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(Adnkronos) - Era un incontro programmato da tempo quello fra Donald Trump e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, questo martedì 3 marzo, alla Casa Bianca. Tuttavia questo faccia a faccia – il primo del presidente americano con un leader straniero dall’inizio della guerra israelo-americana contro l’Iran – ha assunto un valore completamente nuovo, finendo per essere dominato dalle discussioni sugli attacchi. Va sottolineato come il governo tedesco abbia ricevuto solamente quella che è equivalsa a una chiamata di cortesia poco prima che le forze americane e israeliane lanciassero la loro operazione, mentre, in generale, gli alleati europei sono stati lasciati all’oscuro delle intenzioni di Washington fino a sabato scorso. "Siamo sulla stessa lunghezza d'onda per quanto riguarda l'eliminazione di questo terribile regime di Teheran”, ha affermato Merz nello Studio Ovale. "Speriamo tutti che questa guerra finisca il prima possibile", ha aggiunto. "Quindi, speriamo che l'esercito israeliano e quello americano stiano facendo la cosa giusta per porre fine a tutto questo e per avere, davvero, un nuovo governo in carica, che torni alla pace e alla libertà". Secondo Merz, la necessità è una: elaborare una strategia per l'intera regione del Medio Oriente. “Siamo molto interessati a un approccio comune, a un lavoro comune e a cosa possiamo fare. E questo è importante, non solo per gli americani. È estremamente importante per l'Europa ed estremamente importante per Israele e la sua sicurezza. Quindi non vediamo l'ora di trovare il modo di affrontare il giorno dopo”. Trump, da parte sua, ha dichiarato di aver preso la decisione di entrare in guerra per prevenire gli attacchi iraniani. "Stavamo negoziando con questi pazzi, e pensavo che ci avrebbero attaccato", ha detto. "Ci avrebbero attaccato se non lo avessimo fatto". Allo stesso tempo, il presidente americano, parlando con i giornalisti, ha assicurato che Israele e il primo ministro Benjamin Netanyahu non lo abbiano forzato ad unirsi nella campagna contro Teheran. "No, forse ho forzato io la loro mano", ha detto Trump. "Al massimo, forse io ho forzato la mano di Israele, ma Israele era pronto, e noi eravamo pronti, e abbiamo avuto un impatto molto, molto potente”, ha ripetuto poco dopo. Un’affermazione che contrasta con ciò che ha detto il Segretario di Stato Marco Rubio ai legislatori del Congresso, questo lunedì, spiegando che gli Stati Uniti si sono trovati di fronte a una minaccia imminente dato che Israele stava per attaccare l'Iran e che l'Iran era pronto a reagire contro le forze statunitensi. Nel primo faccia a faccia con i giornalisti in cui ha risposto alle loro domande dall’inizio della guerra, Trump ha spiegato che "quasi tutto è stato distrutto" nel Paese. "Non hanno la Marina. È stata messa fuori uso. Non hanno l'Aeronautica. È stata messa fuori uso. Non hanno il rilevamento aereo, è stato messo fuori uso. Il loro radar è stato messo fuori uso. E praticamente tutto è stato messo fuori uso". Interpellato sul possibile scenario peggiore del conflitto, Trump è stato molto schietto: "Immagino che il caso peggiore sarebbe che, dopo aver fatto questo, poi prendesse il potere qualcuno che sia cattivo quanto il precedente leader, giusto?”. E alla domanda su chi vorrebbe che prendesse il potere, ha dato una risposta secca: "Oggi c'è stato un altro colpo alla nuova leadership e sembra che sia stato piuttosto sostanziale. La maggior parte delle persone che avevamo in mente sono morte”, ha reiterato l’americano. E per quanto riguarda un possibile passaggio di potere in Iran, Trump ha minimizzato l’ipotesi che l'attivista iraniano in esilio Reza Pahlavi – figlio dell'ultimo scià dell'Iran – possa assumere la guida del Paese, affermando di preferire che qualcuno dall'interno dell'Iran se ne occupi. "Alcune persone lo apprezzano, e non ci abbiamo pensato molto", ha detto Trump. "Mi sembra che qualcuno dall'interno sarebbe forse più appropriato". Trump ha approfittato della riunione nello Studio Ovale per elogiare l’aiuto di alcune nazioni Nato come la Germania: "Non stiamo chiedendo loro di mettere gli stivali sul terreno". E per criticare la posizione di Paesi come il Regno Unito: il governo di Keir Starmer ha dichiarato che non vuole partecipare attivamente al conflitto, ma solo in maniera difensiva, senza permettere agli Stati Uniti di usare una loro base nell’isola Diego Garcia, ubicata nell’arcipelago Chagos dell’Oceano Indiano. “Il Regno Unito è stato molto, molto poco collaborativo con quella stupida isola che hanno ceduto e preso in affitto per 100 anni, forse a causa del fatto che gli indigeni rivendicano l'isola senza mai averla mai vista prima. Cos'è tutto questo? E rovinano i rapporti. È un peccato”. "Non abbiamo a che fare con Winston Churchill”, ha aggiunto. In particolare, Trump ha criticato duramente la Spagna, definita dall’americano come terribile, in quanto non ha permesso agli Stati Uniti di usare le proprie basi per gli attacchi e non vuole aumentare al 5% la sua spesa militare all’interno dell’Alleanza Transatlantica. “Potremmo usare le loro basi se volessimo. Potremmo semplicemente volare lì e usarle. Nessuno ci dirà di non usarle. Ma non siamo obbligati a farlo. Ma sono stati ostili”, ha detto. Tanto che Trump ha ordinato al segretario del Tesoro Scott Bessent d’interrompere ogni rapporto con il Paese. “La Spagna non ha assolutamente nulla di cui abbiamo bisogno, a parte persone fantastiche. Hanno persone fantastiche, ma non hanno una grande leadership”, ha detto il repubblicano. “Interromperemo ogni commercio con la Spagna. Non vogliamo avere niente a che fare con la Spagna. Merz, da parte sua, ha provato ad avere un tono più distensivo sulla questione Spagna: “Stiamo cercando di convincere la Spagna a raggiungere il 3% o il 3,5% concordato in seno alla NATO. E come ha detto il Presidente, è corretto, la Spagna è l'unica che non è disposta ad accettarlo, e stiamo cercando di convincerla che questo fa parte della nostra sicurezza comune, che tutti dobbiamo rispettare queste cifre. E questo è il 3,5% per le forze armate e un altro 1,5% per le nostre infrastrutture militari”. Sulla questione del programma nucleare iraniano, Trump ha affermato che l’attacco dello scorso giugno era necessario per impedire a Teheran di ottenere un’arma atomica nel giro di un mese. E ha criticato l’accordo che l’ex presidente Barack Obama aveva siglato con il Paese mediorientale: “L'altra cosa è che Barack Hussein Obama ha fatto forse il peggior accordo che abbia mai visto, perché ha dato tutto il potere in Medio Oriente all'Iran. È andata esattamente nella direzione opposta. E io l'ho rescisso. Se non avessi rescisso quell'accordo, tre anni fa si sarebbero ritrovati con un'arma nucleare di grandi dimensioni, che sarebbe già stata usata almeno contro Israele, e anche contro altri paesi". Parlando delle eventuali proteste della popolazione iraniana contro il governo, Trump è stato categorico: è ancora troppo presto. "Se avete intenzione di uscire a protestare, non fatelo ancora. È molto pericoloso là fuori. Stanno sganciando molte bombe", ha detto. Al di là della questione Iran, i due leader hanno parlato della guerra in Ucraina, che secondo Trump rimane in cima alla lista delle sue priorità. Merz ha affermato che c'è un forte interesse per un approccio comune quando si dovrà affrontare il team del "day after", una volta che la guerra sarà finita. Il tycoon di New York pensava che sarebbe stato molto più facile trovare un accordo di quanto non sia, ma ha riconosciuto come vi sia un "odio tremendo" tra Volodymyr Zelenskyy e Vladimir Putin. “Tutto quello che si può fare è fare del proprio meglio. Per ballare il tango ci vogliono due persone, e devono andare d'accordo. Devono riuscire a parlarsi. Si odiano molto. Questo ha un impatto. Davvero un impatto. È un male per entrambi”. “In media, dai 25.000 ai 30.000 soldati muoiono ogni mese in quella stupida guerra, e mi piacerebbe vederla finire. È la peggiore guerra dai tempi della Seconda Guerra Mondiale”, ha aggiunto Trump. Alle parole di Trump, hanno fatto eco quelle di Merz, sottolineando l’importanza di trovare una soluzione in Ucraina: “Ci sono troppi cattivi in questo mondo, in realtà. E questo è un problema di cui dobbiamo parlare, perché tutti vogliamo che questa guerra finisca il prima possibile. Ma l'Ucraina deve preservare il suo territorio, e ci sono interessi di sicurezza e beh, ne parleremo”. (di Iacopo Luzi)
(Adnkronos) - Un mix tra colazione e pranzo, da consumarsi preferibilmente il sabato o la domenica, quando si ha più tempo, meglio se in compagnia, per trascorrere momenti di gusto e convivialità. E' il brunch, pasto nato nell'Inghileterra di fine Ottocento, consacrato negli Stati Uniti all'interno degli hotel sopratutto come appuntamento domenicale, e oggi pienamente adottato anche in Italia. Come indica il nome - una fusione tra le parole inglesi breakfast (colazione) e lunch (pranzo) - il brunch vuole essere l'occasione per assaporare i classici della colazione dolce ma anche salata, all'italiana o importata dal mondo anglosassone. Spazio allora alle uova in mille varianti, pancake e avocado toast, croissant, torte; ma nella versione 'nostrana' non mancano primi piatti e spesso l'idea è proprio quella di vivere il 'pranzo della domenica' allargandolo alla colazione. Insomma, il brunch mette in tavola stili di vita diversi uniti dalla stessa voglia di convivialità. Sarà per questo che, ormai, viene offerto, oltre che nei migliori hotel, anche in locali che propongono concept originali e cool. Ecco allora qualche esempio di brunch da provare nelle principali città italiane: Roma, Milano, Firenze, Palermo. ROMA Nella Città Eterna è tornato, con il mese di febbraio, il Sunday Brunch al Rome Cavalieri, A Waldorf Astoria Hotel , un appuntamento ormai tradizionale, amato sia dai romani che dai viaggiatori internazionali. L’albergo, infatti, è stato il primo a proporlo in Italia agli inizi degli anni Novanta, trasformandolo in un momento domenicale di convivialità e gusto. Ogni domenica, immerso nel parco mediterraneo che domina Monte Mario, e affacciato sulla città, il brunch del Rome Cavalieri si apre come un vero e proprio percorso gastronomico: tra postazioni di live cooking, dove il team dell’Executive chef Nicholas Cuomo prepara sul momento piatti della cucina italiana e creazioni internazionali contemporanee, il tutto valorizzato da ingredienti stagionali e materie prime d’eccellenza. Accanto alle preparazioni dal vivo, un ricco buffet, pensato per essere condiviso in compagnia, che spazia dalle specialità salate più raffinate fino alle creazioni dolci, eleganti e golose dell’Executive Pastry chef Dario Nuti. Il brunch accoglie ospiti di ogni età, offrendo momenti di piacere e relax: mentre i bambini si intrattengono nel Kids Club, gli adulti possono esplorare le proposte culinarie in un contesto raffinato e accogliente. Le date del 2026 offrono numerose occasioni per vivere questo rito domenicale: oltre ai brunch classici non mancheranno gli appuntamenti speciali del 10 maggio per la Festa della Mamma e del 5 aprile per festeggiare la Pasqua. Prezzi: adulti 115 euro per persona (bevande à la carte), bambini 0-3 anni à la carte e 4-12 anni 55 euro per persona. Tra le location più panoramiche di Roma, in via di Porta Pinciana, c'è il rooftop dello Splendide Royal . Qui, tutte le domeniche, fino al 24 maggio, dalle 12 alle 15, la Terrazza Adèle accoglie con l'Altair Brunch, un momento di gusto e convivialità pensato per rendere speciale il fine settimana, con buffet raffinato e atmosfera accogliente. Al buffet assortito con salumi e formaggi, insalate, un primo e un secondo a scelta, contorni del giorno, si affianca l'angolo del pesce che propone sushi e carpacci di salmone, di baccala, di salmone, oltre a insalata di polpo; e poi l'angolo del dolce con torte e finger. Uno speciale buffet è in programma per la domenica di Pasqua, l'Easter Skyline Brunch, tra sapori gourmet e atmosfera primaverile. Prezzo: 80 euro a persona (acqua e soft drink inclusi), che subirà variazioni nella giornata del 5 aprile (Pasqua). Preferisce definirsi 'Pranzo della domenica', piuttosto che brunch, la proposta di un altro albergo iconico, nel cuore di Roma, a due passi da piazza di Spagna e da via Condotti, l’ Hotel d’Inghilterra Roma - Starhotels Collezione, che nel suo ristorante al piano terra, il Cafè Romano , propone un nuovo format dedicato proprio alla tradizione del pranzo domenicale, firmato dall’Executive chef Andrea Sangiuliano. Un appuntamento per celebrare la tradizione con piatti tipici e un menu che cambia ogni domenica. Inizia con una selezione di antipasti che richiamano la convivialità delle tavole romane: fritti fragranti, terrine e prodotti locali, accompagnati da pane fatto in casa. I primi piatti, realizzati a mano dallo chef e dalla sua brigata, celebrano la pasta fresca con ricette iconiche: fettuccine, lasagne al ragù e ravioli di ricotta e spinaci, impreziositi da ingredienti freschi e di stagione. Per i secondi, una varietà di arrosti, salse e contorni di stagione, evocano il calore delle domeniche in famiglia; mentre il gran finale con le intramontabili pastarelle. Prezzo: 60 a persona, bevande escluse (è possibile anche ordinare singoli piatti), per i bambini fino a 10 anni è previsto un menù dedicato al prezzo di 30 euro. Un 'Pranzo della domenica' è anche l’appuntamento a tavola del Longitude 12 Bistrot & Jardin di Le Méridien Visconti Rome , che conduce alla scoperta dei sapori della cucina italiana attraverso le sue regioni e le ricette della tradizione. Un ciclo di appuntamenti che si prosegue a marzo, dedicato a due regioni del Nord Italia, Piemonte e Lombardia. Un viaggio gastronomico rivolto sia a chi, per lavoro o per scelta personale, vive lontano dalle proprie origini e ritrova in questi sapori il profumo di casa e di famiglia, sia a chi desidera lasciarsi guidare dalla curiosità e scoprire una cucina regionale diversa dalla propria. L'esecuzione delle ricette tradizionali è affidata alla maestria dell’Executive chef Giuseppe Gaglione che, durante ogni appuntamento, preparerà dal vivo, in una postazione di live cooking un primo piatto del menù. In calendario tutte le varianti di risotto, realizzato con Riso Buono: Risotto alla milanese con ossobuco, Risotto alla paniscia novarese, Risotto alla monzese e Risotto al Barolo e Castelmagno. Gli altri piatti, dagli antipasti alle ulteriori proposte di primi, fino ai secondi che arricchiranno la tavola, includono: torta verde piemontese, mondeghili della tradizione milanese, vitello tonnato, ravioli di zucca e amaretti alla mantovana, casoncelli alla bergamasca con burro e salvia, agnolotti con sugo di brasato, brasato di manzo al Barolo, cassoeula, pinzimonio di verdure crude con bagna cauda piemontese e molto altro. Questo progetto vuole essere anche un inno al valore culturale e identitario del cibo italiano e delle sue tradizioni gastronomiche, nonché del pranzo come rito sociale condiviso. Prezzo (comprensivo di 1 calice di Franciacorta, acqua, soft drink e caffè): per gli adulti di 35 euro a persona, mentre per i bambini dai 4 ai 12 anni è di 19 euro a persona. Per chi preferisce un ambiente più informale e family friendly c'è il brunch di Belloverde , il bistrot situato all'interno di uno storico vivaio del quartiere Vigne Nuove di Roma. Tra le piante rigogliose e la luce naturale di una vera e propria serra, impreziosita da arredi di design e mobili antichi, è possibile mangiare piatti salati sfiziosi e colorati, dolci home made, yogurt con frutta fresca e tanto altro. Il brunch è disponibile tutti i giorni su prenotazione, dalle 8,00 alle 14,00. La proposta è ampia e variegata. Per i più affamati, imperdibile la formula a 25 euro che include avocado toast, cornetto, uova strapazzate e bacon, una coppa di yogurt con frutta fresca, pancakes e succo di frutta con, a scelta, caffè o cappuccino. Per chi invece vuole concedersi uno sfizio ma senza eccedere è inoltre possibile scegliere singolarmente alcune specialità dal menu, come il pane tostato al burro con crema al mascarpone e frutta di stagione o i più class ici Pancake con i mirtilli. Spazio anche agli avocado toast disponibili in tre varianti: con bacon e uova, con salmone e uova o con gambero rosa, uova e tartufo. Fiore all’occhiello è l’Angolo del Casaro, la sezione del menu che rispecchia al meglio i due capisaldi della proposta gastronomica di Belloverde: gusto e condivisione. Prezzo anche à la carte con piatti dai 7 ai 18 euro. MILANO All’ Excelsior Hotel Gallia, a Luxury Collection Hotel, Milan sono tornati gli appuntamenti mensili con 'Finalmente domenica', il calendario di eventi dedicati al brunch che celebra il piacere della convivialità attraverso un viaggio nei sapori, nelle stagioni e nelle migliori tradizioni gastronomiche, dalle 12,30 alle 14,30 presso il Gallia Restaurant al piano terra dell’hotel. Dopo le due date di febbraio dedicate alle tradizioni gastronomiche del Sud Italia, in collaborazione con l’Azienda Agricola San Salvatore, e con Acetai Giusti, il percorso gastronomico prosegue fino all’estate con un calendario ricco di appuntamenti: il 22 marzo 'Brunch in Bloom'; il 5 aprile, per celebrare la Pasqua, 'Easter Brunch'; il 17 maggio 'A Taste of Conviviality'; il 7 giugno 'Summer Edition', che celebra l’arrivo dell’estate. Tocco distintivo il 'Ring for Bubbles', servizio che consente di ordinare un calice di bollicine semplicemente suonando un campanello. Prezzo: 95 euro a persona ('Ring for Bubbles' e caffè inclusi) e 40 euro per i bambini fino a 12 anni. Da Daniel Canzian (via Castelfidardo, angolo via San Marco) il brunch è 'stellato' ed è proposto di sabato. Un brunch all’italiana, pensato per vivere un momento di relax e convivialità nel fine settimana. Il percorso si apre con una selezione di antipasti serviti al centro tavola, a cui segue un primo piatto sempre diverso, per offrire ogni sabato un’esperienza nuova. La proposta si conclude con un dessert che aggiunge un tocco di dolcezza al percorso. Disponibile dalle ore 12,00, il brunch del sabato è l’occasione ideale per rallentare i ritmi, vivere con calma il piacere della tavola e concedersi una pausa speciale. Si chiama 'Sabato del Villaggio', un sabato all’italiana: un percorso di sei portate servite 'a mano libera' dallo chef, che cambia con le stagioni e valorizza i prodotti che il mercato offre. È un’esperienza conviviale, pensata per essere vissuta senza fretta, tra sapori autentici e racconti di cucina. Prezzo, solo su prenotazione: 55 euro per persona. Ma a Milano brunch fa anche rima con 'cool', come sono alcuni dei locali che lo propongono. God Save the Food propone un modo di cucinare che definisce 'sano ma non punitivo'. Qui l'appuntamento con il brunch è il sabato e la domenica a partire dalle 12. Il menù offre una vasta scelta di piatti salutari, con proposte adatte anche a chi non può mangiare glutine e per vegetariani. E' presente con quattro locali a Milano, nei quartieri di Tortona, Brera, Porta Venezia. Il primo dei locali ad insegna God Save the Food è, dal 2011, quello di via Tortona 34: una spaziosa ex officina, con ambienti luminosi, arredo minimalista all’interno e un nuovo spazio esterno, che si sposa perfettamente al menù internazionale, come le ormai famose wok, i club sandwich da abbinare ai centrifugati di frutta e verdura oppure a un calice di vino. Prezzo à la carte con piatti entro i 20 euro. Upcycle Milano Bike Café (via Andrea Maria Ampère 59) è un bistrot e un bar di quartiere in cui rifugiarsi, in cui si può mangiare e bere a tutte le ore, senza fretta. Un locale vocato alla cultura della bici, che offre una cucina semplice, genuina e di impronta Nord europea, basata su prodotti freschi, ove possibile locali, di alta qualità e che seguono le stagioni. Quiche, zuppe e creme, baccalà, aringa e salmone. Non mancano però arrosti e spezzatini e l’originale hamburger Upcycle. Il tutto è cucinato con prodotti di stagione, dalla colazione al brunch, dal pranzo alla cena. In qualunque momento della giornata si possono gustare caffè e the da accompagnare con biscotti e torte fatte in casa, bere vino, birra e pastis artigianale. L’acqua è alla spina, gratis, anche in modalità self. Il brunch è di connotazione svedese, offerto dalle 12.00 alle 15.00 il sabato e la domenica, scegliendo tra menu carne, menu pesce, menu vegetariano, menu vegano e menu kids. Prezzo: 27 euro a persona, 15 euro per i bambini. Punta tutto su familiarità, comfort e, soprattutto, su quell'approccio hygge, dal sapore danese, che nei paesi nordici rende felici con le piccole gioie quotidiane. E Hyggie è proprio il nome del locale in via Giuseppe Sapeto 3, che si definisce un luogo relazionale dove prendersi cura l'uno dell'altro ma senza prendersi troppo sul serio. Il brunch, con piatti rigorosamente homemade e zero-waste, è proposto il sabato e la domenica, con prodotti locali riforniti da produttori che sul territorio condividono gli stessi valori e legati alla stagionalità. Il menù prevede un 'main course' e un contorno, entrambi disponibili anche in versione extra: uova strapazzate, uova poché, quiche, pulled chicken, riso al salto e poi dolci e viennoiserie. Prezzo: 20 euro a persona, più eventuali extra. FIRENZE Per gli appassionati della cucina locale o per chi desidera esplorare la scena gastronomica fiorentina, il Sunday Brunch che propone Il Palagio al Four Seasons Hotel è considerato tra i migliori in città. Ogni domenica, dalle 12,30 alle 15,00, un’esperienza gourmet all’interno dello storico Palazzo della Gherardesca con un appuntamento imperdibile all’insegna della tradizione toscana e dei sapori di stagione. Creati con maestria dall’Executive chef Paolo Lavezzini e dal suo team di cucina, i piatti combinano eleganti classici italiani a specialità internazionali, valorizzando ingredienti freschi e locali di altissima qualità. Si parte da una ricca selezione di salumi e formaggi italiani, per proseguire alle postazioni gourmet con preparazioni dal vivo e un raffinato banco di pesce crudo, per poi entrare direttamente in cucina e assaporare i piatti caldi preparati al momento. A completare l’esperienza, un’irresistibile varietà di dolci nella sala dedicata ai dessert. Prezzi: formula a buffet 130 euro a persona, bambini e ragazzi dai 35 euro sai 60 euro). Lanciato a fine gennaio, il Sunday brunch di Akira Back al W Florence (piazza Dell'Unità Italiana 3) è un nuovo imperdibile appuntamento nel capoluogo toscano. Un brunch dal ritmo serrato, dove sapori giapponesi decisi, cocktail d'autore e un'energia spontanea creano l'atmosfera giusta. Le creazioni culinarie dello chef Akira Back - nato a Seoul e cresciuto ad Aspen, in Colorado - sono definite da combinazioni ardite e provocatorie che riflettono il suo background eterogeneo, che fonde la cucina giapponese con la tradizione coreana e le influenze provenienti da tutto il mondo. Domeniche, quindi, piene di gusto, stile e ritmo, per assaporare la moderna cucina giapponese e coreana nel cuore di Firenze, sorseggiare cocktai curati, sentire il ritmo della musica dal vivo. Chi fosse interessato può scegliere tra tre proposte: Dry Brunch a 85 euro a persona (acqua, caffè e infusi); Sommelier Selection a 115 euro (house wines, acqua, caffè e infusi); Go Further a 145 euro (house wines, signature cocktails, acqua, caffè e infusi). A Firenze si trova anche il terzo locale targato Brunch Republic , in viale Giacomo Matteotti 30. Come nelle altre sedi, propone un brunch tipico americano davvero variegato, portando in tavola pancakes, uova strapazzate, avocado toast e molti altri piatti ideali per una colazione domenicale lenta che diventa in un baleno un ricco pranzo. Il tutto da accompagnare a sfiziose centrifughe preparate sul momento o interessanti drink. A Brunch Republic, infatti, il brunch non è considerato semplicemente un pasto ma un vero e proprio stile di vita: il menu celebra la convivialità e il piacere di stare insieme, offrendo una varietà di piatti preparati con ingredienti di qualità. Prezzo à la carte, con piatti dai 9 ai 15 euro. PALERMO Indirizzo iconico dell'ospitalità palermitana, Villa Igiea (Salita Belmonte 43), affacciata sul mare e sulla città, tra le tante esperienze offre anche quella del Sunday brunch. Da vivere ogni domenica, dalle 13 alle 15, al ristorane Florio, con i piatti dello chef Fulvio Pierangelini, elaborati con ingredienti locali e di stagione - dal pescato del giorno ai crudi, oltre alle tradizionali paste fresche siciliane, fritti e arancini - ponendo sempre grande attenzione alla tradizione e alla sostenibilità. Un menù ricco e raffinato che comprende una varietà di proposte, da gustare in un ambiente dinamico composto da diverse aree buffet e postazioni di live cooking. I più piccoli possono partecipare ai laboratori per bambini. Per tutte le età la musica dal vivo. La domenica disponibile anche una programmazione di workshop con tre laboratori guidati da esperti e partner, da vivere in coinvolgenti lezioni di gruppo prima dell’inizio del brunch. Prezzo: 85 euro per persona e 38 euro per bambino (bevande escluse). Ma a Palermo il brunch si può anche gustare direttamente sul mare, nella zona riqualificata di Marina Yachting, dove si trova il Morettino Lab , prima caffetteria specialty in Sicilia ad essere stata premiata pochi mesi fa con le Tre tazzine e i Tre chicchi, il massimo riconoscimento della guida Bar d’Italia del Gambero rosso (Molo Trapezoidale, via Filippo Patti 30). Al Morettino Lab il brunch è un’esperienza che unisce specialty coffee e una cucina ricca di contaminazioni internazionali. È disponibile ogni giorno, dalle 8.30 alle 15.30, e si può comporre liberamente scegliendo i piatti alla carta, da accompagnare con blend e specialty coffee estratti in espresso, moka o filtro, ma anche con cappuccini, matcha, tè e altre bevande calde o fredde. Il menu spazia dalle proposte dolci dal sapore casalingo, come il pane, burro e marmellata, o piatti internazionali come il french toast con frutti di bosco, panna alla vaniglia e caramello salato e i pancake con miele d’ape nera siciliana, mandorle tostate e sciroppo d’acero. Immancabili anche le torte fatte in casa, come la torta basca, preparata con la ricetta originale di San Sebastian, banana bread, brownies al cioccolato fondente, insieme agli sfogliati fragranti come croissant, pain suisse e pain au chocolat. Ampia la proposta salata, con focacce, croissant salato con scrambled eggs e bacon croccante o l’avocado toast con salmone marinato gravlax e uovo poché e semi tostati, e ampia scelta di omelette. Prezzo à la carte, con piatti dai 3 ai 16 euro. Per un tocco francese nel cuore di Palermo, di può andare al Maison Gavè (via Torquato Tasso 120), primo caffè francese nel capoluogo siciliano, dove si può gustare un brunch raffinato in un ambiente elegante. Un menu che è un mix di influenze francesi e italiane. Il brunch è servito dalle 9 alle 15. Irrinunciabili le proposte salate, come la Croque Monsieur (fette di pane al lievito madre con besciamella, emmental, prosciutto cotto, servito con insalata verde alle noci e vinaigrette) o la Croque Madame (con in più uovo biologico a occhio di bue), la Béné (uovo Benedict bio con purè di avocado, bacon, salsa olandese, e semi di papavero, servito su croissant) oppure l'Avocado toast (pane tostato, purè di avocado, avocado a fette, pomodorini con pesto di rucola e cipolla rossa), entrambi con aggiunta opzionale di salmone affumicato. Non mancano i dolci, proposti anche a 'tagliere', con croissant, pain au chocolat, pane tostato, burro e marmellata. Ricca carta di infusi e persino la carte del latte. Prezzo à la carte, con piatti dagli 11,90 ai 14,50 euro.
(Adnkronos) - È stato sottoscritto questa mattina un protocollo d'intesa tra Coni e Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi) per l'integrazione strutturale della cultura del recupero e del riciclo degli imballaggi nel sistema sportivo nazionale. L'impegno accompagnerà lo sport italiano fino al 31 dicembre 2028. A firmare l’accordo il presidente del Coni Luciano Buonfiglio e il presidente di Conai Ignazio Capuano durante l’evento di presentazione a Casa Italia condotto da Massimo Callegari, giornalista di Sport Mediaset. Con il protocollo "lo sport italiano compie un altro passo concreto verso un modello sempre più sostenibile" ha detto Buonfiglio. "Portare riciclo, linee guida ambientali e buone pratiche all’interno degli impianti e nelle nostre manifestazioni significa trasformare ogni evento in un’occasione di responsabilità condivisa. Le nostre atlete e i nostri atleti, con i valori che rappresentano, saranno ancor più modelli di comportamenti virtuosi e rispettosi dell’ambiente". L’accordo prevede anche programmi di sensibilizzazione, formazione e informazione rivolti soprattutto alle giovani generazioni, perché il gesto della raccolta differenziata diventi un’abitudine culturalmente radicata. Testimonianza del valore concreto dell’iniziativa è stata la presenza di due campioni olimpici del Team Italia: Valentina Rodini, oro nel doppio pesi leggeri ai Giochi olimpici di Tokyo 2020, e Fausto Desalu, oro nella staffetta 4×100 metri nella stessa edizione. Una partecipazione che ha rafforzato il messaggio dell’accordo: i valori che portano sul podio sono gli stessi che guidano la sfida della sostenibilità ambientale. "Siamo molto contenti di questo accordo - ha affermato il presidente di Conai, Ignazio Capuano -. Il protocollo prevede la stesura di alcune linee guida che serviranno alla gestione dei grandi eventi dal punto di vista di recupero e riciclo degli imballaggi. Nasce dall'esperienza che abbiamo fatto insieme a Milano-Cortina e da qui vengono fuori quelle che sono delle linee guida di comportamento". L’intesa introduce un elemento di innovazione: la definizione di linee guida per la gestione sostenibile degli eventi sportivi, con particolare attenzione alla corretta raccolta differenziata e alla valorizzazione di acciaio, alluminio, carta, legno, plastica, bioplastica compostabile e vetro. L'obiettivo è la costruzione di un modello nazionale capace di orientare federazioni, società sportive e organizzatori verso standard ambientali sempre più elevati, così da far entrare stabilmente la sostenibilità ambientale nello sport. "Il rispetto delle regole significa anche rispetto per l'ambiente e per le future generazioni". L’Italia "ha già superato il 76,7% di riciclo degli imballaggi: è un risultato che ci pone oltre gli obiettivi europei - ha poi aggiunto -. Ma la sostenibilità non può fermarsi alle nostre case. Fare bene la raccolta differenziata domestica è fondamentale, ma dobbiamo prestare la stessa attenzione anche quando siamo sugli spalti, nei palazzetti, durante i grandi eventi che coinvolgono milioni di persone. È lì che si misura la maturità ambientale di un Paese: ogni manifestazione può diventare un esempio concreto di economia circolare". Una scelta di visione, quindi, che guarda al futuro del sistema Paese e affida allo sport un ruolo centrale nella tutela del Pianeta. "Lo sport mi ha insegnato che ogni gesto, dentro e fuori dalla competizione, ha un peso - ha commentato Valentina Rodini, canottiera -. Oggi, contribuire a portare la sostenibilità negli spazi sportivi significa trasformare abitudini in opportunità concrete per proteggere l’ambiente che ci ospita". "Essere qui è un onore e una responsabilità - ha aggiunto Fausto Desalu, velocista -. Lo sport può educare, ispirare e diventare un esempio reale di attenzione per l’ambiente e per chi verrà dopo di noi".