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(Adnkronos) - Il morbillo torna sotto i riflettori in diversi Paesi del mondo. Dal Regno Unito, dove - come riporta la 'Bbc' - nella zona a nord di Londra il Consiglio di Enfield (area alle prese con un focolaio della contagiosa malattia) ha inviato una lettera a tutti i genitori del distretto, informandoli che i loro figli, se non vaccinati e identificati come contatti stretti di persone colpite, potrebbero essere esclusi per 21 giorni da scuola. Fino agli Usa, dove l'ultimo alert ha interessato addirittura un aeroporto, quello internazionale di Philadelphia. Secondo quanto riferito dalle autorità sanitarie, infatti, la scorsa settimana una persona con l'infezione è transitata dal Terminal E, giovedì 12 febbraio dalle 13.35 alle 16.30. A seguito del caso, il Dipartimento di Sanità pubblica dello Stato ha dovuto avvisare i viaggiatori del rischio di una possibile esposizione al virus, incoraggiando le persone a verificare il proprio stato vaccinale e a stare attente ai sintomi, si legge nella nota ufficiale. "Riteniamo che non ci sia alcuna minaccia generale associata a questo caso - ha puntualizzato il commissario della Sanità, Palak Raval-Nelson - Incoraggiamo però le persone che potrebbero essere state esposte ad agire se non sono protette contro il morbillo". Molti Paesi, ha proseguito, "stanno vivendo focolai di morbillo, quindi il rischio di casi legati ai viaggi rimane. Inoltre i casi e le epidemie di morbillo hanno continuato ad aumentare negli Stati Uniti, tra cui un focolaio molto grande e in corso nella Carolina del Sud. Incoraggiamo vivamente i genitori a seguire il programma di immunizzazione e a vaccinare completamente i loro figli non appena sono in grado. Le persone che intendono viaggiare al di fuori degli Usa o all'interno di Stati Usa con grandi focolai dovrebbero parlare con il medico dei loro piani di viaggio e delle vaccinazioni necessarie". "Ogni giorno negli Usa si segnalano casi, epidemie, quarantene, aree bloccate a causa del morbillo - commenta l'infettivologo Matteo Bassetti in un post sui social - Ormai, grazie al pensiero novax di chi li governa, sono diventati il 'Measles country', il Paese del morbillo. Se fossimo un Paese evoluto (dal punto di vista sanitario) chiederemmo agli americani di essere vaccinati prima di entrare in Italia. Occhio anche ad andare negli Usa in vacanza e per lavoro, meglio controllare sierologia e stato vaccinale prima di partire", esorta l'esperto. L'inizio del 2026 è stato segnato in realtà da diverse svolte in negativo che non hanno interessato solo le Americhe. Per esempio, alcuni Paesi - 6 in Europa, fra cui Spagna e Gb - fanno i conti con l'addio allo status di Paesi liberi dal morbillo. A novembre scorso la perdita di questo status era stata ufficializzata per il Canada e ad aprile si discuterà della situazione proprio di Usa e Messico. In particolare, per quanto riguarda il Messico, nell'ultimo bilancio dei numeri registrati dall'inizio dell'epidemia di morbillo nel 2025 si faceva il punto anche sui decessi, vicini a quota 30 nel periodo 2025-2026 e distribuiti in 7 Stati. Tornando in Europa e nel Regno Unito, altro Paese alla ribalta delle cronache in questi giorni, i media riportano che almeno 34 bambini sono stati contagiati nell'ambito di un'epidemia a "rapida diffusione" in diverse scuole del nord di Londra. Secondo uno studio medico locale sono state confermate infezioni in "almeno" 7 scuole di Enfield e della vicina Haringey. "Certamente nella nostra zona non abbiamo mai visto un aumento del numero di casi di questo tipo prima d'ora", ha osservato Jo Sauvage, responsabile sanitario del North Central London Integrated Care Board, parlando a 'Today' di Bbc Radio 4. L'esperto ha spiegato che sono stati confermati circa 60 casi sospetti, la maggior parte dei quali nelle scuole e negli asili nido, e che alcuni bambini necessitano di cure ospedaliere, "in particolare quelli che non sono stati vaccinati. Stiamo lavorando a stretto contatto per contenere l'infezione e la diffusione, ma anche per aumentare la conoscenza e la consapevolezza del pubblico". L'Enfield Council ha invitato i residenti nell'area a verificare il loro stato vaccinale. "L'attuale epidemia - ha confermato il consigliere Alev Cazimoglu - ha colpito principalmente i bambini e alcuni hanno richiesto cure aggiuntive con un breve ricovero ospedaliero. Il morbillo è una delle malattie più contagiose conosciute. E' circa 6 volte più contagioso del Covid-19".
(Adnkronos) - "Abbiamo sempre una Austria House quando ci sono le Olimpiadi, l'ultima volta è stata l'estate scorsa a Parigi per i Giochi estivi. Per noi è la piattaforma perfetta per promuovere al meglio l'Austria specialmente a livello internazionale, e non solo in Italia che rappresenta uno dei nostri primi cinque mercati di riferimento, e continua a crescere, ma anche per gli operatori internazionali". Ad affermarlo è Astrid Steharnig-Staudinger, Managing Director di Austria Tourism, l'ente di promozione turistica del paese, presente nei giorni scorsi a Cortina d'Ampezzo, per presentare la Austria House, un luogo di incontro, di ospitalità e di eccellenza che durante le Olimpiadi accoglie atleti e ospiti. "Con questa struttura - sottolinea - vogliamo mostrare che siamo una destinazione top per gli sport invernali ma anche per le eccellenze culinarie e l'ospitalità. Qui abbiamo 60 stakeholders da 50 paesi, tutti mercati importanti per noi, dagli Stati Uniti all'Australia, passando per la Cina. L'interesse, quindi, è davvero molto alto e non c'è mai stato un coinvolgimento politico a un livello come questo, con la presenza delle massime cariche del governo austriaco". Austria House, quindi, è soprattutto un luogo dove mostrare quanto di meglio ha da offrire l'Austria e in particolare la regione confinante con questa area delle Dolomiti, l'Osttirol. "Il nostro Tirolo orientale - spiega - è connesso molto bene con l'area di Cortina e in occasione dei Giochi Olimpici invernali vogliamo promuoverlo, anche perché rappresenta una di quelle 'gemme nascoste' che in Austria stiamo facendo conoscere con una nuova campagna di comunicazione. Questa parte di Tirolo, infatti, non è molto conosciuta ma è meravigliosa e non sovraffollata; rappresenta un ottimo esempio di come si possa trovare un equilibrio nel turismo anche rispetto alla sostenibilità. Sicuramente è una regione che avrà benefici dalle Olimpiadi, anche ospitando eventi collaterali. Abbiamo anche un bus brandizzato, che si muove attraverso Cortina offrendo un altro piccolo contributo alla promozione". "Lienz - prosegue - rappresenta un esempio perfetto di destinazione per tutto l'anno, con la sua natura incontaminata: per l'inverno e gli sport sulla neve, ma anche per l'estate. E proprio la destagionalizzazione, il turismo 365 giorni all'anno, è uno dei punti chiave della nostra nuova campagna di promozione. E' un luogo dove si possono trascorrere vacanze bellissime, anche con attività avventurose, dall'hiking all'ice bathing. E' un territorio molto autentico e sostenibile, che invita allo slow travel, che è un nuovo trend anche per le nuove generazioni. Quindi penso che anche per un target giovane questa parte di Austria è, appunto, una vera gemma". E c'è soddisfazione per il record di turisti registrato nel 2025 in tutto il paese. "Il turismo in Austria sta crescendo molto: lo scorso anno abbiamo avuto il numero più alto di sempre con 157 milioni di pernottamenti, nonostante il livello dell'inflazione e dei prezzi. Anche mercati come quello statunitense sono cresciuti entrando per la prima volta nei primi dieci, pure per l'inverno. Sta tornando anche la Cina, dopo il Covid, anche grazie a buone connessioni di voli, così come i paesi arabi", osserva Astrid Steharnig-Staudinger. "L'Italia rappresenta, appunto, il quinto mercato di riferimento per noi - ricorda la Managing Director di Austria Tourism - e cresce del 3%, abbiamo avuto 2,8 milioni di pernottamenti dall'Italia. E' un mercato che continua a crescere, soprattutto in estate ma se prima era un turismo soprattutto culturale diretto verso Vienna e Salisburgo, ora è legato molto anche alla natura, ad attività come hiking, in particolare nelle zone vicine al confine come la Carinzia e appunto il Tirolo orientale". Il 2026 sarà un anno molto intenso per Austria Tourism e le sue attività di promozione. "Ora abbiamo le Olimpiadi, poi - aggiunge la Managing Director - ospiteremo l'Eurovision Song Contest a Vienna a maggio. Per noi sono piattaforme enormi, avremo più di cento rappresentanti di media. Poi abbiamo chef stellati, che hanno avuto il riconoscimento Michelin lo scorso anno, e vogliamo anche posizionare l'Austria come destinazione gastronomica. Abbiamo ottimi locali, non solo per il fine dining ma anche trattorie e ristorantini dove si mangia molto bene". "Quest'anno abbiamo avuto una campagna, ad esempio, che univa l'arte alla gastronomia, chiamata 'Arte culinaria', che combina artista e chef in eventi flagship da New York alla Spagna, e che toccherà anche l'Italia. Anche nella città di Vienna il focus del 2026 è il food, che è un ottimo attrattore turistico nella bassa stagione, durante la quale abbiamo già il 23% di presenze. Sicuramente il binomio tra natura ed eccellenze gastronomiche è vincente", assicura. Poi c'è il grande tema della destagionalizzazione. "Abbiamo lanciato questa nostra nuova campagna - ribadisce - che mira a promuovere il turismo 365 giorni all'anno: non promuoviamo più estate e inverno separatamente, mostrando ad esempio immagini di stagioni diverse e opposte. Abbiamo cambiato il modo di comunicare, ad esempio non mostriamo più immagini di paesaggi, che si trovano in molti paesi, ma puntiamo piuttosto alle emozioni, così mostriamo volti espressivi e sorridenti. Ed effettivamente abbiamo avuto molto successo con questa campagna. Scriviamo la parola 'Lebens-gefuhl' per promuovere l'Austria in tutto il mondo ma senza più tradurla. L'idea - conclude - è di trasmettere il messaggio che devi venire in Austria per sentire l'Austria, e per sentirti a casa, qualcosa che non puoi sperimentare in un altro paese".
(Adnkronos) - Meno di 1 italiano su 5 possiede un’auto green (il 17%), ma un italiano su due (il 51%) sta valutando di comprarne una. Tuttavia, gli italiani sembrano propensi a cambiare trend: già 1 su 4 ha provato un’auto elettrica (26%) e il full hybrid è la soluzione più indicata quando si valuta l’acquisto di una nuova vettura (27%). Le principali barriere all’acquisto delle auto elettriche sono il costo elevato (62%) seguito dai tempi di ricarica lunghi (50%). Sono i risultati dell’indagine realizzata da YouGov per Repower, con l’obiettivo di valutare il mercato delle auto elettriche in Italia insieme a conoscenze e abitudini dei cittadini, presentati nel X White Paper, 'La transizione nell’era post ideologica', pubblicato dal gruppo attivo nel settore energetico e della mobilità sostenibile. (VIDEO) Questa edizione del documento rafforza la dimensione di piattaforma di contenuti fruibili in maniera non lineare, andando ad approfondire solo i temi a cui si è più interessati. Ogni capitolo è infatti abbinato, a seconda del tema approfondito, a una puntata di 'Rumors d’Ambiente - Alla ricerca della sostenibilità', il podcast di Repower di cui in primavera è attesa la sesta stagione. Ogni capitolo ospita inoltre una serie di interviste ad esperti per approfondire le molteplici tematiche della mobilità sostenibile: da Francesco Zirpoli, direttore del Center for Automotive and Mobility Innovation all’Università Ca’ Foscari Venezia a Fabio Orecchini direttore del Center for Automotive Research and Evolution all’Università Guglielmo Marconi di Roma, da Vito Di Noto, docente al Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Padova, all’architetto e urbanista di fama mondiale Carlo Ratti. “Nel 2025 il mercato delle auto elettriche è tornato a crescere - commenta Fabio Bocchiola, Ceo di Repower Italia nell’introduzione al White Paper - sostenuto da politiche di incentivazione e da una rete di ricarica sempre più capillare. È uno scenario incoraggiante, che restituisce l’immagine di una tecnologia che sta progressivamente uscendo da una fase pionieristica per entrare in una stagione di maturità. Per questo abbiamo deciso di dedicare il tema del White Paper a questo cambio di approccio, che ci conduce in un’era ‘post ideologica’ in cui l’elettrico rappresenta una soluzione che non va scelta solo per una questione di valori o responsabilità, ma perché ha senso come tecnologia matura”. Dall'indagine emerge, poi, che il 50% degli italiani possiede un’auto a benzina, il 35% diesel, il 10% Gpl. L’auto elettrica è poco diffusa: solo il 2% la possiede, come le soluzioni ibride (full hybrid 6%, mild hybrid 5%, gas naturale compresso 3%, plug-in hybrid 2%). Tuttavia, gli italiani sembrano propensi a cambiare trend: già 1 su 4 ha provato un’auto elettrica (26%) e il full hybrid è la soluzione più indicata quando si valuta l’acquisto di una nuova vettura (27%), mentre il 18% considera l’acquisto di un veicolo elettrico. Le principali barriere all’acquisto delle auto elettriche sono - rileva lo studio - il costo elevato (62%), i tempi di ricarica lunghi (50%), la scarsa disponibilità di colonnine di ricarica (47%), l’inadeguatezza per i viaggi lunghi (45%) e l’autonomia limitata (44%). Il livello di conoscenza sul mercato delle auto elettriche è scarso: meno di 1 italiano su 5 si reputa bene informato (17%) e il mezzo di informazione principale è il passaparola (39%). Solo 2 italiani su 10 pensano che ci siano abbastanza colonnine di ricarica per auto elettriche. Ci sono, poi, alcune opinioni contrastanti sulle auto elettriche: 2 italiani su 3 ritendono importante possedere un’auto e sono convinti che le auto elettriche si diffonderanno se miglioreranno le infrastrutture; 1 su 3 crede che il prezzo salirà e che le auto elettriche inquinino più di quelle a benzina, mentre 1 su 2 pensa che necessitino di una manutenzione costosa e complicata.