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Calciatrici dell'Iran non cantano l'inno, Trump: "Australia conceda asilo"

(Adnkronos) - Donald Trump in campo le calciatrici dell'Iran che chiedono asilo in Australia. Cinque giocatrici della nazionale femminile hanno lasciato il ritiro della squadra durante la Coppa d’Asia in corso in Australia e hanno chiesto protezione alle autorità locali. ...

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Haleon, ecco quanto pesano strumenti concreti di genitorialità condivisa

(Adnkronos) - La recente bocciatura della proposta di congedo parentale paritario in Italia rappresenta una nuova occasione mancata per promuovere una più equilibrata distribuzione delle responsabilità di cura, oggi ancora prevalentemente a carico delle donne.  Senza ...

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Energia, misure e meccanismi per la transizione post Pnrr, il ruolo delle Esco

(Adnkronos) - Nel corso dell’edizione 2026 di Key, l’Associazione di riferimento delle aziende italiane che promuovono, progettano, realizzano e facilitano gli interventi di efficienza energetica e generazione distribuita, AssoEsco ha organizzato un convegno dal ...

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Calciatrici dell'Iran non cantano l'inno, Trump: "Australia conceda asilo"

(Adnkronos) - Donald Trump in campo le calciatrici dell'Iran che chiedono asilo in Australia. Cinque giocatrici della nazionale femminile hanno lasciato il ritiro della squadra durante la Coppa d’Asia in corso in Australia e hanno chiesto protezione alle autorità locali. Secondo fonti citate da Cnn, le atlete si trovano attualmente in un luogo sicuro sotto la protezione della polizia australiana, mentre cresce la preoccupazione per la loro sicurezza in caso di rientro in Iran, tanto che il figlio dell'ultimo Shah, Reza Pahlavi, si è appellato pubblicamente a Canberra per chiedere la protezione delle atlete. Trump si è espresso a riguardo. Prima su ha accusato Sydney di commettere "un terribile errore umanitario" non accogliendo le ragazze, poi invece ha lodato il premier australiano per l'impegno. Nel primo messaggio su Truth ha scritto: "L'Australia sta commettendo un terribile errore umanitario permettendo che la squadra di calcio femminile iraniana venga costretta a tornare in Iran, dove molto probabilmente (le atlete, ndr) verranno uccise", rivolgendo anche un appello al premier australiano Anthony Albanese perché "non lo faccia: conceda l'asilo" alla squadra. "Se lei non lo farà, gli Stati Uniti le accoglieranno", ha quindi aggiunto Trump. Poi, sempre sul social, il presidente statunitense ha fatto sapere di aver "parlato con il premier australiano" sulla questione e che Anthony Albanese "sta facendo un buon lavoro". "Ci sta lavorando! Di cinque si sta già occupando" e così sarà anche per il resto della nazionale femminile, ha detto il presidente americano, spiegando che "alcune, tuttavia, sentono di dover tornare indietro perché preoccupate per la sicurezza delle loro famiglie, incluse minacce ai familiari se non dovessero fare ritorno". "In ogni caso - ha riconosciuto - il primo ministro sta facendo un ottimo lavoro per quanto riguarda questa situazione piuttosto delicata. Dio benedica l'Australia!". Le "Leonesse" erano in Australia per disputare la Coppa d’Asia, dalla quale sono state eliminate ieri dopo la sconfitta con le Filippine. Durante la partita d’esordio contro la Corea del Sud, avvenuta all’indomani dell’uccisione della Guida suprema Ali Khamenei, le giocatrici e l’allenatrice Marziyeh Jafari erano rimaste in silenzio durante l’inno nazionale iraniano, gesto interpretato come forma di protesta dal regime. Nei match successivi contro Australia e Filippine, le calciatrici hanno poi cantato l’inno dopo aver subito pressioni, secondo la Cnn per proteggere le loro famiglie in patria. Le atlete - riporta l'emittente americana - sono costantemente sorvegliate da funzionari affiliati ai Guardiani della Rivoluzione e altri apparati di sicurezza, che ne monitorano attività, comunicazioni e spostamenti, impedendo qualsiasi forma di dissenso o fuga. Dopo l’eliminazione, centinaia di sostenitori si sono radunati al Cbus Super Stadium di Gold Coast, circondando il pullman e gridando "liberate le nostre ragazze" e "salvate le nostre ragazze". Alcuni video circolati sui social e testimonianze dei presenti parlano di almeno tre giocatrici che dall'interno del bus hanno fatto il gesto internazionale per la richiesta di aiuto. Diverse organizzazioni, su tutte Amnesty International e Fifpro, la federazione dei calciatori professionisti "molto preoccupata" per non essere riuscita neanche a mettersi in contatto con le atlete, hanno chiesto all’Australia di garantire alle giocatrici sicurezza e assistenza immediata.

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Haleon, ecco quanto pesano strumenti concreti di genitorialità condivisa

(Adnkronos) - La recente bocciatura della proposta di congedo parentale paritario in Italia rappresenta una nuova occasione mancata per promuovere una più equilibrata distribuzione delle responsabilità di cura, oggi ancora prevalentemente a carico delle donne. Senza strumenti strutturali che favoriscano una reale condivisione della genitorialità, il rischio è quello di rallentare il percorso verso una parità professionale effettiva, con impatti diretti su carriera, retribuzione e crescita delle donne nel mondo del lavoro. I professionisti di oggi e, soprattutto, i talenti del futuro guardano al mondo delle imprese ponendo aspettative in queste direzioni a cui nessuna impresa può sottrarsi. Le evidenze confermano con chiarezza come strumenti concreti di genitorialità condivisa non siano solo misure simboliche, ma leve efficaci di equità professionale e sociale. Infatti, lo studio promosso nel 2024 dal think tank Tortuga – a cui Haleon ha contribuito – su oltre 1.600 dipendenti in 22 aziende italiane, ha mostrato che nelle realtà dove il congedo di paternità è più esteso rispetto agli standard normativi: il 71% dei padri ne usufruisce; il 96% dichiara un rafforzamento del legame con i figli; il 65% rileva un miglioramento nella divisione del lavoro domestico; il 95% segnala una maggiore serenità della partner nel periodo post-nascita. In questo contesto, Haleon, azienda leader nel consumer healthcare, prende posizione in modo costruttivo: la parità non può restare un principio astratto, ma deve tradursi in strumenti concreti, misurabili e accessibili. Il recente ottenimento della Certificazione per la Parità di Genere (UNI/PdR 125:2022), rilasciata da DNV con un punteggio di 89/100, rappresenta il riconoscimento di un percorso strutturato che integra policy interne avanzate e un dialogo responsabile con le istituzioni. “Crediamo che la parità si costruisca con strumenti concreti che contribuiscano in modo reale a una più equilibrata distribuzione delle responsabilità di cura e creino le condizioni per una effettiva parità professionale. In attesa di un’evoluzione normativa che rafforzi questi strumenti a livello sistemico, le aziende possono e devono fare la propria parte in modo responsabile", dichiara Federica Fiore, hr lead di Haleon Italia. “In questo senso, la Certificazione per la Parità di Genere rappresenta la cornice strutturata entro cui si inseriscono le nostre iniziative: non azioni episodiche, ma un percorso misurabile, continuativo e verificabile nel tempo.”, conclude. Al centro del modello Haleon vi sono strumenti pensati per supportare le persone nei diversi momenti della vita: Fully Equal Parental Leave, congedo parentale retribuito di oltre 6 mesi (26 settimane) accessibile a tutti i dipendenti dopo l'arrivo di un bambino, indipendentemente da genere, orientamento affettivo o tipologia di genitorialità (naturale, adottiva, affidataria), senza vincoli legati a matrimonio o unione civile; Maternity Journey: percorso strutturato che accompagna le future mamme prima, durante e dopo il congedo, con supporto psicologico, fisico e di mentoring; Caregiver Leave Policy, fino a 4 settimane di congedo retribuito per assistere familiari in gravi condizioni di salute, senza impatti su retribuzione o benefit; Paternity Journey, in continuità con il percorso dedicato alle madri, nel 2026, sarà lanciato un programma per accompagnare e supportare i padri nella loro esperienza di genitorialità. La parità in Haleon Italia è un dato strutturale: le donne rappresentano il 64% della popolazione aziendale; il 69% del senior management è composto da donne. La cultura dell'inclusione è promossa anche attraverso gli Employee Resource Group (ERG), come Women @ Haleon e Inclusion @ Haleon, che lavorano per valorizzare la rappresentanza femminile e contrastare ogni forma di discriminazione. La Certificazione per la Parità di Genere non è quindi un punto di arrivo, ma la conferma di un modello che unisce policy interne avanzate, leadership inclusiva e contributo responsabile al dibattito pubblico.

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Energia, misure e meccanismi per la transizione post Pnrr, il ruolo delle Esco

(Adnkronos) - Nel corso dell’edizione 2026 di Key, l’Associazione di riferimento delle aziende italiane che promuovono, progettano, realizzano e facilitano gli interventi di efficienza energetica e generazione distribuita, AssoEsco ha organizzato un convegno dal titolo 'Misure e meccanismi per la transizione energetica post Pnrr: il ruolo delle Energy Service Company'. L’iniziativa ha rappresentato un momento di confronto tra associazione, istituzioni ed enti tecnici per fare il punto sui risultati conseguiti grazie al Pnrr, sulle criticità emerse in fase attuativa e sulle priorità strategiche per il futuro. Ad aprire i lavori è stato il presidente dell’Associazione Giacomo Cantarella che nella sua introduzione ha messo in evidenza come le Esco, anche in questa fase nuova post Pnrr, possano essere attori protagonisti e catalizzatori della transizione energetica. “Viviamo in un momento storico particolare - ha spiegato - sta venendo meno il rilevante supporto economico portato dal Pnrr, è cambiato velocemente il contesto geopolitico e sta cambiando la normativa di riferimento del settore. In questo contesto siamo fortemente convinti che non si debbano fare passi indietro nel percorso di transizione energetica, che rimane la via maestra per contrastare l’incremento dei costi energetici di imprese, cittadini e Pubblica Amministrazione. Il percorso di decarbonizzazione richiede integrazione tra efficienza, rinnovabili, elettrificazione e gestione dei rischi. In questo contesto le Esco rappresentano uno strumento strategico. Sottoscrivendo un Energy Performance Contract non si acquista tecnologia, ma un risultato energetico garantito, con assunzione dei rischi tecnici e finanziari da parte delle Esco. Per le imprese significa competitività e maggiore certezza su costi e performance; per la Pa, possibilità di realizzare interventi senza investimento iniziale, con sostenibilità di bilancio e continuità del servizio. Nella nuova fase post Pnrr servono meccanismi stabili che rendano la Esco un’opzione strutturale per abilitare interventi efficienti, finanziabili e con risultati garantiti nel tempo”. Il convegno è poi entrato nel vivo con l’intervento di Stefano Clerici, Consigliere Delegato di Agici, che ha presentato un’analisi sul 'Bilancio Pnrr e sfide 2026', offrendo una lettura dei principali impatti delle misure attuate e delle prospettive per il mercato dell’efficienza energetica e dei servizi energetici. A seguire, Antonio Beneduce, vicepresidente AssoEsco, ha illustrato il punto di vista dell’Associazione, soffermandosi sulla necessità di accompagnare il passaggio dalla fase straordinaria del Pnrr - che ha impresso una forte accelerazione alla transizione energetica - a una nuova fase fondata su strumenti stabili, in grado di assicurare nel tempo la sostenibilità degli interventi attraverso una più efficace integrazione tra incentivi pubblici e capitale privato. Il dibattito, moderato dallo stesso Beneduce, ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali ed enti tecnici, tra cui Luca Restaino del ministero delle Imprese e del Made in Italy, Fabrizio Penna del ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Enrica Cottatellucci del Gse e Francesca Hugony di Enea. Luca Restaino ha ricordato che l’iperammortamento resta uno strumento orientato all’efficienza energetica. Ha inoltre confermato che “le Esco potranno accedervi, anche se il decreto non lo specifica in modo esplicito”. Fabrizio Penna ha evidenziato come “il percorso di attuazione del Pnrr abbia prodotto risultati significativi, lasciando in eredità un metodo di lavoro solido e condiviso”. Un approccio che, secondo Penna, dovrebbe orientare e ispirare le future iniziative legislative. Enrica Cottatellucci ha evidenziato che le Esco rappresentano interlocutori ottimali, poiché “poter contare su soggetti che conoscono a fondo le peculiarità del settore costituisce un valore aggiunto che facilita la gestione delle criticità e favorisce il miglioramento dei processi”. Infine, Francesca Hugony ha illustrato le principali criticità della riqualificazione energetica degli edifici nel settore residenziale e nella pubblica amministrazione, anche alla luce delle evidenze raccolte da Enea, evidenziando le diverse peculiarità dei due ambiti. Ha inoltre richiamato “l’importanza degli sportelli unici territoriali: fondamentali per rafforzare la fiducia dei cittadini e facilitare i percorsi di intervento”. Durante il confronto è emersa la necessità di valutare l’efficacia degli strumenti adottati, intervenire sulle misure con limiti applicativi e rifinanziare, se opportuno, le linee più performanti, per garantire continuità agli investimenti e certezza agli operatori. In questo quadro, le Esco sono state individuate come interlocutori chiave per sostenere imprese e pubbliche amministrazioni nella realizzazione di interventi complessi e accelerare la transizione energetica post-Pnrr. L’incontro ha inoltre rappresentato un momento di dialogo per definire una roadmap condivisa, finalizzata a consolidare i risultati del Pnrr e a fronteggiare le sfide energetiche dei prossimi anni. In merito al Conto Termico 3.0, è stato chiarito che il blocco del portale comunicato dal Gse non costituisce una chiusura definitiva, bensì una sospensione temporanea. La misura consente al Gestore di effettuare le necessarie verifiche sulle domande pervenute e di programmare in modo efficace la ripartizione degli incentivi negli anni a venire.

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