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(Adnkronos) - E' salito a 41 morti accertate il bilancio dell'incidente ferroviario ad Adamuz, in Andalusia vicino a Cordova. Lo scrive El Paìs citando i soccorritori, che oggi hanno rinvenuto un altro corpo sotto uno dei vagoni dell'Iryo Malaga-Madrid, successivamente colpito dal treno Alvia Madrid-Huelva. Sono invece 122, 117 adulti e cinque bambini tutti identificati, i feriti che sono stati curati, come hanno dichiarato fonti del governo andaluso a El Mundo. Sono 41 i pazienti che rimangono ricoverati in ospedale, tra cui 37 adulti e quattro bambini. In terapia intensiva sono ricoverati 13 adulti. Il Ministro dei Trasporti, Óscar Puente, ha spiegato che la Guardia Civil ha chiesto il sequestro del vagone numero 6 dell'Iryo, il primo a deragliare, per continuare a prelevare campioni e immagini per chiarire la causa dell'uscita dai binari. Anche il binario stesso è oggetto di indagine, data l'ipotesi che una rottura di un giunto abbia causato il deragliamento. Puente insiste sul fatto che è troppo presto per trarre conclusioni. "Dobbiamo esaminare il vagone numero 6 di Iryo, che non è ancora stato esaminato. La Guardia Civil ha chiesto che venga trattenuto lì, e deve essere effettuato un esame approfondito del vagone deragliato per determinare cosa sia successo, perché ci sono molti pezzi del puzzle che devono essere ricomposti", ha detto Puente in interviste separate su Onda Cero e RNE. Per quanto riguarda la rottura dei binari, ha ribadito che ci sono effettivamente danni, ma non si può ancora stabilire se siano stati causati o derivati dal deragliamento. C'è un punto di rottura iniziale che è in fase di esame, ma "non si possono ancora trarre conclusioni" e, in ogni caso, ha spiegato, se quella rottura iniziale fosse la causa del deragliamento, "dovremo vedere perché si è rotto un pezzo di acciaio". In ogni caso, sottolinea che si trattava di un tratto di binario che era stato ristrutturato otto mesi prima e che non aveva causato alcun problema durante tutto quel periodo. "Questo tratto è stato in funzione tutti i giorni per otto mesi senza un singolo problema. Tre treni erano già passati di lì in precedenza e nessuno aveva segnalato problemi. Non c'è nulla che suggerisca che il binario fosse difettoso", ha affermato, aggiungendo che i nuovi tratti possono presentare "difetti iniziali", ma che questo tratto in particolare era già in funzione da otto mesi senza alcun problema.
(Adnkronos) - Questa volta, a differenza della trasferta in Giappone, nessuna immagine in stile anime. Il selfie con il padrone di casa, però, fa capolino lo stesso sui social. Ma soprattutto resta identico il messaggio politico: l'Italia intende consolidare i rapporti con i principali attori dello scenario orientale, perché le attuali turbolenze geopolitiche impongono flessibilità e rapidità di adattamento. E la costruzione di nuove sponde affidabili, in un contesto sempre più instabile. Nel segno del soft power coreano - dal K-pop in giù - Giorgia Meloni conclude a Seul la terza e ultima tappa della missione asiatica, incontrando il presidente sudcoreano Lee Jae-Myung nella Blue House (Cheong Wa Dae), il palazzo presidenziale dai tetti tradizionali a padiglione. "Sono molto contenta di essere il primo leader europeo a venire in visita in Corea dalla sua elezione e dal suo insediamento", afferma la presidente del Consiglio, rimarcando come Italia e Corea del Sud condividano "molti valori, una vocazione verso la creatività e l'innovazione pur rimanendo ancorate alla tradizione" e dispongano di "un potenziale straordinario ancora inespresso, nonostante rapporti bilaterali già estremamente solidi". Al termine del faccia a faccia, spiega Meloni, la dichiarazione congiunta individua "i settori prioritari sui quali sviluppare partenariati di alto livello", con l'obiettivo di "rafforzare il dialogo politico" e rendere la cooperazione "realmente strategica". Il baricentro dell'intesa è tecnologico. "Sono particolarmente fiera della firma di oggi di un'intesa nel settore dei semiconduttori, materia particolarmente strategica per noi", sottolinea la premier, definendola "un passo fondamentale per rafforzare l'autonomia strategica, ridurre le dipendenze esterne e sostenere l'innovazione" in settori chiave come elettronica, automotive e telecomunicazioni. Accanto ai chip, entra nel perimetro della cooperazione anche il tema delle materie prime: "Ripensare le catene di approvvigionamento e renderle più solide e controllabili è una priorità strategica", osserva Meloni, evidenziando come la collaborazione tra Paesi alleati possa rafforzare la tenuta industriale. Il rafforzamento del partenariato passa anche dall'economia reale. "Le nostre nazioni possono migliorare la cooperazione anche in settori come i trasporti e le infrastrutture", afferma la presidente del Consiglio, valorizzando il contributo delle aziende italiane e definendo "strategico" l'interscambio degli investimenti. Per Roma, aggiunge, è centrale la presenza dei grandi gruppi coreani, in particolare nei comparti "ad alto contenuto innovativo come la robotica, la microelettronica e l'automotive". Sul tavolo anche il sostegno alle Pmi e l'obiettivo di "superare alcune barriere non tariffarie all'ingresso dei nostri prodotti". Il quadro politico fa da cornice a questa agenda. Italia e Corea, ricorda Meloni, sono "nazioni amiche e alleate, oltre a essere democrazie mature e tecnologicamente avanzate", una convergenza che diventa un vantaggio competitivo in "uno scenario globale nel quale l'incertezza è ormai diventata la normalità". Da qui l'apprezzamento per l'"approccio pragmatico" del presidente Lee - riferimento, non esplicitato, al riavvicinamento con la Cina avviato da Seul - e la volontà di trasformare la visita in un punto di partenza per "un dialogo politico più strutturato" su dossier complessi, anche a livello personale, con l'invito a una visita in Italia nel corso dell'anno. Affiora anche la dimensione storica del rapporto bilaterale. "Questo stride un po' con l'assenza, da diciannove anni, di un presidente del Consiglio italiano in visita ufficiale in Corea", osserva Meloni, citando il libro fotografico sull'ospedale della Croce Rossa italiana durante la guerra combattuta nella penisola coreana, ricevuto in dono. Un passaggio ripreso da Lee Jae-Myung, che parla di "lunga amicizia" e di "profonda gratitudine per l'aiuto ricevuto", ricordando che "nel 1951 l'Unità Medica Italiana fondò l'Ospedale della Croce Rossa". La visita si chiude con la firma di una serie di intese: un memorandum tra la Protezione civile italiana e il ministero dell'Interno coreano, un accordo sulla tutela del patrimonio culturale e un'intesa industriale nel settore dei semiconduttori. Il tutto inserito in una dichiarazione congiunta che rilancia il Dialogo strategico bilaterale, prevede un nuovo Piano d'azione 2026-2030 e rafforza la cooperazione su sicurezza, Indo-Pacifico, Africa e principali sfide globali. Ma il richiamo all'incertezza non resta confinato alle dichiarazioni ufficiali. A pesare sono le tensioni geopolitiche che attraversano l'Occidente, come dimostra l'avvio in calo delle Borse europee nella prima seduta della settimana, dopo l'annuncio di Donald Trump di nuovi dazi contro i Paesi europei che hanno deciso di inviare militari in Groenlandia. Una scelta criticata da Giorgia Meloni sia pubblicamente sia nel colloquio telefonico con il presidente degli Stati Uniti. Il dossier resta aperto. I contatti tra la presidente del Consiglio - impegnata in un ruolo di mediazione - e i partner europei, a partire dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, proseguono. Il prossimo passaggio è fissato per il 22 gennaio, quando il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha convocato una riunione straordinaria dei 27 per fare il punto sul caso Groenlandia e sullo stato, sempre più fragile, delle relazioni transatlantiche. Non è ancora confermata, invece, la partecipazione al vertice a margine del forum di Davos. Al centro del Consiglio europeo ci sarà anche il cosiddetto "bazooka", lo strumento di coercizione commerciale che Bruxelles potrebbe valutare come risposta ai dazi annunciati da Washington. La linea di Meloni resta però improntata alla cautela: tenere aperto il canale del confronto per evitare una spirale di ritorsioni che rischierebbe di aggravare ulteriormente le tensioni tra le due sponde dell'Atlantico.
(Adnkronos) - Anche per queste festività, fra dicembre 2025 e gennaio 2026, è previsto un aumento degli imballaggi conferiti in raccolta differenziata dai cittadini italiani. Le prime stime Conai indicano, come per gli anni passati, una crescita dei flussi a fine vita: per plastica e vetro gli incrementi nei conferimenti potrebbero oscillare tra il 4% e il 7%, mentre per la carta l’aumento potrebbe localmente raggiungere punte del 10%. "Le analisi a campione, confrontando i dati degli anni precedenti con le previsioni fornite dai gestori di alcune città italiane, porta a delineare questo scenario - spiega Fabio Costarella, vicedirettore generale Conai - La situazione economica del Paese resta eterogenea e non è semplice prevedere se l’andamento sarà più o meno forte. Ma un aumento dei consumi tra dicembre e gennaio resta fisiologico e rende ragionevole attendersi anche un incremento dei conferimenti in raccolta differenziata. Le previsioni di Confcommercio indicano, ad esempio, che per i soli regali natalizi ogni italiano spenderà in media 211 euro: un incremento dei consumi che porta con sé una maggiore quantità di imballaggi". Come avviene ogni anno, a crescere saranno soprattutto gli imballaggi in carta e cartone, in particolare scatole per spedizioni, confezioni di prodotti natalizi e carta regalo, ma anche quelli in plastica, come film, involucri, vaschette e imballaggi alimentari. Per quanto riguarda il vetro, l’aumento riguarderà soprattutto bottiglie di vino, spumante e liquori, tipiche del periodo delle feste. "In alcuni territori le percentuali potrebbero risultare anche superiori alle nostre stime - prosegue Costarella - Negli ultimi anni l’incertezza economica e i cambiamenti nei consumi hanno reso più complessa l’attività previsionale, ma resta fondamentale che i cittadini conferiscano correttamente gli imballaggi. Il sistema Paese è in grado di gestire senza criticità questi volumi, a condizione che la qualità della raccolta rimanga elevata". Proprio per questo, durante le festività è importante prestare particolare attenzione a come si differenziano i rifiuti. La carta utilizzata per avvolgere i regali è riciclabile e va conferita nella raccolta di carta e cartone, così come le confezioni esterne di pandoro e panettone. Gli scontrini, salvo indicazioni diverse riportate sul retro, devono invece essere gettati nell’indifferenziato perché realizzati in carta chimica. Ma anche carta oleata e carta da forno non sono riciclabili se non espressamente indicato e non vanno conferite con la carta. E ancora: addobbi natalizi, pirofile in vetro borosilicato e ceramiche non devono essere conferiti con gli imballaggi in vetro perché comprometterebbero la qualità della raccolta. Anche i bicchieri di cristallo rotti vanno buttati nell’indifferenziato. "Il cristallo contiene piombo, e pochi frammenti di cristallo compromettono grandi quantità di vetro riciclabile", spiega Fabio Costarella. Le scatole in legno utilizzate per confezionare bottiglie di vino o liquori devono invece essere portate alle isole ecologiche. Infine, per la plastica, giocattoli rotti e oggetti che non sono imballaggi non vanno inseriti nella raccolta differenziata, ma conferiti nel rifiuto indifferenziato o portati nei centri di raccolta. Tutti gli imballaggi in plastica devono essere svuotati prima del conferimento, mentre quelli flessibili è consigliabile schiacciarli per ridurre il volume. "È bene rimuovere le etichette coprenti dai flaconi o dalle bottiglie -aggiunge Costarella - e conferire poi in raccolta differenziata sia l’etichetta sia il flacone o la bottiglia. È un aiuto ai riciclatori, che potranno così gestire meglio gli imballaggi in fase di preparazione per recupero e riciclo". "Con un tasso di riciclo degli imballaggi superiore al 76%, l’Italia si colloca stabilmente tra i Paesi di riferimento in Europa nel campo dell’economia circolare - conclude Fabio Costarella. - Il mantenimento e il rafforzamento di questo risultato richiedono un impegno costante e condiviso, anche nei periodi caratterizzati da un aumento dei consumi. Una corretta raccolta differenziata consente di valorizzare le risorse, sostenere gli obiettivi di sostenibilità e consolidare un modello che il Paese ha progressivamente costruito nel tempo".