. La sua musica fonde soul, jazz e funk, ispirata anche da grandi nomi della musica italiana come Lucio Battisti, Gino Paoli e Pino Daniele. Mario Biondi è padre di dieci figli avuti da quattro donne diverse, tra cui la moglie Romina Lunari. Alex Britti nasce a Roma il 23 agosto 1968. Impara a suonare la chitarra a soli 8 anni e già a 17 anni si esibisce come chitarrista accompagnando band e artisti internazionali. Nel 1992 pubblica il suo album d’esordio come cantautore, Alex Britti. Il primo grande traguardo arriva con Solo una volta (o tutta la vita) che conquista le classifiche italiane. Nel 1999 vince la sezione Nuove proposte del Festival di Sanremo con Oggi sono io, brano che lo consacra nel panorama della musica italiana. L’anno successivo ottiene un ottimo riscontro con i singoli Una su 1.000.000 e La vasca. Con il quinto album in studio, Fiesta, Britti esplora jazz e blues, collaborando con Maurizio Costanzo e firmando canzoni come Quanto ti amo. Nel 2011 partecipa alla colonna sonora del film Immaturi con il brano omonimo, che gli vale una candidatura ai David di Donatello. Britti ha anche partecipato a Celebrity MasterChef nel 2017 e dal 2018 è docente nel talent show Amici di Maria De Filippi. Tra i singoli più recenti si ricordano Brittish e Una parola differente. Dal 2003 ha avuto una relazione con la showgirl Luisa Corna, durata circa un anno. Successivamente ha conosciuto Nicole, con cui si è sposato e ha avuto un figlio, Edoardo. Appassionato di calcio, tifa per la Roma, e colleziona chitarre: attualmente ne possiede più di 50, conservando gelosamente anche il primo strumento con cui ha imparato a suonare. Hit the road Jack and don't you come back No more, no more, no more, no more Hit the road Jack and don't you come back no more What you say? Hit the road Jack and don't you come back No more, no more, no more, no more Hit the road Jack and don't you come back no more Old woman, old woman, don't treat me so mean You're the meanest old woman that I've ever seen I guess if you said so I'll have to pack my things and go (that's right) Hit the road Jack and don't you come back No more, no more, no more, no more Hit the road Jack and don't you come back no more What you say? Hit the road Jack and don't you come back No more, no more, no more, no more Hit the road Jack and don't you come back no more Now baby, listen baby, don't ya treat me this way 'Cause I'll be back on my feet some day (Don't care if you do 'cause it's understood) (You ain't got no money, you just ain't no good) Well, I guess if you say so I'll have to pack my things and go (that's right) Hit the road Jack and don't you come back No more, no more, no more, no more Hit the road Jack and don't you come back no more What you say? Hit the road Jack and don't you come back No more, no more, no more, no more Hit the road Jack and don't you come back no more Well (don't you come back no more) Uh, what you say? (Don't you come back no more) I didn't understand you (don't you come back no more) You can't mean that (don't you come back no more) Oh, now baby, please (don't you come back no more) What you tryin' to do to me? (Don't you come back no more) Oh, don't treat me like that (don't you come back no more).
(Adnkronos) - Integrare la previdenza fin dalle prime fasi del percorso lavorativo, rendendola una componente stabile del welfare e uno strumento concreto per il futuro delle nuove generazioni. E' il messaggio emerso oggi dalla conferenza 'Il futuro della previdenza complementare è oggi: il ruolo strategico delle imprese', promosso dal Presidente della XI Commissione Lavoro Pubblico e Privato della Camera dei Deputati, Walter Rizzetto, con la partecipazione del sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Claudio Durigon, della consigliera dell’Ivass Rita D’Ecclesia, del consigliere esperto Cnel, Francesco Rotondi e dell’ad di Arca Fondi SGR, Ugo Loeser. L’incontro, tenutosi a Palazzo San Macuto, ha riunito istituzioni, operatori del settore previdenziale, imprese e direttori hr, per un confronto sugli scenari della previdenza complementare e sulle evoluzioni necessarie per rispondere ai cambiamenti demografici, economici e sociali del Paese. Walter Rizzetto ha affermato che "la prima sfida sulla previdenza complementare è culturale. Occorre rafforzare informazione, formazione ed educazione finanziaria su uno strumento ancora poco conosciuto e spesso sottovalutato. Tra i giovani, in particolare, le adesioni restano insufficienti, pur a fronte di una lieve crescita negli ultimi anni, ma in un contesto segnato da carriere discontinue, ingresso tardivo nel mercato del lavoro e calo demografico. Mettere lavoratrici e lavoratori nelle condizioni di comprenderne funzionamento, vantaggi fiscali e prospettive di lungo periodo significa consentire scelte realmente consapevoli. Il secondo pilastro previdenziale è una leva essenziale per garantire stabilità, sostenibilità e sicurezza economica ai lavoratori di oggi e di domani". Ugo Loeser ha analizzato alcune delle novità introdotte dalla Finanziaria 2026 – auto enrollment, life-cycle, flessibilità in uscita e portabilità – evidenziando come queste misure offrano benefici concreti agli aderenti, migliorando sia la fase di accumulo sia quella di decumulo, con vantaggi rilevanti in termini di rendimenti e di qualità del servizio. "La previdenza complementare - ha dichiarato Loeser - deve diventare uno strumento semplice, accessibile e vicino alle persone. Le novità introdotte con la legge di Bilancio hanno il potenziale di imprimere un impulso significativo al sistema, favorendo una partecipazione più ampia e consapevole". In questo contesto Patrizia Fontana ha presentato la nuova ricerca di Previverso, condotta su oltre 300 professionisti HR, che ha evidenziato margini di miglioramento nella conoscenza del quadro normativo che incide sulle scelte previdenziali: tra i profili senior solo il 14% ha dichiarato una preparazione completa, mentre l’80% degli intervistati ha dichiarato che la previdenza complementare ha il potenziale di diventare cultura d’impresa, ma ha sottolineato che il percorso è destinato a richiedere tempo e continuità, oltre ad un ruolo attivo della funzione hr. Previverso ha anticipato molte di queste tematiche. "L’esperienza di Previverso - ha ricordato Fontana - dimostra che l’educazione previdenziale funziona quando parte dai bisogni reali Il lavoro sviluppato con aziende e funzioni hr ha, infatti, permesso di accrescere la consapevolezza su questo tema centrale, aprendo la strada ad una maggiore diffusione dei fondi pensione". Nella medesima direzione sono andate le testimonianze dei direttori del personale, che hanno presentato le esperienze sviluppate con Previverso per accrescere la consapevolezza finanziaria delle nuove generazioni tramite programmi di formazione, condividendo best practice ed elaborando proposte nell’ottica di favorire una pianificazione previdenziale consapevole e di lungo termine. In quest’ottica i rappresentanti del mondo delle imprese hanno mostrato un diffuso apprezzamento per PreviYoung, iniziativa nata da un percorso di co-progettazione avviato nel 2024 con gli esperti hr di Aidp, che mira a rendere accessibile la previdenza complementare anche ai giovanissimi. Un progetto che valorizza bisogni reali: genitori attenti al futuro dei figli, aziende focalizzate sul benessere dei collaboratori e funzioni hr consapevoli del valore sociale ed educativo della formazione sulla previdenza. Una iniziativa che vede impegnate molte aziende italiane e branch di multinazionali come ABInBev, Emerson, SAS, Fastweb+Vodafone, Fortidia, TD Synnex, Swaroski, Kuehne + Nagel, Golmar, Italiaonline, Safety21, Sutter, Transcom e Sperlari. Dal dibattito è emerso, inoltre, che il modello formativo di Previverso - rivolto ai dipendenti e alle funzioni hr - è in grado di generare un impatto positivo su tre livelli: sulle persone, rafforzando la consapevolezza finanziaria, favorendo la stabilità economica individuale e incidendo positivamente sul benessere psicologico; sulle aziende, valorizzando il welfare in chiave ESG (dimensione sociale), supportando il futuro finanziario dei giovani dipendenti e rafforzando l’employer branding; sul sistema Paese, promuovendo la cultura della pianificazione nelle famiglie e contribuendo ad una maggiore resilienza economica e a un equilibrio più efficace del welfare. A chiusura dell’evento la consigliera dell’Ivass D’Ecclesia ha sottolineato che si assiste a un cambio di prospettiva nel modo in cui la previdenza entra nella vita delle imprese e dei lavoratori: "La previdenza complementare può diventare una leva strategica del welfare aziendale e uno strumento di attrazione del capitale umano. In questo contesto, la cultura finanziaria rappresenta un elemento imprescindibile di tutela: acquisirla significa essere in grado di valutare con consapevolezza le proprie esigenze di copertura previdenziale, orientando scelte informate e sostenibili nel lungo periodo".
(Adnkronos) - In occasione della XXII Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili, Barilla rinnova la propria adesione a 'M’Illumino di Meno', l’iniziativa simbolo dell’impegno condiviso per un uso più consapevole dell’energia. Anche quest’anno - spiega l'azienda in una nota - il Gruppo spegnerà le luci della sede di Pedrignano (PR), a testimonianza di un’attenzione concreta verso l’efficienza energetica e la riduzione dell’impatto ambientale. Un gesto simbolico che riflette un impegno strutturale e di lungo periodo. Per Barilla, infatti, la sostenibilità energetica rappresenta una leva strategica del proprio modello industriale. Guardando al futuro, il Gruppo ha fissato un obiettivo chiaro: raggiungere entro il 2030 una potenza installata di 24 MW per l’auto-produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, contribuendo in modo significativo alla transizione energetica e al rafforzamento della resilienza industriale. Per rendere concreta questa visione, nel 2024 Barilla ha avviato l’Energy&Water Plan, un piano dedicato agli stabilimenti produttivi che prevede 168 milioni di euro di investimenti cumulati entro il 2030. Il piano è focalizzato su tre ambiti principali: efficientamento energetico dei processi industriali, gestione più sostenibile delle risorse idriche e sviluppo di impianti di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Presente in oltre 100 Paesi con 30 siti produttivi nel mondo, Barilla considera l’uso sostenibile delle risorse energetiche una priorità strategica, promuovendo una cultura diffusa dell’efficienza energetica integrata nei processi industriali e nelle scelte di investimento. Per garantire un miglioramento continuo delle prestazioni energetiche, il Gruppo ha adottato il Sistema di Gestione dell’Energia conforme alla norma UNI EN ISO 50001, oggi diffuso in 25 stabilimenti certificati, comprendenti tutti i siti produttivi europei. Nel 2024 hanno inoltre completato il percorso di prima certificazione lo stabilimento di Muggia (Trieste), l’Head Quarter della Francia a Parigi e gli uffici di Châteauroux. Il pastificio di Parma è soggetto all’Emissions Trading Scheme (Ets), con consumi ed emissioni di CO2 verificati e certificati da enti terzi. Questo approccio strutturato si traduce nel progetto Esp - Energy Saving Program, attivo dal 2004, che favorisce la condivisione delle migliori soluzioni tecnologiche e gestionali per l’ottimizzazione delle performance energetiche. Parallelamente, Barilla ha incrementato l’utilizzo di energia elettrica da fonti rinnovabili, grazie alle Garanzie di Origine (GO), coprendo interamente numerosi marchi del Gruppo. Nel 2024 il Gruppo ha investito circa 10,5 milioni di euro in interventi legati all’energia, tra efficientamento, revamping degli impianti di trigenerazione e nuove installazioni per l’autoproduzione da fonti rinnovabili. Nei pastifici italiani sono attivi impianti di trigenerazione ad alto rendimento, che migliorano l’efficienza complessiva e riducono l’impiego di combustibili fossili. A supporto di queste azioni, Barilla continua a investire nella formazione delle persone, diffondendo pratiche operative orientate alla riduzione dei consumi energetici. Negli ultimi due anni, poi, il Gruppo ha triplicato la potenza installata di impianti fotovoltaici per l’autoproduzione di energia elettrica rinnovabile nei propri siti produttivi italiani e prevede di triplicarla nuovamente entro il 2026, raggiungendo quasi 9 MWp di potenza installata. Oggi tutte le fornerie italiane Barilla utilizzano il 100% di energia elettrica da fonte rinnovabile, acquistata con Garanzie di Origine o autoprodotta. Un impegno che coinvolge in particolare Mulino Bianco, che da oltre cinque anni utilizza esclusivamente energia idroelettrica prodotta dall’impianto alimentato dal Lago di Resia, come indicato dal logo dedicato sulle confezioni. Tra gli esempi più significativi, lo stabilimento di produzione sughi di Rubbiano (PR): l’impianto fotovoltaico installato nel 2024 consente, nel periodo estivo caratterizzato dal picco produttivo dei Pesti al basilico, di coprire il fabbisogno energetico di circa un giorno di produzione a settimana grazie all’energia rinnovabile autoprodotta.