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(Adnkronos) - Anni di progettazione, decine di reparti creativi coinvolti e una sfida senza precedenti: portare le cerimonie olimpiche e paralimpiche di Milano-Cortina all’interno dell’Arena di Verona, parte integrante del sito Unesco. A spiegare all’AdnKronos come è nato questo ambizioso disegno è Adriano Martella, creative director della cerimonia e head of creative di Filmmaster, tra i protagonisti assoluti della produzione artistica degli eventi internazionali, per il quale Milano Cortina rappresenta anche un punto di arrivo personale: “Per me Filmmaster rappresenta questa tensione olimpica - spiega -. Ho iniziato come stagista vent’anni fa, dopo una lezione di Alfredo Accatino, mio mentore. Aveva negli occhi Torino 2006 e mi ha instillato questo sogno. Vent’anni dopo torniamo a fare le Olimpiadi insieme. È un po’ la chiusura del cerchio”. (Video) Un legame che unisce carriera individuale e grandi eventi sportivi internazionali. Secondo Martella, le cerimonie restano uno dei pochi momenti di comunicazione davvero universale: “Sono l’unica manifestazione globale in cui si mandano messaggi rivolti all’umanità, neutri rispetto alla politica, alla religione, alla cultura - rimarca -. C’è una grande responsabilità”. E assicura: “Non saranno cerimonie costruite solo sull’effetto visivo. E’ sul messaggio che si fondano. Non saranno le più grandi mai realizzate, ma forse le più speciali, perché piene di prime volte”. Milano Cortina 2026 introduce un format inedito: “È la prima volta che i Giochi sono diffusi, senza una sola città ospite”. A questo si aggiunge la particolarità della venue: “È anche la prima volta che le cerimonie si svolgono in un monumento storico di questa portata - osserva Martella -. E anche in uno spazio così ridotto”. Una scelta che ha imposto soluzioni creative: “Il backstage è estremamente limitato. Abbiamo dovuto trovare molte soluzioni per creare sorprese continue senza intasarlo”. L’anfiteatro sarà più di una cornice: “Non lo consideriamo un semplice set, ma un protagonista simbolico” sottolinea Martella. E dal punto di vista televisivo: “Le riprese di un set contemporaneo dentro un teatro storico saranno uniche al mondo. Pensiamo sempre alle cerimonie come a una sequenza di photo opportunity”. Anche staccare sulla città, sul paesaggio, sulle montagne è un messaggio. “Racconta il futuro delle Olimpiadi diffuse”. Il progetto punta anche a radicarsi nel tessuto cittadino, a partire dalla Fondazione Arena di Verona: “Abbiamo coinvolto istituzioni, Accademia di Belle Arti, volontari. Vogliamo lasciare una legacy di orgoglio e partecipazione. Non vogliamo essere il circo che arriva, monta il tendone e se ne va”. Lo show si estenderà oltre l’Arena, coinvolgendo Piazza Bra e il Teatro Filarmonico, con il coro e l’orchestra della Fondazione. La cerimonia di chiusura olimpica ruota attorno al tema ‘Beauty in Action’, un omaggio alla bellezza italiana come forza dinamica: “Parliamo della bellezza che il mondo ci riconosce ma una bellezza in movimento, in continua trasformazione” dice Martella. Il filo narrativo è l’acqua, anche a livello scenografico, ispirato alla forma di una goccia: “È il minimo comune denominatore della vita. Ci accomuna tutti. Disegna il territorio, permette gli sport invernali ed è una spia di ciò che succede al pianeta. Rappresenta quanto siamo tutti collegati. È un sistema bellissimo e fragile”. L’acqua diventa così metafora del ciclo naturale che unisce montagna, pianura, città, laguna, mare e cielo. Al centro dello spettacolo ci sarà Roberto Bolle: “Rappresenta il bello italiano, il saper fare con il corpo - evidenzia Martella -. È dentro un cast straordinario, dove la qualità è il criterio principale. Era con noi a Torino 2006. Oggi torna con tecnologie e linguaggi completamente diversi. Ma ci sono tanti altri protagonisti”. Accanto a lui, il compositore Michele Braga e il musicista Vittorio Cosma, oltre alla Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Eleonora Abbagnato e al lavoro coreografico di Diego Tortelli con Aterballetto. Sul fronte pop ed elettronico, tra gli ospiti spicca Gabry Ponte, chiamato a trasformare l’Arena in una grande pista dance. Presente anche Achille Lauro, che dopo il ruolo di tedoforo tornerà nella sua Verona per un’esibizione che si annuncia unica. A chiudere il racconto sarà l’attrice Benedetta Porcaroli, il cui ruolo si intreccia con il concetto di bellezza intesa come “energia concreta”. Per Martella, l’Arena è decisiva anche sul piano musicale: “È poliedrica: ospita l’opera, il grande pop, i concerti dei top mondiali” fa notare. La musica attraverserà entrambi gli eventi, dalla lirica al pop internazionale. La cerimonia di apertura delle Paralimpiadi, in programma il 6 marzo, invece sarà costruita attorno al tema ‘Life in Motion’: “È un modo di dire che la vita va sempre avanti, che chiunque ha una chance di evoluzione – spiega Martella -. Vogliamo superare l’idea dei super uomini e delle super donne. Sono persone, sono atleti, prima di tutto. È una metafora della vita che non si ferma mai”. Sul palco saliranno anche Stuart Copeland, storico batterista dei Police, e il trio house Meduza, a rappresentare il dialogo tra generazioni. Al centro del progetto resta il tema della legacy: “Il concept Italian Souvenir si concentra su ciò che resta: il trasferimento di know-how, di cultura, di sensibilità olimpica – dice Martella -. Mi auguro che siano soprattutto i valori a essere trasmessi nel futuro. È una grande chance per mostrare al mondo un volto inaspettato del nostro Paese”. (di Federica Mochi)
(Adnkronos) - "Abbiamo sempre una Austria House quando ci sono le Olimpiadi, l'ultima volta è stata l'estate scorsa a Parigi per i Giochi estivi. Per noi è la piattaforma perfetta per promuovere al meglio l'Austria specialmente a livello internazionale, e non solo in Italia che rappresenta uno dei nostri primi cinque mercati di riferimento, e continua a crescere, ma anche per gli operatori internazionali". Ad affermarlo è Astrid Steharnig-Staudinger, Managing Director di Austria Tourism, l'ente di promozione turistica del paese, presente nei giorni scorsi a Cortina d'Ampezzo, per presentare la Austria House, un luogo di incontro, di ospitalità e di eccellenza che durante le Olimpiadi accoglie atleti e ospiti. "Con questa struttura - sottolinea - vogliamo mostrare che siamo una destinazione top per gli sport invernali ma anche per le eccellenze culinarie e l'ospitalità. Qui abbiamo 60 stakeholders da 50 paesi, tutti mercati importanti per noi, dagli Stati Uniti all'Australia, passando per la Cina. L'interesse, quindi, è davvero molto alto e non c'è mai stato un coinvolgimento politico a un livello come questo, con la presenza delle massime cariche del governo austriaco". Austria House, quindi, è soprattutto un luogo dove mostrare quanto di meglio ha da offrire l'Austria e in particolare la regione confinante con questa area delle Dolomiti, l'Osttirol. "Il nostro Tirolo orientale - spiega - è connesso molto bene con l'area di Cortina e in occasione dei Giochi Olimpici invernali vogliamo promuoverlo, anche perché rappresenta una di quelle 'gemme nascoste' che in Austria stiamo facendo conoscere con una nuova campagna di comunicazione. Questa parte di Tirolo, infatti, non è molto conosciuta ma è meravigliosa e non sovraffollata; rappresenta un ottimo esempio di come si possa trovare un equilibrio nel turismo anche rispetto alla sostenibilità. Sicuramente è una regione che avrà benefici dalle Olimpiadi, anche ospitando eventi collaterali. Abbiamo anche un bus brandizzato, che si muove attraverso Cortina offrendo un altro piccolo contributo alla promozione". "Lienz - prosegue - rappresenta un esempio perfetto di destinazione per tutto l'anno, con la sua natura incontaminata: per l'inverno e gli sport sulla neve, ma anche per l'estate. E proprio la destagionalizzazione, il turismo 365 giorni all'anno, è uno dei punti chiave della nostra nuova campagna di promozione. E' un luogo dove si possono trascorrere vacanze bellissime, anche con attività avventurose, dall'hiking all'ice bathing. E' un territorio molto autentico e sostenibile, che invita allo slow travel, che è un nuovo trend anche per le nuove generazioni. Quindi penso che anche per un target giovane questa parte di Austria è, appunto, una vera gemma". E c'è soddisfazione per il record di turisti registrato nel 2025 in tutto il paese. "Il turismo in Austria sta crescendo molto: lo scorso anno abbiamo avuto il numero più alto di sempre con 157 milioni di pernottamenti, nonostante il livello dell'inflazione e dei prezzi. Anche mercati come quello statunitense sono cresciuti entrando per la prima volta nei primi dieci, pure per l'inverno. Sta tornando anche la Cina, dopo il Covid, anche grazie a buone connessioni di voli, così come i paesi arabi", osserva Astrid Steharnig-Staudinger. "L'Italia rappresenta, appunto, il quinto mercato di riferimento per noi - ricorda la Managing Director di Austria Tourism - e cresce del 3%, abbiamo avuto 2,8 milioni di pernottamenti dall'Italia. E' un mercato che continua a crescere, soprattutto in estate ma se prima era un turismo soprattutto culturale diretto verso Vienna e Salisburgo, ora è legato molto anche alla natura, ad attività come hiking, in particolare nelle zone vicine al confine come la Carinzia e appunto il Tirolo orientale". Il 2026 sarà un anno molto intenso per Austria Tourism e le sue attività di promozione. "Ora abbiamo le Olimpiadi, poi - aggiunge la Managing Director - ospiteremo l'Eurovision Song Contest a Vienna a maggio. Per noi sono piattaforme enormi, avremo più di cento rappresentanti di media. Poi abbiamo chef stellati, che hanno avuto il riconoscimento Michelin lo scorso anno, e vogliamo anche posizionare l'Austria come destinazione gastronomica. Abbiamo ottimi locali, non solo per il fine dining ma anche trattorie e ristorantini dove si mangia molto bene". "Quest'anno abbiamo avuto una campagna, ad esempio, che univa l'arte alla gastronomia, chiamata 'Arte culinaria', che combina artista e chef in eventi flagship da New York alla Spagna, e che toccherà anche l'Italia. Anche nella città di Vienna il focus del 2026 è il food, che è un ottimo attrattore turistico nella bassa stagione, durante la quale abbiamo già il 23% di presenze. Sicuramente il binomio tra natura ed eccellenze gastronomiche è vincente", assicura. Poi c'è il grande tema della destagionalizzazione. "Abbiamo lanciato questa nostra nuova campagna - ribadisce - che mira a promuovere il turismo 365 giorni all'anno: non promuoviamo più estate e inverno separatamente, mostrando ad esempio immagini di stagioni diverse e opposte. Abbiamo cambiato il modo di comunicare, ad esempio non mostriamo più immagini di paesaggi, che si trovano in molti paesi, ma puntiamo piuttosto alle emozioni, così mostriamo volti espressivi e sorridenti. Ed effettivamente abbiamo avuto molto successo con questa campagna. Scriviamo la parola 'Lebens-gefuhl' per promuovere l'Austria in tutto il mondo ma senza più tradurla. L'idea - conclude - è di trasmettere il messaggio che devi venire in Austria per sentire l'Austria, e per sentirti a casa, qualcosa che non puoi sperimentare in un altro paese".
(Adnkronos) - L’olio minerale usato è un rifiuto pericoloso che se smaltito in modo scorretto può essere altamente inquinante: versato nel terreno avvelena la falda acquifera, disperso in acqua forma una pellicola impermeabile che impedisce lo scambio di ossigeno con danni alla vita acquatica, se bruciato in modo improprio rilascia inquinanti. In Italia viene, però, raccolto al 100%, riportato a nuova vita e trasformato, principalmente, in nuove basi lubrificanti grazie ad un modello di economia circolare che funziona e che rappresenta un’eccellenza globale osservata anche all’estero per la sua efficacia. A raccontare la filiera del riciclo degli oli esausti è all’Adnkronos Riccardo Piunti, presidente del Conou, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati. “Il ciclo degli oli minerali usati in Italia è il più virtuoso che ci sia nel mondo: è un'eccellenza sia a livello europeo sia rispetto ad altri Paesi occidentali come gli Stati Uniti. In Italia raccogliamo la totalità degli oli minerali usati (190mila tonnellate all’anno) e li rigeneriamo per il 98%. I dati complessivi di altri Paesi non sono altrettanto brillanti: in Europa la raccolta copre l'80% del raccoglibile, il che significa che c'è un 20% che non si sa bene che fine faccia, e di questo 80% ne viene rigenerato solo il 60%. Negli Stati Uniti, l'olio raccolto arriva a circa l'80%, di questo solo il 50% viene rigenerato”, rimarca Piunti. Un risultato ottenuto grazie ad una filiera che funziona. Qualche dato dall’ultimo report di Sostenibilità: il Consorzio, nel 2024 ha recuperato 188mila tonnellate di oli usati con circa 6907 conferimenti (operazioni) con autobotte, risultato delle attività di raccolta dei 58 Concessionari che hanno ritirato il rifiuto presso circa 103mila produttori e siti in tutto il Paese. Queste 188mila tonnellate sono state poi cedute in maggior parte alle tre raffinerie di rigenerazione; solo una parte (2.400) è stata destinata a termovalorizzazione mentre un quantitativo minimo di circa 200 tonnellate è stato avviato a termodistruzione a un inceneritore autorizzato. Un ciclo che funziona, con vantaggi di natura sia economica che ambientale. “Noi recuperiamo da un rifiuto pericoloso circa 120 milioni di euro l'anno di prodotti nobili, cioè di basi lubrificanti riutilizzabili, di bitumi e di gasoli - sottolinea Piunti - Dal punto di vista ambientale risparmiamo emissioni per oltre il 40% della CO2 (90mila tonnellate di CO2 equivalente evitate) e il 90% di tutti gli altri inquinanti, mediamente, che altrimenti produrremo lavorando con la materia prima vergine”. Sul fronte economico-sociale, nel 2024 il sistema Conou ha, poi, generato un impatto diretto di oltre 73,4 milioni di euro, occupando oltre 1.850 persone.