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(Adnkronos) - Si fa in salita la strada dell'Atalanta per raggiungere gli ottavi di finale di Champions League. I bergamaschi perdono 2-0 al Signal Iduna Park di Dortmund contro il Borussia nell'andata del playoff. A decidere il match i gol di Guirassy e Beier nel primo tempo. Tra otto giorni alla New Balance Arena servirà un'impresa ai ragazzi di Palladino per ribaltare il risultato. Alla prima azione d'attacco i tedeschi passano in vantaggio. Al 3' Beier lavora un buon pallone per Ryerson, cross perfetto per la testa di Guirassy che trafigge Carnesecchi. Al quarto d'ora ci prova di nuovo il Dortmund con una conclusione da fuori area di Beier che finisce fuori dallo specchio della porta. Al 18' il primo ammonito dell'incontro: è Reggiani per un'entrata in ritardo su Zalewski. Al 22' arriva la prima opportunità per gli ospiti con Zalewski che va fino in fondo a sinistra, palla in mezzo rasoterra per Pasalic che non arriva di un soffio alla deviazione vincente. Al 25' è ancora Zalewski a dare la scintilla, va via ancora una volta, poi da posizione molto defilata calcia, la palla arriva in qualche modo a Scamacca che perde il tempo per la battuta a rete. Al 32' torna a spingere il Dortmund e lo fa ancora sulla corsia mancina, palla a Svensson che calcia, la sua conclusione viene ribattuta. Un minuto più tardi altro tentativo da parte dei tedeschi con una conclusione di prima intenzione di Nmecha ancora respinta dalla difesa dell'Atalanta. Al 40' giallo a Kossounou per un fallo su Guirassy e anche per Djimsiti per proteste. Al 42' arriva il raddoppio giallonero: azione tutta in verticale con Nmecha che lancia Guirassy sulla sinistra, l'attaccante vede e trova a centro area Beier che deve solo appoggiare in rete. Nel recupero giallo a Scamacca per un intervento su Anton. Doppio cambio per Palladino nell'intervallo. Escono Scamacca e Djimsiti, entrano Hien e Krstovic. Al 3' ammonito Anton per una trattenuta. Al 9' l'Atalanta riconquista una buona palla ai 30 metri dalla porta del Dortmund, Krstovic carica il destro ma ne viene fuori una conclusione poco potente che Kobel para senza particolari problemi. Al 18' altro cambio per gli ospiti con Sulemana al posto di De Roon. Al 22' gialloneri vicini al tris. Su una corta respinta di Carnesecchi dagli sviluppi di un angolo, calcia Brandt concludendo di poco alto. Al 25' i primi cambi di Kovac. Entrano Chukwuemeka e Adeyemi, escono Brandt e Beier. Al 33' Bellingham prova l'incursione in area e cerca il contatto con Hien, l'arbitro lascia giustamente proseguire. Al 37' Palladino toglie Zalewski e inserisce Samardzic, in contemporanea Kovac sostituisce Nmecha e Guirassy, con Fabio Silva e Sabitzer. Al 41' opportunità per l'Atalanta, palla in mezzo di Krstovic per l'inserimento di Sulemana che prova il colpo di testa ma non impatta il pallone. Due minuti dopo tentativo di Samardzic di sinistro, Kobel in tuffo para. La Dea chide in attacco ma il Borussia si difende con ordine e non concede occasioni da rete agli avversari. Finisce 2-0 per i tedeschi: tra otto giorni cercasi impresa alla New Balance Arena.
(Adnkronos) - "Ministro, presidente, noi sottoscritti, rappresentanze studentesche di università Mercatorum, università telematica Pegaso e università San Raffaele Roma, con una lettera pubblica e aperta alla sottoscrizione di tutta la comunità studentessa (e quindi di qualsiasi ateneo, telematico e tradizionale), desideriamo portare alla vostra attenzione una questione che sta generando incertezza reale e preoccupazione diffusa tra tutti gli studenti delle università telematiche: il futuro delle modalità di svolgimento degli esami, e in particolare la possibilità di svolgerli online". E' quanto si legge in una lettera aperta al Mur e al ministro Bernini. "Scriviamo -continua la nota- con rispetto delle Istituzioni e con spirito costruttivo. Non per rivendicare eccezioni o scorciatoie, ma per chiedere finalmente una scelta politica e di sistema coraggiosa, organica e definitiva sul tema didattica in remoto ed esami online, che preservi la qualità e allo stesso tempo garantisca a tutti certezza e trasparenza. con un dibattito pubblico, aperto e costruttivo che coinvolga tutte le componenti dell'università (e in primis noi studenti), e che non finisca per restringere l'accesso effettivo allo studio universitario di una parte significativa (e sempre più maggioritaria) di studenti e studentesse per prese di posizioni perlopiù ideologiche e strumentali", spiegano. "Siamo pienamente consapevoli (e anche gli atenei del gruppo Multiversity sono sempre stati chiari su questo) che le Linee generali di indirizzo relative all’offerta formativa a distanza (D.M. n. 1835 del 6 dicembre 2024) prevedano, come regola, lo svolgimento in presenza delle verifiche di profitto e dell'esame finale, ammettendo deroghe puntuali e contemplando la possibilità che tali fattispecie possano essere integrate in base all'evoluzione delle tecnologie disponibili", continuano gli studenti. "Comprendiamo anche la ratio: garantire integrità delle prove, uniformità e credibilità, con controlli adeguati. È una finalità che condividiamo. Lo diciamo con chiarezza: la qualità dell'assessment non è negoziabile. Proprio per questo, riteniamo essenziale evitare che la discussione si riduca a un'alternativa impropria tra "rigore" e "flessibilità". Il vero obiettivo dovrebbe essere un altro: stessi standard, più accesso. In coerenza con l’idea (più volte espressa pubblicamente anche dal Ministero) che la qualità debba essere assicurata 'a prescindere dalle modalità di erogazione' e che il sistema debba avere regole comuni", si legge nella lettera.
(Adnkronos) - Qualità, lotta all’evasione e sensibilizzazione sui temi dell’economia circolare. Queste le prossime sfide su cui si concentra il Conou, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati. L’economia circolare dell’olio usato in Italia funziona ma il Conou, che la gestisce, continua a guardare al futuro. “La battaglia della qualità è fondamentale: controllo dell'olio in ingresso, attraverso la verifica del rispetto di tutti parametri previsti (oggetto di interesse di altri Paesi perché è un sistema che copre tutti gli aspetti dei possibili inquinanti), e qualità in uscita. Le nostre basi rigenerate devono continuare ad essere allo stesso livello delle basi vergini, assolutamente intercambiabili. Se non c'è dietro uno standard tecnico dettagliato, la rigenerazione non significa niente”, spiega all’Adnkronos il presidente del Conou Riccardo Piunti. Guardando alla normativa europea, “oggi c’è un tema molto specifico che riguarda i regolamenti di controllo degli inquinanti persistenti. Nella filiera degli oli minerali abbiamo un inquinante, il Pcb, che, se rinvenuto al di sopra di una certa soglia, manda l'olio che lo contiene a distruzione. Ne troviamo molto poco dal momento che non si produce più da 40 anni e che si trova ormai solo nei piccoli trasformatori. Oggi, però, l'Europa sta cercando di inserire nel regolamento un limite molto più basso di quello attuale e noi ci stiamo battendo perché questo sia compatibile con il funzionamento della nostra filiera, magari attraverso una riduzione progressiva di tale soglia”. “L'altra sfida è il controllo dell'evasione del contributo ambientale, attraverso il quale vengono finanziate le nostre attività di raccolta e di rigenerazione: è fondamentale, quindi, che non ci sia evasione contributiva”, avverte Piunti. C’è poi il tema della comunicazione. “Noi vogliamo - sottolinea - che il modello consortile del Conou e, in generale, il modello consortile italiano per i rifiuti, sia conosciuto perché ci sono degli elementi che possono aiutare la realizzazione dell'economia circolare in tutti i Paesi, sia quelli più avanzati, come quelli europei, dove magari questo modello non è applicato allo stesso modo o non c'è, sia i Paesi più arretrati che devono mettere insieme un sistema per la raccolta dei rifiuti e in particolare dell'olio minerale usato”. C’è poi un aspetto sul quale si concentra l’attenzione del Consorzio. “Il sistema della raccolta nasce negli anni ‘50 con aziende di natura familiare: all'inizio erano veramente imprese piccole, c'era un signore con un motocarro e due fusti dietro che andava a raccogliere l'olio dai meccanici. Adesso le nostre 58 imprese sono aziende con depositi, autobotti, autisti, strumentazioni, ecc…. Però il sistema di impresa familiare, come accade da noi e come è accaduto anche in tanti altri settori dell'imprenditoria italiana, arrivata la terza generazione, comincia ad avere qualche problema. Quindi noi ci stiamo preoccupando di capire quale sarà il futuro di queste imprese familiari, come evolveranno. C'è una mutazione in corso e noi vorremmo accompagnarla: la crisi dell'impresa familiare della terza generazione è un tema che non si può trascurare”, conclude Piunti.