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(Adnkronos) - Ditonellapiaga e TonyPitony hanno vinto la serata delle cover del Festival di Sanremo 2026. La cantante, in gara alla kermesse canora con il brano 'Chefastidio!', ha invitato il cantante mascherato da Elvis Presley per esibirsi insieme sulle note di 'The Lady Is a Tramp', celebre brano di Frank Sinitra. Era uno degli artisti più attesi sul palco dell'Ariston e non ha deluso le aspettative. TonyPitony, performer e cantante mascherato noto per il suo stile sfacciato, autore della sigla del FantaSanremo, nasconde la sua vera identità dietro la maschera di Elvis Presley. Ma cosa sappiamo di lui? È nato a Siracusa, città in cui vive e lavora tutt’oggi. TonyPitoni è stato ospite di Gianluca Gazzoli nel podcast 'Passa dal BSMT' dove ha raccontato la sua storia, partendo proprio dalla maschera scelta: "Mi protegge dalle rotture. Non sopporterei mai l’idea di essere guardato al ristorante, ad esempio". Pitony ha definito il suo progetto artistico come una festa: "La musica per me è una festa. Voglio creare un ambiente di famiglia. Io sono lo zio brillo che durante la cena canta la canzone sporca". Tony Pitony è esploso sui social diventando virale in poco tempo grazie a testi provocatori, come 'Mi piacciono le nere e Donne ricche'. La sua carriera musicale nasce quasi per gioco, per far divertire gli amici: "Se iniziassi a scrivere per inseguire il successo non sarei un artista". Per TonyPitoni, lo stile provocatorio ha lo scopo di stimolare pensiero critico e riflessione attuale. "L’essere volgare è come per dire: ‘Guardami, sono qua, guarda che si può fare’. Sei pazzo se pensi che sia altro'". Tony Pitony ha raccontato di aver studiato teatro per sette anni a Londra, tra recitazione, opere liriche e doppiaggio. Un'esperienza che ha influenzato fortemente la sua presenza scenica e la sua interazione con il pubblico: "Io non mi reputo un cantante, io sono un attore", ha spiegato a Gazzoli. Interessante l'aspetto dei riferimenti culturali a cui si ispira: da Andy Kaufman e Jim Carrey, fino a Tim Minchin e, in Italia, Elio. Tony Pitony mantiene un basso profilo sulla vita privata, a partire dalla maschera che non ha mai tolto. "Voglio mantenerla, senza andare a rincorrere cose che sono più veloci di me". E sulla sua partecipazione a X Factor del 2020, TonyPitoni ha spiegato: "Il mio piano era: vado lì e non passo. Volevo trollarli". Alla fine dell'applauditissima esibizione, il cantante mascherato da Elvis Presley ha estratto un caco - sì, il frutto - e lo ha poggiato sul palco dell'Ariston, lasciando i telespettatori interdetti. Un gesto comunque in linea con il suo stile provocatorio. In realtà il riferimento non è casuale. Il gesto è da ricercare in uno dei suoi brani, 'Tony's Vocal', in cui canta: "Se vado a ****** giuro che **** sul palco. E non lo dico per dire, lo dico veramente". She gets too hungry, for dinner at eight She likes the theater and never comes late She never bothers, with people she'd hate That's why the lady is a tramp Doesn't like dice games, with barons or earls Won't go to Harlem in ermine and pearls Won't dish the dirt with the rest of the girls That's why this chick is a tramp She loves the free, cool wind in her hair Life without care She's broke and it's oak Doesn't like California, it's cold and it's damp That's why the lady is a tramp She gets far too hungry, they wait there for dinner at eight She adores the theater however doesn't get there late She'd never bother with someone she'd hate That is why the lady is a tramp Doesn't like dice games with barons and earls Never makes a trip up to Harlem, driving shiny Lincoln's and Ford's She won't dish the dirt, with the rest of those broads That's why this chick is a Tramp She loves the free, fine, wild, knocked out, coo coo, groovy wind in her hair Life's without a care She's broke, but it's oak She loathes California, it's so cold, and so damp That's why the lady, that's why the lady That's why the lady is a tramp
(Adnkronos) - Il Comitato Direttivo di Apc - Associazione Produttori Caravan e Camper ha eletto all’unanimità Gianguido Cerullo come nuovo presidente dell’Associazione. Cerullo, già amministratore delegato di Trigano Spa, Sea Spa, Trigano Servizi srl e Trigano Van srl dall’ottobre 2021, assume oggi la guida dell’organismo che rappresenta il comparto produttivo italiano ed europeo del caravanning in Italia; un settore di eccellenza che vede l’Italia tra i principali player a livello europeo, al terzo posto come paese produttore di camper. Inoltre, come per il settore auto, anche nella camperistica l’Italia vanta un numero importante di aziende fornitrici di componentistica per l’industria europea del camper e della caravan, anch’esse associate ad Apc. L’elezione di Cerullo a presidente di Apc avviene in un momento strategico per il comparto, caratterizzato da una crescita costante dell'interesse verso il 'Turismo in libertà'. Sotto la sua presidenza, l'Associazione punterà a promuovere ulteriormente la cultura del turismo en plein air in Italia, a sviluppare il mercato italiano e a consolidare il dialogo e la collaborazione con gli stakeholders e con tutte le Istituzioni. “È per me un onore assumere la guida di Apc in una fase così dinamica per il nostro settore. Continueremo ad impegnarci per promuovere il mercato del camper in Italia, rafforzare le istanze del comparto, valorizzandone tutti gli aspetti e dialogando in modo costruttivo con le Istituzioni e con i partner strategici affinché il turismo in camper rappresenti sempre più un volano per l’economia del comparto turistico e del nostro Paese", ha dichiarato il neo-eletto presidente Gianguido Cerullo. Cerullo succede a Simone Niccolai, a cui il Comitato Direttivo ha rivolto un sentito ringraziamento per l’impegno ed i risultati raggiunti nei suoi ben nove anni di presidenza, dal 2017 ad oggi.
(Adnkronos) - Meno di 1 italiano su 5 possiede un’auto green (il 17%), ma un italiano su due (il 51%) sta valutando di comprarne una. Tuttavia, gli italiani sembrano propensi a cambiare trend: già 1 su 4 ha provato un’auto elettrica (26%) e il full hybrid è la soluzione più indicata quando si valuta l’acquisto di una nuova vettura (27%). Le principali barriere all’acquisto delle auto elettriche sono il costo elevato (62%) seguito dai tempi di ricarica lunghi (50%). Sono i risultati dell’indagine realizzata da YouGov per Repower, con l’obiettivo di valutare il mercato delle auto elettriche in Italia insieme a conoscenze e abitudini dei cittadini, presentati nel X White Paper, 'La transizione nell’era post ideologica', pubblicato dal gruppo attivo nel settore energetico e della mobilità sostenibile. (VIDEO) Questa edizione del documento rafforza la dimensione di piattaforma di contenuti fruibili in maniera non lineare, andando ad approfondire solo i temi a cui si è più interessati. Ogni capitolo è infatti abbinato, a seconda del tema approfondito, a una puntata di 'Rumors d’Ambiente - Alla ricerca della sostenibilità', il podcast di Repower di cui in primavera è attesa la sesta stagione. Ogni capitolo ospita inoltre una serie di interviste ad esperti per approfondire le molteplici tematiche della mobilità sostenibile: da Francesco Zirpoli, direttore del Center for Automotive and Mobility Innovation all’Università Ca’ Foscari Venezia a Fabio Orecchini direttore del Center for Automotive Research and Evolution all’Università Guglielmo Marconi di Roma, da Vito Di Noto, docente al Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Padova, all’architetto e urbanista di fama mondiale Carlo Ratti. “Nel 2025 il mercato delle auto elettriche è tornato a crescere - commenta Fabio Bocchiola, Ceo di Repower Italia nell’introduzione al White Paper - sostenuto da politiche di incentivazione e da una rete di ricarica sempre più capillare. È uno scenario incoraggiante, che restituisce l’immagine di una tecnologia che sta progressivamente uscendo da una fase pionieristica per entrare in una stagione di maturità. Per questo abbiamo deciso di dedicare il tema del White Paper a questo cambio di approccio, che ci conduce in un’era ‘post ideologica’ in cui l’elettrico rappresenta una soluzione che non va scelta solo per una questione di valori o responsabilità, ma perché ha senso come tecnologia matura”. Dall'indagine emerge, poi, che il 50% degli italiani possiede un’auto a benzina, il 35% diesel, il 10% Gpl. L’auto elettrica è poco diffusa: solo il 2% la possiede, come le soluzioni ibride (full hybrid 6%, mild hybrid 5%, gas naturale compresso 3%, plug-in hybrid 2%). Tuttavia, gli italiani sembrano propensi a cambiare trend: già 1 su 4 ha provato un’auto elettrica (26%) e il full hybrid è la soluzione più indicata quando si valuta l’acquisto di una nuova vettura (27%), mentre il 18% considera l’acquisto di un veicolo elettrico. Le principali barriere all’acquisto delle auto elettriche sono - rileva lo studio - il costo elevato (62%), i tempi di ricarica lunghi (50%), la scarsa disponibilità di colonnine di ricarica (47%), l’inadeguatezza per i viaggi lunghi (45%) e l’autonomia limitata (44%). Il livello di conoscenza sul mercato delle auto elettriche è scarso: meno di 1 italiano su 5 si reputa bene informato (17%) e il mezzo di informazione principale è il passaparola (39%). Solo 2 italiani su 10 pensano che ci siano abbastanza colonnine di ricarica per auto elettriche. Ci sono, poi, alcune opinioni contrastanti sulle auto elettriche: 2 italiani su 3 ritendono importante possedere un’auto e sono convinti che le auto elettriche si diffonderanno se miglioreranno le infrastrutture; 1 su 3 crede che il prezzo salirà e che le auto elettriche inquinino più di quelle a benzina, mentre 1 su 2 pensa che necessitino di una manutenzione costosa e complicata.